LA PIU’ BELLA NOTIZIA E’ LA PASQUA

Pasqua del 2001 

 

            La risurrezione di Gesù opera la più grande rivoluzione del mondo.  Tale rivoluzione si misura dagli estremi più distanti messi insieme:  morte e risurrezione, crocifissione e splendore del corpo risorto di Gesù.  La tragedia del Calvario viene cambiata in esplosione di vita divina in un corpo umano.

            Cristo rinasce dal sepolcro che diventa culla dove si emanano vagiti di vita nuova nascente.  Il sepolcro, di per sé, contiene carni infradiciate, speranze infrante, amore spezzato, vita distrutta, lacrime inconsolabili, cuori spenti.

            La tomba di Gesù invece (come il grembo verginale di Maria) è pieno di Spirito Santo amore.  Lo Spirito Santo è l’Amore in persona,a persona divina infinita.  Quell’Amore divino trasforma la malizia umana in grazia di salvezza universale, in vita nuova comunicata all’umanità perché rinasca alla vita divina.

            Il Crocifisso, umiliato e distrutto sulla croce, diventa splendete più del sole.  E infatti il Risorto, in pieno giorno, apparve a Paolo (che era acerrimo persecutore dei cristiani) e lo accecò.  Il persecutore divenne apostolo, missionario e martire o testimone della risurrezione di Cristo.

La più grande e  bella notizia è:  Gesù è risorto da morte;  Gesù ha vinto la morte per sé e per tutti coloro che lo seguono con amore! 

Mai si è sentito dire che un morto sia risorto, almeno fuori dell’ambiente biblico.  La pasqua è notizia sconvolgente, ma vera.  Nessuno può negare che Gesù sia risorto dopo le innumerevoli attestazioni di coloro che lo videro e lo toccarono con mano;  erano increduli e dovettero ricredersi;  Paolo era perfino un persecutore dei cristiani, ma da quando vide il Risorto, cambiò mentalità:  divenne credente e suo missionario e suo martire, testimone della risurrezione di Cristo.

Se Gesù non fosse risorto, non sarebbe nato il cristianesimo.  Infatti i discepoli di Gesù, dopo la crocifissione del Maestro, erano ritornati alla pesca, occupazione praticata prima che fossero al seguito di Gesù.

            Quale gioia più grande di questa?  Un morto risorge e fa sì che anche gli altri morti possano risorgere.  Dunque viene infranto il detto, così comune:  Solo alla morte non c’è rimedio. – La pasqua porta rimedio anche alla morte.  E se perfino la morte ha il suo rimedio, che cosa resta che possa renderci tristi?  Nulla!  Se si può vincere la morte, a maggior ragione si vincono tutti gli altri mali.  Gesù ha distrutto la morte, ogni male, la radice di ogni male (che è il peccato) e ha dato ogni bene, Dio nei nostri cuori, vita e speranza nostra.

            Ogni male entrò nel mondo con il peccato: morte, cattiveria, superbia, egoismo, odio e sofferenze senza numero…  Il Risorto, dice il Vangelo di Giovanni c. 20, annunziò la gioia dicendo:  Pace e voi.  – Erano pieni di gioia con Gesù risorto, dice il Vangelo.

            Con la risurrezione, Gesù ha portato il perdono dei peccati, la comunione con il suo corpo risorto, la speranza della vita eterna, la risurrezione della nostra carne e un mondo nuovo materiale trasfigurato. 

Gesù disse agli apostoli e loro successori (vescovi e sacerdoti):  Coloro ai quali rimetterete i peccati saranno rimessi.  Coloro ai quali non li rimetterete resteranno non rimessi.

            E se i peccati sono rimessi, la morte non ha più potere su di noi perché con il peccato è venuto ogni male nel mondo.  Per i cristiani, che vivono la vita di Cristo mediante i sacramenti, la morte non ha più potere.  Essa non è la distruzione della vita, ma un dolce sonno nella braccia di Dio Padre e un risveglio felice all’eterna gioia divina.

