GIOVANNI BATTISTA

 

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Dal Vangelo:         

            Giovanni Battista era (profeta) pieno di Spirito Santo fin dal seno di sua madre (Lc 1,15.41); tra i nati di donna non è sorto uno più grande di lui; tuttavia il più piccolo nel regno dei cieli (=cristiani) è più grande di Giovanni (Mt 11,11). Nacque dal sacerdote Zaccaria ed Elisabetta sterile e avanzata in età (Lc 1, 18).  Com’è possibile?  L’angelo disse al padre:  Resterai muto fino al giorno in cui si avvereranno queste cose.  Maria (incinta di Cristo) visita Elisabetta e questa sente che il bambino le sussulta di gioia nel grembo (Lc 1, 41).  Si chiamerà Giovanni ossia grazia di Dio perché è solo dono di grazia (L 1, 60).  Visse in zone deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele (Lc 1, 80).  Fu mandato da Dio per rendere testimonianza alla luce (Cristo-Messia) (Gv 1,6s).  Suo precursore.  Diceva:  Convertitevi, il Messia è vicino e il giudizio di Dio imminente.  Cibo di Giovanni erano locuste e miele selvatico (Mc 1, 6).  Portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi (come il profeta Elia) (Mt 3,4). (Mt 11,2ss narra come Giovanni fu ucciso da Erode, re vizioso, vanitoso e debole:  aveva giurato di dare tutto alla richiesta di una ragazza danzatrice, non seppe negare la testa del Battista.  Il martire fu decapitato durante un banchetto (delitto e divertimento facilmente si uniscono dai perversi).

 

            LA MISSIONE DI GIOVANNI BATTISTA

 

            era quella di preparare Israele a ricevere il Messia. Egli ci insegna come ricevere quotidianamente Gesù nella via della vita che è un cammino diretto verso Dio per mezzo di Gesù, via verità e vita.

            Gesù si incontra con la povertà (liberarsi dalle molte cose), con la ricerca sincera e l’invocazione ardente:  Vieni, Signore!

 Giovanni porta al culmine la ricerca dell’Antico Testamento:  una lunga preparazione verso Cristo-Messia per lo spazio di duemila anni.  S. Giovanni è  la sintesi dell’Antico Testamento e la pietra di confine con il Nuovo Testamento.  E’ l’uomo di Dio più prestigioso dell’Antico Testamento, il profeta più grande, colui che additò il Messia.  La sua parola tipica era:  Convertitevi, il regno di Dio con il re-Messia è vicino.

            Israele aveva sperimentato il regno di Dio nella forma preparatoria e simbolica, un regno temporale e politico.  Ora doveva attendere un altro regno molto diverso e più elevato, il regno eterno, di interiorità e di spiritualità.  Era necessario aprirsi a Dio con generosità e abbandono per ricevere le meraviglie inimmaginabili del Nuovo Testamento cioè del cristianesimo, quali, per esempio,  la vita divina in noi o grazia santificante, la comunione con il corpo e il sangue di Gesù, l’ingresso nella vita trinitaria e l’attesa radiosa del supremo destino, il godimento eterno della stessa felicità di Dio.

            Queste meraviglie cristiane, Giovanni Battista non le conosceva; egli restò alle soglie del Nuovo Testamento.  Però siccome era un profeta di Dio o uomo della sua ispirazione, comprese quali condizioni occorrevano per ricevere le grazie inimmaginabili del cristianesimo.  Egli visse in anticipo le parole di Gesù:  Rinunzia a tutto e seguimi nella povertà, nel nascondimento, nella donazione totale di te a Dio.

La vita di Giovanni Battista era tutta dedita a Dio nella rinunzia a ogni bene terreno:  viveva nel deserto, si copriva con una sola veste di peli di cammello, si cibava di locuste e di miele selvatico.  Questi erano tutti i suoi averi, i suoi possedimenti.  Ma in compenso aveva le ricchezze di Dio nel cuore.  Non si saziava mai di godersele nella continua meditazione, nella preghiera e nella contemplazione.  Il tempo (che noi sciupiamo costruendo una vita inutile) Giovanni lo impiegava a godersi quelle ricchezze divine che inondavano il suo cuore.

            Abbiamo bisogno anche noi oggi più che mai di povertà, di solitudine, di silenzio, di pochezze materiali per godere e contemplare le ricchezze infinite di Dio.  Queste ricchezze sono a portata di mano per i cristiani, ma spesso ignorate o trascurate perché si è annebbiati da falsi beni che rendono sterile la vita.

