NATALE 2001

 

                   Dice il Vangelo:  Vi annunzio una grande gioia:  oggi è nato per voi un bambino, il Salvatore del mondo.

         Queste parole sono rivolte anche a noi.  Ogni celebrazione del Natale è una grazia nuova che Dio riversa su chi vi partecipa con fede.  Gesù bambino dunque oggi è nato per noi per colmarci di gioia e di grandi beni.

         Perché Gesù nasce anche per noi oggi?  Perché, prima di tutto, la sua venuta nel mondo è talmente grande che non può comprendersi e partecipare se non attraverso molte celebrazioni nell’arco di tutta la storia.  Poi perché, se Gesù è venuto per tutti, in tutti i momenti della storia deve essere possibile incontrarlo e ricevere i suoi benefici. Terza ragione:  perché Gesù vivo, di carne e sangue si trova nella santa Ostia consacrata che sta sempre a nostra disposizione per effettuare quella incarnazione che iniziò con la nascita, ma la estende continuamente finché Cristo non è tutto in tutti.  Allora il Natale ha raggiunto il suo fine:  Cristo in noi e noi con lui come figli diletti dell’unico Padre del cielo.

         Perché Gesù viene in mezzo a noi?

Per riconciliare Dio e l’umanità.  Dio si fa uomo e unisce in sé umanità e divinità.  Ormai non è più difficile incontrare Dio, conoscere il suo pensiero e i suoi desideri, la sua parola, il suo amore, la sua persona, meglio le tre divine Persone: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.  Incontriamo il Padre perché Gesù, Dio figlio fatto uomo ci dà la sua stessa vita di figlio con il battesimo e con i sacramenti:  ci purifica con la confessione, ci nutre con la comunione.  Così la celebrazione del Natale diviene una reale partecipazione all’incarnazione del Figlio di Dio.  Dio si è fatto uomo per mezzo di Maria, è divenuto suo figlio e consanguineo, ma per essere fratello e consanguineo con tutto il genere umano.  Questo avviene mediante i sacramenti.  Così si celebra il Natale, partecipando alla stessa gioia della Madonna, di S. Giuseppe e dei pastori.

Tutto questo è reso possibile da Gesù, Dio venuto fra noi, e presente in ogni luogo della terra dove si trova un sacerdote che celebra la santa messa, consacra l’Ostia, rimette i peccati con la confessione, insegna quello che Gesù ha detto, spiega la Bibbia e il Vangelo che è il suo centro e culmine.  E così celebriamo il Natale:  udendo ancora la parola di Dio, rispondendo ai suoi inviti, partecipando alla sua vita divina.  La gioia della Madonna di divenuta consanguinea con Dio è la gioia di ogni cristiano che riceve Gesù nella comunione, che viene a trovarlo in chiesa, prega, legge e vive il Vangelo.

Natale si celebra con il Vangelo in mano, con la preghiera, con la frequenza ai sacramenti, con la gioia e la speranza che Gesù ci dà ogni volta che ci accostiamo a lui.  Tutto questo è possibile perché Dio si è fatto uomo e abita sempre in mezzo a noi.  Possiamo dire come i pastori di Betlem:  Eccolo, è qui vicino a noi il Bambino nato, il Messia, Dio fatto uomo.

         Perché Dio  è venuto in mezzo a noi?  Dice la Bibbia:  Dio ha tanto amato il mondo da mandare il figlio suo perché il mondo fosse salvo per mezzo suo (1 Gv 4, 10).  Egli è venuto per riconciliarci con Dio Padre e per farci figli di Dio, per assicurarci dell’immenso amore di Dio per noi, per condurci alla stessa sua condizione di felicità infinita che è il paradiso.

         E’ venuto  fra stenti, povertà e sofferenze.  Non ha scelto un trattamento di privilegio, ma si è fatto come tutti noi per indicarci come raggiungere la felicità anche in questo mondo così povero, misero, sofferente.  Non con la ricchezza o con i godimenti, non con la violenza e la ribellione a Dio, non con la trascuratezza del senso religioso.

         Cristo non è nato fra i così detti gaudenti del mondo, ma fra gli emarginati, gli ultimi, i più miseri per dire a tutti, anche agli ultimi, che c’è salvezza, speranza per tutti purché si accolga il Cristo.  Egli oggi non si presenta come un bambino in fasce, ma come ostia consacrata, come sacerdote che ha il potere di rimettere i peccati e riconciliare con Dio, nutrire con il corpo e sangue di Gesù, vero corpo e vero sangue nato da Maria vergine.

