GESU’ E’ SALVATORE E NON
GIUSTIZIERE
L’adultera
perdonata
V domenica di
quaresima
“Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma all’alba si recò di nuovo nel tempio
e tutto il popolo andava da lui ed egli, sedutosi, li ammaestrava. Allora gli scribi e i farisei gli
conducono una donna sorpresa in adulterio e, postala nel mezzo, gli dicono: Maestro, questa donna è stata sorpresa
in flagrante adulterio. Ora Mosé,
nella legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?. – Questo dicevano per
metterlo alla prova e per avere di che accusarlo. Ma Gesù, chinatosi, si mise a scrivere
col dito per terra. E siccome
insistevano nell’interrogarlo, alzò il capo e disse loro: Chi di voi è senza peccato, scagli per
primo la pietra contro di lei. – E chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Ma quelli, udito ciò, se ne andarono uno
per uno, cominciando dai più anziani fino agli ultimi. Rimase solo Gesù con la donna là in
mezzo.
Alzatosi allora Gesù le disse:
Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata? – Ed essa rispose: Nessuno, Signore. – E Gesù le
disse: Neanch’io ti condanno; va’ e
d’ora in poi non peccare più.”
Gesù parlava spesso della bontà infinita del Padre, della sua volontà
sincera di salvare tutti. Ai
discepoli, Gesù proponeva il perdono e la comprensione del prossimo, la
riabilitazione delle persone e non la severità, la giustizia assoluta e
l’infallibile punizione per ogni mancanza dell’uomo. Perché? Perché soltanto gli angeli in cielo non
peccano. Chi sta in terra (fosse
anche il più giusto) pecca per lo meno sette volte al giorno, dice un proverbio
della Bibbia. Gesù è venuto in
terra per salvare e non per distruggere l’umanità; non è venuto come giudice o, peggio ancora, come
giustiziere. Egli ha dato la sua
vita in riscatto di tutti e non per dire che il male non è
sopportabile.
Il modo di
agire di Gesù non era condiviso dagli scribi e dai farisei, persone autorevoli
in Israele; erano i benpensanti della società, gli uomini incensurati davanti
alla gente, ma non davanti a Dio.
Erano incensurati come quelli che poi si scoprono implicati nelle
organizzazioni mafiose. Davanti a Dio tutti siamo peccatori e non si trova uno
solo che sia giusto, dice la Bibbia.
Gli scribi e i
farisei vollero mettere alla prova Gesù e i suoi insegnamenti sul perdono. Gli presentarono un’adultera. La Bibbia diceva: Chi commette adulterio deve essere
lapidato. La legge era
chiara, il peccato della donna era senza ombra di dubbio: fu sorpresa in flagrante adulterio. Che cosa restava? Solo l’esecuzione
capitale.
Non c’era occasione
migliore per cogliere in fallo Gesù, fargli capire che chi sbaglia deve essere
punito, altrimenti anche lui si sarebbe reso colpevole e era degno di essere
condannato come violatore della legge.
Oppure Gesù si sarebbe ricreduto e avrebbe ordinato l’esecuzione capitale
dell’adultera. Così però tutti i
suoi discorsi sul perdono sarebbero finiti nel nulla.
Intanto quella
povera infelice, in attesa di essere uccisa, era stata posta in mezzo, sotto lo
sguardo della severità, della curiosità e del disprezzo di
tutti.
Gesù trova
un’altra soluzione, nonostante il peccato certo e la legge severa. La soluzione di Gesù è la seguente: 1) Egli fece capire che tutti loro erano
peccatori come l’accusata e degni di essere condannati a morte. 2) Il solo innocente era lui. 3) E lui, proprio perché innocente, non
avrebbe mandato nessuno a morte, ma sarebbe andato lui in croce per la salvezza
di tutti.
Gesù non è
giudice spietato, ma salvatore misericordioso. Morendo avrebbe distrutto il peccato e
risorgendo avrebbe dato la possibilità a tutti di risorgere dal male. Con la risurrezione di Gesù può risorgere tutta l’umanità,
se unisce a lui con i sacramenti.
