NON VOLERE CREDERE E’ UNA GRAVE RESPOSABILITA’
a cura di Silvio
“Venuto il sabato, (Gesù) incominciò a insegnare nella sinagoga. E molti ascoltandolo rimanevano stupiti e dicevano: Donde gli vengono queste cose? E che sapienza è mai questa che gli è stata data? E questi prodigi compiuti dalle sue mani? Non è costui il carpentiere, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Joses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle non stanno qui da noi? – E si scandalizzavano di lui.
Ma Gesù disse loro: Un profeta non è disprezzato che nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua. - E non vi poté operare nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi ammalati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità.” (Vangelo di Marco, c. 6).
ERA COSI’ DIFFICILE PER I NAZARETANI CREDERE IN GESU’!
Gli abitanti di Nazaret, paesani di Gesù, per trent’anni conoscevano il grande maestro, ma solo come operaio. Lo avevano visto lavorare insieme con Giuseppe (che pensavano fosse suo padre). Non avevano mai minimamente sospettato che ci potesse essere in lui qualche cosa di straordinario, al di là della sola natura umana. Chi mai sapeva che era Dio in persona sceso tra loro?
Come falegname, Gesù lavorava per la costruzione e la riparazione di mobili, di attrezzi agricoli come aratri, carri, sedie, porte, finestre…I nazaretani non sapevano altro di Gesù. Non conoscevano affatto il grande tesoro che ospitavano. La sua nascita era avvenuta a Betlem, 150 kilometri lontano, una distanza enorme per quei tempi privi di mezzi di comunicazione veloce. Non sapevano che la nascita di Gesù era avvenuta verginalmente, preannunziata da un angelo; non conoscevano i prodigi avvenuti a Betlem. La concezione verginale era nota solo alla madre e poi comunicata a Giuseppe in modo del tutto segreto.
Gesù, a trenta anni, lascia il piccolo paese di Nazaret e si rivela profeta straordinario per dottrina e per prodigi. Dopo di aver suscitato grande ammirazione in molte località della Palestina, ritorna per una visita a Nazaret, preceduto dalla nuova fama. Tutti accorsero a vederlo e a sentirlo. Le sue parole suscitarono stupore e smarrimento: era impressionante la sua dottrina e la fama dei miracoli. Ma lui era come l’operaio di prima, un uomo come gli altri. Che spiegazione dare ai fatti straordinari? Erano innegabili, ma indecifrabili.
Il vangelo dice tre parole per riferire la reazione dei nazaretani: STUPORE, SCANDALO E INCREDULITA’. “Molti ascoltandolo rimanevano STUPITI, ma si SCANDALIZZAVANO di lui. E Gesù si meravigliava della loro INCREDULITA’”.
E invece, la reazione logica sarebbe dovuta essere quella di STUPORE, CONVERSIONE, FEDE. Le cose straordinarie di Gesù erano fuori di discussione, non venivano negate, erano evidenti. Sarebbe stato logico reagire allo stupore iniziale con la conversione e fede. Lo scandalo e l’incredulità erano una risposta irrazionale, contro ragione e proveniente da cattiveria di animo.
E’ GRAVE RESPONSABILITA’ NON VOLERE CREDERE DAVANTI AI FATTI EVIDENTI E INNEGABILI.
Lo stesso avviene con frequenza lungo la storia. Prendiamo, per esempio, la questione della sindone: ci sono mille prove scientifiche, ma siccome oggetto su cui verte l’argomento è Gesù, le prove non bastano mai. Se oggetto fosse stato Carlo Magno o un altro personaggio, sarebbe bastato anche un millesimo in meno per togliere ogni dubbio.
E’ GRAVE LA RESPONSABILITA’ DI CHI NON VUOLE CREDERE PERCHE’ NON VUOLE E NON PER ALTRE RAGIONI.
E’ gravissimo peccato non volere credere davanti all’evidenza dei fatti.
Prima di tutto perché si prende DIO PER BUGIARDO. E’ lui infatti che suscita le prove. Poi perché NON SI CREDE PER CATTIVERIA DI ANIMO.
Non si dà credito ai segni e alle ragioni che Dio manda e implicitamente si ripete dentro di sé: Nessuna parola può essere superiore alla mia parola; io solo so quello che conviene a me; io sono il primo e l’unico maestro di me stesso.
PERCHE’ NON CREDERE?
Perché siamo immersi in un pantano oscuro e infernale che è il peccato dell’incredulità. E ciò significa non credere alla bontà di Dio, ma credere solo al male che è in noi e ci avvelena l’esistenza. Non si vuole uscire dal male con ostinazione diabolica. Il demonio, se chiedesse perdono a Dio, sarebbe perdonato (ha detto un’anima dannata), ma non lo farà mai perché è impantanato nel male definitivamente e non vuole uscire perché odia tutti e tutto e prima di tutto se stesso. Per questo l’inferno è eterno!
