LO SPIRITO SANTO NOSTRA VITA
Pentecoste
2001
La
Pentecoste celebra la prima discesa dello Spirito Santo sui discepoli di Gesù,
secondo la promessa che il Maestro aveva fatto: Vi mando lo Spirito Santo, egli vi
condurrà alla verità ossia a tutte le realtà cristiane. - Gesù diede inizio all’opera di
redenzione. Lo Spirito Santo la
completò portandola nel cuore di ogni persona e conducendo l’umanità nel cuore
del Padre.
A Pentecoste fu donato lo Spirito Santo. Che cosa vuol dire ricevere lo Spirito
Santo?
Significa diventare veri discepoli di Gesù, cristiani ossia appartenenti
a Cristo, come la Madonna (che è sua consanguinea).
Lo
Spirito Santo compie il miracolo di unione reale e vitale con Gesù, in seguito
alla redenzione operata dal Salvatore.
Con la redenzione, Gesù ci ha meritato il perdono dei peccati e il dono
della vita divina. Per ottenere
questi effetti, Gesù comunica a ciascuno di noi la sua vita di Figlio e i
suoi stessi sentimenti di amore tenerissimo verso il Padre. Gesù riversa nell’intimo di noi stessi il suo
amore, il suo animo di Figlio unico, il suo afflato, il
suo spirito filiale.
Quello che nella esperienza di vita umana si chiama amore, affetto, sentimento, afflato, animo, spirito… in Dio è una persona vera e propria, lo Spirito Santo persona divina amore.
Noi dunque come cristiani (cioè con il battesimo e con i sacramenti) entriamo a far parte della vita intima di Dio diventando figli come Gesù, pieni di amore divino (che è lo Spirito Santo) e cullati amorosamente dal Padre.
Com’è la vita divina? La triplice personalità dell’unico Dio.
Dio
è: 1) colui che ama e si chiama
Padre; 2) colui che è amato e si chiama Figlio; 3) colui che è Amore persona
divina e si chiama Spirito Santo.
L’unico Dio è personalmente distinto in Padre, Figlio e Spirito Santo
ossia Amante, Amato e Amore: la
fiamma che unisce Padre e Figlio, l’amore, l’afflato paterno-filiale si chiama
Spirito Santo: è lo Spirito del Padre e del Figlio che li unisce in un solo
amore.
Gesù
ci ha dato il suo essere Figlio e il suo amore per il Padre e
prima di tutto l’amore del Padre per il Figlio esteso a noi.
Con
lo Spirito del Padre abbiamo l’amore del Padre per il Figlio; e con lo
Spirito del Figlio, l’amore del Figlio per il Padre. Siamo amati dal Padre insieme con Gesù e come
è amato Gesù; amiamo il Padre con Gesù e come Gesù; e siamo colmati di Spirito
Santo o Amore divino persona.
Siamo
stati fatti figli di Dio; ci è stata data la vita divina sebbene in edizione
quanto possibile per l’uomo.
Infatti Gesù è Figlio di Dio ed è vero Dio, noi siamo figli di Dio, ma
esseri deiformi, non siamo Dio, siamo simili a Dio. Non siamo dèi, restiamo creature, e
siamo immersi nel fuoco inestinguibile e infinito di amore, di vita e felicità
divina.
Tutto
questo avviene già con il battesimo, anche se non lo vediamo con i sensi, ma
avviene in realtà. Occorre
vivificare la fede mediante l’esercizio dell’orazione che è ripetere il Credo
amando. All’esercizio dell’orazione
si deve aggiungere quello della virtù.
Per “capire” e per “sentire” Dio occorre avvicinarsi a lui con l’orazione
(anelito dell’anima) e con la pratica della virtù.
Dio
ha un solo Figlio e tutti i figli che nascono a lui formano un solo Figlio
moltiplicato. Questa moltitudine in
Cristo si chiama Chiesa. La Chiesa
è la moltitudine dei figli di Dio che vivono la stessa esperienza di Gesù, ora
mediante la fede e domani nella visione chiara del paradiso. Il paradiso è la partecipazione alla
stessa vita e felicità di Dio. Il
paradiso esiste già radicalmente nell’anima in grazia santificante cioè in chi è
battezzato ed è senza peccato mortale.
Chi è lo Spirito Santo e che cosa opera?
E’ colui che è nel cuore della divinità, la persona divina più intima e
nascosta nella divinità.
