BATTESIMO DI GESU’

 

         “Gesù dalla Galilea andò al Giordano da Giovanni per farsi battezzare da lui.

         Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo:  Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me? -  Ma Gesù gli disse:  Lascia fare per ora, poiché conviene che così adempiamo ogni giustizia.

         Allora Giovanni acconsentì.  Gesù uscì dall’acqua:  ed ecco si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui.  Ed una voce dal cielo disse:  Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto” (Mt 3, 13ss). 

        

             Gesù si presentò a Giovanni Battista, confuso tra la folla dei penitenti, per chiedere anche lui il battesimo penitenziale.  Quel battesimo non era il sacramento che ci fa cristiani ossia figli di Dio e vera abitazione della SS. Trinità.  Era invece un semplice rito giudaico con il quale si chiedeva perdono a Dio delle  colpe per rendersi disponibili alla venuta imminente del Messia. 

Era necessaria la preparazione del il popolo perché il Messia avrebbe annunziato rivelazioni del tutto straordinarie e impossibili ad essere accolte senza docilità di cuore.  Nessuno mai poteva immaginare quello che ha compiuto Gesù.  Per esempio, che lui in persona era l’infinito Dio sceso tra il popolo.  Nessun attendeva questo!  Nessuno poteva mai sognare di diventare figlio di Dio, ricevendo con i sacramenti la vita divina detta grazia santificante.  Chi mai avrebbe pensato di farsi consanguineo e con corporeo con Cristo (come la Madonna) come avviene con la comunione eucaristica? 

Le meraviglie del Messia in quel tempo non erano neanche immaginabili.  Ma oggi, dopo duemila anni di cristianesimo, è davvero grave non conoscerle.  Molti tra noi pensano di sapere abbastanza del cristianesimo, ma non hanno mai aperto nemmeno il piccolo catechismo della nostra fede. Tra di noi molti si ritengono abbastanza istruiti in materia solo perché i nonni o i bisnonni conoscevano e vivevano il cristianesimo! La fede va conosciuta e vissuta personalmente. 

La differenza tra cristianesimo e giudaismo è come la pianta e il seme.  Chi conosce il seme (l’ AT = Antico Testamento) non può  immaginare che cosa sia la pianta (il cristianesimo) se non l’ ha mai vista.  Nell’ AT la religione del Messia Gesù era stata soltanto prefigurata, vale a dire annunziata con immagini molto sbiadite e lontane dalla realtà.  La sua attuazione concreta sarebbe stata distante come la terra e il cielo.  Per esempio:  nell’ AT il popolo di Dio (gli Ebrei) formavano un regno, che era un normale regno politico.  Nel NT (= Nuovo Testamento) invece il regno di Dio è la Chiesa che ci fa veramente consanguinei molto più di una famiglia naturale, perché ci unisce nel corpo e nel sangue di Cristo.  Per questo la Chiesa si chiama anche Corpo mistico di Cristo.  Gesù lo chiama pure vite e tralci (cfr. Gv 15) perché tra lui-vite e noi-tralci c’è un vero legame vitale, come lo rivela molto bene la comunione.

Con la presenza di Gesù in Palestina aveva inizio la più grande rivoluzione nella stessa religione rivelata dell’ AT.  Allora avveniva un cambiamento radicale che esigeva una disposizione d’animo molto docile, altrimenti non si sarebbe potuto accogliere l’insegnamento di Gesù.  La ragione è che le realtà grandiose del cristianesimo non sono visibili a occhio umano, ma si constatano solo con la fede.  Noi non vediamo Gesù presente nella santa ostia consacrata, non vediamo la differenza di un’anima in grazia di Dio e abitazione della SS. Trinità e una in peccato mortale e schiava del demonio.  I dati di fede si percepiscono quanto più si accolgono nella vita pratica.  Perciò è falso dire di essere credenti e non praticanti.  Per credere bisogna praticare. 