            La partecipazione alla risurrezione sarà totale alla fine dei tempi, ma con certezza.  E allora la nostra risurrezione sarà completa come quella di Gesù: nell’anima (che viene fatta figlia di Dio) e nel corpo che sarà trasformato come il corpo glorioso del Risorto e sarà collocato in un mondo nuovo e trasformato dalla potenza divina di Cristo.  Un mondo nuovo, una vita nuova divina nel cuore con la speranza della trasfigurazione del corpo e del cosmo:  questa è la prospettiva del cristianesimo.  La risurrezione di Gesù è fondamentale per i cristiani.  Noi la celebriamo ogni settimana per vivere da risorti continuamente e non più nella vecchia vita del peccato e dei vizi pagani, protesi alle speranze inimmaginabili ed eterne.

Il giorno della risurrezione dai tempi antichi fu chiamato “domenica” ossia giorno del Signore, in latino “dominica dies”.  “Dominus”, il Signore è chiamato Dio nella Bibbia.  Gesù si rivelò Dio con la risurrezione.  Se infatti lui era stato crocifisso e sconquassato nella umanità e fu  capace di ricostruire in maniera stupenda la sua stessa umanità, è segno che oltre ad essere uomo era molto di più, era colui che è padrone della vita e della morte, cioè Dio, vero Dio e vero uomo.

Il giorno del Signore o domenica, giorno di Dio e giorno del Risorto, tutti sono chiamati a partecipare alle meraviglie della risurrezione di Cristo e vivere una vita tutta illuminata dalla luce pasquale e soffusa di gioia.

Ma chi non vive la fede cristiana ancora si dibatte sotto l’incubo della morte.  Osservate come ci si rapporta con la morte chi vive da cristiano e chi vive da pagano.  Chi ha fede, avvicinandosi alla morte, non ricorre al medico (che una volta tanto è del tutto inutile), ricorre al sacerdote.  Chi non ha fede né chiama il sacerdote né lo pensa né lo suggerisce ai parenti moribondi.  Molti, che pensano di essere cristiani,  in realtà  sono  pagani e così si comportano in vita e in morte.  Quanti di voi non hanno chiamato il sacerdote per i malati gravi che poi sono morti senza sacramenti? 

I sacramenti sono segni e mezzi pasquali, cioè ci uniscono alla risurrezione di Gesù, ci liberano dalle terribili grinfie della morte, del demonio e dell’inferno.  Gesù è morto in croce fra indicibili dolori per liberarci dall’inferno. 

E’ necessaria ormai che si annunzino le verità fondamentali del cristianesimo perché non si conoscono più.  Se non si conoscono non si possono credere né praticare.  E si vive nella disperazione, nella tristezza.

La morte grava pesantemente su molta umanità, come se Gesù non fosse mai venuto nel mondo, non avesse parlato sul valore della vita e sul significato della morte, sulla speranza;  come se Gesù non fosse morto per la nostra redenzione, non fosse risorto per annunziarci la bella notizia della pasqua. 

Gesù, durante la sua vita terrena, parlò della risurrezione.  Non fu creduto; era una cosa così inaudita che non scosse i discepoli come quando lo videro e lo toccarono e rimasero stupiti e pieni di meraviglia.

La risurrezione di Gesù e le sue promesse cambiarono totalmente la loro vita.  Prima erano pieni di paura, poi pieni di coraggio da affrontare l’immenso impero romano e setacciarlo gridando ovunque che Dio si è fatto uomo, fu ucciso e risorse ed essi erano testimoni della sua risurrezione, andavano ovunque ad annunziare quella meravigliosa notizia mai udita, la notizia per eccellenza.  Allora la lingua internazionale era il greco.  Chiamarono la grande e bella notizia con la parola euanghelion (vangelo), bella e buona notizia piena di gioia e di speranza. 

Così il mondo pagano cominciò a diventare cristiano.  I cristiani sono coloro che credono alla risurrezione di Gesù e si uniscono al Risorto mediante i sacramenti per partecipare alla sua stessa sorte in vita, in morte e dopo morte.

Il cristiano, mediante i sacramenti, viene perdonato di tutti i peccati e arricchito di una vita divina che si chiama grazia santificante.  Questa vita divina è simile a quella del Figlio di Dio che diventa suo fratello e con lui è figlio di Dio Padre e pieno di Spirito Santo amore, vita e gioia divina.

