5 DOM ANNO A – SALE E LUCE DEL MONDO

 

         “Gesù disse ai suoi discepoli:  Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà rendere salato?  A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini.

         Voi siete la luce del mondo;  non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa.

         Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli” (Mt 5, 13ss).

 

         Gesù dice:  Voi siete il sale della terra e la luce del mondo. – Il sale e la luce sono elementi importanti nella vita umana.  Il sale dà sapore alle vivande.  Senza sale il cibo è insipido.  Senza la luce il mondo diventa spaventoso.

 Ma senza un sale particolare, di cui parla Gesù,  l’intera vita diventa senza significato e senza valore.  Con il sale e la luce di Cristo tutto si trasfigura e si divinizza.

 

QUAL E’ DUNQUE IL SALE E LA LUCE

                                                     tanto importanti che il Redentore sparge nel mondo?  E’ la grazia santificante cioè quella vita divina che Gesù dona ai suoi discepoli mediante il battesimo; e se poi si perde con il peccato, la ridona con il sacramento della confessione.  La grazia santificante ci unisce a Gesù come i tralci alla vite.  Cristo vive ancora nel mondo mediante i cristiani che vivono la loro vita cristiana. 

Come fece la Madonna nel dare vita umana a Gesù, così fa Gesù nel dare la sua vita divina.  La Madonna comunicò la sua carne e il suo sangue al Figlio di Dio.  A sua volta, Gesù, Dio fatto uomo, comunica a noi la vita divina, tramite la sua umanità.  Poiché Dio è anche uomo, è possibile che noi veniamo a contatto con lui.  E il contatto si effettua con la sua umanità e con i segni sacramentali: acqua per il battesimo, pane e vino per la comunione, il sacerdote che pronunzia l’assoluzione nella confessione:  Io ti assolvo dai tuoi peccati.  Quelle parole vengono pronunziate da Gesù attraverso la bocca umana del sacerdote e producono lo stesso perdono dei peccatori incontrati da Gesù nella sua vita terrena.

 

Gesù dandoci la grazia santificante, riversa in noi luce e sale divini che danno sapore e gioia, calore e colore a noi personalmente e per riflesso a tutto il mondo in cui viviamo e operiamo.  Dice Gesù:  Voi siete il sale della terra, voi siete la luce del mondo.  E’ impossibile che una luce posta in alto non illumini.

Il sale non si vede nelle vivande, ma si sente.  La vita divina non si vede nelle persone, ma opera e trasforma l’intera società; opera anche una distinzione enorme tra chi ce l’ha e chi ne è privo.  Con la vita divina siamo figli di Dio, elevati alla natura di Dio, partecipi della stessa dignità, eredi della stessa felicità e chiamati al paradiso come familiari e non come estranei. 

 

UNA DIGRESSIONE UTILE

La grazia santificante si perde con il peccato mortale e si riacquista con la confessione o con l’atto di dolore perfetto cioè motivato dal dispiacere di aver offeso chi è bontà infinita e chi è morto in croce per noi.  Ma per fare la comunione ci vuole la confessione, non basta l’atto di dolore perfetto. 

E’ una grande disgrazia perdere la vita divina: da figli di Dio si diventa suoi nemici e degni dell’inferno eterno.

E’ una cattiva abitudine confessarsi solo quando si vuol fare la comunione e non ricorrere quanto prima al sacramento del perdono quando si è in peccato mortale.  E’ segno che non si apprezza una realtà grandiosa qual è la grazia santificante. La vita cristiana è la grazia santificante. 

La vita cristiana o in grazia santificante è una vita divina, super-umana o soprannaturale che ci fa consanguinei di Cristo, figli di Dio Padre e pieni di Spirito Santo.  Perdere questo dono inestimabile è una tristissima condizione.  Come si può vivere in peccato mortale? Peggio avvicinarsi alla morte e non allarmarsi, terribilmente allarmarsi per sé e per i propri cari.  Ma si dice con una incoscienza spaventosa:  Si impressiona il malato! - Chi ragiona così è un pagano e un ateo della peggiore specie.  Anche se dice a parole che ha fede, in pratica dimostra di non credere a nulla. 

Ne volete un'altra prova?  Eccola:  quelle stesse persone che non credono né che cosa è la grazia santificante né l’inferno né il paradiso, quando l’ex malato muore, si accostano alla comunione, anche se mai partecipano alla messa domenicale (il che è peccato mortale).  La santa Ostia non è un pezzo di carta.  Se credessero non farebbero una cosa del genere.