           

LA VITA DI GIOVANNI BATTISTA ERA LA SUA MISSIONE COME IN UNO SPECCHIO

Nacque per puro dono divino da una madre vecchia e sterile, visse nel deserto.  Tutto attorno a lui c’era pochezza umana e ricchezza divina.  Il grembo materno, ove apparve per pura grazia di Dio, era sterile come il deserto in cui visse.

Al mondo desideroso di avere sempre di più, Giovanni dice che solo Dio è colui che riempie i cuori e la vita umana, li abbellisce e li eleva.  Dio è cibo e bevanda di vita, balsamo, veste, dimora, forza rifugio, conforto, speranza e gioia senza fine.

Dio si può ottenere per puro dono dall’alto e solo quando ci si spoglia di tutto raggiungendo la convinzione che solo lui è tutto e il resto è nulla.

Giovanni nasce dal nulla della capacità umana, da una donna sterile e per giunta in tarda età.  Quello che è impossibile all’uomo è possibile a Dio.  Dio ha creato tutto dal nulla.  Senza Dio non esiste nulla; e nessuna cosa o persona può avere consistenza.  Chi rinnega Dio è nel deserto senza vita e senza speranza.

Il padre di Giovanni non riusciva a credere alla possibilità di un figlio, quando l’angelo glielo predisse.  Non sapeva che a Dio nulla è impossibile?  Quel Dio infinito fra breve avrebbe dato vitalità perfino a una vergine, la vergine Maria, madre del Messia. 

Zaccaria, padre di Giovanni, fu punito con il mutismo:  Resterai muto finché queste cose non si avvereranno.  Allora aprirai la bocca e griderai a tutti che Dio può tutto e compie tutto quello che è nostro bene perché è bontà onnipotente e amore senza limiti.

L’umanità vecchia e sterile, finché non riconosce la sua incapacità, soffrirà il vuoto e l’indigenza, quella terribile che è dentro il profondo del cuore.  Non è l’indigenza di chi muore di fame, ma quella del profondo, quella infernale, come infernale è il mondo  pieno di beni, privo di affetti, di beni interiori, di valori e di speranze.  L’umanità sarà sempre infelice finché non riposa in Dio. 

Dio si può raggiungere quando si ha il coraggio di disintossicarsi di un cumulo di materia ingombrante o di sabbia radunata che soffoca.  Dobbiamo imparare a vivere nel deserto, nella povertà, nella sobrietà.

 

             IL PIU’ GRANDE DEI PROFETI

 

            I profeti dell’Antico Testamento annunziarono Cristo come da lontano, Giovanni lo indicò presente.  I profeti parlavano di lui nel futuro, Giovanni al presente e lo indicava con il dito:  Eccolo, è qui colui che viene a salvare il mondo.

            Per noi la lontananza non è  di luogo o di tempo, ma è di sentimenti.  Cristo è vicino a noi, dentro una piccola ostia che si può trovare in molte chiese.  Perché egli è tanto lontano per molti?  Per le condizioni di spirito.  Quali sentimenti vuole Gesù da coloro che desiderano avvicinarlo ed essere suoi discepoli?  Gesù dice:  Beati i poveri, gli afflitti, i puri di cuore, gli ultimi, coloro che non sperano nulla dalle cose di quaggiù, ma tutta la loro speranza la pongono in Dio.  Può diventare mio discepolo chi vende tutto, lo dà ai poveri e mi segue portando con me la croce della povertà, dell’umiltà, del sacrificio. 

La strada che conduce alla distruzione dell’egoismo è quella che porta alla conquista dei beni di Cristo:  la vita divina, la gioia di Dio nel profondo dei cuori, sempre tanto inquieti finché non raggiungiamo l’unico e vero Bene.

           

            GIOVANNI E’ IL PRECURSORE DEL MESSIA

 

            Lo precede, lo annunzia, lo imita, lo addita al mondo, lo previene con il suo martirio per mano di un re libidinoso (come è spesso la società senza Dio).

            Giovanni nacque da una donna sterile e avanzata negli anni, fu un puro dono di Dio, come dice il suo nome.  Giovanni precede Gesù, ma resta molto lontano da lui, come l’ Antico Testamento è distante dal Nuovo Testamento; come la terra è lontana dal cielo e Dio è alto sugli uomini.

