NUTRIRSI DI PANE OPPURE SAZIARSI DI PAROLE DIVINE
(Marta e Maria con
Gesù)
Domenica XVI anno
C
“Gesù entrò in un villaggio
e una donna, di nome Marta, lo accolse nella sua casa. Essa aveva una sorella, di nome Maria,
la quale, sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola; Marta invece era tutta presa dai molti
servizi. Pertanto, fattasi
avanti, disse: Signore, non ti curi che mia sorella mi
ha lasciata sola a servire? Dille
dunque che mi aiuti. – Ma Gesù le rispose:
Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la
cosa di cui c’è bisogno. Maria si è
scelta la parte migliore, che non le sarà tolta” (Lc 10,
38ss).
Marta accolse Gesù nella sua casa e fece di tutto per onorare l’Ospite
graditissimo. Marta era cosciente
della grande grazia di avere come ospite il divino Maestro. Non le sembrava vero che fosse in casa
sua. E ora pensava: Che cosa si può escogitare di meglio per
lui? - Il Vangelo dice: “Era tutta
presa dai molti servizi”. Voleva
fare molti servizi e voleva farli con tutta la gioia: voleva dare tutta se stessa al Maestro
carissimo, Gesù. Così deve pensare
e volere ogni cristiano, anzi ogni creatura.
Anche noi possiamo avere la stessa gioia di Marta. E infatti 1) abbiamo la presenza viva di
Gesù nella santa ostia consacrata; 2) in più possiamo venire a contatto con lui
in maniera unica e intima come nella comunione; 3) con il battesimo abita in noi
la SS. Trinità e non verrà esclusa se non con il peccato mortale. L’abitazione della SS. Trinità è in
forma viva e familiare: abbiamo la
sua stessa vita divina, siamo figli del Padre, fratelli del Figlio e amici
dell’Amore divino persona o Spirito Santo.
Ma possiamo noi soccorrere Gesù come Marta? Certo! Dice Gesù: Quello che fate anche all’ultimo degli
uomini lo fate a me.
Mentre Marta era “tutta
presa dai molti servizi”,
Maria invece era tutta affascinata dalla presenza di Gesù e non si
saziava mai di arricchirsi delle sue
divine parole. Marta voleva
dare tutto a Gesù, Maria voleva ricevere tutto da lui attraverso la
sua presenza e la sua parola
viva. Marta voleva nutrire il corpo di Gesù. Maria voleva nutrirsi delle sue parole e
dargli la gioia di esercitare la missione di Messia: rivelare le meraviglie divine
all’umanità. Molti contemporanei
non riconoscevano come Messia Gesù, non lo accoglievano nella propria anima.
Quale dei due atteggiamenti è più gradito a Dio? Dare a lui oppure ricevere da lui? Amarlo o lasciarsi amare? Parlargli o
ascoltarlo?
Tutti e due sono necessari.
Gesù spesso invitava a fare più che a pensare: Vai e anche tu fa lo stesso bene che
puoi al tuo prossimo.
Tra il dare a Dio e ricevere da lui c’è però una priorità da
rispettare: IL PRIMATO ASSOLUTO DI
DIO. Non è l’uomo che dà a Dio,
ma Dio all’uomo. Non si può
dare a Dio se non quello che prima Dio ha dato a noi. Noi gli diamo la vita che egli per primo
ci ha donato creandoci.
La Bibbia infatti insegna che, prima di ogni altra cosa, Dio creò
tutto ciò che esiste. Ed ecco
la differenza essenziale tra il Creatore e le creature: Dio è e non è stato fatto da nessuno;
tutte le creature sono in quanto sono fatte da Dio. Dio non può non
esistere. La creatura invece esiste
se Dio la chiama all’esistenza. La
creatura è da Dio e dipende da lui in maniera unica e totale: la creatura esiste per quanto dipende da
Dio; ma se si distacca, si perde
nel nulla.
Il peccato consiste nel
tentativo di staccarsi da Dio, di rendersi autonomi. Senza Dio non esiste nulla e nulla può
reggersi. Il peccato perciò è fuga
da Dio e nello stesso tempo anche fuga dall’esistere al non esistere, corsa
verso la rovina totale, la perdizione assoluta.
Questo peccato di fondo,
della creatura contro il Creatore,
riemerge frequentemente e sotto molte forme in ogni ribellione a
Dio. Il demonio, creatura molto più
nobile dell’uomo, si distaccò da Dio e trovò la sua rovina eterna. Il grido satanico, di non voler servire
Dio, si ripete frequentissimamente o in modo diretto o indiretto, e anche in
maniera inconscia, nel volere fare da sé senza riferirsi a
Dio.