Senza grazia santificante non si deve fare la comunione perché si è simili ai demoni:  come si può mettere Gesù dove regna il diavolo?  Gesù non ricusò di nascere in una stalla, ma nacque fra le braccia dell’Immacolata.  Lui non vuole assolutamente entrare in un cuore posseduto da Satana.  Volerlo costringere con la comunione in peccato mortale è un gravissimo sacrilegio (ossia disprezzo di cose sacre).  E non si deve mai dire:  Ti confessi dopo! – Prima bisogna togliere Satana dal cuore e poi si può fare la comunione con il corpo e il sangue di Gesù.

 

QUANDO SI VIVE IN GRAZIA SANTIFICANTE SIAMO FRA LE BRACCIA DI DIO PADRE COME SUOI TENERISSIMI FIGLI, NEL CUORE DI GESU’ COME FRATELLI E AVVOLTI DALLA LUCE E DAL SAPORE DIVINO, ETERNO (LUCE E SALE) DELLO SPIRITO SANTO.

Vivere in grazia santificante è una continua comunione con il Padre, con il Figlio Gesù e con lo Spirito Santo che ci avvolge con il suo calore e con la sua luce che è la divinità.  I cristiani anticamente venivano chiamati “illuminati” o “sfolgoranti” perché il battesimo dona la luce che è la divinità e lo splendore della bellezza di Dio.  Dio nella Bibbia è chiamato luce. 

La divinità è stata descritta come luce anche da S. Teresa d’Avila che ebbe la grazia di entrare in paradiso durante la sua vita terrena.  Scrive così:  “E’ una luce che non abbaglia, un candore pieno di soavità, uno splendore che incanta deliziosamente.  E’ una luce così diversa dalla nostra che quella del sole sembra molto appannata.  Reca una gioia che nessuno può immaginare neanche se fosse un grande genio e si sforzasse per tutta la vita”.

Gesù si è detto luce del mondo.  Ora egli dice ai cristiani:  Voi siete luce del mondo.  Vale a dire:  Voi siete sfolgoranti di divinità e vivete nel mondo con il compito e la missione di portare Dio nel vostro ambiente:  nella famiglia, nella società, nel lavoro, nelle relazioni sociali, ovunque.  Il cristiano perciò può chiamarsi Teoforo e Cristoforo, parole greche che significano portatore di Dio e di Cristo. 

Tutta la persona del cristiano è uno splendore divino in se stesso e un fulgore in mezzo all’umanità.  Per capire il valore di questa luce, si deve pensare che cosa sarebbe il mondo senza sole.  Non ci sarebbero vita, calore, bellezza.  Così e molto di più è la  luce che è la grazia santificante: splendore divino, vita e gioia divina, sostanza che trasforma e divinizza la persona e per riflesso tutto il mondo.

Provate ad entrare in una chiesa splendida, ma buia, non vedete nulla.  Fate che il sole entri in tutto il suo fulgore e vedete come si illumina quella chiesa!  Così è la grazia santificante in un’anima con una differenza:  mentre la chiesa ha già in sé la bellezza, l’anima la riceve da Dio che la illumina di se stesso, la arricchisce di realtà nuove e super-umane.

Il mondo umano, non quello materiale, spesso si trova in un’oscurità totale e paurosa, è privo della presenza e della conoscenza di Dio.  Quanti non sanno niente della rivelazione cristiana, della vita, della morte e del dopo morte, delle meraviglie che Gesù opera con i sacramenti.

Gli antichi pagani conoscevano verità che ora sono ignorate placidamente da tanti che si chiamano cristiani, ma lo sono solo di nome.  Non sono cristiani e ciò si vede chiaramente quando il papa richiama qualche punto della fede.  Essi si meravigliano che il papa possa parlare (per esempio) di embrioni umani che sono persone vere e proprie, di impossibili nozze tra omosessuali, ecc. Si è perduta la fede cristiana e talvolta anche la sana ragione che  conservavano gli antichi pagani.

 

GESU’ DA’ UN COMPITO STRAORDINARIO:

In questo mondo, per quanto corrotto, esistono dei cristiani che vivono in pienezza il cristianesimo, veri seguaci di Cristo.  Sono questi che  ancora danno al mondo luce e sapore con la sapienza del Vangelo per il solo fatto che  vivono nel mondo pieni di grazia santificante.  Sono illuminati e fanno luce anche agli altri.

