3 DOM ANNO A/LIETO ANNUNZIO IN GALILEA
LIETO
ANNUNZIO NELLA TERRA DESOLATA DELLA GALILEA
Forma
provvisoria
“Gesù, avendo saputo che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella
Galilea e, lasciata Nazaret, venne ad abitare a Cafarnao, presso il mare, presso
il territorio di Zabulon e di Neftali, perché si adempisse ciò che era stato
detto per mezzo del profeta Isaia:
Il paese di Zabulon e il paese di Neftali, sulla via del mare, al di là
del Giordano, Galilea delle genti; il popolo immerso nelle tenebre ha visto una
grande luce; su quelli che dimoravano in terra e ombra di morte una luce si è
levata.
Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: Convertitevi perché il regno dei cieli è
vicino.
Mentre camminava lungo il mare di Galilea vide due fratelli, Simone,
chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano la rete in mare, poiché
erano pescatori. E disse loro:
Seguitemi, vi farò pescatori di uomini. – Ed essi subito, lasciate le
reti, lo seguirono. Andando oltre,
vide altri due fratelli, Giacomo di Zebedeo e Giovanni suo fratello, che nella
barca insieme con Zebedeo, loro padre, riassettavano le reti; e li chiamò. Ed essi subito, lasciata la barca e il
padre, lo seguirono.
Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe e
predicando la buona novella del Regno e curando ogni sorta di malattie e di
infermità nel popolo” (Mt 4,
12ss).
LA TERRA DESOLATA VIENE I LLUMINATA DALLA PRESENZA DI CRISTO
DIO
732
anni prima di Cristo, il re assiro Tiglat-Pileser invase la Galilea portando
ovunque distruzione, morte, terrore e spavento. Gli Assiri erano tra i popoli più
crudeli dell’antichità. Il profeta
Isaia (Is 8,23ss), poco tempo dopo quei tristissimi avvenimenti, scrisse: “Il Signore umiliò la terra di Zabulon e
la terra di Neftali (la Galilea
anticamente era abitata dalle tribù di Zabulon e di Neftali), ma in futuro
renderà gloriosa la via del mare, oltre il Giordano, e il territorio dei
gentili” (ossia pagani).
Il
futuro glorioso di quelle terre umiliate, secondo l’evangelista Matteo, avvenne
quando Gesù scelse quella regione come luogo abituale della sua
predicazione: allora fu uno
splendore per quelle terre una volta desolate. Dice il Vangelo: “Gesù si ritirò nella Galilea e,
lasciata Nazaret, venne ad abitare a Cafarnao, presso il mare, nel territorio di
Zabulon e di Neftali”.
La Galilea, al tempo di Gesù, era una regione squallida dal punto di
vista religioso; e si chiamava per disprezzo “Galilea dei gentili” (cioè dei
pagani). Era luogo di passaggio dei
popoli pagani, che dall’oriente si recavano verso l’Egitto, attraverso Cafarnao
e lungo la via del mare che poi costeggiava il mare Mediterraneo. Gli abitanti della Galilea spesso
vivevano secondo i costumi pagani.
Gesù dunque non scelse la
superba capitale dell’ ebraismo (Gerusalemme) come luogo della sua predicazione,
ma la terra spiritualmente povera di Galilea. E come la grotta di Betlem fu illuminata
dalla nascita di Gesù, così i luoghi più oscuri di Israele divennero splendidi
per la sua presenza. Inoltre, i
primi a godere i benefici del Messia furono le persone più misere, i malati, i
peccatori e i sofferenti. Se
perfino gli ultimi ricevono la salvezza del Messia, è segno che a tutti è data
la stessa gioia di salvezza.
Si avveravano le parole di Isaia, scritte 700 anni prima: “Il popolo che camminava nelle tenebre
vide una grande luce, su coloro che abitavano in una terra tenebrosa una luce
rifulse. Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia. Gioiscono davanti a te come si gioisce
quando si miete e come si esulta quando si divide la
preda”.
L’evangelista Matteo, citando il brano di Isaia, voleva dire che Gesù era
la luce, la gioia, l’abbondanza, la ricchezza, la pienezza, la pace a cominciare
dai luoghi più abbandonati della Palestina. Con la sua presenza erano diradate le
tenebre, stava per scomparire la morte, la violenza, l’odio, la crudeltà, le
malattie e ogni male.
GESU’
COMPIE MERAVIGLIE DIVINE NELL’UMANITA’
Il modo
concreto, con cui Gesù portava i benefici messianici, viene espresso dal Vangelo
con queste parole: “Gesù percorreva
tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe e predicando la buona
novella del regno e curando ogni sorta di malattie e di infermità nel
popolo”.
La missione di Gesù era duplice: 1) annunziare o predicare il regno di Dio; 2) attuarlo con l’eliminazione delle malattie e di ogni altro male.
