MATRIMONIO
CRISTIANO
(Vedi
Genesi 2, 18ss e Gv 2, nozze a Cana)
La Bibbia racconta: Dio
disse: Non è bene che l’uomo sia
solo. Voglio creare un aiuto che
gli sia simile. – Dio creò la donna e istituì il matrimonio monogamico e
indissolubile.
I pagani avevano molte riserve sul matrimonio. Lo sappiamo dalle citazioni implicite
che il testo biblico fa delle letterature del suo tempo e riscoperte dagli scavi
archeologici.
Dicevano i pagani che il matrimonio aveva qualche senso di divino, ma era
stato rovinato talmente che non valeva la pena sposarsi. Molti erano i delitti causati dal sesso
per cui era preferibile vivere da soli, senza impegni, o in compagnia delle
bestie, più fedeli
dell’uomo.
I
pagani del nostro tempo ragionano più o meno alla stessa maniera. Infatti parlano di convivenze, ma non di patto
nuziale; di omosessualità e non di matrimonio normale; si moltiplicano nelle
case i cani, i gatti e animali di ogni specie e diminuiscono i bambini.
La Bibbia dice che il matrimonio è un bene. “Non è bene che l’uomo sia solo”. L’uomo è solo senza l’impegno nuziale
stabile, vero, totale tra uomo e donna per formare una famiglia unica e
indissolubile. Ogni altra forma non
è matrimonio e non costituisce famiglia.
Dice la Bibbia: Dio diede
all’uomo (e s’intende anche alla donna) il potere su tutte le cose e sugli
animali. L’uomo diede nome, dice la
Bibbia. Vuol dire: Ebbe pieno potere. Ma era triste, perché non trovò un aiuto
simile a sé.
I miliardi non rendono felici, ma l’affetto sincero e profondo della
famiglia. Non mancano i sacrifici,
ma un poeta canta: “In ogni pena un
nuovo affetto imparo”. La vita
senza sacrifici diventa un nonsenso.
Quando Dio diede la donna all’uomo (e viceversa), allora si udì il grido
di gioia: Questa sì (e non gli
animali) è carne della mia carne e osso delle mie ossa. Si chiama donna perché è tratta
dall’uomo.
In ebraico uomo e donna si dice ish e ishà, in italiano non possiamo dire
uomo e uoma, ma per capire il testo sacro, diciamo: Solo tra uomo e uoma c’è vero matrimonio
ossia unità nella diversità e nella complementarietà.
Dice la Bibbia: Dio creò la
donna in un momento in cui aveva posto l’uomo in un’ estasi divina: “Fece scendere un torpore sull’uomo, che
si addormentò e Dio trasse una costola”.
La parola italiana “torpore”
corrisponde a quella ebraica “tardemà” che indica l’esperienza del divino. Il matrimonio è la pittura più viva in
questo mondo dell’essenza di Dio che è amore, gratuità, generosità, dono e
perdono. Di questo tipo è il
matrimonio.
Il matrimonio trasforma l’uomo e la donna in uno stato di santità e
divinità propria degli uomini più santi dell’Antico Testamento quali erano i
profeti.
La donna è tratta dalla costola.
E’ un’immagine, non una realtà.
L’uomo non ha una costola più della donna. Ma il testo vuol dire: la donna è persona umana perfettamente
uguale al maschio in dignità, anche
se diversa nelle funzioni matrimoniali.
Ella non è stata tratta dai piedi, ma dal cuore.
Inoltre il testo sacro dice con
forza: Non è vero che le donne
hanno mezza anima, come dicono i musulmani, o sono un possesso dell’uomo, come
pensavano gli ebrei. Si può vedere
Esodo 20: Non desiderare la donna
dell’uomo come non devi desiderare ogni altro possesso o pecore o
oggetti...
Uomo e donna hanno la stessa dignità, hanno uguali diritti e doveri, ma
compiti diversi per formare una meravigliosa e amorosa unità nella
complementarietà.
Dio disse: L’uomo (e
s’intende anche la donna) lascerà suo padre e sua madre e i due saranno una
carne sola. – Dunque i genitori si possono lasciare, gli sposi mai. La separazione dai genitori deve
avvenire con il matrimonio. Gli
sposi non devono essere succubi dei genitori o dei suoceri. L’amore coniugale è superiore a quello
dei genitori e figli. Gli stessi
sposi amano i figli derivatamente al loro amore reciproco. I figli vengono dai genitori e non
viceversa. Se non c’è l’amore
coniugale, è falso l’amore verso i figli.
Infine dice il testo: Erano
nudi e non ne provavano vergogna. - Da qui si deduce che l’amore coniugale rende
innocenti, è amore verginale e divino.
Il matrimonio è frutto di Dio e ha calore e sapore divino. Dio si dice che ama come uno
sposo.
Il primo capitolo della Genesi dice che i coniugi come coloro che amano e
sono amati sono per questo immagine di Dio che è grande non tanto per
l’onnipotenza, ma soprattutto per l’amore.
Poi al terzo capitolo della Genesi, dopo il peccato, la Bibbia dice che
l’amore è colorato di sacrificio:
il sacrificio corrobora l’amore e lo rende più autentico. I pagani invece dicono: Ci separiamo. - No, come non si può
tagliare in due un bambino, così è del matrimonio come Dio lo ha
creato.
Il matrimonio è creazione divina.
E infatti, come mai due esseri che erano estranei (e il matrimonio non
può essere tra i consanguinei), come mai due estranei diventano parenti più
stretti che genitori e figli? I
genitori si lasciano, i coniugi mai.
Chi è che opera questa consanguineità suprema? E’ il Creatore. Perciò in tutte le culture il matrimonio
è considerato sacro.
Il matrimonio essenzialmente è costituito dal patto nuziale. La volontà appartiene all’anima e non il
corpo. L’anima ama. Il matrimonio è fatto dall’amore. Così dicevano i Latini: Amor facit nuptias. Le bestie non hanno matrimonio perché
non amano. Dio e gli angeli amano e
non sono sessuati. Il matrimonio
tra Giuseppe e Maria era valido anche se verginale.
Che dire poi del matrimonio cristiano? E’ il segno dell’amore che esiste tra la
Madonna e Gesù, tra Dio e le anime.
E’ essere avvolti di Spirito Santo, non di amore umano soltanto (pur
tanto bello e santo!).
Come faccio a dire questo?
Leggendo le nozze celebrate a Cana.
In quel brano evangelico si parla di nozze, ma non si nominano gli
sposi. Solo una volta si accenna
allo sposo. Però appena si parla di
nozze si presenta la Madonna, Gesù e i discepoli. Evidentemente, l’autore voleva dire che
il massimo amore esistente in terra è quello che fa la famiglia Chiesa. Un amore che è pieno di Spirito Santo,
persona divina Amore. E infatti lo
Spirito Santo è simboleggiato nel vino e nell’acqua. Mancava il vino e Gesù venne a portare
una quantità enorme di amore.
Questo amore Cristo lo riversa con un sacramento speciale nel cuore degli
sposi cristiani rendendoli segno vivissimo della convivenza divina in
paradiso. Il matrimonio cristiano,
vissuto cristianamente, è il paradiso in terra. In terra l’amore si chiama sacrificio,
ma è sempre connesso alla gioia.
Tre parole sono inseparabili: sacrificio, amore, gioia. Chi sfugge il sacrificio non ha mai
capito che cosa è amare. Dio stesso
per noi si è fatto crocifisso perché è supremo amore.
Abbiamo bisogno di famiglie cristiane perché il mondo soffre di mancanza di amore vero e sincero e sta per morire assiderato e disperato.