LA RELIGIOSITA’ DEL CUORE E DEI COMANDAMENTI DI DIO

 

(Leggi il vangelo secondo Marco, c.7,1ss)

a cura di un Certosino

 

            Gesù ci istruisce 1)  sulla religiosità proveniente direttamente da Dio, dalla sua rivelazione, dal suo volere o dai suoi comandamenti  2) e sulla religiosità del cuore contro una religiosità superficiale ed esterna

1) LA RELIGIOSITA’ NASCE DA DIO:  E’ LUI CHE LA VUOLE E LA INSEGNA.  Non è l’uomo che può inventare i modi per incontrare Dio; né può  immaginare come deve comportarsi con il suo Creatore, e come onoralo.  E’ invece Dio che cerca  l’uomo e lo chiama alla comunione con sé.  Così è testimoniato dalla Bibbia nello spazio di duemila anni, dal primo ebreo (Abramo) alla venuta di Gesù in terra.

           

2) LA RELIGIOSITA’ PARTE DA DIO  E DEVE ENTRARE NEL CUORE DELL’UOMO.

            Il cuore è la parte intima di noi stessi, il luogo dove è impossibile dire bugie.  Noi spesso inganniamo il prossimo, molte volte diciamo il falso anche a noi stessi; e perfino tentiamo di ingannare Dio.  Ma c’è un punto ove è impossibile dire bugie; è il cuore, il centro di noi, là dove siamo soli con Dio solo.  Come saremo soli con lui in punto di morte.  Allora Dio ci giudicherà in maniera molto semplice.  Ci fa vedere davanti alla sua infinita verità  la nostra situazione:  senza parole, chiaramente e dentro di noi (nel cuore) vedremo quello che meritiamo.  L’uomo tanto vale quanto è davanti a Dio e niente più.  Il giudizio finale di Dio diventerà una forza irresistibile che ineluttabilmente conduce nel paradiso o nell’inferno o nel  purgatorio meritato. 

 

            LA RELIGIOSITA’ VOLUTA DAL VANGELO E’ QUELLA  CHE VIENE DAL COMANDAMENTO DI DIO E VIENE ACCOLTA DENTRO IL CUORE.  Così insegna il c.7 del vangelo di Marco, cioè il brano letto.

 

            Gesù si lamentava del suo popolo perché aveva una religiosità superficiale, ipocrita, non sincera.  Diceva Gesù:  Questo popolo mi onora con le LABBRA, ma il suo CUORE è lontano da me.  Invano essi mi rendono culto, insegnando DOTTRINE che sono PRECETTI DI UOMINI. Trascurano il COMANDAMENTO DI DIO, osservano le TRADIZIONI DEGLI UOMINI.

            Gesù condanna la religiosità delle labbra, delle parole, dell’esteriorismo e le dottrine o gli insegnamenti religiosi che hanno origine da uomini, da tradizioni umane, popolari e non possono incidere sentimenti autentici di vita religiosa.  Esistono molte pratiche religiose che non sono insegnate dalla Bibbia, sono inventate da uomini e seguite con scrupolosità (come processioni chiassose senza preghiere, feste patronali esterne e profane, spreco di denaro per cose che non hanno nulla a che fare con il vero senso religioso, come i cantanti, luminarie, giochi pirotecnici).

           

            Il vangelo porta un esempio di religiosità proveniente da tradizioni di uomini e incapaci di cambiare l’animo umano.  Dice il vangelo:  Gli scribi e i farisei osservavano molte cose per tradizione, come lavature di mani, bicchieri, stoviglie e di oggetti di rame.  I Giudei non mangiavano, senza essersi lavate le mani fino al gomito, attenendosi alle tradizioni degli antichi;  non mangiavano senza aver fatte le abluzioni di rito.

            Lavare le mani prima dei pasti non era una legge igienica, ma un rito religioso inventato dagli uomini per tradizione; non era prescrizione di Dio contenuta nella Bibbia. Era uso derivato da paura frutto di ignoranza e codificato da tradizioni popolari.

 Prendere cibo era considerato un fatto religioso con conseguenze spirituali pericolose.  Pensavano:  siccome il cibo diventa me, tutto quello che entra nella bocca fa parte integrante della mia persona.  Da qui la necessità di evitare cibi impuri.  Potrebbe entrare in noi qualche cosa di diabolico o di maligno.

 

            Gesù invece diceva chiaramente:  Ascoltatemi tutti e intendete bene:  non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa contaminarlo  (se i Testimoni di Geova conoscessero almeno il vangelo, non direbbero cose aberranti a cui sono abituati).  Diceva dunque Gesù:  Sono invece le cose che escono dall’uomo a contaminarlo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono le intenzioni cattive:  prostituzioni, furti, omicidi, aborti, adulteri, cupidigie, malvagità, inganno, impudicizia, invidia, calunnia, superbia, stoltezza.  Tutte queste cose cattive vengono fuori dal di dentro e contaminano l’uomo.

