LA PROCESSIONE DEL SANTO DI
PADOVA
E LA PROCESSIONE DEL
SANTISSIMO GESU’ CRISTO NELLA SANTA OSTIA
a cura di Francesco Tudda
FEDE E NON FEDE
Il 25 giugno 2000, a Pietrafitta (CS), come in tutto il mondo cattolico, ebbe luogo una processione non con una statua, non con un santo, ma con il santissimo Gesù Cristo in persona, vivo, presente nella santa Ostia consacrata. Dodici giorni prima, nello stesso luogo e alla stessa ora, un’altra processione smosse l’intero paese: era la processione con la statua di S. Antonio.
Dietro il santissimo Gesù Cristo vivo nella santa Ostia consacrata non mancavano i fedeli che pregavano e cantavano. Ma la differenza era sensibile fra le due processioni, a discapito di quella del “Corpus Domini”, parole latine che significano: il Corpo del Signore, Gesù, cioè.
Sono convinto che se facessimo
il giro del paese e interrogassimo uno per uno i singoli cittadini, tutti direbbero
di essere cattolici e credenti, esclusi i fratelli Testimoni di Geova. Ma, vorrei dire che in tutta l’ Italia è
così più o meno. Tutto il mondo è paese… Che fede è quella di andare dietro una statua
e non dietro al Dio vivo e vero?
Che cosa è la fede o il
credere?
C’è una fede naturale e una
cristiana o soprannaturale.
Fede naturale: la persona umana non può non credere perché è
creatura, cioè dipendente nell’esistere e nel vivere. E’ tanto naturale credere che sembra
inconcepibile un’esistenza senza dipendere dal Creatore. Tanto è vero che ci viene spesso in
mente: E Dio, chi l’ha creato? - Non
riusciamo a concepire un essere che non sia dipendente da un altro. Ma Dio è del tutto diverso dalle
creature. Egli è Creatore, colui che tutto
ha fatto e che non è stato fatto da nessuno.
Credere è naturale, ma la fede
cristiana è ben altra cosa.
Prima di tutto cominciamo a
domandare i nostri… idealmente intervistati:
Quanti corsi sul cristianesimo hai fatto tu?
E’ impossibile credere se prima
non si sa che cosa si deve credere. E
poi, anche se si conoscono le verità di fede che Gesù ci ha dato, dal sapere al
credere c’è di mezzo il mare. Infatti,
la COGNIZIONE O CONOSCENZA allora soltanto diventa fede quando si trasforma in
una forza trainante. Quando si sente la
necessità di seguire Gesù Cristo, andare a trovarlo nelle chiese, non
trascurare mai, per tutto l’oro del mondo, la partecipazione alla messa, almeno
festiva… allora si può parlare di
fede. Non esiste nel cristianesimo credenza
e non pratica. La fede cristiana tanto è
quanto è praticata.
Così comincia la fede cristiana. Io vengo a sapere che Gesù Cristo ha detto
che l’ostia consacrata nella messa è veramente lui vivo e vero. Cerco di vedere se questa dottrina corrisponde
realmente al tempo di Gesù, che sia suo insegnamento, che lungo i secoli si è
mantenuto intatto. E’ il lavoro critico
letterario che si fa per i testi antichi e che si applica anche alla Bibbia
nelle università cristiane.
Sanno tutti i nostri così detti credenti
queste cose? E se non sanno non possono
credere. Perciò vengono delle storture
religiose: si onorano i santi, ma non il
Santo dei Santi; si corre dietro alle
statue di legno o di altra materia, ma non dietro il santissimo Gesù Cristo
vivo nella santa Ostia consacrata.
Ma anche in Albania, paese in
maggioranza musulmano, il Santo di Padova è seguito da tutti
indistintamente: musulmani, ortodossi,
atei, cattolici, comunisti ecc.