Dice la Bibbia:  “Una volta eravate tenebra (quando eravate pagani di fatto), ora siete luce nel Signore.  Camminate come figli della luce” (Ef 5, 8): “irreprensibili e semplici, figli di Dio immacolati in mezzo ad una generazione tortuosa e perversa, in cui dovete splendere come astri nel mondo, tenendo alta la parola di Dio” (Fil 2, 15s).

Un grande compito dà Gesù ai discepoli con le parole:  Voi siete sale della terra e luce del mondo?   Luce e sale significano la divinità che abita corporalmente nell’umanità di Cristo e viene comunicata anche a noi: dalla sua umanità, tramite i sacramenti, viene nella nostra umanità e da noi a tutto il mondo. 

Se il mondo è chiamato dalla Bibbia “generazione tortuosa e perversa”, il compito o la missione del cristiano deve essere:  vivere come illuminati da Dio e non lasciarsi soffocare dalle tenebre del mondo degenere e perverso.

Il cristiano deve vivere come insegna la Bibbia: amare Cristo,  non cercare le cose di quaggiù, ma quelle dell’anima e del cielo; farsi tutto a tutti; essere afferrati solo dall’amore di Cristo e fare tutto come lui e per lui, anche se si deve salire la croce, con lo stesso amore; rinunziare a tutto e perfino ai figli e ai genitori per Cristo.

Il vero cristiano non teme le critiche del mondo.  Sa di essere più sapiente di tutti i filosofi e dei grandi della terra perché vive in Dio ed è illuminato dalla sua luce immortale.  Non si piega verso l’opinione comune dicendo:  Tutti fanno così…  No! Il cristiano agisce come Cristo, che per questo fu messo in croce, ma non cambiò opinione, morì e risuscitò.  I suoi nemici morirono e sono dimenticati nell’oblio eterno.

Vivendo e operando così, IL CRISTIANO COMPIE UN’ AZIONE MORALIZZATTRICE NELLA SOCIETA’ PER UNA FORZA DIVINA INSITA IN SE STESSO.   

Anche se nessuno lo conosce o lo vede né lo calcola, anche se lo disprezzano e lo perseguitano, diventa sale della terra e luce del mondo ossia porta irresistibilmente, PER FORZA DIVINA, un rinnovamento in tutti i cuori.  Dice infatti Gesù:  E’ impossibile accendere un lume e chiuderlo dentro una cassa.  Il lume si accende per fare luce a tutti e fa luce per la forza intrinseca divina che porta con sé.

Volete dunque cambiare il mondo?  Abbiamo un mezzo:  esser sale e luce di Cristo e cioè in grazia santificante.

Essere in grazia santificante  è lo stesso che celebrare continuamente la festa del natale:  il Figlio di Dio si è fatto uomo e venne ad abitare in mezzo a noi.  Ogni battezzato (che per la prima volta diventa figlio di Dio), ogni persona in peccato mortale, che si confessa e ri-nasce alla vita divina, è un altro Gesù in terra.  Egli ha detto:  Io sono la vite e voi i tralci. – Ogni persona in grazia santificante porta Cristo nel suo ambiente e in tutto il mondo. Cristo infatti è strettamente legato a coloro che vivono in grazia divina e  molto più strettamente che un braccio al corpo umano.

Fortunata quella terra ove abita un figlio di Dio (cioè un cristiano vero) e l’unico Figlio di Dio Gesù.

Ma se uno è in peccato mortale, è come se fosse sale insipido, peggio, sale avvelenato.  Infatti la condizione di chi è in peccato mortale è simile a quella del demonio, in attesa di andare a finire con lui nell’inferno.  Dice Gesù:  Il sale senza sapore viene gettato via e calpestato.

Gesù dice:  Vedano le vostre opere buone e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli.  Il profeta Isaia diceva:  Spezza il tuo pane con l’affamato, introduci in casa i miseri senza tetto, vesti chi è nudo…  Allora la tua luce sorgerà come l’aurora (Is 58, 7ss).

La luce di Dio apre gli occhi prima di tutto a chi la possiede e poi anche agli altri che cominciano a capire che cosa vuol dire seguire Cristo.  Significa vivere in una luce dolcissima, chiarissima, meravigliosa, deliziosa, santa e beata, nella luce che è Dio stesso.  Illumina con il tuo Spirito, o Cristo, l’oscura notte del male, orienta il nostro cammino incontro al Padre. Amen.