CONVENTO
S.ANTONIO
PIETRAFITTA
RIFLESSIONI
FESTIVE
EPIFANIA
o scoperta dell’Infinito tra noi!
L’EPIFANIA è la
manifestazione di Gesù, DIO INFINITO, ai grandi uomini dell’Oriente detti
Magi. Erano pagani, non avevano
avuto la rivelazione di Dio, come gli Ebrei in duemila anni di storia; non
avevano la Bibbia o i libri sacri, testimoni delle rivelazioni
divine.
I Magi erano persone facoltose che potevano permettersi un viaggio tanto
lungo che richiedeva un equipaggiamento abbastanza consistente per difendersi e
per sopravvivere in luoghi privi di ogni possibilità di risorse. I Magi erano uomini di scienza, studiosi
delle stelle, e soprattutto uomini di fede.
Che cosa vuol dire essere
uomini di fede, dato che i Magi erano pagani? Non avevano certo la conoscenza rivelata
di Dio come gli Ebrei, ma avevano un cuore semplice, docile, umile, aperto e
generoso verso Dio; avevano tutte le qualità necessarie per incontrare Dio
quando egli si sarebbe rivelato a Betlem.
Per incontrare Dio, da parte nostra si richiede docilità alle misteriose
sollecitazioni divine. Per avere la
fede si richiede da parte di Dio la sua rivelazione. Questa non manca mai perché Dio, prima o
dopo, si rivela a tutti, dando la possibilità di incontrarlo. Nessuno può dire di non poter conoscere
Dio. Molte grazie vengono date a
tutte le persone, ma se non si accolgono con docilità di cuore restano
infruttuose.
E infatti guardate che
differenza enorme tra i Magi e gli uomini di Gerusalemme.
I Magi chiedono dov’è il
nato re dei Giudei; ne avevano visto il segno della stella e avevano capito che
si trattava di un grandissimo personaggio della storia, proprio il più grande di
tutti, vicino a Dio oppure Dio stesso.
Avevano avuto il coraggio di abbandonare la patria e la casa, affrontare
gravi disagi di un lungo e pericoloso cammino per il deserto; si erano
incamminati verso l’ignoto, ma con la speranza nel cuore di trovare il grande
personaggio, segnalato loro dalla stella.
Avevano percorso molto cammino, per diversi mesi, aveva affrontato
ingenti spese per la sicurezza personale in quei luoghi e in quei tempi. Giunsero a Gerusalemme, ma proprio
allora la stella si oscurò. Era una
crisi di fede. Non si ritirarono
indietro. Nella crisi di fede
bisogna andare avanti sperando anche contro ogni speranza e la crisi si traduce
in dono maggiore di grazia. Infatti
proprio là dove la stella venne meno ebbero altre indicazioni più chiare sul
neonato re. Infatti, chiesero
notizie e furono aperti loro i libri della Bibbia dove era scritto il luogo
della nascita prestigiosa del Messia.
Così era scritto nel libro
di Michea: “Egli nascerà a
Betlem”. Però né Erode né i
sacerdoti, che diedero notizie, si recarono a Betlem. Solo Erode voleva andarci per uccidere
il bambino Gesù, ma non ci riuscì.
L’uomo non può nulla contro Dio quando egli vuole così. Nessuno è superiore a
Dio!
Giunti a Betlem, i Magi
ebbero un’altra delusione: si
trovarono non davanti a un grande apparato di splendore, ma davanti a un bambino
e a una donna. Donna e bambino, in
quel tempo, erano le persone meno qualificate per testimoniare, erano segno
della più grande immaturità,
povertà e incapacità. Eppure i Magi
si prostrarono, adorarono Gesù e gli offrirono il tributo dei loro doni come si
faceva ai grandi sovrani da parte dei re inferiori. Considerarono quel bambino come il più
grande personaggio della terra. E
in realtà così era, è e sarà.
QUEL PICCOLO E POVERO
BAMBINO E’ DIO, l’infinito, l’ eterno e l’ immenso, colui dal quale dipende ogni
cosa e ogni persona. Tutto esiste
per lui e da lui. Nessuna creatura
può minimamente confrontarsi con Dio, il Creatore eterno e infinito. Nessun uomo, per quanto grande, se non è
uno fuori di senno, penserà mai di
sottrarsi al suo dominio, se non altro, quando morrà, dovrà mettersi ai suoi
piedi o vuole o non vuole. Dio è
Dio e la creatura è creatura.
