ACCOGLIERE CRISTO E DARE A LUI IL PRIMATO ASSOLUTO
13 DOM.
ANNO A
GESU’
PUO’ DIRE, A BUON DIRITTO, ALLA MADONNA DI AMARLO AL DI SOPRA DI OGNI ALTRO
PARENTE
Chi ama
il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia
più di me non è degno di me.
Queste parole sono rivoluzionarie, inaudite e divine. Rivoluzionarie perché sconvolgono tutta
la vita umana. Noi non conosciamo
un amore più grande e più dolce di quello familiare. E ora Gesù viene a dirci ripetutamente
che lui deve essere al primo posto in assoluto e al di sopra di ogni altro
affetto possibile e immaginabile.
Nel brano notate quante volte Gesù ripete il pronome me o
l’aggettivo mio: “più di me”, “non è degno di me”, “perdere la vita
per causa mia”. Gesù vuole
essere al primo posto in assoluto negli affetti e al di sopra di quelli più
vivi.
Nella
vita umana non esiste amore più forte di quello familiare. Questa è una realtà indiscussa e
universale, in ogni parte della terra e in ogni epoca storica. Perciò le parole di Gesù sono
inaudite. Mai si è pensata la
possibilità di un amore superiore a quello familiare.
Le
parole di Gesù sono divine perché egli è Dio e intende introdurre i suoi discepoli in un’altra esperienza di
amore nuovo: eterno e infinito, proprio dell’immenso e inaudito
Dio.
Gesù ha portato in
terra un’esperienza nuova che ha inizio da un avvenimento straordinario,
l’Incarnazione. Questa è di tipo
familiare, ma con novità inimmaginabile:
Dio si è fatto figlio di una donna, dando così inizio a una vita di amore
che è materno e filiale (la Madonna è vera madre di Dio; Gesù è vero figlio di
Maria).
La
Madonna ha sperimentato la gioia propria delle mamme e l’ ha superata
enormemente, direi, per quanto Dio è più grande dell’uomo: ebbe come figlio il suo Dio, frutto del suo seno e del suo
cuore. Il suo amore è una
persona divina che si chiama
Spirito Santo. Ella ama divinamente, è madre divina; entra nella
Santa Trinità come specchio umano del Padre eterno.
Non sappiamo dire altro, ma siamo certi che Gesù disse o fece capire alla sua dolcissima madre, prima che a noi: O Madre mia fortunata, se per caso tu amassi più di me una qualsiasi creatura, non saresti degna di me.
Questo oggi dice anche a noi perché ci ha avvolti nella stessa esperienza
di amore umano e divino della Madonna.
GESU’ DICE ANCHE AI SUOI DISCEPOLI QUELLO CHE DICE A SUA MADRE, PERCHE’
TUTTI DIVENTIAMO SUOI CONSANGUINEI COME LEI
Tutti i cristiani vengono associati alla relazione di consanguineità
della madre di Dio. Dice infatti
Gesù: Chi accoglie la mia parola
e la mette in pratica è per me fratello, sorella e
madre!
Tutti i cristiani fanno la stessa esperienza della Madonna. Non con pari intensità perché lei sola è la prima e la insuperabile creatura congiunta. I cristiani diventano carne e sangue di Gesù nella comunione. Chi può dubitare che la santa Ostia consacrata è il corpo e il sangue di Gesù?
Quello che la Madonna è con la divina maternità, noi lo siamo con la comunione e con tutti gli altri sacramenti. Che cosa grande sono dunque i sacramenti e come non si possono trascurare nella vita cristiana. Senza sacramenti non c’è cristianesimo, non c’è la sua essenza, la sua essenza divina, la sua vera e rivoluzionaria realtà. Oh, com’è triste che i cristiani non sempre sono tali come Gesù li vuole!
L’unione reale con Gesù, con la sua carne, il sangue e lo Spirito (o vita di figlio divino) si avvera nella comunione e anche in ogni sacramento. Quello che avvenne in Maria con la maternità divina, avviene in noi mediante i sacramenti. Maria a buon diritto si può chiamare la prima cristiana, la più perfetta cristiana, il culmine del cristianesimo.
Il cristianesimo è consanguineità con Dio. In Maria si avverò anche a livello sensibile perché era immacolata; in noi invece, che siamo peccatori, avviene per mezzo di silenzio della carne e mistero (sacramento significa mistero): cioè non vediamo e non sentiamo quello che siamo da cristiani, ma lo siamo realmente. E’ meglio essere che apparire: nella vita umana spesso la gioia e l’amore sono ombre e apparenze; nel cristianesimo sono realtà umane e superumane.
E’ necessario dunque vivificare la fede con la conoscenza dei misteri
cristiani, con l’approfondimento mediante la meditazione, l’orazione e la
preghiera insistente. E allora sì
che vedremo e sentiremo per mezzo della fede quello che Maria sentì anche con i
sensi. Noi sentiremo con i sensi
quando avremo il corpo glorioso, quando prenderemo il nuovo corpo immacolato
come Maria nella risurrezione della carne.