Marta, nonostante la stima e
l’affetto verso Gesù, peccava di autosufficienza, come se dicesse
praticamente: Io posso dare qualche
cosa a Gesù; io posso essergli
necessaria. – E quante volte anche noi pensiamo di essere necessari a Dio. Dio non ha bisogno di nessuno; Dio si serve di tutti e specialmente
delle persone più incapaci perché si riconosca che egli solo è il tutto. Senza di lui non esiste
nulla.
Dice il Vangelo: Marta era tutta presa dai molti servizi,
come se senza i suoi servizi non sarebbe valsa a nulla la visita di Gesù nella
sua casa. Che cosa era più
importante: l’opera di Marta o la presenza di Gesù?
Ecco le conseguenze dell’
autosufficienza: credere che
possiamo fare tutto, fare da soli, senza bisogno di nessuno e di niente e
neanche di Dio. Questa ultima frase
non si dice sempre, ma spesso si pensa senza rendersene
conto.
Al contrario, Maria viene
presentata dal Vangelo come esempio del vero discepolo di Cristo: stava seduta ai piedi di Gesù e
ascoltava la sua parola. Era come
uno scolaretto delle scuole di quel tempo.
Non avevano panche, si sedevano a terra, vicino al maestro che teneva in
mano l’unico libro, la Bibbia. Gli
alunni avevano davanti a sé il maestro e il libro, la parola di
Dio.
Il cristiano deve essere il discepolo di
Gesù. Questa è la definizione
del cristiano: colui che ascolta la
parola e la mette in pratica.
Modello di atteggiamento
cristiano è un’altra Maria, la Madre di Gesù. Di lei il Vangelo dice che custodiva nel
suo cuore le parole del Figlio, le meditava e le praticava. Ella concepì il Verbo prima nell’anima e poi
nel corpo. La Madonna divenne Madre di
Gesù perché prima era stata la sua eccelsa discepola. E ascoltò il Maestro dalla sua
concezione immacolata e poi per trenta anni a Nazaret.
Ogni discepolo di Gesù,
mediante l’ascolto della sua parola diventa suo consanguineo e con corporeo come
la Madonna. Sì, la parola di Dio
genera alla vita divina. Il
cristianesimo infatti è prima di tutto una vita divina che viene
comunicata. Gesù è venuto per farci
suoi consanguinei mediante il battesimo e i sacramenti. Gesù estende ai
cristiani l’esperienza di vita e di amore tra lui e la sua dolcissima
Madre. Egli vuol vivere vita e vita
con noi, come fa con la comunione eucaristica. Chi non vive la comunione è un cristiano
morto.
Ma c’è un’altra comunione
reale e viva, che molti cristiani non conoscono: è la comunione mediante la Parola
divina. La Parola di Dio è vita
e dona vita divina. Come mai? Perché? 1) Perché è proprio della parola fare
comunione di affetti e di vita, 2) molto più della Parola di Dio!
1) La parola umana è già
molto importante nella nostra vita.
Essa non è solo comunicazione di pensieri, ma soprattutto di
affetti. Non si parla a un
nemico. Chi si ama si vuole
ascoltare e si desidera dialogare:
dire e rispondere. La parola
è il massimo mezzo di comunione vitale, superiore a qualsiasi altra forma
esistente. La gioia più grande è
stare insieme e comunicarsi gli affetti.
Non è la sessualità la forma più viva dell’amore. Dio, gli angeli non sono sessuati e
vivono nel massimo amore. Le bestie
sono sessuate, ma sono incapaci di vero amore. Il fenomeno della prostituzione
non è un fatto di amore, ma di violenza passionale più bestiale che umana.
2) L’amore è proprio delle
creature razionali (angeli e uomini) e prima di tutto di Dio stesso che è Amore
che si dona parlando. Il Figlio suo
si chiama Parola, Verbo, Logos ossia massima espressione (o immagine) del
Padre. Il Verbosi riceve ascoltando
(come faceva Maria a Betania), si percepisce con lo Spirito Santo, persona
divina amore. Anche la parola umana
si percepisce mediante il fiato o spirito umano che fa vibrare le corde
vocali. Chi ci parla (e intendo con
amore, questa è la vera parola) ci comunica il suo animo, il suo spirito, il suo
fiato, la sua vita intima e fa una comunione di vita e di amore con noi. Anche
Dio ci comunica la vita intima, il suo Spirito Santo Amore ed entra in comunione
di vita e di amore divino mediante la sua Parola.