Solo una minoranza di Ebrei entrò nel cristianesimo.  Si calcola che siano stati il 30 % cioè più o meno quanti sono quei cristiani che oggi frequentano, curano e vivono la fede.  Il cristianesimo è per tutti, ma non è di tutti.  E’ stato fatto per tutta l’umanità; è l’unica vera religione voluta da Dio dopo il giudaismo.  Però storicamente non è un fenomeno di masse quanto piuttosto di un germe, un lievito, una minoranza. La maggior parte degli Ebrei  ancora sono fuori del cristianesimo ossia della religione del loro Messia atteso.  E tutto questo per la durezza del loro cuore.  Per questo Giovanni Battista era stato inviato da Dio per rendere docili i cuori davanti alla nuova e definitiva rivelazione.    

        Giovanni Battista gridava forte contro i suoi contemporanei; e riusciva a scuotere i loro animi.  Molti si lasciavano trascinare dalla sua forza spirituale e si facevano battezzare nel fiume Giordano, dove il Battista predicava.  Con quel rito chiedevano perdono a Dio e imploravano la grazia della conversione alle esigenze del Messia. 

 

In quel tempo avvenne una cosa incomprensibile: in mezzo alla folla dei penitenti si presentò anche Gesù.  Dice il Vangelo:  Gesù dalla Galilea andò al Giordano da Giovanni per farsi battezzare da lui.  Il Battista, illuminato da Dio, riconobbe Gesù come Messia, e rimase sconcertato.  Gli disse:  Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me? Giovanni si rendeva conto dell’enorme distanza tra lui e il Messia, al quale – protestava – non era degno di sciogliere il legaccio dei sandali.

La richiesta di Gesù era veramente sconvolgente!  Egli era il Messia, il massimo rivelatore di Dio, al di sopra di tutti i profeti dell’ AT e dello stesso Battista.  Inoltre, Gesù era Dio nella persona del Figlio.  Come poteva confondersi e assimilarsi con la folla dei penitenti, lui che era la santità in persona?  Come poteva chiedere perdono dei peccati, se  era l’agnello innocente che toglie i peccati del mondo?  Gesù veniva per chiedere perdono per i nostri peccati e per questo si assimilò in tutto agli uomini, eccetto il peccato.   

Dice il Vangelo:  Giovanni voleva impedirglielo.  Ma Gesù gli disse:  Lascia fare per ora, poiché conviene che così adempiamo ogni giustizia.  Allora Giovanni acconsentì e lo battezzò.  

Aveva detto a Giovanni:  Conviene che adempiamo ogni giustizia.  Nella Bibbia la parola “giustizia” significa salvezza.  Gesù dunque si fece battezzare come tutti i peccatori perché così attuava la salvezza dell’umanità, la portava a compimento.  In che maniera?  Facendosi solidale con il genere umano peccatore; entrando nel mondo ove regnava il peccato e dove si soffriva per il peccato.  Gesù assumendo la sorte degli uomini peccatori, condivideva la loro vita, soffriva le stesse pene dei peccatori fino alla condanna a morte in croce e insegnava come accettare il sacrificio e trasformarlo in redenzione.

Sul fiume Giordano, Gesù faceva la prima comparsa in pubblico, dopo i trent’anni di vita privata nel silenzio di Nazaret.  Egli appariva in tutto simile a noi, senza trattamento di privilegio perché era Figlio di Dio.  Sul Giordano avveniva un’ EPIFANIA (che significa rivelazione), una rivelazione inaudita del Messia, di un Messia non glorioso (come si attendeva), ma sofferente:  avrebbe tolto i peccati soffrendoli lui stesso, senza esserne colpevole.

 

Il mondo giudaico allora pensava che il Messia avrebbe distrutto i malvagi; e invece egli si fece simile a loro.  In mezzo alle difficoltà della vita non si ribellò al Padre né accusò il prossimo, ma fu obbediente al Padre fino alla morte e amò il prossimo che lo crocifiggeva. 

I peccatori hanno di proprio la ribellione a Dio e l’accusa del prossimo per scusare se stessi.  Ma questa non è la via della redenzione.  Il mondo si cambia amando tutti e prima di tutto Dio e amandolo anche in mezzo alle sofferenze.  Questa è la redenzione. 

