RALLEGRATI, DESERTO E TERRA ARIDA
Nell’attesa
del Salvatore
III
avvento A
“Si rallegrino il deserto e la terra arida, esulti e fiorisca la
steppa. Come fiore di narciso
fiorisca; sì, canti con gioia e con
giubilo. Le è data la gloria del
Libano, lo splendore del Carmelo e di Saron. Essi vedranno la gloria del Signore, la
magnificenza del nostro Dio.
Irrobustite le mani fiacche, rendete salde le ginocchia vacillanti. Dite agli smarriti di cuore: Coraggio! Non temete; ecco il vostro Dio, giunge
la vendetta, la ricompensa divina.
Egli viene a salvarvi. – Allora si apriranno gli occhi dei ciechi e si
schiuderanno gli orecchi dei sordi.
Allora lo zoppo salterà come un cervo, griderà di gioia la lingua del
muto. Ci sarà una strada appianata
e la chiameranno ‘via santa’; su di essa ritorneranno i riscattati dal Signore e
verranno in Sion con giubilo; felicità perenne splenderà sul loro capo; gioia e
felicità li seguiranno e fuggiranno tristezza e pianto” (Is 35,
1ss).
“Giovanni, era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo,
mandò a dirgli per mezzo dei suoi discepoli: Sei tu colui che deve venire o dobbiamo
attendere un altro? – Gesù rispose: Andate e riferite a Giovanni ciò che voi
udite e vedete: i ciechi ricuperano
la vista, gli storpi camminano, i lebbrosi sono guariti, i sordi riacquistano
l’udito, i morti risuscitano, ai poveri è predicata la buona novella, e beato
colui che non si scandalizza di me.
– Mentre questi se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle
folle: Che cosa siete andati a
vedere nel deserto? Una canna
sbattuta dal vento? Che cosa dunque
siete andati a vedere? Un uomo
avvolto in morbide vesti? Coloro che portano morbide vesti stanno nei palazzi
dei re!
E allora che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, vi dico, anche più di un
profeta. Egli è colui, del quale
sta scritto: Ecco io mando davanti
a te il mio messaggero che preparerà la tua via davanti a te. – In verità vi
dico: tra i nati di donna non è
sorto uno più grande di Giovanni il Battista; tuttavia il più piccolo nel regno
dei cieli è più grande di lui” (Mt 11, 2ss).
Il
libro di Isaia (nella Bibbia) dice parole molto elevate per chiunque attende il
Messia: Si rallegrino il deserto e
la terra arida, esulti e fiorisca la steppa. Come fiore di narciso fiorisca; canti
con gioia e con giubilo. – Poi continua dicendo che non ci saranno ciechi,
sordi, zoppi, malattie e sofferenze.
Le
parole della Bibbia sono piene di promesse straordinarie sia nei riguardi
dell’umanità (che sarà guarita da ogni male), sia nei riguardi dello
stesso mondo materiale che sarà trasformato come un giardino incantevole,
un paradiso terrestre. Anzi i beni
che si promettono sono al superlativo, al di là di ogni intendimento. Questo vuol dire in poche parole: beni materiali, umani e
super-umani.
Molte
altre pagine della Bibbia abbondano di immagini del genere. Ne accenno un’altra: il mondo sarà lastricato di pietre
preziose e le città costruite di oro e di argento.
Sono
semplici immagini letterarie oppure vera realtà? E’ vera realtà. Chiunque attende il Messia o al tempo di
Cristo o al nostro tempo (mediante la preparazione spirituale del Natale)
ottiene realtà che sorpassano
immensamente ogni aspettativa. Solo
Gesù Messia è colui che porta la fortuna in mano, la felicità piena, la pace e
la gioia. E’ realmente fortunato
chi cerca e trova Gesù, perché lui fu ed è l’unico Messia e Salvatore del
mondo.
Qualcuno
dirà: Sarà proprio vero? Come avverrà? Era la stessa domanda di Giovanni
Battista a Gesù, come riferisce il Vangelo.
Il
Battista aveva preannunziato la venuta di Gesù come Messia, lo aveva additato
alle folle. Però in un momento si
trovò in carcere per aver rimproverato il re dissoluto Erode
Antipa.
Da
dove proveniva il dubbio di Giovanni?
Vedeva
in Gesù dei segni propri del Messia (i miracoli), ma vedeva pure delle cose che
contrastavano con la presenza del Messia (le ingiustizie, le sofferenze, le
prepotenze…). Si domandava
Giovanni: Dove sono le promesse dei
profeti? Dov’è la pace, la gioia
senza fine, il mondo trasformato e l’umanità santificata e fatta tutta
divina?