Davanti a Dio
l’atteggiamento giusto dell’uomo è quello di buttarsi fra polvere e fango, anche
se Dio si presenta come un piccolo bambino a Betlem oppure nascosto dentro la
piccola ostia: E’ Gesù, è
l’infinito Dio!
Dice la Bibbia: “Lo adoreranno tutti i re della
terra”.
Chi sono i re? I grandi, quelli che contano
nell’opinione pubblica; sono coloro che non vengono mai contraddetti perché loro
solo comandano e non altri; sono i
baroni della politica, del potere, dell’avere, del dominio, della
scienza.
Quando uno scienziato riesce
a scoprire leggi nuove nella natura, quando è capace di dominare perfino nella
genetica, pensa di essere superiore a Dio, molto più grande di Gesù Cristo,
piccolo e povero uomo… Eppure quel
piccolo e povero uomo o bambino, proprio lui ha creato tutto, lui ha dato quelle
leggi alla natura, già da milioni di secoli… E dov’erano quegli uomini grandi che si
considerano superiori a Dio? Se gli
uomini della scienza o del potere pensano di essere superiori a Dio, sono gli
ultimi arrivati dei poveri e miseri mortali. Proprio gli ultimi. Perché chi si ribella a Dio si oppone
alla verità, alla scienza e alla realtà di tutte le cose.
Dice la Bibbia: “Stolti coloro che dalle cose create non
sanno raggiungere e riconoscere il Creatore”. Non sono scienziati, non intellettuali,
ma affetti da idiozia, sono “stolti”! O superbia umana, quando ti abbassi
all’unico vero grande che si nasconde sotto le spoglie di un bambino per venire
accanto a te e salvarti?
EPIFANIA E’ LA SCOPERTA
DELL’IMMENSO DIO IN MEZZO A NOI!
Epifania è stupore e
contemplazione, è gioia divina di essere accanto all’Infinito fattosi vicino
(come dice il Natale: Dio con
noi). Epifania è la scoperta della
grandiosità di quel bambino venuto nel mondo. E’ l’invito alla fede, all’amore per il
Dio, che resta sempre infinito anche se si avvicina a noi come il bambino di
Betlem, come la santa Ostia nella comunione.
Quel bambino, quella
ostia… E’ DIO VERO.
Rendersene conto: questa è
l’Epifania.
E che cosa occorre per
godere l’Epifania? Docilità,
umiltà, ricerca, sacrificio, amore, attenzione a guardare la stella che appare
al nostro orizzonte.
I Magi videro una stella
nuova, una stella strana. Ce
n’erano tante stelle. Chi si
accorse? Lo sguardo attento,
amoroso, docile, buono, mite, umile che cerca Dio in ogni segno. I Magi non
avevano la Bibbia. Ma prima della
Bibbia c’è il grande libro del creato.
La fede è dono di Dio perché
è un occhio divino per vedere Dio come il microscopio è assolutamente necessario
per alcuni oggetti. Ma la fede è
anche conquista dell’uomo che deve impegnarsi a cercare, ricercare, mettersi in
condizioni adeguate per incontrare l’Infinito. Non lo incontrano i superbi come Erode,
ma gli umili come i pastori, come Maria e Giuseppe, come i Magi. Dio non si lascia incontrare dagli
indifferenti come i sacerdoti che lessero la Bibbia ai Magi sul luogo della
nascita del Messia: lessero,
comunicarono notizie esatte, ma non andarono ad adorare. Chi non si vuole scomodare per
incontrare Dio, non lo incontrerà mai.
Egli si scomodò per venire dal cielo, farsi piccolo e povero. Dio non ama la superbia e
l’indifferenza.
Nel mondo c’è molta tenebra
di egoismo, di chiusura a Dio.
Perciò esiste molta incredulità.
Ma nel mondo esiste anche molta luce di bontà e ci sono molti che
incontrano Dio e lo godono nella loro dolcezza di amore e di comunione con
lui.
Dio si rivela con chiarezza
nella grandiosità del creato, nell’amore delle famiglie, nei volti sereni di
ogni persona buona. Dio si può
scoprire con facilità. Ma non si
rivela agli indolenti, ai superbi, agli indifferenti. Dio e la fede in lui sono doni molto
preziosi. Si raggiungono a prezzo
di sacrifici. Ciò che non costa non
vale. Dio ha un valore infinito e
vale la pena dare tutto per incontrarlo e farlo proprio.