Un giorno risorgerà anche il mondo materiale. Gesù è il redentore universale di uomini
e di cose, dell’umanità e del cosmo.
1) Gesù
insegna che non solo l’adultera è degna di morte, ma indistintamente tutti
perché condannati a morte. Nessuno
sfugge la morte, ma la morte è stata inflitta come pena del peccato. Gesù e la Madonna sono senza peccato e
non meritavano la morte. Ma
l’accolsero per amor nostro e per la nostra redenzione. Se i due soli innocenti
del genere umano non hanno invocato la giustizia su di noi e hanno accolto la
morte per noi, quanto più comprensivi dovremmo essere noi sui quali piomba un’unica sentenza di morte? Eppure, l’uomo quanto più è colpevole
tanto meno è comprensivo del prossimo, ma si ostina a condannare gli altri per
un malcelato bisogno di nascondere la propria colpa.
Gesù dice agli
accusatori: Chi di voi è senza
peccato, scagli per primo la pietra contro di lei. - Scagliare la prima pietra era compito
dell’accusatore. Voleva dire
Gesù: Può accusare gli altri
soltanto chi è innocente, può condannare gli altri soltanto chi è senza
peccato.
In un’altra
circostanza, Gesù aveva detto si suoi accaniti oppositori: Chi di voi mi può accusare di peccato? –
Nessuno ebbe il coraggio di rinfacciare una minima colpa di
Gesù.
Quegli stessi accusatori implacabili verso l’adultera, ora, davanti a lui
accusatore scapparono via. Gesù
aveva la maestà di un Dio. E come
giudice incuteva un sacro terrore a quegli ipocriti.
Siamo capaci di nascondere a noi stessi le colpe, che sono scritte con
chiarezza nel profondo della coscienza, ma davanti a Dio, quando ci giudicherà
nessuno oserà aprire bocca!
Davanti a Gesù
nessuno ebbe il coraggio di dichiararsi senza peccato. Chi avrebbe avuto l’ardire di
farlo? Avrebbe avuto la terribile
condanna non di un uomo, ma di un Dio.
Dice il
Vangelo: Udito ciò, se ne andarono
uno per uno, cominciando dai più anziani
fino agli ultimi. – Perché “dai più anziani”? Perché erano più colpevoli. Si resero chiaramente conto che nessuno
è senza peccato; e chi più vive in questo mondo, più pecca. Tutti siamo una massa dannata. Ma Gesù è venuto per farci una massa
graziata. .
2) Solo Gesù è innocente. Per questo è l’unico nel mondo che non
critica i peccatori, ma li compatisce, li salva, condannando se stesso in croce
per infinito amore. Chi accusa è
pieno di veleno e di odio, è lontano da Dio, che è bontà e misericordia
infinita, non ha il coraggio di accusare se stesso e accusa gli altri dei mali
che anch’egli soffre per sua colpa!.
La Bontà di
Gesù è unica. Egli qui si rivela
come Dio, come colui che ama, riabilita, perdona, ri-crea e rinnova la faccia
della terra con la sua redenzione.
Distruggere il
mondo è facile, ma non è un bene.
Risollevare il mondo è il gran voler bene di Dio fatto uomo. Chiede giustizia e con maggiore veemenza
chi è colpevole e in proporzione alla sua cattiveria. Non è la cattiveria che salva, ma la
bontà; non salva la critica, il
fare da giustizieri, ma il saper soffrire per amore e per riparare il male
proprio e altrui.
3) Gesù ci salva facendosi simile a noi
povero, crocifisso, umiliato proprio come se fosse un peccatore e invece è
l’innocente per eccellenza…. Chi
vuol salvare il mondo deve sporcarsi le mani e farsi come il
Crocifisso.
Chi critica è
maligno, chi soffre per amore è come Gesù.
Chi critica non salva, ma distrugge il mondo. Lo rende un covo di vipere e di belve
che si divorano a vicenda, un inferno in cui i dannati si tormentano gli uni gli
altri.
Gesù si era
chinato a terra per scrivere, e
così, mentre apparentemente si estraniava dalla faccenda, voleva richiamare gli
altri alla riflessione. Gesù poteva
perfezionare la legge dell’Antico Testamento perché ne aveva tutta
l’autorità.