Dice dunque Gesù: Chi
accoglie la mia parola e la mette in pratica è per me fratello, sorella e
madre.
Chi ascolta il Vangelo e diventa discepolo di Cristo cioè cristiano, per
ciò stesso riceve la vita divina (detta grazia santificante) che lo rende
partecipe della famiglia trinitaria: è figlio del Padre, come Gesù; è fratello del Figlio, amato
con lui e come lui di amore eterno e divino dal Padre; è partecipe dello stesso
Spirito del Figlio o Spirito Santo per cui, non solo è amato divinamente dal
Padre, ma ama divinamente Dio e il prossimo.
Dice
Gesù: Non chiamate nessuno padre
sulla terra, uno solo è il vostro Padre, che è nei cieli! Gesù non vuol distruggere la famiglia, ma
la vuole potenziare elevandola fino
alle altezze divine. Egli vuol
dire: L’amore nella famiglia più
affettuosa è qualche cosa di grandioso.
Ma l’amore che io vi porto è divino perché viene dalla famiglia divina e
vi inserisce in essa come membra viventi.
Che cosa
di più grande poteva fare Dio?
Ormai non esistono più misteri nascosti per i cristiani: essi sono entrati dentro la vita intima di Dio.
Se un cristiano considerasse la famiglia come il luogo sommo della sua
esperienza di amore, agirebbe in maniera contraria al suo essere cristiano:
Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o
la figlia più di me non è degno di me. La massima esperienza di amore è
quella cristiana ed essa eleva anche tutte le realtà della vita umana, compresa
la stessa famiglia.
L’affetto
per i propri cari è vivo e forte, ma quello verso Gesù deve essere superiore in
modo assoluto. Che cosa fa un papà
o una mamma per i figli? Quali
sacrifici non affronta? Molto più
deve fare il cristiano per quel Gesù che è morto in croce. Per questo Gesù dice ancora: Chi non prende la sua croce e non mi
segue, non è degno di me; e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la
troverà.
Il supremo bene in questo mondo non è la famiglia, ma Gesù Cristo. C’è gente che non ha mai tempo per
Iddio, è tutta presa per la famiglia, il lavoro, le attività, lo sport…
Trascurasse la famiglia è un male, ma chi trascurare il cristianesimo è come
colui che ha un invito a nozze regali e si rifiuta perché non comprende la sua
fortuna.
Le
parole di Gesù sono severe e sono giuste:
non si deve preferire nessuno e nulla a Dio. Solo Dio è infinito, eterno, fonte unica
di ogni esistenza. Si deve amare
lui e le cose sue con tutto il cuore, l’anima, la mente e la volontà. Senza di lui niente esiste e nulla ha
consistenza! Si fonderebbe la vita
sul vuoto, il crollo sarebbe deleterio!
Tutti i
beni di questo mondo finiscono, Dio non finisce mai. Perciò Gesù dice: Chi avrà trovato la sua vita la
perderà.
La vita umana porta con sé un vuoto immenso perché è stata creata per
sempre (eternità) e per Iddio, per godere tutto: solo Dio è tutto. Nessun bene terreno può riempire il
cuore umano. Gesù è venuto per
colmare quel vuoto incolmabile del nostro cuore. Beato chi sa scoprire Cristo, Dio fatto
uomo, fatto nostro cibo e bevanda nella comunione e lo segue con un amore
superiore a quello verso i figli o i genitori, verso lo sposo o la
sposa.
ORA LA
PAROLA DEL VANGELO CI FA UN'ALTRA PROPOSTA :
ogni cristiano (se è consanguineo con Gesù) è un altro Cristo, fa parte
della famiglia trinitaria (Padre, Figlio e Spirito Santo). Il cristianesimo si può chiamare con
un’altra parola: Chiesa. La Chiesa è la famiglia dei
battezzati. Tutti i battezzati sono
consanguinei con Cristo e conseguentemente sono legati tra loro come lo sono con
Cristo.
Ed ecco
la conseguenza: le relazioni dei i
cristiani tra loro devono essere quelle stesse di ogni cristiano e Cristo. Dice infatti Gesù: Chi accoglie voi accoglie me, e chi
accoglie me accoglie colui che mi ha mandato (Dio Padre). Che cosa vuol dire questo
voi? All’inizio del brano
c’è scritto: Disse Gesù ai suoi
discepoli. Quel voi significa i
discepoli di Gesù, i cristiani, coloro che fanno parte della Chiesa.
Inoltre
dice Gesù: Chi avrà dato anche
solo un bicchiere di acqua fresca a uno di questi piccoli, perché è mio
discepolo, in verità vi dico: non
perderà la sua ricompensa.