Dice
la Bibbia che lo Spirito scruta le profondità di Dio e unisce Padre e Figlio in
un solo, eterno, infinito, divino Amore (1 Cor 2). Lo Spirito Santo è colui che entra anche
nelle profondità del nostro cuore e opera il primo contatto divino superumano
o soprannaturale.
E’
lo Spirito Santo che ci mette in contatto vitale, intimo e familiare con la SS.
Trinità, con la famiglia trinitaria.
Senza Spirito Santo non esiste contatto vitale con Dio.
Il
Padre ci ha amati e ha mandato il Figlio suo per attirarci a sé. Ma il
Figlio, pur vivendo in mezzo agli uomini,
era lontano da essi, quanto Dio è distante dalle creature… Gesù allora non era unito a noi come poi
lo è con il dono dello Spirito Santo.
Il primo contatto soprannaturale con Dio avviene dunque mediante lo
Spirito Santo, primo dono ai credenti.
Quando
Gesù era in terra, solo la Madonna era vitalmente legata a lui e al Padre,
perché lei sola aveva lo Spirito
Santo. Lo aveva ricevuto dalla
concezione che fu immacolata e piena di grazia o di vita divina. La Madonna poi ricevette una nuova e
potente ondata di Spirito Santo quando doveva diventare madre di Gesù. Anche noi riceviamo per la prima volta
lo Spirito Santo nel battesimo e poi nella cresima e in fine in tutti gli altri
sacramenti.
Come è il contatto vivente e soprannaturale con Dio? E’ del tipo vitale e familiare. Nella famiglia si partecipa allo stesso
sangue e alla stessa carne. Lo
Spirito Santo ci fa consanguinei e concorporei con Cristo. Lui solo nella Trinità ha un corpo e un
sangue come noi. Nel momento in cui
entriamo in Cristo, per opera dello Spirito Santo, immediatamente siamo messi in
relazione filiale con il Padre e facciamo parte della famiglia trinitaria.
Noi siamo inseriti nella Trinità come figli adottivi. Questa parola è pericolosa se non si
dice, ma lo è anche se non si comprende.
Siamo figli adottivi di Dio non nel senso che egli ci consideri come
figli senza esserlo, ma nel senso che non siamo dèi come il Figlio Gesù.
La
Bibbia dice chiaramente: Siamo
chiamati figli di Dio e lo siamo realmente. -
Abbiamo la stessa vita, potremmo dire lo stesso corpo di Cristo e lo
stesso sangue. Infatti facciamo la
comunione con il corpo e il sangue di Gesù.
Se siamo chiamati figli adottivi è perché noi, a differenza di Gesù,
siamo partecipi della vita divina, ma non siamo Dio. Però siamo realmente inseriti, e per
pura grazia, alla dita divina.
Noi siamo “familiari” e non “ospiti”, dice la Bibbia. Siamo di casa, siamo a buon
diritto. La vita divina è nostra
eredità. Noi siamo figli e non
estranei. Lo Spirito penetra le
profondità di Dio, dice la Bibbia (1 Cor 2): siamo immersi nelle profonde intimità
divine!
Lo Spirito Santo penetra in tutte le fibre del nostro essere come l’olio
dentro le ossa: entra nella carne e nell’anima, le imbalsama come profumo,
purifica ogni male, rinfresca, rigenera.
Lo Spirito ci arroventa di divino amore che sorpassa ogni amore terreno
come un vulcano sorpassa le fiamme di ogni fuoco, come il sole, come l’infinito
eterno amore divino che è lo Spirito Santo persona divina amore. Non c’è paragone alcuno tra l’amore
divino e quello umano e terreno. E
se l’amore affascina, quanto più dovrebbe fare lo Spirito Santo?
Chi cerca l’amore senza limiti ricorra allo Spirito Santo. I giovani siano ferventi di devozione
allo Spirito Santo perché si aprono all’amore e alla vita. I vecchi ugualmente, perché la loro vita
si tuffi nell’eterno e infinito amore.
Con Dio non c’è vecchiaia, morte, non-amore. Senza di lui non esiste
amore!
Le
immagini della Bibbia per indicare lo Spirito Santo sono: olio, balsamo o
profumo, acqua viva, fuoco, amore, santo crisma (olio profumato)
dell’anima. Egli penetra nel più
intimo e profondo, nell’essenza di noi stessi, e si estende a tutta la
persona.
Lo Spirito Santo è la prima frecciata d’amore che Dio lancia nel nostro
cuore e lo avvince a sé, se siamo docili, se rispondiamo alle divine
sollecitazioni. Non esiste romanzo
più amoroso del cuore dei santi colpiti e affascinati da
Dio.