            Gesù insegnava la religiosità dei comandamenti di Dio e del cuore.  Il volere di Dio deve entrare dentro il cuore e deve esprimersi poi  tutte le manifestazioni della vita. Il bene e il male derivano dai comandamenti di Dio osservati o non osservati.  E’ bene quello che è secondo il volere di Dio ed è conosciuto per mezzo della rivelazione che è contenuta nella Bibbia.  E’ male quello che è contro il volere di Dio, contro i suoi comandamenti.  Il bene e il male diventano miei quando entrano nel cuore e non nel ventre.  Il cuore è la parte intima di me, è la mia volontà libera e decisa.  Io cado nel bene o nel male, non per un cibo o per un rito di pulizia esterna, ma per la volontà libera che aderisce o no al divino volere.

            La religiosità, che non cambia il cuore secondo Dio, è un fenomeno molto attuale anche fra i cristiani.  Ci sono persone che esprimono la loro religiosità con delle pratiche  esterne, marginali senza valore alcuno di vero senso religioso.

            Pratiche esterne, superficiali, marginali possono essere: correre dietro a una statua o di S. Antonio o del patrono, volere toccare le immagini ad ogni costo, desiderare processioni chiassose, senza pregare, festeggiare i santi soltanto con cantanti che di tutt’altro si interessano, ma non dei sentimenti religiosi.

            Invece è religiosità rivelata da Dio e indispensabile:  la partecipazione alla messa, unico vero sacrificio di Gesù, la carità fraterna universale come quella di Cristo che morì in croce per noi; la comunione e la confessione ricevute con piena convinzione e con preparazione tale che cambi il cuore e la vita secondo Dio.

            Sarebbe un onorare Dio con le labbra, ma avere il cuore lontano, prendere parte a pratiche religiose e non curarsi dei vizi a cui accennava Gesù quando disse: Ascoltatemi tutti e intendete bene:  non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa contaminarlo; sono invece le cose che escono dall’uomo a contaminarlo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono le intenzioni cattive:  prostituzioni, furti, omicidi, adulteri, cupidigie, malvagità, inganno, impudicizia, invidia, calunnia, superbia, stoltezza.  Tutte queste cose cattive vengono fuori dal di dentro e contaminano l’uomo.

 

 

E’ IL CUORE DELL’UOMO IL LUOGO DOVE NASCE E SI CONSUMA OGNI BENE E OGNI MALE.

            Il cuore è la parte più intima di me, il punto dove io decido personalmente, responsabilmente, liberamente e coscientemente.  Il cuore, le viscere e i reni sono presi nella Bibbia come simboli o immagini del più profondo della persona umana.  Indicano l’io, il vero me, la mia persona libera, sincera e responsabile.

           

La prima pratica religiosa indispensabile e da cui provengono le vere espressioni di vita religiosa è la conoscenza del divin volere.  Dobbiamo sapere che cosa Dio vuole, che cosa ha rivelato, che cosa intende dire la Bibbia.  Gesù dice che la religiosità deve essere dai comandamenti di Dio e non dalle tradizioni popolari.

 Inoltre, la rivelazione divina non è contenuta soltanto in un libro morto, fosse pure la Bibbia.  Gesù ha dato potere a Pietro e agli apostoli, papa e vescovi, di essere i maestri autentici della sua rivelazione.  Ha detto Gesù:  Chi ascolta voi ascolta me e Colui che mi ha mandato, il Padre.  Chi disprezza voi, disprezza e Colui che mi ha mandato.  Come il Padre ha mandato me così anch’io mando voi.  Andate in tutto il mondo e insegnate tutto quello che vi ho detto.  Chi crederà sarà salvo, chi non crederà sarà condannato.  Io sono con voi.

            Gesù ha assicurato la sua presenza al papa da solo o unito con i vescovi.  Essi formano la Chiesa docente, che HA IL MANDATO DIVINO di insegnare IL VOLERE DI DIO, la rivelazione autentica contenuta nella Bibbia.  Solo il papa da solo o unito ai vescovi ha il dono dell’infallibilità religiosa.  Un solo vescovo potrebbe anche sbagliare, ma in collegialità forma un’unità infallibile.  Questa è la fede cristiana.  E non è questione marginale.  Chi non segue quello che Dio dice è inutile che si consideri religioso.

            Ai giorni nostri, esistono molte questioni di cui la Bibbia non parla. Clonazione, ingegneria genetica, trapianto degli organi, embrioni umani congelati, controllo delle nascite ecc.  Come conosciamo noi se queste cose sono un bene o un male?  Gesù ci ha lasciato il papa e i vescovi perché in nome suo ci istruiscano attraverso i principi desunti dalla Bibbia.  Quando il papa parla di questioni morali o dottrinali nella fede, la fede cattolica dice che egli è voce autentica di Dio.  Anche se esistono molte persone che dicono il contrario, l’insegnamento del papa da solo è divino e superiore a tutti gli esseri della terra, fossero anche luminari di scienza, uomini dominatori di popoli.  Noi dobbiamo ritenere con assoluta certezza che la voce del papa è superiore a tutti i sondaggi di opinioni, alle votazioni di uomini e a tutti i referendum.  Vale Dio solo con il suo assoluto e infinito potere.