Dov’è la Parola di Dio? Prima di tutto nell’umanità di Gesù, poi
nella Chiesa e infine nella Bibbia.
Gesù donava lo Spirito Santo quando parlava con la
sua diletta Madre per trent’anni a Nazaret: Ecco perché la Madonna è la prima e la
più perfetta cristiana.
A Betania Gesù comunicava il
suo Santo Spirito a Maria tutta presa dalla Parola divina di Gesù. Per questo il divino Maestro rimproverò
dolcemente Marta e lodò Maria.
Intendeva dire: Tu, Marta,
ti preoccupi del pranzo e di cose di questo mondo. Maria invece ha capito bene la mia
missione, quella di farvi figli di Dio in comunione con la Parola divina, di
farvi cristiani: questo resta per
sempre. La condizione di Maria è
quella che non le sarà mai tolta.
La mia presenza fisica l’avete per poco tempo con voi; la mia presenza
mistica ed eucaristica l’avrete per sempre e come cristiani. Questo è ciò che rimane per sempre. Tu, Marta, ricordi che cosa ho detto sul
seme seminato da me mediante la mia Parola? Una parte cade in un terreno che lo
fecondò subito, pieno di entusiasmo, come la tua gioia l’accogliermi nella tua
casa. Ma poi? Le preoccupazioni della vita la
soffocarono: Tu sei preoccupata dei
molti servizi e soffochi la cosa essenziale per cui io sono venuto a casa
tua. Sono venuto per farti godere
per un po’ di tempo quello che la mia dolcissima Madre ha goduto per trenta
anni: l’ascolto della parola
divina!
La Parola divina si trova
(oltre che nell’umanità di Gesù anche) nella Chiesa e nella Bibbia. Infatti la Bibbia è ispirata, opera
dello Spirito Santo e piena di Spirito.
Quando si legge emana un profumo come quando si strofina un’erba odorosa
tra le mani. Così è lo scrutare le
Scritture.
La Parola esiste anche nella
Chiesa e viene offerta in maniera ufficiale da coloro che sono stati consacrati
per questo servizio o ministero: vescovi, sacerdoti e diaconi. Come la Bibbia è ispirata dallo Spirito
Santo, così anche queste persone, con il sacramento dell’Ordine sacro, sono
riempiti di Spirito perché lo effondano quando operano e parlano nell’esercizio
del loro ministero.
E’ ancora Gesù che dà lo Spirito Santo (come a Maria a
Nazaret e a Maria di Betania). Così
insegna anche la Bibbia: si racconta negli Atti degli Apostoli che mentre Pietro
parlava, lo Spirito Santo scese sugli ascoltatori (10,44). Lo stesso è detto in molte altre
occasioni.
Perché si comunica lo
Spirito Santo anche mediante i sacramenti?
Perché allora viene proclamata la Parola divina in maniera forte e
ufficiale. E’ sempre la Parola o il
Verbo o Gesù che dà lo Spirito Santo.
I Sacramenti si effettuano
mediante le parole divine. Così,
per esempio, nel Battesimo si pronunziano le Parole divine: Io ti battezzo nel nome del Padre e del
Figlio e dello Spirito Santo. – Nell’Eucaristia: Questo è il mio corpo, questo è il mio
sangue. – Sono parole di Gesù pronunziate nell’ultima cena. Nella confessione e in tutti i sacramenti è
sempre la divina Parola che comunica lo Spirito Santo.
QUANDO DUNQUE LEGGIAMO LA
DIVINA SCRITTURA O LA ASCOLTIAMO E SPECIALMENTE NELLA MESSA, ALLORA CI VIENE
COMUNICATO LO SPIRITO SANTO. Lo
Spirito ci cristifica (ossia incarna il Verbo, Gesù-espressione o Parola del
Padre) e ci fa figli di Dio come Gesù.
Il ruolo della Parola divina
è importantissimo nella fede cristiana.
Ecco perché Gesù non gradì tanto l’ospitalità di Marta e i suoi molti
servizi, ma molto più l’ascolto docile e amoroso di Maria.
Anche noi per essere veri
cristiani dobbiamo partire dalla Parola divina. La Parola ci cristifica ossia ci fa di
Cristo ossia cristiani. E poi la
Parola deve essere messa in pratica:
Vai anche tu e fa’ lo stesso! (Così insegna il
Vangelo).
