FESTA DELLA MISERICORDIA

Prima domenica dopo pasqua

 

         La domenica dopo pasqua si celebra la festa della divina misericordia.  La misericordia è l’amore caratteristico di Dio: gratuito (per puro dono di bontà), generoso (senza misura e senza calcoli), inesauribile  (Dio è infinito), fondato su se stesso e non sugli altri (Dio ama perché lui è buono e ama infinitamente e per sempre anche chi non merita).

Dio crea per amore e non per necessità, non è attratto dalle creature, ma le trae dal suo cuore per sola e infinita bontà; crea l’umanità per farla partecipe della sua stessa immensa gioia. 

La parola italiana misericordia viene dal latino: miseri cor, al misero si dà il cuore; più uno è misero e più commuove chi è pieno di bontà come Dio.  Nel Nuovo Testamento greco si dice spesso che Gesù si commosse, esplaggnisqh=esplangnisthe, da splaggva= le viscere, amore sviscerato.  Ma la vera origine di queste viscere sta nella lingua ebraica; in essa misericordia si dice mmiixr da mxr (rahamìm da rehem).  Rehem vuol dire utero; rahamìm cioè misericordia significa qualità materna.  Una madre, se non è snaturata, non può non amare il frutto del suo grembo.  Dio dice:  Può una madre dimenticare il frutto del suo grembo?  E se anche una madre si dimenticasse, io mai mi dimenticherò di voi (Is 49). 

L’amore di Dio proviene da un legame vitale con le sue creature.  Tale legame è stato operato dal figlio suo inserito nel mondo e nella storia incarnandosi.  Dio dunque non può non amare, altrimenti rinnegherebbe se stesso, non amerebbe il Figlio, nel quale siamo, viviamo, ci muoviamo e respiriamo.

 

Perché la divina misericordia si celebra la domenica dopo pasqua?  Perché essa si è rivelata in maniera culminante con la morte e la risurrezione di Gesù.  Dio allora manifestò  il supremo amore quando (invece di punire l’umanità) subì egli stesso la morte in croce; rivelò la sua infinita potenza di salvezza o di restaurazione risorgendo ossia trasformando il corpo crocifisso in glorioso. Il corpo risorto di Gesù è segno della trasformazione dell’umanità, crocifissa dal peccato e redenta dalla forza onnipotente della risurrezione.  La risurrezione di Gesù si estende dal suo corpo personale a tutta l’umanità e al cosmo intero. 

         Il vangelo della liturgia odierna (Gv 20) presenta Gesù risorto in mezzo ai discepoli, mentre mostra loro le piaghe (segno evidente del suo amore).  Quelle piaghe sono inguaribili, resteranno aperte (anche se indolori e gloriose) sino alla fine del mondo perché tutti le dobbiamo vedere e toccare e così capire quanto egli amò!

Gesù augurò la pace come dono della sua redenzione:  ci ha riconciliati con Dio Padre per la sua infinita misericordia e non per alcuna capacità umana.  E la pace dura per sempre, infatti il Risorto conferì ai sacerdoti il potere di rimettere sempre i peccati.  Disse Gesù:  Coloro ai quali rimetterete i peccati saranno rimessi, coloro ai quali non li rimetterete resteranno non rimessi.  Così l’umanità si rinnova e partecipa alla trasformazione pasquale del corpo glorioso di Gesù.  Ogni volta che si celebra un sacramento, ci si mette in contatto e partecipazione con la morte e risurrezione di Gesù.

         Chiunque vuole può ottenere la pace con il perdono dei peccati mediante il battesimo (la prima volta) o con il sacramento della confessione e comunione (le altre volte).

 

         In questi ultimi tempi, Gesù risorto apparve a S. Faustina Kowalska, (morta il 1938 a trentatré anni).  Il Redentore era vestito di bianco; aveva una mano alzata per benedire, mentre con l’altra mostrava il petto da cui uscivano due raggi uno bianco e uno rosso che si espandevano su tutta la terra.  Gesù con la risurrezione effuse nel mondo i benefici della sua redenzione e cioè la vita divina (indicata dal raggio bianco), frutto della passione dolorosa  e amorosa (indicata dal rosso del sangue versato sul Calvario).