Il
Battista mandò alcuni discepoli per interrogare Gesù: Sei tu il Messia o dobbiamo attendere un
altro?
Gesù
gli rispose che si adempivano in lui le profezie degli antichi profeti con i
miracoli operati da lui: I ciechi
ricuperavano la vista, gli storpi camminavano, i lebbrosi erano guariti, i sordi
riacquistavano l’udito, i morti risuscitavano. Veniva annunziata una bella notizia di
salvezza e la gioia perfino ai più poveri cioè a quelli che sono senza speranza
in questo mondo.
Al tempo di Gesù i fatti prodigiosi erano
innegabili; facevano prevedere una storia nuova e un mondo materiale
straordinario come dicevano le profezie:
Si apriranno gli occhi dei ciechi, si schiuderanno gli orecchi dei sordi;
lo zoppo salterà come un cervo, griderà di gioia la lingua del muto; si
rallegrino il deserto e la terra arida, esulti e fiorisca la steppa. Come fiore di narciso fiorisca e canti
con gioia e con giubilo.
Questi
segni erano già incominciati con la comparsa di Gesù. Però non si vedevano
ancora tutti i segni, tutte le promesse avverate, tutta la gioia, la felicità e
la pace: Felicità perenne
splenderà sul loro capo; gioia e felicità li seguiranno e fuggiranno tristezza e
pianto.
Quello
che chiedeva Giovanni Battista lo chiedono ancora gli ebrei di oggi. Essi non credono in Gesù Messia perché
non vedono la pace universale e la fraternità che unisce i popoli della terra.
Gesù
dunque è il Messia o no? Con la sua
presenza è venuto davvero tutto quello che la Bibbia prometteva del tempo del
Messia?
Gesù
rispose affermativamente a Giovanni e ripete anche a noi le stesse parole lette
nel Vangelo. Il Vangelo si legge
perché si attua in tutto l’arco della storia e perciò anche ai nostri
giorni. Anche noi siamo fortunati,
anzi molto di più dei contemporanei di Gesù.
Però
le sue parole contengono una risposta doppia e non unica o solo
affermativa. Gesù dice senza ombra
di dubbio: 1) che lui solo e nessun altro uomo al mondo è il Messia promesso e
l’unico Salvatore dell’umanità.
Perciò dalla sua venuta in terra sino alla fine della storia esistono i miracoli e meraviglie proprio
come afferma la Bibbia. Solo che
bisogna saperli vedere e credere.
2) Gesù infatti aggiunse
un’altra espressione importante:
Beato colui che non si scandalizza di me. Le meraviglie del messianismo sono
visibili solo con l’occhio della fede.
Chi
si scandalizzava di Gesù? Chi lo
vedeva con la forma tutta umana e ordinaria. Egli appariva un uomo come gli altri; e
il suo tempo era o appariva come tutti gli altri tempi della storia umana con le
ingiustizie, le angherie e le cattiverie di ogni genere.
Qui
sta il mistero di Gesù che viene scoperto e goduto solo mediante la fede
cristiana. Egli appariva un uomo,
ma era anche l’infinito Dio venuto in mezzo a noi. Sapere unire insieme vera divinità e
vera umanità come in tutti: questo
è il segreto per risolvere il problema.
Chi
ha fede vede meraviglie che nessuno ha mai sperimentato o – come dice la Bibbia
– “Occhio non vide e cuore non sperimentò mai quello” che Dio dona ai suoi
fedeli e così li rende felici, fortunati, gioiosi e
Il
messianismo di Gesù (oppure la redenzione cristiana) ha due fasi: una nel tempo presente e una alla fine
della storia, cioè nell’eternità.
La prima fase o prima venuta di Gesù è carica di benefici divini, ma
iniziali e nascosti sotto il velo della fede. La seconda poi toglierà ogni
nascondimento e apparirà in tutto il suo splendore.
Lo
sbaglio di Giovanni Battista e di chi non ha fede cristiana è quello di non
distinguere le due venute del Messia una con la sua comparsa in terra Palestina
e ai nostri giorni e una alla fine della storia nello splendore divino visibile
a tutti.
Fatta
la distinzione chiara tra le due venute, possiamo leggere con immensa gioia
anche oggi i testi profetici che invitano alla gioia per la trasformazione del
mondo materiale e del mondo umano per opera del Messia
Gesù.