Gesù voleva stabilire in terra un regno in cui Dio potesse regnare da sovrano per condurre l’umanità alla pace e alla felicità prima del peccato, quando non esistevano malattie, odi, guerre e sofferenze. Per il peccato sono venuti tutti i mali. Ora Gesù viene a toglierlo, e conseguentemente a portare ogni bene.
Gesù si commoveva davanti alle sofferenze dell’umanità. Egli è un Dio sensibile e soffre finché
l’uomo si trova nel male. Gesù
rivelava e annunziava la bontà amorosissima del Padre che è nei cieli; e la
faceva sperimentare concretamente con le guarigioni straordinarie, opera
esclusivamente divina. Così
Dio si affacciava nel mondo e cominciava a dare all’umanità quello che Gesù
annunziava con la parola: salute,
prosperità, gioia, pace, amore di Dio e del prossimo.
La predicazione e l’opera di Gesù continuano ancora nella storia della
Chiesa. Gesù promise la sua
presenza continua, la sua salvezza e i suoi miracoli lungo tutti i secoli con le
parole dette ai discepoli: Voi
farete miracoli superiori ai miei.
Andate in tutto il mondo e annunziate quanto vi ho detto. Io sono con voi fino alla fine dei
secoli.
Purtroppo
oggi si crede poco ai miracoli; eppure sono attestati dal Vangelo e si
ripetono in modo solenne in ogni
dichiarazione di santi. La
dichiarazione non può avvenire senza almeno un miracolo giudicato severamente
dai competenti.
Non si
credono i miracoli perché non si crede il Vangelo; ma si crede ai maghi e si
ricorre a loro. Questo è un
atteggiamento irrazionale. I
miracoli vengono giudicati con estremo rigore da scienziati e competenti. I maghi sono imbroglioni e operano per
interessi economici. I santi
chiedono preghiere per implorare da Dio i miracoli. I maghi esigono fior di quattrini per
dare nulla e falsità.
Il Vangelo narra molti miracoli di Gesù, segno che essi fanno parte della
fede cristiana: rivelano l’infinita
bontà di Dio e il suo insondabile amore.
Dunque Dio è sensibilissimo e fa di tutto per il nostro bene. Per esempio, una donna fu guarita
solo per aver toccato un lembo del mantello di Gesù. Quello stesso Gesù esiste vivo e tutto
intero nella santa Ostia. Nella
comunione lo riceviamo nell’intimo del cuore. E’ quel Gesù che compie miracoli anche
oggi a Lourdes e proprio alla processione del SS.
Sacramento.
IL REGNO DI DIO E’ GESU’ IN PERSONA CHE FORMA CON NOI UN CORPO
SOLO
Il regno di Dio è stato iniziato da Gesù radunando attorno a sé un
gruppo di discepoli che lo seguivano con donazione totale e generosità
piena: per lui erano disposti a
lasciare tutto, perfino la famiglia e il lavoro. Se Gesù è Dio deve essere al di sopra di
tutti gli interessi e perfino degli affetti più cari come quelli familiari. Ogni
discepolo, anche oggi, deve lasciare tutto per Cristo, e
seguirlo.
Dice il Vangelo: Mentre camminava lungo il mare di
Galilea vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che
gettavano la rete in mare, poiché erano pescatori, E disse loro: Seguitemi, vi farò pescatori di uomini.
– Ed essi subito, lasciate le reti lo seguirono.
Il
regno dei cieli significa il regno di Dio.
Nel vangelo di Matteo la parola cielo sta al posto di Dio. Il regno di Dio vuol dire che ha Dio
come operatore e anche come fondamento.
IL
REGNO E’ GESU’ IN PERSONA.
Quando
Dio si fece uomo, allora la divinità ha assunto un’umanità (quella di Gesù) con
pieno dominio; allora Dio poté dominare indisturbato su quella umanità. Gesù dunque è la prima pietra del
regno. Contemporaneamente con
l’Incarnazione, l’Immacolata Madre fu associata totalmente alla persona, alla
sorte e alla missione del Figlio.
Il regno si estende a una natura umana assunta dal Figlio di Dio. La Madonna era totalmente donata a Dio
senz’ombra di peccato o di resistenza al suo volere.
In
seguito ogni discepolo di Gesù rappresenta un’altra pietra del regno che viene
aggiunta per la costruzione dell’edificio vivente o corpo mistico di Cristo, la
Chiesa. Ogni discepolo deve essere
unito a Cristo come la Madonna.
Infatti si diventa discepoli assumendo la sua parola e la sua vita che
viene comunicata realmente con il battesimo, la comunione tutti gli altri
sacramenti.
Il
cristianesimo non è solo una dottrina, ma soprattutto una vita e un’unione
vitale con Gesù. Cristo così
estende il suo corpo fisico a tutti i discepoli diventando corpo
mistico.
Gesù
diceva all’inizio della sua predicazione:
Convertitevi perché il regno è vicino. La parola convertirsi ha due
significati: 1) cambiare mentalità,
2) voltarsi verso uno.