Gesù disse a S. Faustina:  Dipingi un’immagine secondo il modello che vedi, con la scritta:  Gesù, confido in te! – Desidero che questa immagine sia venerata in tutto il mondo. 

Così Gesù indicava alla Santa che avremmo ottenuto ogni bene per puro dono gratuito, per infinito amore espresso mediante la redenzione dolorosa e amorosa.  I due raggi rappresentano il sangue e l’acqua che uscì dal costato di Gesù aperto dalla lancia, dopo la morte.  La nostra redenzione è avvenuta per l’infinita misericordia divina che trasformò la passione dolorosa in grazia di salvezza; salvezza che rende le anime bianche e innocenti.  Con il sacramento dell’Eucaristia si comunica il sangue e il corpo di Gesù che riempiono i redenti di amore divino. 

         Gesù disse a S. Faustina:  Ho aperto il mio cuore come una viva sorgente di misericordia perché tutte le anime vi attingano ogni bene con grande fiducia.  Prometto che chi venererà quest’immagine non perirà, ma io lo difenderò in vita e specialmente nel momento della morte.

         Continua Gesù:  Con la mia misericordia inseguo i peccatori su tutte le loro strade perché ritornino a me, ottengano il perdono e la salvezza eterna.  Nessuno sfuggirà dalle mie mani misericordiose.  Ma se non approfittano di questa ultima possibilità di salvezza,  cadranno sotto i colpi della giustizia.

         Gesù è venuto nel mondo per salvarci e non per condannarci.  La nostra miseria commosse il suo cuore che lo spinse a venire in nostro aiuto.  Non sono i nostri meriti che attirano Dio a noi;  siamo tanto poveri!  Ma è la sua misericordia che si commuove profondamente come una madre che non può resistere davanti alle necessità del suo bambino.

Per questo Gesù disse a S. Faustina:     I più grandi peccatori pongano la loro speranza nella mia misericordia, che perdona e rinnova con infinita bontà e potenza (per l’amore espresso sul Calvario e per la potenza della risurrezione).

Continua Gesù:  Non posso punire chi si rifugia alla mia misericordia.  Prima che io venga come giudice, sono venuto con la mia misericordia offerta indistintamente a tutti.  Chi più è misero e peccatore ha maggior diritto alla mia misericordia, perché io salvo per solo e puro amore.  Non c’è miseria che non possa essere vinta dalla misericordia divina.  Esorta le anime alla più grande fiducia. 

La misericordia è il più grande attributo di Dio.  Non è la sua potenza o la maestà.  Dio è soprattutto amore.  Se Dio non fosse amore, non  potrebbe esistere.  Soltanto l’amore è quello che esiste e fa esistere e non una potenza, che per quanto grande, è fredda e non infocata dal calore dell’amore.

         Dice Gesù a S. Faustina:  Desidero che venga reso culto alla mia misericordia con la mia immagine, con la coroncina della misericordia da recitare alle tre del pomeriggio (momento della morte in croce) e con la festa della misericordia da celebrare la domenica dopo pasqua, preceduta da una novena, a partire dal venerdì santo. Il venerdì santo è il giorno dell’immenso amore di Dio per l’umanità; la domenica di pasqua è il giorno del trionfo del bene su ogni male, della trasformazione del male in bene, della morte in vita, della malizia umana (scagliata contro il Cristo) in grazia di salvezza.

Dice ancora Gesù a S. Faustina: Desidero che si diffonda l’immagine della risurrezione in tutto il mondo e che si reciti la coroncina alla divina misericordia specialmente alle tre del pomeriggio, ora della mia morte per amor vostro. I sacerdoti parlino spesso della divina misericordia.  Io darò loro forza per toccare i cuori e condurli al mio amore.  Chi presta culto alla mia misericordia non perirà, sarà protetto in vita e soprattutto in punto di morte.