            Il vangelo dice chiaramente:  Trascurano i comandamenti di Dio e seguono le tradizioni degli uomini e  precetti di uomini.  E’ chiaramente fuori della religione cristiana chi pensa diversamente da quello che insegna Gesù nostro Maestro ed è insegnato da chi ha avuto da lui potere di insegnare infallibilmente.  Nessuno osi credersi cattolico, accostarsi alla comunione o alla confessione se è fuori della fede.  Prima deve chiarire la sua posizione e poi accostarsi ai sacramenti.  Si potranno ingannare gli uomini, se stessi, mai Dio che vede nelle profondità del cuore:  vede, giudica e premia o castiga.  

           

            Dice la Bibbia:  “Accogliete con docilità la parola di Dio, che può salvare le vostre anime.  Siate di quelli che mettono in pratica la parola di Dio e non soltanto ascoltatori, illudendo voi stessi.” (Gc 1, 17ss).  “Ascolta la leggi e le norme che io vi insegno.  Non aggiungete nulla a ciò che vi comando e non ne toglierete nulla;  ma osserverete i comandi del Signore perché quella è la vostra saggezza e la vostra intelligenza.” (Dt 4,1ss).

 

            CONTRO LA RELIGIOSITA’ DEL CUORE E DEI COMANDAMENTI DI DIO esiste la religiosità superficiale, delle labbra e la religiosità che confonde il vero senso religioso con pratiche secondarie.          Dire una messa per i morti o non dirla, in fondo, non è un precetto divino.  Partecipare alla messa domenicale è comandamento grave di Dio per cui trascurarla (senza grave necessità impellente) è peccato mortale.  La fede chiama peccato che conduce alla morte una gravissima trasgressione che merita la pena eterna nell’inferno.

            Molte pratiche religiose sono considerate essenziali e sono – dice il Vangelo – precetti di uomini, tradizioni di uomini, come  benedire le case a pasqua, benedire le palme.  Altre cose sono importanti e vengono trascurate.  Un tale chiede al parroco una benedizione per il padre morto.  Il Parroco dice:  Perché non mi avete chiamato prima per amministrargli i sacramenti?  Risposta:  Si impressionava…  Che vale la benedizione di un cadavere?  E’ ben poca cosa.  Ma un moribondo che non mette a posto la coscienza rischia l’inferno eterno.  L’inferno è stato insegnato da Gesù ed è scritto nel Vangelo molte volte.

            C’è gente che dice di perdere la fede perché non è stato nominato ad alta voce il nome del defunto da suffragare nella messa, come se Dio avesse bisogno che si alzi la voce per sentire le preghiere.  Dio legge nei cuori.

            Ma non si può essere cristiani  senza conoscere la Bibbia o almeno il catechismo che è la Bibbia in sintesi con linguaggio corrente.  C’è molta gente che non è in grazia di Dio con il matrimonio eppure dice di non avere nessun peccato, anzi pretende di fare la comunione, specialmente quando si celebra la messa per quel padre lasciato morire senza sacramenti, come un …  pagano.

            E’ bene ripetere le precise parole di Gesù:  Questa gente mi onora con le labbra, con precetti e tradizioni di uomini e trascurano i comandamenti di Dio.  Si preoccupano di cibi puri e impuri e trascurano i veri comandamenti di Dio.  E’ religiosità vera non quella delle tradizioni folcloristiche dei paesi, ma ben altro… Dice Gesù:  Ascoltatemi tutti e intendete bene:  dal di dentro, dal cuore escono prostituzioni, furti, omicidi, adulteri, aborti, cupidigie, malvagità, inganno, impudicizia, invidia, calunnia, superbia, stoltezza ecc. odio, cattiveria, bestemmie, egoismi, superbia…

 

            CONCLUSIONE

            La prima pratica religiosa cristiana è quella di conoscere, studiare e amare il divino volere insegnato nella divina rivelazione ed esposta con semplicità nei catechismi.  Non ci deve essere alcuna festa senza studio della parola di Dio, non ci deve essere incontro religioso senza scrutare i divini voleri autentici.  Dalla parola di Dio il cuore si cambia e diventa religioso, gradito a Dio.

            La religiosità cristiana viene dalla rivelazione divina, è stata insegnata da Dio e dal suo inviato Gesù Cristo.  Essa trasforma l’uomo dal di dentro, dal cuore:  lo riempie di Dio.  Pensate alla comunione ben fatta, con purezza di cuore e con amore fervente.  Con Gesù nel cuore la vita cambia totalmente:  è divina, gioiosa, piena di speranza, di amore.  O Dio, grazie della tua infinita bontà.