Voleva
dire Gesù:
1)
Cambiate mentalità: voi aspettate
un regno politico. Io vi do una
persona, la mia persona che entra in rapporto vitale e intimo in modo inaudito,
al di sopra dei legami familiari.
Per questo il discepolo o familiare di Cristo deve essere disposto a
sacrificare perfino gli affetti intimi della famiglia: lasciare padre e madre, lavoro, rete e
barca per seguire Gesù ossia diventare consanguineo divinamente con
lui.
2) Voltatevi verso di me, venite al mio seguito, entrate nella mia
consanguineità, partecipate al mio corpo mistico che è la comunità credente o
Chiesa.
Gesù
chiama a sé i discepoli per iniziare il suo regno, una comunità di amici (la
Chiesa). Egli vuole formare una
nuova umanità: nuova senza peccati e senza sofferenze, tutta di Dio e piena di
gioia.
Immaginate
di trovare tanti discepoli di Gesù generosi come i primi che vivono la pienezza
della vita nuova. Nel mondo si
formerebbero nuclei di paradiso terrestre.
Se si assimila il corpo di Gesù (come avviene nella comunione) e il suo
cuore, il suo amore, avvengono miracoli di bontà nel mondo come faceva Gesù che
guariva le malattie e spargeva gioia, benessere, bontà, moltiplicazione di pane
e di felicità.
Per
questo Gesù diceva: Vi farò
pescatori di uomini. Se si estende la vita di Cristo in noi, veniamo allontanati
dal male. Il mare è immagine del
male. I nuovi “pesci” sono portati
nella rete e nella barca (immagine della Chiesa).
Ecco il
regno di Dio iniziale: la
Chiesa. Ma il regno finale è il
paradiso dove sii attua ogni bene, si gode Dio e tutti i beni. Perfino il corpo sarà trasformato e il
mondo diverrà un paradiso terrestre.
L’umanità unita in Dio godrà la gioia massima della fraternità, non avrà
più malattie e morte. I miracoli di
Gesù, oltre ad esprimere la sua bontà a favore dei sofferenti, erano anche
annunzio dello stato perfetto a cui è chiamata l’umanità mediante la parola e
l’opera di Gesù e della Chiesa.
Beato chi crede e segue Cristo!
Per
essere discepoli di Gesù ossia cristiani si deve fare una scoperta
strabiliante: si deve scoprire la
presenza viva, vicina, amorosissima di Gesù con noi. Quale grande gioia per chi riesce a
sentire la sua voce nell’intimo del cuore che gli dice: Lascia tutto, seguimi. Con me avrai molto più che se avessi
tutto il mondo. Dio vale più di
tutte le
creature.
Allora la vita cambia prospettiva, si apre alla visione eterna e
divina. Si cominciano a pregustare le gioie del paradiso.
L’insegnamento di Gesù deve capovolgere totalmente la prospettiva della
vita. Da una mentalità terrena,
materiale ed egoistica a una eterna (la prospettiva del paradiso), spirituale
(l’anima immortale e spirituale che è la parte più nobile dell’uomo e che spesso
viene mortificata riducendo la vita a un estremo squallore) e soprannaturale
(una nuova vita, divina, circola nel cuore e nelle persone che vengono elevate
da Gesù a persone super-umane o soprannaturali o di figli di
Dio.
GLI
INZI DELLA PREDICAZIONE DI GESU’ PROSPETTANO IN GERME TUTTO IL SUO
PROGRAMMA
Dai
primi passi di Gesù, come evangelizzatore o missionario del Padre, si delineano
i punti fondamentali della fede cristiana:
l’incontro personale con Gesù, Figlio di Dio; egli ci conduce al Padre
facendoci figli come è lui e dandoci lo stesso Spirito o il suo sentimento
filiale. Ma lo Spirito in Dio non è
un sentimento, è una persona divina amore.
Come cristiani noi siamo innestati nella vita trinitaria: come Gesù siamo
figli del Padre e partecipi degli stessi sentimenti divini di amore (che è lo
Spirito Santo).
La fede
cristiana è strettamente personale, ma introduce in una dimensione comunitaria e
divina e cioè a essere Chiesa. E’
strettamente personale. Gesù chiama
per nome e vuole una risposta personale: Sei disposto tu a lasciare
tutto e considerarmi il tuo unico e supremo, eterno bene al di sopra di tutti
gli interessi umani economici, affettivi, sociali ecc.?
Come
diceva giustamente Matteo, all’inizio del brano evangelico in esame, così
dobbiamo dire anche noi: il mondo è
immerso nelle tenebre, nell’egoismo, nella tristezza, nel materialismo… La presenza di Gesù creduta e vissuta è
luce, gioia, felicità, splendore, calore, vita nuova e divina. Ma occorre stabilire un rapporto di
intimità con Cristo superiore a della persona più cara. Dio è tutto, Gesù è Dio venuto fra
noi. Chi trova lui trova il tutto,
ma deve lasciare tutto per trovarlo.
Altrimenti si è cristiani di nome cioè a parole e non a fatti.