La
novità del Messia è trasformare il mondo materiale e quello umano e inserirvi
realtà super-umane o soprannaturali.
E questo già è avvenuto. Ne
do degli esempi. Esistono
trasformazioni più strabilianti che se le pietre delle strade si cambiassero in
oro e le case si costruissero con gemme preziosissime.
Prendete
pane e vino e vedete che cosa sono dopo la consacrazione nella messa. Sono il corpo e il sangue di Gesù che
con essi ci santifica, ci divinizza, dona quello che mai avremmo potuto
sognare: essere nutriti con il
corpo e il sangue dell’Uomo-Dio Gesù, nostro Redentore. Prendete l’acqua e l’olio e vedete che
effetti straordinari producono quando sono usati nel sacramento del battesimo,
della cresima e dell’unzione degli infermi. Non è raro il caso di malati guariti,
anche ai nostri giorni, per aver ricevuto l’olio degli infermi. Lungo i secoli cristiani ci sono stati
casi di persone nutrite solo con l’eucaristia, cibo dell’anima e del corpo. Un giorno, quando avremo il corpo
risorto nella gloria del paradiso saremo nutriti direttamente da Dio nell’anima
e nel corpo.
I
miracoli del tempo di Gesù non finiti con la sua morte e risurrezione, anzi
proprio allora si sono moltiplicati e ingigantiti. Gesù lo dice nel Vangelo ai
cristiani: Voi farete miracoli
superiori ai miei perché io sarò con voi tutti i giorni sino alla fine della
storia.
Dove
sono questi miracoli? Basti pensare
che ogni volta che il papa dichiara beato o santo un cristiano, esige almeno un
miracolo che deve essere vagliato con la più rigorosa critica scientifica fatta
da competenti in materia. E
dichiarazioni di beati e di santi esistono molte ogni
anno.
I
grandi miracoli del nostro Salvatore Gesù sono quelli che riguardano
l’anima. Il loro numero è senza
fine. Eccone alcuni: Il
cristianesimo porta Dio nei cuori con la comunione; rende innocenti i più grandi peccatori
con il sacramento della confessione; nutre di divinità le nostre persone con la
comunione; trasforma in esseri con poteri divini i sacerdoti con il sacramento
dell’ordine sacro. Chi può
rimettere i peccati se non Dio solo?
I sacerdoti possono rimettere i peccati per l’autorità conferita loro da
Gesù con le parole: Coloro ai quali
rimetterete i peccati saranno rimessi (Gv 20).
Anche
la pace e la felicità, che sembrano tanto lontane dalla storia di tutti i
tempi, sono realtà vere nel cuore
dei cristiani che vivono la vita divina dataci da Gesù.
Leggo
nella vita dei santi, i cristiani autentici: Signore, basta, non ne posso più con
tanta gioia che mi infondi nel cuore.
Sono stato colmato di una pace sovrumana che non so descrivere. Mancano le parole le esperienze
cristiane sorpassano ogni realtà esistente nel mondo. Occhio non vide e cuore non ha
sperimentato quello che Dio dà a coloro che gli sono fedeli. Se mantenessimo il raccoglimento
continuo, Dio parlerebbe a noi di frequente. Egli parla, ma noi non lo sentiamo
perché siamo fuori del profondo di noi stessi dove abita
Dio.
Per
ottenere la gioia che il Vangelo annunzia occorre una vita austera, paziente e
la lotta all’egoismo.
Nel
Vangelo Gesù ci dà come modello Giovanni Battista, un uomo forte e non una canna
sbattuta dal vento, un uomo penitente nel cibo e nel vestito. Egli così divenne un grande profeta che
vedeva le meraviglie di Dio con una fede straordinaria e le rivela anche agli
altri.
Le
meraviglie racchiuse nell’anima che vive il cristianesimo sono
straordinarie. E non solo
nell’interno invisibile dell’anima, ma anche in mezzo alla società. Chi segue Cristo aumenta l’abnegazione
di sé, fa crescere la condivisione, la carità fraterna. Il problema del mondo è quello della
distribuzione delle ricchezze. Il cristiano deve donarsi e donare al
prossimo.
Si
avverano così le profezie anche oggi:
Si rallegrino il deserto e la terra arida. Rallegratevi sempre nel Signore. Felicità perenne spenderà sul loro capo;
gioia e felicità li seguiranno e fuggiranno tristezza e pianto. Cerca la gioia nel Signore, esaudirà i
desideri del tuo cuore. Ai poveri è
annunziato un lieto messaggio. La
gioia del Signore è la nostra forza.