         Il giorno della festa riverserò un mare di grazie sulle anime che si avvicinano alla sorgente della misericordia, cioè a me mediante il sacramento del perdono (la confessione) e dell’amore (la comunione).  L’umanità non troverà pace finché non si rivolgerà alla mia misericordia, unica ancora di salvezza.  Che cosa mai può fare l’uomo con la sua immensa debolezza?

E’ impossibile che l’uomo viva senza peccati.  Se  Dio esigesse da noi la santità per essere ammessi al suo amore, non saremmo capaci.  Dio esige il nostro abbandono filiale, la nostra donazione infantile a lui.  E questo è possibile a tutti.  E’ solo la bontà divina che ci salva.

         Tutto l’amore che esiste nel mondo è solo un riflesso dell’amore di Dio.  Se le mamme e i papà sono pieni di bontà per i figli, se nella famiglia si esprime tanto affetto è perché Dio rivela così una pallida idea della sua bontà senza limiti.  Abbiate fiducia più che i bambini più piccoli verso i genitori.  Dio è più grande e più amoroso di tutti.

         I bambini quando si trovano con i genitori, hanno la certezza di essere protetti per puro e grande amore.  Tutta l’umanità potrebbe essere felice se accogliesse l’invito del Vangelo che dice:  Se non diventerete come i bambini non entrerete nel regno di Dio, nel regno del suo cuore.

Dice Gesù a S. Faustina:  Accostatevi alla confessione dove si riversa tutta la divina misericordia per salvarvi e non per distruggervi, come meriterebbero i peccati.  Ma se non ricorrete alla misericordia, verrà il tempo in cui dominerà solo la giustizia infinita.  E allora chi si salva?  Non siate superbi come il demonio che piange per sempre la sua rovina voluta da lui stesso.  I superbi sono nella miseria più grande perché allontanano da se stessi la divina benevolenza.  (Senza Dio non esiste nulla e si perde tutto quello che si è ricevuto dall’unico e amoroso Creatore).  Siate umili, piccoli, fiduciosi e sarete salvi.  Nulla si può opporre alla misericordia infinita.

         Anche se un’anima fosse in decomposizione come un cadavere e, umanamente parlando, non avesse nessuna possibilità di salvezza, un miracolo della misericordia risusciterebbe quell’anima.  Infelici coloro che non approfittano di questo miracolo!  Lo invocheranno invano quando sarà troppo tardi.  E soffriranno per un’eternità di pene.  Da queste pene,  Dio ha fatto di tutto per liberarvi perfino ha subito la sua dolorosa morte in croce.

         Gesù a S. Faustina:  Desidero unirmi alle anime nella santa comunione per arricchirle della mia infinita grandezza.  Nella comunione vengo con le mani piene di grazie.  Ho più desiderio io di dare che voi di ricevere.  Molti non mi prestano attenzione dopo la comunione.  Mi lasciano solo e si occupano di altro.  No, dopo la comunione restate a lungo con me, vostro Dio, vostro salvatore.  Il momento più solenne della propria vita è proprio quello della comunione.

         Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi e io vi ristorerò!  Quanto mi ferisce l’indifferenza delle anime!  Mi riconoscono come santo e giusto, ma non credono alla mia misericordia, al mio amore più che paterno e materno.

         Tutto ciò che esiste è racchiuso nelle viscere della mia misericordia più profondamente di un bimbo nel grembo materno.        Quanto mi ferisce la diffidenza verso la mia bontà!  I peccati di sfiducia sono quelli che mi addolorano maggiormente!  Chiedete e otterrete, chiedete molto e non poco.  Abbiate fiducia.  Il demonio crede nella mia potenza, ma non nella mia bontà!  Perciò sta nell’inferno.  Chi crede al mio amore vive in paradiso fin da questa vita tanto misera.