Quello che dicevo, quando ero
missionario nell’ Albania, tormentata da cinquant’anni di comunismo ateo, vedo
necessario ripeterlo anche in Italia, tormentata dall’indifferentismo pratico o
ateismo reale… Dicevo: Dio accetta ogni persona ben disposta che
cerca di fare tutto il bene conosciuto.
Io non posso allontanare i
musulmani dalla mia amicizia per il fatto che sono musulmani. Dio solo conosce la bontà di ognuno.
In Albania, i martedì, venivano
a messa anche i non cattolici. E li
accoglievo volentieri. Però al momento
della comunione si spiegava loro chiaramente che solo i cattolici potevano
ricevere quella bianca ostia che non è una cosa… E’ GESU’ IN PERSONA!!!
Io penso che anche in Italia
bisogna agire allo stesso modo: non
giudicare mai male nessuno, accogliere tutti con amore fraterno, essere umili
con tutti davanti all’unico grande Dio.
Però LA COMUNIONE NON SI PUO’ DARE A TUTTI. In realtà, non c’è nessuna differenza tra i
musulmani dell’Albania e tanti che si dicono cattolici, ma mai hanno fatto un
corso di istruzione di fede, mai hanno
iniziato un cammino di fede.
In Italia non tutti sono cattolici, anche se pretendono di ricevere i sacramenti che sono
solo per coloro che credono davvero. Non
tutti sono davvero convinti che Gesù è in quella piccola bianca Ostia
consacrata. Se fossero proprio convinti,
non commetterebbero quell’errore madornale di lasciarsi attrarre da una statua
e non dalla persona vivente nell’Ostia consacrata; andare dietro un santo e non
dietro al santissimo in persona in mezzo a noi.
L’HA DETTO GESU’ DAVVERO, LUI IN PERSONA: L’OSTIA CONSACRATA E’ PROPRIO LUI!!!
Lo so che la Bibbia dice: Non è di tutti la fede. Però chi non ha fede non deve chiedere i
sacramenti. Gesù diceva: Non date le margherite ai cani! – Gli Ebrei
chiamavano così quelli di altra religione.
BISOGNA METTERE IN CHIARO LE
COSE: altro è credere e altro è essere cristiani.
Non si intende convertire
nessuno, ma solo annunziare quello che è il cristianesimo. Poi la grazia di Dio toccherà molti cuori e
molti pagani di oggi si faranno cristiani come avvenne duemila anni fa
all’inizio del cristianesimo qui in Europa.
NOI CREDIAMO IN GESU’
Dio si è fatto uomo e poi è
diventato pane per noi perché avessimo la grande gioia di unirci a Dio
(religione=legame con Dio) in maniera inconcepibile, reale, viva come la
Madonna e suo Figlio. Che meraviglia è
il cristianesimo! Ma cristianesimo senza
Gesù sacramentato, senza messa e comunione non è il cristianesimo insegnato da
Cristo. E’ invece il cristianesimo
inventato dai Testimoni di Geova. Essi
infatti traducono il greco: Touto ESTI’
to soma mou (questo è il mio corpo) in:
Questo SIGNIFICA il mio
corpo. Poveracci ancora non hanno
imparato bene il greco. Di questi errori
ne hanno uno per pagina. Fate il
calcolo… Ma quando imparano il greco facile della Bibbia? Oppure sarà vero il detto calabrese: Se l’asino non mette la coda a tre anni… E ancora:
Quando l’asino non vuole bere a voglia che fischi!
PERO’ UNA COSA LA SANNO I
TESTIMONI DI GEOVA: LA FEDE PRIMA DI
TUTTO E’ STUDIO!
Noi crediamo che Dio si è fatto
uomo, è apparso in Palestina 2000 anni fa; è documentata con certezza
scientifica la sua presenza storica e geografica, le sue parole…
Gesù di Nazaret è morto ed è
risorto: lo hanno visto e toccato. Non ci ha lasciati orfani. Ci ha dato lo Spirito Santo e il suo corpo
vivo e reale nella santa Ostia consacrata.
