NON SEPARARE I CONIUGI CONGIUNTI DA DIO

a cura di A.T.

            “Il Signore Dio disse:  Non è bene che l’uomo sia solo; gli voglio fare un aiuto che gli sia simile. – Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di bestie selvatiche e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all’uomo, per vedere come li avrebbe chiamati:  in qualunque modo l’uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome.  Così l’uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutte le bestie selvatiche, ma l’uomo non trovò un aiuto che gli fosse simile.

            Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull’uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e rinchiuse la carne al suo posto.  Il Signore Dio plasmò con la costola, che aveva tolta all’uomo, una donna e la condusse all’uomo.

            Allora l’uomo disse:  Questa volta essa è carne della mia carne e osso delle mie ossa.  La si chiamerà donna perché dall’uomo è stata tolta.  Per questo l’uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne” (Gn 2).

            “Gesù disse:  Per la durezza del vostro cuore (c’è il divorzio).  Ma all’inizio della creazione Dio li creò maschio e femmina… Non sono più due, ma una sola carne.  L’uomo dunque non separi ciò che Dio ha congiunto…  Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra commette adulterio contro di lei; se la donna ripudia il marito e ne sposa un altro, commette adulterio” (Mc 10, 5ss).

 

Dice la Bibbia:  “Non è bene che l’uomo sia solo, gli voglio fare un aiuto che gli sia simile”.  Dio aveva creato gli animali e li aveva posti sotto il dominio dell’uomo.  Per dire che l’uomo aveva dominio sulle bestie, come anche su tutto il creato, la Bibbia usa la frase:  “dare il nome”. 

Per capire la Bibbia bisogna imparare il suo linguaggio che spesso è molto diverso dal nostro. 

Dice dunque la Bibbia:  “In qualunque modo l’uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello era il suo nome”.  L’uomo aveva pieno potere sul cosmo e sugli animali, ma non era felice.  La felicità non consiste nel potere o nelle ricchezze, ma nell’amore.  L’uomo è infelice se non ha una persona simile a sé con cui dialogare.  La solitudine è il contrario della felicità.  Dio creò la donna e istituì il matrimonio in cui uomo e donna vivono insieme arricchendosi vicendevolmente con l’identità di sostanza e la diversità di espressione umana.  

            Questa pagina della Bibbia andava contro la mentalità pagana dei popoli vicini a Israele.  Essi ritenevano che la creazione della donna era stata l’origine di ogni male:  gelosie, delitti di onore…  Esprimevano tale dottrina con un racconto noto nelle antiche letterature, il racconto di Enki e Ninhursag.  Enki era pastore ed era felice in mezzo al gregge.  La Bibbia al contrario dice che era infelice pur avendo pieno dominio sul mondo e sul bestiame (elemento più nobile della pura materia).  Poi gli apparve Ninhursag, la prima donna, e divenne infelice.

            Contro la concezione misogina, la Bibbia insegna che il matrimonio è la perfezione dell’umanità e la sua felicità.  L’uomo e la donna trovano reciprocamente la parte mancante di se stessi.  Quasi Dio avesse creato l’uomo a metà in se stesso e alla ricerca dell’altra metà complementare nella donna (o uomo).

            In realtà la persona trova la sua pienezza con l’amore verso tutto il genere umano (l’altra parte di sé).  Tale amore si può esprimere mediante il matrimonio e mediante la verginità-celibato consacrato:  sono due modi di amare che si completano.  Il matrimonio deve essere puro come le vergini e il celibato fecondo come il matrimonio.  Un amore egoistico è la distruzione di sé (contro il pansessualismo del mondo di oggi);  una verginità senza il servizio del prossimo (come Madre Teresa di Calcutta) è egoismo pessimo.

            Il matrimonio è una nuova e intensa esperienza di Dio che è amore.  Questa idea viene espressa nel testo dalla parola “torpore” (Dio fece scendere un torpore nell’uomo).  Nell’originale ebraico, il “torpore” è l’estasi mistica del profeta assunto nell’amore infinito di Dio.  La Bibbia dice così che il matrimonio è qualche cosa di divino.  Essa preannunzia la sacramentalità del matrimonio operata da Gesù.  Il sacramento riversa negli sposi quell’amore divino di Gesù che ebbe il coraggio di dare la vita per la salvezza dell’umanità.  Gli sposi devono amare fino a morire in croce.  Questo merita il nome di amore.  L’amore è divino.  Falso amore è il ripetere frequente di sposi immaturi:  Ci dividiamo!  C’è il divorzio!

            Un’altra immagine del testo è quella della donna tratta dal fianco dell’uomo, cioè dal cuore e non dai piedi.  Nell’antichità, la donna era considerata un possesso dell’uomo (come le pecore, gli animali e le case).  La Bibbia invece dice che essa è carne della propria carne e cioè simile a sé, parte del cuore, vita e amore vero, molto  distante dalle bestie.  Nessuna bestia era simile all’uomo, che era infelice.  Trovò la felicità dopo la creazione della donna (o uomo). 

            Nel mondo nostro quanto più diminuisce l’amore coniugale e filiale tanto più cresce l’amore alle bestie (cani e gatti):  sarebbe molto meglio moltiplicare i bambini e l’amore e non allevare molti cani e gatti e con tante cure e altrettante spese!  Esistono bambini che muoiono di fame e cani che sono portati alla ai negozi di cosmesi!

            Il testo giunge al culmine quando dice che l’amore coniugale è superiore a quello dei genitori verso i figli.  Sembra inconcepibile, ma è vero:  l’amore dei figli è derivato da quello dei genitori.  Se i coniugi non si amano, è impossibile il tentativo di consolarsi con l’amore dei figli.

            Dice la Bibbia:  L’uomo ( e s’intende anche la donna) lascerà padre e madre per fare una nuova famiglia.  I genitori si possono lasciare, ma i coniugi mai!

            Dice Gesù:  L’uomo non osi separare quello che Dio ha congiunto!

            Separare i coniugi è come separare il corpo in due pezzi:  c’è la morte di sé, dei figli, della società.  Famiglie disgregate distruggono la società, moltiplicano la violenza e la criminalità giovanile, aprono una voragine incolmabile nel cuore.

            Il matrimonio è molto serio.  Deve essere preparato con impegno.  Guai a sprecare il tempo prezioso del fidanzamento!  Tempo di grande responsabilità sociale!  Il fidanzamento non è matrimonio.  E’ tempo di discernimento, di preparazione, di serietà e di impegno per tutta la vita.  Violare la legge di Dio nel fidanzamento è prepararsi all’infedeltà dopo il matrimonio.

            Il divorzio viene dalla durezza del cuore, dice Gesù.  Chi ha cuore duro divorzia.  Chi ama preferisce morire in croce come ci ha insegnato Gesù.

            Esempi di martiri esistono anche oggi:  chi preferisce la morte all’aborto, la sofferenza alla separazione per tenere unita la famiglia, i figli, gli innocenti nel cuore.

            Il matrimonio è stato creato in un contesto di innocenza.  Il racconto infatti è al capitolo 2 del Genesi (primo libro della Bibbia).  Il peccato appare al capitolo 3. 

            Con il matrimonio occorre vita da santi per viverlo nella purezza e nella gioia di sé, dei figli e della società intera.  Dunque la religiosità è necessaria anche per vivere la gioia della felicità familiare, sociale ed eterna.