            Gesù infatti nacque da una vergine.  Giovanni nacque da una donna sterile e anziana.  Gesù da una giovane, piena di grazia, donna nuova e tutta santa, immacolata e resa immortale anche nel corpo che fu risuscitato e assunto in cielo accanto al corpo risorto del Figlio.

Giovanni è l’immagine, Gesù è la realtà.  Giovanni è superato da  Gesù come l’immagine dalla persona.  Giovanni nasce da una donna incapace umanamente, ma non vergine, da una vecchia e non giovane.

            Come Giovanni è precursore di Cristo così ogni cristiano deve annunziarlo e precederlo aprendogli la via nel mondo.  Questo si compie quando si imita la vita di Gesù e si diventa per gli altri un richiamo al Vangelo.

            Giovanni venne ucciso da un re vizioso, debole, vanitoso; fu ucciso durante un banchetto.  Il precursore diede l’annunzio dell’uccisione di Gesù.  I vizi umani si scagliarono contro di lui, ma egli col suo sacrificio redense e salvò l’umanità.

            Il mondo sta in piedi non per l’opera dei grandi e dei viziosi, ma dei piccoli, degli umili e dei santi.

 

            IL MESSAGGIO DEL BATTISTA

 

            Dio è vicino, accanto a noi.  Noi siamo felici, fortunati, ma dobbiamo credere all’inverosimile con una fiducia illimitata nell’Infinita bontà divina che viene a soccorrerci.

            La nostra fede si esprime nel lasciarci attrarre più da Dio che da qualsiasi altra cosa o persona;  dobbiamo amare la povertà, la pochezza e l’umiltà e allora avremo il Tutto che è Dio solo.

            Egli ci dà tutta la vita e tutta la gioia, ma vuole tutta la disponibilità nostra.  E allora l’umanità vecchia e sterile scompare e cede il posto a una nuova vita fatta di giovinezza perenne, eterna, divina; di fecondità e di pace. 

 

 

            Dalla liturgia bizantina (Anthologhion, vol.III, Lipa edizioni, via Paolina, 25, 00184 Roma):

            Giovanni, nascendo, rompe il silenzio di Zaccaria.  Non conveniva che il padre tacesse alla nascita del profeta (voce di Dio).  L’incredulità aveva legato la lingua del padre, il bambino gliela libera.

            Viene dalle doglie di una sterile il messaggero del Dio Verbo (Parola) che sarà partorito da una vergine.

            Dal grembo, Giovanni, ti sei mostrato profeta e precursore di Cristo, balzando ed esultando nel seno della madre alla vista della Regina che veniva dalla serva portando colui che è oltre il tempo e che dal Padre procede senza madre.

            Elisabetta ha concepito il precursore della grazia, ma La Vergine il Signore della gloria.  Stupita, la madre del precursore cominciò a gridare:  Donde a me questo, che la madre del mio Signore venga a me?  E’ per la salvezza del popolo che non ha più speranza.

            Colui che sin dal seno materno è stato santificato e ha ricevuto la pienezza della profezia, oggi dalla sterile è nato, per annunziare chiaramente la venuta del Signore:  Convertitevi perché il regno dei cieli è vicino.

            Profeta e precursore dell’avvento del Cristo, noi con amore ti onoriamo:  per  la tua gloriosa e augusta nascita sono sciolte la sterilità della partoriente e la lingua muta del padre, ed è annunziata al mondo l’incarnazione del Figlio di Dio.

            Si compie da una Vergine la nascita del Sovrano; ma quella del servo e amico, da madre anziana e sterile:  convenientemente infatti un prodigio precorre IL PRODIGIO.

            La vecchia rugosa e sterile saluta la Vergine madre, sapendo con tutta certezza che, grazie al parto di costei, sono stati sciolti i vincoli della sterilità per divino volere.

            Una donna vecchia e sterile, che ha prodigiosamente generato, rende credibile il parto della Vergine.

            Senza mai tacere, come voce di uno che grida, o Battista, non cessare di supplicare il Redentore del mondo perché liberi dalla sterilità dell’anima quanti celebrano la tua nascita.

            Ecco una voce precorritrice che giunge ai cuori sterili e deserti cantando:  Preparate la via di Cristo perché egli viene nella gloria.

            O straordinario prodigio!  Il profeta e precursore si mostra al di sopra di ogni nato di donna e superiore ai profeti, messaggero dell’avvento di Cristo, lui che ha sussultato nel seno della madre.