Dice il
Vangelo: Rimase solo Gesù con la
donna là in mezzo. - Rimase cioè
l’innocente e la peccatrice.
L’innocente, pieno di bontà e di amore tenerissimo, materno.. Questo è il significato della parola
misericordia nella Bibbia. La
peccatrice era là in stato di accusa, come dice la frase: “là in mezzo”.
L’innocente e
la peccatrice erano là soli. I
farisei erano fuggiti perché erano pieni di peccato, di superbia e di
vergogna. La peccatrice, convinta
del suo peccato, era lì con Gesù.
Con lui non ebbe paura.
Dobbiamo
temere molto la malignità umana.
Poveri noi
quanto siamo distruttori gli uni degli altri! Gesù invece era l’amico dei poveri, dei
diseredati, dei peccatori. Beata
quell’infelice donna che incontro il Salvatore, il suo volto amoroso, Dio fatto
uomo, venuto a trovarla per riabilitarla e farla una santa, una perla per tutta
l’eternità.
“Gesù le
disse: Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata? – Ed essa
rispose: Nessuno, Signore. – E Gesù
le disse: Neanch’io ti
condanno; va’ e d’ora in poi non
peccare più.”
Donna, dice
Gesù; Signore, risponde l’ex-adultera.
Gesù aveva trasformato il cuore di quell’infelice in una Signora e
regina. Questo è il significato
latino della parola donna ossia “domina”, signora. Nel Vangelo viene chiamata “donna” la
Madonna, la grande signora, l’Immacolata.
L’ex-adultera
era stata trasformata come la Madonna dalla redenzione di Gesù. Questo è il miracolo della confessione
sacramento di rigenerazione radicale e divina. Da prostituta a signora: ecco i cambiamenti che Dio è venuto a
operare.
“Signore”,
dice lei. E’ lo stesso titolo che
la Maddalena rivolge a Gesù.
Signore vuol dire il Risorto, colui che ci ha redenti; vuol dire Dio: la
redenzione è opera divina, superiore alla creazione del cielo e della
terra. Signore, inoltre è il titolo
che i credenti danno a Gesù con immensa riconoscenza e amore. L’ex-adultera era diventata la primizia
dei credenti.
Tutta la
Chiesa è formata di peccatori che si convertono e vengono rinnovati
meravigliosamente da quel Gesù che è pieno di bontà, che fece trionfare l’amore
contro l’invocazione inesorabile di giustizia.
Gesù è
salvezza, noi siamo distruttori. Un
detto calabrese viene a proposito:
Lu surice (il topo) è morto, la casa si è bruciata, ma il topo è perito
tra le macerie. Che grande
guadagno! Distruggere è facile,
ricostruire è difficile. Dio
ri-genera come padre amoroso. Noi
distruggiamo come caini inferociti contro il prossimo! Questo vuol dire inveire contro i
peccatori. Siamo sinceri: tutti peccatori, tutti chiamati a
sopportarci vicendevolmente con amore e con la speranza della salvezza di
Gesù.
Gesù vuole
salvarci, il cristianesimo è redenzione.
I cristiani non sono santi, ma peccatori. Non ci meravigliamo che viviamo in mezzo
ai peccatori, lo siamo tutti. Siamo
peccatori, ma salvati da Cristo.
Salvati che cantano di gioia all’infinita misericordia di Dio, perché
eterna è la sua bontà e la sua gioia.
Chi facilmente si scaglia contro il prossimo vive da triste la sua
infelice sorte di fariseo superbo e ipocrita.
Hai visitato
tutto il nostro Sito?
Ti sei accorto
che esistono persone eccellenti di bontà?
Vedi Mamma
Caterina, Isabella Pizzi, Annarosa Macrì, Lucia Iaquinta, Sr. Maria della
Trinità…
inseriti nel Sito Internet.
Ci sono alcuni
che chiedono le riflessioni sul Vangelo domenicale prima della domenica. Sì, potranno averli in forma
provvisoria. Ma occorre un
indirizzo e-mail ove mandarle.
E’ così facile
comunicare per via Internet!
Con i più
cordiali saluti
Frate
Francesco