La bontà di Dio si avvicina a noi per salvarci e colmarci della sua benevolenza. Noi ostinati ci allontaniamo, perché non crediamo che possa esistere un bene o un voler bene. Gesù ha detto che tutti gli uomini sono cattivi e che solo Dio è buono. Perciò è tipico dell’umanità non credere al bene e al voler bene, salvo una grazia straordinaria, come la venuta in terra di Dio stesso per mezzo di Gesù. Ma anche allora quanta difficoltà per credere!
PER CREDERE
dobbiamo convincerci che Dio è soprattutto bontà e salvezza. E’ molto difficile convincersi di un Dio bontà infinita. Sappiamo che egli è grande, onnipotente, infinito, ma non che è buono E SOPRATTUTTO NON SIAMO CONVINTI CHE IL SUPREMO ATTRIBUTO DI DIO E’ LA BONTA’, LA BENEVOLENZA, LA TENEREZZA PATERNA E MATERNA INSIEME.
Dio attraverso la Bibbia si rivela come colui che è padre e perciò ha una bontà a tutta prova, è padre di infinita bontà.
Quando si pone questo punto fondamentale nella credenza, non si dicono più frasi del genere: Ma è possibile che Dio sia apparso qui? …che Dio ci ami di amore infinito ed eterno? È’ mai possibile che il divino si riveli anche per me, per ogni persona vivente in questo mondo?
Sì, per tutti perché Dio è padre di tutti.
E’ mai possibile che Dio sia venuto qui a Nazaret, dicevano i nazaretani. E’ mai possibile che Dio sia dentro una piccola ostia? Allora noi saremmo fortunati? Sì, il cristianesimo è inconcepibile, è inimmaginabile, è divinamente meraviglioso. E dobbiamo ripetercelo fino alla convinzione profonda.
DICE IL VANGELO: “Gesù si meravigliava della loro incredulità”.
Mentre la grettezza umana fa mille ragionamenti per non credere alla propria felicità piovuta da Dio che è amore senza limiti, Gesù fa mille gesti di stupore al contrario… Come mai, egli dice, voi non credete a queste meraviglie che io vi porto per un amore infinito? Se voi che siete cattivi non sapete dare cose cattive ai figli, come non comprendete che Dio è più che padre e vi ama molto e molto più di quello che voi potete amare i vostri figli?
GESU’ SI MERAVIGLIAVA DELLA LORO INCREDULITA’
Gesù viene da un altro mondo, il mondo del divino, della bontà senza peccato. Egli apre gli occhi e constata con esperienza umana come gli uomini pensano male di Dio. Come è difficile per noi credere fino all’inverosimile alla bontà di Dio, così è molto più inverosimile per lui credere ai suoi occhi che segnalano uomini che non credono all’amore del Padre.
Dice il vangelo: Gesù non potè operare nessun prodigio per la loro incredulità. Dunque è la mancanza di fede e di abbandono filiale la vera ragione della nostra infelicità! Non crediamo all’amore del padre perché noi ci rapportiamo nei suoi confronti come non figli, ma come schiavi e nemici!
Dio si avvicina a noi fino allo sbalordimento. E noi dobbiamo avere il coraggio di crederlo, di amarlo con amore filiale.
Dio è vicino a noi fino all’inverosimile. Pensate alla santa Ostia consacrata. E’ in tutti i paesi. Pensate alla comunione… Ma che cosa avviene? Dio solo lo sa. E’ questo il cristianesimo! Pensate alla confessione che ci fa innocenti come la Madonna! Oh, Dio infinito amore onnipotente, grazie, liberaci dalla grettezza dell’incredulità, incredulità al tuo amore paterno!
La nostra cattiveria non frena l’onnipotenza divina, ma impedisce di percepire i benefici immensi che egli fa piovere continuamente sui buoni e sui cattivi. Quei pochi che accolsero la bontà di Gesù, a Nazaret, ebbero il dono dei suoi miracoli. Gesù impose le mani a pochi malati a Nazaret, ma egli voleva imporle a tutti indistintamente.
O povera umanità incredula, gretta, razionalista o meglio irrazionale! Come ti impoverisci con la tua superbia e con l’incredulità! Quale scienza può valere o quale ricchezza, se l’uomo si chiude a Dio, che è la fonte di ogni bene?
Oggi la Chiesa di Gesù ci comunica luce e forza, luce con la parola di Dio, forza con i sacramenti. Ma gli uomini vanno altrove, in mezzo a i maghi e tra gli indiani, per trovare chi sa quale rivelazione… Povera e nuda vai povera umanità ingannata dall’ateismo pratico!
E vedi un branco di inebetiti davanti al televisore sorbire veleno che chiamano cultura, modernità, grandezza…
Dio ha tanto amato gli uomini da dare il Figlio suo perché chiunque si accosta a lui e crede possa avere vita e gioia divina per sempre. Anche la vita umana più umile, povera, semplice, ma piena di Cristo è felice e nobile, vera.
Se si lascia la luce si vive nel buio, nell’oscurità della vita, nella tristezza e anche nella disperazione.
Avanti, avanti, persone che avete sentito il vangelo: correte da Gesù e ditegli con tutto il cuore: Gesù, tu solo hai parole di vita eterna; noi abbiamo creduto che tu sei il Figlio di Dio e la nostra salvezza. Amen.