Questa è la pasqua fondamentale del cristiano.  Egli già possiede in sé una vitalità divina che lo rende molto diverso da chi non è cristiano:  lo trasforma interiormente e lo prepara per la vita che durerà felice per sempre nel paradiso prima con l’anima e poi con la risurrezione del corpo.  E così sarà perfettamente come Gesù risorto.  Allora la risurrezione di Gesù invaderà anche il mondo materiale e ci saranno cieli nuovi e terra nuova.

La pasqua è inizio di una risurrezione universale e cosmica.  Quanta speranza infonde nel nostro animo!  Quanta gioia!  Noi siamo fatti per la vita e non per la morte.  La morte è stata distrutta da Gesù.  Se il cristiano muore, lo fa come Gesù:  per offrire il sacrificio di sé a Dio per la redenzione del mondo.  Ma la morte è un rinascere completamente rinnovati in cielo, in attesa della risurrezione anche del corpo e del cosmo materiale.  Allora saremo sempre con il Signore, il Risorto, nostro Dio e nostro fratello.

Gesù nella sua vita terrena aveva dato un annunzio della sua risurrezione quando richiamò in vita tre persone:  Lazzaro di Betania (la sua tomba è ancora visibile presso Gerusalemme); richiamò in vita ancora il giovane di Naim e la fanciulla dodicenne.

Ho detto:  Un annunzio della risurrezione di Gesù.  C’è infatti una differenza tra la rianimazione di Lazzaro morto e la risurrezione di Gesù.  Lazzaro dopo morì ed è ancora morto nel corpo.  Gesù invece riprese un corpo nuovo, glorioso, trasformato completamente con caratteristiche proprie dello spirito cioè un corpo indolore, impassibile, non può soffrire, invecchiare e morire, vive per sempre, è agile e può muoversi con la velocità del pensiero, può raggiungere gli spazi immensi del cosmo misurato con anni luce;  il corpo glorioso può entrare dovunque a porte chiuse, nelle profondità marine e nel sole senza subire danno. 

Ora comprendo perché Dio ha creato un cosmo così grande…  Perché un giorno possiamo goderlo e visitarlo con la facilità e la felicità di una passeggiata.

Gesù risuscitò tre morti nella sua vita terrena per dare un segno del suo potere divino sulla vita e sulla morte e per  preannunziare la sua risurrezione.  I discepoli di Gesù assistettero stupiti alle risurrezioni operate dal Maestro.  Ma quando Gesù in persona, dopo la morte ignominiosa, si presentò vivo con il suo corpo totalmente trasformato, i discepoli restarono stupefatti.  Era una cosa mai udita, inattesa, impensabile.  Ed è una realtà attestata e testimoniata con documentazione storica inconfondibile.

E’ mai venuto qualcuno dall’altro mondo, ancora si domanda la gente che non ha fede cristiana, che non è stata mai istruita sulle realtà della fede cristiana, anche se pensa di essere cristiana.

E’ mai venuto qualcuno dall’altro mondo?  Un morto è risorto?  Sì, questa è la pasqua:  è risorto Gesù ed è venuto ad annunziare anche a noi la trasformazione fondamentale della vita e del destino eterno.   Oh, quanto è bello conoscere la sua dottrina e praticare la sua religione!

Ecco quello che è importantissimo:  ogni domenica è la pasqua settimanale, istituita da Gesù stesso la sera dello stesso giorno della risurrezione, come dice il Vangelo di Giovanni c. 20.  Di sera a porte chiuse, Gesù entrò nel cenacolo e disse:  Pace a voi!

Il primo impegno cristiano è quello della pasqua settimanale:  entrare a far parte della cerchia dei discepoli di Gesù risorto per istruirsi e per imparare a seguirlo come lui vuole per avere la stessa sorte che è invidiabile e agognata da chiunque ha un senso o gusto del bello, della gioia, della felicità.

Cari fratelli e sorelle, siamo a primavera, tutto si rinnova.  La pasqua è la primavera dell’anno liturgico.  Svegliati, o tu che dormi, dice la Bibbia:  prendi coscienza della tua fortuna data da Gesù.  Se fino ad ora non te ne sei reso conto, non lasciarti sfuggire questa occasione.  Cristo, vero Dio e vero uomo, è qui nella santa Ostia, ti attende nella comunione.  Ma non ti comunicare senza accostarti spesso alla confessione.  Nella gioia di un cuore puro e santo godrai la gioia della vera pasqua.