         E imparate da me a trattare il prossimo con misericordia.  Con la stessa misura con cui misurate il prossimo sarete misurati voi.  Se volete essere trattati con misericordia, usate molta misericordia.  Quello che fate agli altri lo fate a me, che per voi ho fatto tanto!

         Chi diffonde il culto della mia misericordia sarà protetto in vita e specialmente in punto di morte:  la giustizia non lo raggiungerà, ma solo la misericordia.

 

         GESU’ MISERICORDIOSO PUO’ DIRE: Io sono un Dio con la debolezza di una madre.  Sono venuto proprio per salvare i peccatori. Per loro sono morto in croce, ho subito torture e sofferenze che nessuno può immaginare.  Ho compiuto un miracolo straordinario, la risurrezione per dimostrare che sono capace di cambiare la morte in vita, il peccato in grazia, i peccatori in innocenti con la mia onnipotenza divina e con la mia bontà materna o misericordia.

         Non sono il fuoco vendicatore, ma il fuoco inestinguibile dell’amore senza limiti e senza confronto.  I più grandi peccatori convertiti divennero i miei più cari amici.  Ricordate Pietro che mi rinnegò tre volte, lo feci capo degli apostoli.  Paolo, feroce persecutore dei cristiani, lo feci il più grande missionario e testimone della mia risurrezione e martire.

         Voi cercate la  pace, amore e comprensione.  Io sono la pace e il perdono e la misericordia.  Io ho raccontato la storia del figlio scapestrato, ma atteso dal padre con immenso amore e accolto con la festa più grande:  si fa più festa in cielo per un peccatore che si converte che per 99 giusti che non esistono perché tutti gli uomini sono peccatori.

         Sono un Dio con la debolezza di una madre.  Una vera mamma ama la sua creatura perché è sua.  Io vi ho creati.  Siete miei più di ogni altro.  Io sono morto in croce per voi.  Una vera mamma non odia la creatura anche se è brutta:  l’amore abbellisce tutto.  Le anime sono mie, per esse ho versato il mio sangue.

 Odio il male, non posso accettarlo perché sono la santità per essenza.  Ma non odio le persone.  Chi si allontana non è stato respinto da me. Chiunque si rivolge a me, in qualsiasi situazione, è accolto. Chiunque prega si salva.  Non posso salvare solo chi non vuole essere salvato.

In conclusione dobbiamo dire:  Dio è bontà infinita, amore senza limiti.  Egli ci ha creati per amore e ci mantiene nell’essere con immenso amore.  A lui apparteniamo più che a qualsiasi altro essere.  La fiducia verso Dio è doverosa ed è meravigliosa:  è la nostra vera e inesauribile felicità.

         La misericordia di Gesù deve produrre in noi questi sentimenti: 1) un abbandono infantile, filiale e certo come bambini fra le braccia dei genitori.  Quanto bisogno abbiamo di questo abbandono in tutte le età della nostra vita!  E specialmente oggi perché l’uomo ha preteso di essere autonomo da Dio sperimentando le più gravi conseguenze di una vita senza Dio, senza amore, senza pace.

         2)  Una donazione totale a Dio:  corpo, cuore, anima, vita e morte.  Dio è tutto e merita tutto:  lui solo è il nostro bene, l’unico bene e tutto il bene.

          Dobbiamo ripetere con Abramo, dopo tante e innumerevoli prove di amore:  Anche se Dio mi uccidesse, continuerei a credere e a sperare in lui.  Anche se egli richiedesse l’uccisione del figlio, gli obbedirei, perché lui è amore e bontà e solo bontà.  E perciò a lui si può chiedere tutto e specialmente l’impossibile.  E’ onorarlo e crederlo vero Dio quando gli chiediamo quello che è possibile solo all’Infinito e all’Infinito che è amore e tutto amore.  A chi si ama non si nega nulla, si nega solo il male.

         Questa è la ragione per cui pare che non otteniamo da Dio quello che chiediamo.  Gesù dice:  Voi che siete cattivi sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è bontà infinita!  Grazie, o Dio di amore infinito più che paterno e materno!