I discepoli di Gesù, spesso sono chiamati piccoli per la loro umiltà, semplicità, povertà di atteggiamento. Erano le virtù care a S. Francesco d’Assisi, il quale volle chiamare i suoi frati: Piccoli fratelli. Al suo tempo per dire piccoli fratelli si diceva: Frati minori.
Le stesse relazioni tra ogni cristiano e Cristo devono esistere fra i cristiani tra loro.
S. Elisabetta di Ungheria, regina e santa, credette talmente alle parole
del Vangelo che non esitò di prendere sulle spalle un povero infermo e di
adagiarlo sul suo letto, fra le ire e gli odi della suocera. Ma S. Elisabetta alzò le coperte e fece
vedere che quell’infermo era Cristo crocifisso per amore
nostro.
Chi accoglie voi accoglie me, dice Gesù, e chi avrà dato anche
solo un bicchiere di acqua fresca a uno di questi piccoli, perché è mio
discepolo, in verità io vi dico:
non perderà la sua ricompensa.
Chiunque accoglie uno che appartiene a Cristo, fosse anche il più povero,
il più piccolo, il più misero, e lo accoglie per il solo fatto che è un
cristiano, merita una grande ricompensa, quella che Gesù dà a coloro che lo
amano con tutto il cuore. Il
cristiano è elevato alla vita divina, supera immensamente ogni grandezza umana
per scienza o per ricchezze, per virtù o per meriti.
La vita cristiana, quella che Gesù ha portato in terra e donato a noi, è
il grande tesoro che trasforma le persone.
Se il mondo scopre le ricchezze di Cristo e agisce in conseguenza, il
mondo si trasforma in paradiso terrestre…
Il paradiso è amore. I
cristiani sono coloro che devono amare Dio e il prossimo in maniera divina, come
ama Gesù che muore in croce per noi.
La vita
cristiana ossia la Chiesa è il paradiso in terra, è la famiglia divina di Dio
fatto uomo e vivente tra noi.
Che cosa vuol dire in CONCLUSIONE il Vangelo?
Che il supremo amore in terra, superiore a quello paterno, materno e
filiale è il senso religioso cristiano.
Senso religioso cristiano è amare Gesù come si ama in famiglia, ma in una famiglia portata al livello
divino. Gesù è il primo
consanguineo, il supremo consanguineo, in cui sono fondati tutti gli altri
amori: padre, madre, figlio o figlia, fratello o sorella, sposo o sposa, amico o
amica ecc.
Questo amore è rivolto a Dio fatto carne e nostro consanguineo (come se
fosse il nostro bambino, figlio, mamma…) e viene portato al livello infinito,
divino ed eterno e deve essere la suprema legge tra i cristiani.
Qui sta
l’essenza del cristianesimo e non biascicare formule di preghiera o devozioni
senza che esse scalfiscano il cuore, ma lo lasciano pieno di rancore e di
amarezze…
E infine, l’amore tra i cristiani deve essere portato anche fuori del cristianesimo, in tutto il mondo perché domini in terra la civiltà dell’amore, che cristianamente si chiama carità, cioè un amore divino.
Il Vangelo va osservato. Non
dobbiamo giudicare altri, ma noi
stessi. Dobbiamo tendere ad amare
il prossimo con l’entusiasmo di una mamma e l’ardore di un santo. Alla sera della vita saremo giudicati
sull’amore (Mt 25).
Dice la Bibbia: Quanti
siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua
morte. Per mezzo del battesimo
siamo dunque stati sepolti insieme a lui nella morte, perché come Cristo fu
risuscitato dai morti, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova (Rm 6, 3s).
Il battesimo era celebrato solennemente all’inizio del
cristianesimo. Segnava il
cambiamento radicale di mentalità e di vita. Era come una morte alla vita precedente
e una rinascita o risurrezione; era come rinnovare in se stessi la morte di Gesù
e la sua risurrezione.
La celebrazione del rito battesimale ora è ridotta la minimo: si infonde l’acqua sul capo e si
pronunziano le parole di consacrazione.
Anticamente invece si entrava in una vasca, collocata dentro un tempietto
accanto alla chiesa, si facevano tre tuffi nell’acqua per dire che per tre volte
si doveva morire (essere sommersi dalle acque) e tre volte si era riportati a
nuova vita (si faceva la emersione dal tuffo). Alla terza volta si usciva dalle acque
passando per la parte opposta della vasca per indicare che ormai si era morti
alla vita precedente e si dava inizio a una nuova. Si doveva pensare diversamente da prima,
si doveva ragionare con altre prospettive, le prospettive della fede cristiana e si doveva vivere in
questo mondo come se già fossimo nell’eternità.
Divenire cristiani significa come risorgere da morte a vita, come il
Crocifisso che diventa il Risorto e il datore di redenzione e di vita.
Solo il cristianesimo salva il mondo con il suo amore
divino!!!!!!!!!