Chi vuole può incontrare Gesù.
Egli ha detto: “Chi crede in me
non ha più fame, chi viene a me non ha più sete”. La frase va tradotta meglio in italiano
così: Chi crede in me cioè viene a me
(nella santa Ostia in modo particolare) non avrà più né fame né sete”.
Eppure il mondo è una folla di affamati specialmente là dove
c’è il così detto benesse, che è sommo malessere. Manca Dio e manca tutto. Il pane si può supplire, Dio no. Il mondo è un obitorio immenso. E Gesù ha detto: “Chi mangia questo pane non morrà mai”. Il mondo è un grande obitorio… Perché? Perché le chiese sono vuote, la santa Ostia
consacrata non è seguita da tante persone quante sono quelle che vanno dietro
le statue e dietro i santi, fosse pure l’illustre S. Antonio.
Egli un giorno fece
inginocchiare una mula davanti alla santa Ostia. Il proprietario era come i Testimoni di Geova
oggi e non credeva che Gesù è veramente presente e vivo nella S. Ostia. S. Antonio disse all’eretico: Lascia la tua mula tre giorni digiuna e poi
tu le presenterai la biada, io la santa Ostia.
Vediamo dove si dirige la mula.
La bestia si diresse verso il Santo che portava l’Ostia in mano. S. Antonio direbbe parole di fuoco contro coloro
che corrono dietro le sue statue e abbandonano il santissimo Sacramento cioè
Gesù vero, ma nascosto sotto le apparenze del pane e del vino.
Un Testimone di Geova mi disse: Fammi vedere Gesù Cristo nella tua
Ostia. Gli ho portato un libro dove si
narrano molti miracoli eucaristici:
L’Ostia cambiata in carne e tutt’ora presente, le particole sempre
fresche per secoli, il sangue sgorgato…
Il libro è: “I miracoli
eucaristici”, ed. Dehoniane, Roma.
GESU’ PRESENTE NELLA SS.
EUCARISTIA
E’ così grande il dono del corpo
e del sangue di Gesù nelle nostre chiese che la cristianità lo ha chiamato con
questa parola greca: Ringraziamento
(=eucaristia). Grazie, mio Dio! Grazie perché sei con noi, perché vieni nel
nostro cuore con la comunione, e con la santa messa ci rendi presente tutta la
redenzione. Grazie! Eucharistò
(=grazie!).
Gesù ha detto: “Non vi lascio orfani, vado a morte e
ritornerò da voi”. Nel vangelo di
Giovanni si legge: Gesù risorto apparve
alla comunità dei discepoli, la sera della pasqua, a porte chiuse. Poi, otto giorni dopo, fece lo stesso (Gv
20). Così cominciarono le messe di
domenica in domenica. La risurrezione di
Gesù avvenne di domenica, ed egli appariva periodicamente di settimana in
settimana, dando inizio al raduno cristiano dei discepoli con il Risorto fino
ai nostri giorni. La Chiesa, ossia la
comunità dei discepoli di Gesù, si raduna ogni domenica attorno al Maestro che
è tutt’ora con noi, ci istruisce attraverso i suoi servi o ministri e ci nutre
di sé con la comunione.
Mio Dio, ma è proprio vero che
noi ci cibiamo di Gesù? Sì! E’ l’inaudito cristiano! Questa è la religione cioè il vero legame con
Dio: Dio si fa uomo, si fa pane perché
noi possiamo diventare un sol corpo e un solo sangue con lui… e anche con tutti i credenti.
Questo legame reale, vitale di
tutti i credenti con Gesù e fra loro si chiama Chiesa ossia religione
cristiana. Gesù ha detto: “Io sono la vite e voi i tralci”. Ecco la nostra religione! Credere vuol dire aderire a Cristo con la
comunione. Se non la fai non sei
credente. Potrai essere un pensante il
cristianesimo, ma non un credente cioè un partecipante vita e vita con Gesù.