Dio soprattutto si scopre
per la venuta storica di Gesù in terra:
è un fatto documentato e innegabile, è una presenza permanente: Gesù è presente nella santa Ostia; egli è la
grande gioia dentro il cuore di chi si comunica!
Mai è venuta tanta luce in
terra come con la presenza di Gesù.
Davanti a tanta luce, tutti i dotti del mondo e i luminari del potere o
dell’avere devono considerarsi dei poveri lucignoli fumiganti. Ma quante volte l’uomo lascia la luce
del Vangelo per cercare altre dottrine dall’Occidente o dall’Oriente (New Age o
induismo)! Non andate in India o da
Maometto per incontrare Dio. Nella
santa Ostia fate la scioccante scoperta che fecero i Magi. Essi videro una donna e un bambino,
esseri senza importanza. E dice il
vangelo: Prostratisi lo
adorarono.
Inginocchio davanti a Gesù
sacramentato per ore e ore in orazione umile, devota, amorosa, generosa,
dicendogli che vogliamo lasciare tutto quello che ostacola il nostro incontro
con lui: la purezza di cuore fa
vedere Dio. La coscienza oscura non
può avere luce. Purifica il tuo
occhio, dice Gesù, e tutto il mondo sarà chiaro della luce di Gesù. Avverrà l’epifania anche per noi
oggi.
La Madonna presentò il
Bambino ai Magi ed essi lo adorarono.
Oggi è la Chiesa che presenta la luce del Vangelo: non siate superbi da respingere il
servizio della Chiesa, servizio voluto da Gesù che ha detto: Chi ascolta voi ascolta me e colui che
mi ha mandato. Quando la Chiesa
dice che l’embrione è persona umana, nessuno né politici né scienziati né
persone dedite al vizio potranno
dire che non è vero. Chi ha dato
loro tanta autorità? Solo la Chiesa
ha ottenuto da Gesù il potere di riferire le parole di Dio. Chi pretende di essere superiore a Dio
è Satana! E perciò sta nell’inferno per sempre per
sua grande disgrazia.
Ecco dunque che cosa ci dice la festa dell’Epifania: la scoperta dell’Infinito e dell’Eterno
in questo mondo, con noi, in mezzo a noi, e, se lo vogliamo, dentro il nostro
cuore nella comunione.
Allora mi verrebbe la voglia
di gridare a tutti gli uomini questa meravigliosa notizia o vangelo: Dio è venuto fra noi per salvarci,
renderci felici. Correte a lui,
gente di ogni condizione, piccoli e grandi, poveri e ricchi, giovani e
vecchi. Tutti a Betlem. Tutti senza eccezioni, si tratta
dell’unica felicità vera e duratura.
Sono invitati soprattutto i Magi di oggi, i grandi gli uomini “big”: Clinton, Bush, Berlusconi e Agnelli,
Fini, Veltroni, Arafat ecc., ecc., ecc… Tutti inginocchio: è il minimo di saggezza. Non esiste altro Dio se non il nostro
Dio, e non c’è altra salvezza fuori di Gesù, nato a Betlem, domiciliato nel
santo tabernacolo.
La Betlem di oggi è l’altare, la messa, la comunione, il
tabernacolo dove – con cuore tremante di gioia dovremmo continuamente dire: Qui, qui c’è il mio Dio e il mio tutto, tutta la ricchezza, la
bellezza, la grazia, la gioia, la felicità e l’amore. O uomini assetati e affamati, correte
senza indugio e buttatevi ai piedi di quel bambino e di quella donna, la Madre
di Gesù e sarete felici, fortunati e contenti.
VAI AL SITO
INTERNET
http://web.tiscalinet.it/PadreTudda
Ciao…..
Fr.Francesco
Tudda
Convento S.
Antonio
87050
PIETRAFITTA
TELEFAX 0984/42 40
20
PACE E
BENE
Tu dirai: Non ho Internet… Non so usarlo…
Hai però un figlio o una
figlia, un vicino o un amico…
Sollecitalo, anche per lui, e fatti dare una copia; e poi la moltiplichi
per altri amici… Buon
divertimento!