Ma lo Spirito Santo rimane nascosto come il calore del cuore, come i
sentimenti dell’animo, come l’afflato interiore. Per questo è stato chiamato dalla Bibbia
con le parole: spirito, fiato, vento, acqua viva, fuoco amore, olio, profumo,
nube, luce, vento gagliardo, terremoto, sigillo incancellabile, dito della mano
di Dio, colomba di amore.
Lo Spirito Santo purifica, lava, rigenera, rinnova, ringiovanisce sempre
più, dà vita nuova, divina, eterna, inesauribile. E’ potente nel compiere il bene, è
gioioso, amoroso, glorioso, pieno di luce e di gioia, di chiarezza e di
splendore divino. E’ forza di amore
che imprime l’immagine di Cristo e del Padre nelle persone (sigillo
incancellabile); sorregge con potenza infinita, consola, eleva, conforta,
arricchisce, inebria di Dio, porta frutti meravigliosi.
Lo Spirito Santo dà le virtù teologali, i doni divini e i frutti dello
Spirito.
Se lo Spirito Santo è seguito, assecondato, obbedito dà fede, speranza e
carità: una fede viva e forte, una
speranza che non crolla mai, una carità ardente o amore senza limiti e senza
paragoni.
Se si è docili allo Spirito Santo, dalle virtù teologali si passa ai
doni: sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà e timor di
Dio. Dio si crede e quasi si vede,
si gusta (sapienza), si penetra nei misteri divini (intelletto = intus
leggere). Lo Spirito Santo dà forza
per seguire il bene ed evitare il male e un senso religioso filiale che si
chiama pietà, quella virtù che regola gli affetti familiari. Dio è diventato nostro familiare o noi
siamo entrati nella sua famiglia.
I frutti dello Spirito si possono vedere nelle biografie dei santi in
quelle espressioni eroiche del Vangelo o frutti meravigliosi di santità: amore, gioia, pace, pazienza,
benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé…
L’azione dello Spirito è interiore nell’anima e anche sociale: come raduna le persone in Dio, così fa
di tutti sola famiglia, la famiglia più intima, più divina che è la Chiesa.
Chi
è la Chiesa? E’ la persona di Gesù
estesa a tutti coloro che sono pieni di Spirito Santo, che sono figli di Dio,
che formano un solo Figlio moltiplicato e tesi al Padre con immenso
amore.
A quale conclusione ci deve portare la Pentecoste? A ripetere come ritornello le meraviglie
della fede sullo Spirito Santo e sulle sue opere. Dobbiamo ripetere con gusto di amore,
con afflato di preghiera, con il desiderio di vivere già da questo mondo quello
che sarà la gioia senza fine in paradiso.
Amen.
Preghiere dalla Liturgia
Vieni, Santo Spirito
Vieni, o Spirito Creatore,
manda
a noi dal cielo
visita le nostre menti
un
raggio della tua luce
riempi della tua grazia
i cuori che hai creato.
Vieni, padre dei poveri,
O dolce consolatore,
vieni, datore dei doni,
dono del Padre altissimo,
vieni,
luce dei cuori.
Acqua viva, fuoco, amore,
santo crisma dell’anima.
Consolatore perfetto;
Dito della mano di Dio,
ospite
dolce dell’anima,
promesso dal Salvatore,
dolcissimo
sollievo.
Irradia i tuoi sette doni,
(sapienza,intelletto,
suscita in noi la parola.
Consiglio,fortezza,
scienza,pietà,timor
di Dio).
Nella fatica riposo,
Sii luce all’intelletto,
nella
calura riparo,
fiamma ardente nel cuore;
nel
pianto conforto.
Sana le nostre ferite
col balsamo del tuo amore.
O luce beatissima,
Difendici dal nemico,
invadi
nell’intimo
reca in dono la pace,
il
cuore dei tuoi fedeli.
La tua guida invincibile
ci preservi dal male.
Senza la tua forza,
Luce d’eterna sapienza,
nulla
è nell’uomo,
svelaci il grande mistero
nulla
senza colpa.
Di Dio Padre e del Figlio
uniti in un solo Amore.
Amen.
Lava
ciò che è sordido, bagna ciò
che è arido,
sana ciò che sanguina.
Piega
ciò che è rigido,
scalda ciò che è gelido, drizza ciò che è
sviato.
Dona
ai tuoi fedeli,
che solo in te confidano, i tuoi santi
doni.
Dona
virtù e premio,
dona morte santa,
dona gioia eterna.
Amen.