GESU’ VIVO E’ PRESENTE, AGENTE E COMUNICANTESI CON
NOI
Tre sono gli aspetti della S.
Ostia: presenza reale di Gesù vivo risorto,
sua azione di salvezza resa operante in mezzo a noi,
sua comunione con noi.
Gesù
è vivo e con noi. Noi conserviamo
l’Ostia consacrata nelle nostre chiese per avere la gioia di poter incontrare
Gesù ogni volta che vogliamo. Quel Gesù
si rende presente in quanto “offerto in sacrificio”. Infatti così dice il sacerdote che consacra
in nome di Gesù: “Questo è il mio corpo
offerto in sacrificio per voi”. Tutta
l’opera di salvezza compiuta da Gesù nella sua esistenza terrena si trova
concentrata e presente perché sia comunicata a tutti mediante la comunione
eucaristica.
Allora il cristiano non invidia
quelli che videro Gesù durante la sua vita terrena. Lo possiamo incontrare anche noi. Anche noi possiamo partecipare alla sua
nascita a Betlem, alla sua offerta sul Calvario, alla sua vita in
Palestina. Con la santa Ostia tutto il mondo
può essere Betlem, Calvario, Nazaret, Palestina.
HA DETTO GESU’:
“Io sono il pane vivo disceso
dal cielo, da Dio. Chi mangia questo
pane non morrà in eterno. Il pane che io
darò è la mia carne in nutrimento delle anime.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui,
non morrà in eterno; io o
risusciterò. Senza di me non potrete far
nulla. Rimanete in me e io in voi. Qualunque cosa chiederete la otterrete e la
vostra gioia sia piena. Venite a me voi
tutti che siete affaticati e oppressi e io vi ristorerò”.
Oh, che meraviglia! “Il suo corpo arso d’amore, sulla mensa è
pane vivo, il suo sangue sull’altare è calice del nuovo patto” d’amore con
tutta l’umanità. Beato chi sente e accorre
a questa mensa, ma degnamente…
Dice S. Tommaso: “O inapprezzabile e meraviglioso convito, che
dà ai commensali salvezza e gioia senza fine!
Che cosa mai vi può essere di più prezioso, che cosa di più sublime di
questo sacro convito? Per mezzo di esso
si gusta la dolcezza spirituale nella sua stessa fonte. L’Eucaristia è la più grande meraviglia che
ha operato il Redentore. Riconoscete in
questo pane colui che fu crocifisso, è risorto, siede alla destra del Padre; e
nel calice riconoscete il sangue sgorgato per la nostra redenzione.”.
“Da duemila anni la Chiesa è una
culla in cui Maria depone Gesù e lo affida all’adorazione e alla contemplazione
di tutti i popoli” (Giovanni Paolo II).
Ogni bene è contenuto nella
santa Eucaristia: là c’è tutta la
divinità, il Figlio e inseparabilmente anche il Padre e lo Spirito Santo; c’è
il Figlio che viene dal seno del Padre che è in cielo. Ivi c’è il corpo di Gesù, nato da Maria
vergine, vero corpo e sangue risorto e glorioso. Là ci sono le apparenze del pane e del vino
che vengono dalle viscere della terra e dal lavoro dell’uomo. C’è tutto Dio, tutta l’umanità e tutto il
cosmo in una comunione mirabile che possiamo chiamare cosmoteandrica (= cosmo+
theò-Dio+uomo).
Quando partecipiamo alla santa
messa, in particolare, noi abbiamo tutta la salvezza raccontata nella Bibbia e
resa presente e comunicatesi a noi. In
particolare il vangelo: il Gesù nato,
vissuto in Palestina, consolatore e salvatore…
Tutto si rende vivo. La Bibbia
senza Eucaristia è molto vuota, povera, come un libro di storia. Ma l’Eucaristia è la Bibbia resa viva,
operante, attuale, presente…