La rivelazione del Messia solidale con l’umanità sofferente è una nuova  epifania che conclude le feste natalizie; e si celebra la domenica dopo il 6 gennaio, festa del Battesimo di Gesù, ossia della sua solidarietà con l’umanità peccatrice e sofferente e ancora la rivelazione della sua divinità per bocca di Dio Padre.

 

Il battesimo di Gesù rivela la sua paradossale missione.

Egli viene a salvarci confondendosi con tutti i peccatori della terra, mescolandosi con loro, partecipando alla loro stessa sorte di penitenti che chiedono perdono a Dio, che soffrono per i peccati, che piangono e gemono in questa valle di lacrime. 

Gesù ci salva facendosi uomo, entrando nel genere umano come Messia sofferente insieme con tutta l’umanità.  Egli in tal maniera diede forza e valore a tutti i gesti di penitenza e di implorazione dell’umanità.  Senza la presenza di Gesù in mezzo a noi, le sofferenze, le penitenze e le preghiere non sarebbero valse a nulla. Con la sua presenza tutto assume valore divino per la redenzione del mondo.

  Questa via è la più efficace.  E’ tanto difficile riconoscere i peccati e farne penitenza!  Eppure senza riconoscere i peccati non può esserci redenzione.   Perfino i cristiani sono spesso incapaci di riconoscersi peccatori e meritevoli di ogni male che esiste nel mondo.  Quanta difficoltà si fa per comprendere che ogni sofferenza è giusta perché siamo peccatori e meritevoli di pene eterne nell’inferno.  Tutte le sofferenze del mondo non sono paragonabili a quelle eterne meritate con il peccato.  Perfino nella confessione (che è il momento particolare di dover riconoscere i peccati) anche allora ci sono persone che dicono:  Io vengo a confessarmi, ma non faccio peccati. -  Queste stesse persone, guai se sono provate con sofferenze…  Dicono:  Che male ho fatto per meritare questi mali?  Gesù non ha detto così.  E lui sì che era innocente.  Lui ha fatto il contrario:  si mescolò con i peccatori per far capire loro la necessità di riconoscere i peccati, di subire la pena e così essere liberati.  Solo Gesù è il Salvatore del mondo. 

Gesù ci redime vivendo la stessa nostra vita per insegnarci la via della salvezza e per darci la forza a seguirla. Quanto fu dolorosa per il nostro Redentore la nostra salvezza!  Egli non ci salvò come da lontano, ma pagando di persona, entrando nella stessa condizione umana, come noi e con noi.

 

Il battesimo di Gesù rivela il suo divenire uomo in tutto, eccetto il peccato.  Per questo il battesimo di Gesù è una festa natalizia ossia dell’incarnazione del Figlio di Dio.  Battezzare, in greco significa immergersi.  Gesù, tuffandosi nelle acque del Giordano, si immergeva nell’umanità malata.  L’acqua del Giordano era ricordo e simbolo del diluvio universale, del grande cataclisma che aveva distrutto quasi tutta l’umanità peccatrice.  Gesù, facendosi uomo, entrava in mezzo a questa umanità distrutta dal peccato.

  Il battesimo di Gesù rivelò la missione dolorosa del Messia e rivelò ancora il volto amoroso del Padre che è in cielo.  Gesù ci ha insegnato a scoprire il volto del Padre anche in questo mondo, anche in mezzo alle sofferenze più acute.  L’uomo irredento nel dolore si ribella a Dio.  L’uomo nuovo Gesù nel dolore (e dolore innocente) imparò ad amare ancor di più il Padre, dice la Bibbia nella Lettera agli Ebrei.  Gesù attraverso la sofferenza perfezionò il suo amore al Padre e ai fratelli.  Il dolore con amore diventa il collaudo più perfetto dell’amore.  Il Padre disse al Figlio in croce:  Ora sì che ti riconosco per figlio mio e cioè figlio dell’Infinito Amore.  E noi a Gesù in croce diremo:  Da qui ora vedo quanto mi hai amato!  E Gesù ripete:  Non vi ho amati per scherzo.

 

Dice il Vangelo:  Appena battezzato,  Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui.  Ed una voce dal cielo disse:  Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto.