         Dio dunque è venuto in mezzo a noi e rimane sempre con noi.  Se Dio è con noi, che cosa si teme?  Nulla!  Dio è vita, gioia senza fine, ricchezza e bellezza, bontà e amore.  Chi accoglie Gesù e vive come egli stesso ci ha insegnato, è chiamato alla gioia senza fine già da ora e poi nel paradiso eterno.  Da quel paradiso è venuto Gesù per dirci che veramente esiste, è la gioia senza fine ed è stato creato anche per noi.

         Gesù è venuto per indicarci la via del paradiso per portarci là dov’è la nostra vera patria, dove abita Dio Padre, Figlio e Spirito Santo.  Per questo Gesù ci ha fatti figli di Dio Padre e pieni degli stessi sentimenti divini, santi, gioiosi che lui aveva per ispirazione dello Spirito Santo.  Gesù ci dà lo Spirito Santo amore, cioè i suoi sentimenti divini e la fonte di essi, lo Spirito Santo.  Egli è vita, gioia, felicità vera, perenne, divina ed eterna.  Che cosa di meglio poteva darci? 

         Con il fatto grandioso del Natale Dio viene in mezzo a noi e Dio è con noi e per noi.  Chi dunque potrà ancora dubitare della bontà divina e della salvezza?

         Occorre solo aprire il cuore alla fede e adorare Dio con noi.  Adorarlo credendo al suo insegnamento.  Non si arriva in paradiso in carrozza.

         Che cosa vuol dire che Dio si è fatto uomo?  Che si è fatto vedere, che non è più in una nube inaccessibile.  Non è vero che non sappiamo nulla di Dio.  Gesù ce ne ha parlato molto, il suo Vangelo viene spiegato in tutte le feste nelle chiese.

         Dio è venuto a vivere la nostra stessa vita per dirci come vivere in modo gradito a Dio.  Ci ha detto anche un’altra cosa molto più importante:  come avere la forza per vivere come Dio vuole.  Nulla è impossibile a Dio, disse l’angelo che annunziava alla Madonna:  Tu resterai vergine e diverrai madre di Dio.  Nulla è impossibile per chi vive la vita cristiana.  Gesù è venuto per darci la possibilità pratica di seguire il bene, vincere il male.  Solo lui ce la dà e nessun altro.  Per questo Gesù è l’unico salvatore del mondo.  Senza di lui siamo selvaggi, crudeli e facciamo del mondo un covo di vipere.  Il male non viene da Dio, ma da chi si allontana da lui.

         Natale dice che Dio si è fatto vedere, ci ha dato la prova del suo amore.  Nessuno è escluso dalla bontà di Dio.  Dio si è fatto bambino; anche i bambini possono incontrare Dio. Si è fatto sofferente; anche per loro c’è speranza, gioia e consolazione.  Ogni lacrima verrà asciugata.  Dio si è fatto uomo, ogni persona umana, senza eccezione può incontrarlo, goderlo.

         Il mondo dipende da noi, da ciascuno di noi.

         Una grande gioia dunque è offerta all’umanità:  la gioia di vivere divinamente la vita umana, di dare uno scopo divino ed eterno alla nostra vita che talvolta ci sembra senza significato.  Il nostro cuore è stato creato per Iddio solo ed è inquieto finché non riposi in lui solo, il nostro tutto.

         In questo periodo natalizio siamo chiamati a riflettere, pregare, leggere il Vangelo, incontrare Gesù fatto bambino, fatto nostro fratello che vuol farci grandi, felici, contenti, ma non per quelle vie che imbroccano la maggioranza degli uomini e cioè la superbia, la ricchezza, il piacere…  No!  E invece:  la fede, l’umiltà, la povertà, la preghiera, il senso religioso cristiano autentico…

         Svegliati o cristiano…, anzi, ogni uomo:  per tutti Gesù è venuto nel mondo;  tutti devono celebrare il Natale.  Sveglia per tutti! Anche quest’anno Gesù  ripropone la sua nascita a Betlem.  Non perdete questa occasione.   Potrebbe essere  l’ultima della vita.  Sia l’inizio di una gioia che non tramonta mai, la vita con Dio e con il Dio fatto uomo, Gesù, l’unico Salvatore del mondo.