Senza Parola divina non
possiamo essere cristiani. Siamo
persone umane sì, ma non elevate al rango della vita divina. Il cristianesimo è vita divina, prima di
tutto e soprattutto.
E’ la Parola divina che ci
eleva, ci illumina, ci guida, ci indica come pensare, vivere e operare. Operare senza la Parola divina è lo
stesso che voler fare molti servizi a Gesù (come Marta), ma restando in un piano
inferiore e senza salire a quello superiore, divino, cristiano. Sono servizi umani, mentre Gesù ci vuol
fare di noi degli esseri divini.
La grande Madre Teresa di
Calcutta, nota in tutto il mondo per la sua carità amorosissima e più che
materna (perché divina) non apriva mai una casa senza cappella dove le suore
partecipano a messa, passano ore di adorazione, imparano dal Maestro la sua
divina Parola. Perché la carità è
divina, soprannaturale e operosa soltanto dopo che si elevati al rango
divino. In caso contrario l’operare
umano è semplice filantropia, amicizia, non dura a lungo, non ha valore
divino.
I discepoli, in
quel tempo, sedevano ai piedi del maestro e imparavano tutto a memoria. Ascoltavano dal suo labbro, guardavano
lui e tutto interiorizzando quanto egli diceva. Erano come i bambini piccoli che vengono
imboccati dalla madre. La relazione
tra maestro e discepoli era relazione di familiarità e di affetto, di crescita
nella famiglia.
Maria e i discepoli di Cristo sono i piccoli che vengono nutriti di
parola divina per diventare figli di Dio e crescere come
tali.
Il mangiare serve per nutrire e far crescere il corpo. La parola serve per nutrire e far
crescere tutta la persona elevata all’ordine soprannaturale mediante il
battesimo e i sacramenti. Dice
Gesù: Non di solo pane vive l’uomo,
ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio. – Egli si riferiva alla Bibbia
che dice: Tutto è stato creato dal
nulla per la parola di Dio. – Dunque è la parola di Dio che fa esistere le cose
e le persone, che le fa crescere e le vivifica, le nobilita, le eleva e le
trasfigura in esseri divini.
E’ molto più importante nutrire l’anima anziché il corpo, cibarsi con il
pranzo che Maria riceve da Gesù anziché delle vivande di Marta offerte a
Gesù. Non c’è paragone tra l’opera
di Maria e quella di Marta. Siamo
come tra cielo e terra, Dio e uomo, paradiso e vita semplicemente terrena.
La tua parola, dice il libro dei Salmi, è luce, vita, calore, affetto, sazietà, estingue sete e dà vita, vita divina, eterna.
Mediante la parola si effettua il massimo nutrimento umano: quello dell’affetto, del cuore, della mente, dell’anima, della vita intera elevata al rango divino.
CONCLUDIAMO CON ALCUNI INTERROGATIVI:
1) Che cosa è più importante: produrre pane nel mondo oppure
diffondere la Parola di Dio?
Con la Parola divina, dice la Bibbia, furono creati cielo e terra e tutto
quello che esiste. La Parola di Dio
ci dà vita, esistenza, salute, benessere di anima e di corpo, il Paradiso e la
gioia eterna.
2) Quali sono le persone più
utili nel mondo: quelle che
producono beni economici, sociali, culturali… oppure quelle che portano ovunque
la Parola di Dio?
Ci sono troppi beni nel mondo, ma c’è tanto male. La malignità non si esclude con l’azione
umana, ma con l’opera della divina Parola.
Dice un proverbio calabrese:
Ubriaca più il pane che il vino, più il benessere che
l’alcool.
3) Quali sono i momenti migliori e più
utili della giornata: quelli del
lavoro, divertimento o della preghiera = parola-ascolto?
Quanto tempo dedicate alla lettura del Vangelo, dei Salmi? Avete la Parola di Dio? Il catechismo è la Bibbia tradotta in
lingua corrente per mezzo della Chiesa che possiede lo Spirito Santo. Il Vangelo deve essere nelle case e fra
le mani cristiane.
La comunione con Dio avviene con la santa Ostia e con la santa
Parola. C’ è la mensa del pane
eucaristico, l’altare, e la mensa del Pane Parola divina,
l’ambone.
Chi ama la Parola, ama Gesù Parola di Dio, ha Gesù e può dirsi
cristiano.
E’ molto più importante
saziarsi di parole divine che nutrirsi di pane. Il mondo materialista cerca pane, ma
deve sapere che il vero pane è Gesù, non solo nell’Eucaristia, ma anche nella
Parola divina viva nella Chiesa e nella Bibbia.