Gesù sottoponendosi al battesimo di penitenza, si era umiliato assimilandosi a tutti i peccatori.  Dio Padre lo rivela suo vero e prediletto Figlio divino proprio per la sua umiliazione, rivelazione del suo amore e segno che egli era in tutto simile al Padre nell’amare l’umanità.  Dio non distrugge l’umanità peccatrice, ma manda il Figlio a salvarla.

Il mondo ha bisogno di credenti che seguono l’esempio di Gesù:  di persone che non si scandalizzano del male, ma che amano questa umanità misera, peccatrice; e amandola la risollevano facendo trionfare l’amore al posto dell’odio, l’obbedienza al Padre al posto della ribellione.

 

Dice il Vangelo:  Si aprirono i cieli.  Prima erano chiusi sull’umanità peccatrice, ora si aprono perché in terra era sceso Gesù, il Figlio fatto uomo, che perfino da quella umiliazione e da quella sofferenza non gridò contro Dio, ma lo chiamò Padre.  Si udì per la prima volta una voce umana che diceva:  O Padre del cielo! – E il cielo si aprì per accogliere Gesù e con lui tutta l’umanità.  Il battesimo di Gesù in primo tempo è l’umiliazione del Figlio di Dio, ma poi diviene la moltiplicazione dei figli di Dio.  Il battesimo di Gesù ossia la sua incarnazione in mezzo all’umanità peccatrice causò il battesimo sacramento che ci fa figli di Dio come Gesù.

Dice il Vangelo:  Lo Spirito Santo scende su Gesù come colomba.  -  Lo Spirito Santo è l’Amore divino persona.  La bontà divina ormai si trova non solo in cielo, ma anche in terra per la presenza di Gesù.  Cielo e terra sono uniti nell’Uomo-Dio Gesù.  Chi vuole può trovare grazia, perdono e vita divina. 

Lo Spirito in forma di colomba richiama alla colomba dopo il diluvio.  Il mondo rinasce nella pace e nella riconciliazione con Dio.  Le acque del Giordano cambiano natura.  Prima erano segno del diluvio e della immersione dei nemici di Dio nel Mar Rosso.  Ora, per il sacrificio amoroso di Gesù, diventano acque che danno vita divina nel battesimo sacramento.  E i peccatori diventano figli prediletti come Gesù.

Il Padre disse:  Questi è il Figlio mio prediletto nel quale mi sono compiaciuto. – La frase “Figlio prediletto” è un richiamo al libro di Isaia (42, 1ss):  “Ecco il mio servo, che io sostengo, il mio eletto in cui mi compiaccio.  Ho posto il mio spirito (lo Spirito Santo) su di lui; egli porterà il diritto alle genti.  (Gesù è il redentore di tutta l’umanità, colui che porta ogni bene, benedizione e giustizia con la sua incarnazione redentiva e sofferta).  Proclamerà il diritto con fermezza; non verrà meno e non si abbatterà” (perché la sua missione è sommamente dolorosa, difficile, ma verrà compiuta con immenso amore.

Gesù inoltre, come i profeti, riceveva l’investitura di maestro dell’umanità.  E come servo che domina la storia è il vero re dell’universo che egli offre rinnovato al Padre per la sua azione sacerdotale e sacrificale della croce.

Il battesimo di Gesù è l’inizio della sua missione di salvezza come profeta, re e sacerdote, come colui che rivela Dio, guida l’umanità a lui e la rende capace di amarlo mediante la sua incarnazione dolorosa e la redenzione amorosa. 

Il battesimo di Gesù è la causa del nostro battesimo:  dato che il Figlio di Dio si è battezzato ossia immerso nell’umanità, l’uomo può diventare figlio di Dio.  Come figli di Dio, che viviamo in questo mondo ove Gesù è venuto a trovarci, abbiamo Gesù come modello da imitare nella sua umiltà e nella carità fraterna, nella sofferenza e nell’amore intenso di Dio che salva e non distrugge l’uomo peccatore.  Non sono redentori quelli che gridano inutilmente, ma quelli che come Gesù restano nel mondo del peccato spargendo bontà, amore, penitenza, sofferenza amorosa…