GRANO E ZIZZANIA MA INFINITA SAPIENZA E AMORE
ANNO A Mt
13, 24ss
Il mondo è un campo seminato a grano e a zizzania. Lo insegna il Vangelo, anche se talvolta proviamo una grande difficoltà a crederlo. E’ difficile credere che in tutti noi c’è del male (anche in me), che in tutti gli altri c’è molto bene (e non soltanto male). Dovunque c’è bene e male, in ogni persona e in ogni comunità.
Spesso sogniamo altri ambienti, dove trovare maggior bene, e piangiamo la triste sorte toccata a noi pieni di difficoltà. E’ un falso sogno. Il Vangelo dice che dovunque esiste grano e zizzania: in ogni persona, in ogni società, in ogni famiglia e perfino nella Chiesa, finché vive in questo mondo. La parabola della zizzania è stata detta soprattutto per la Chiesa, chiamata nel Vangelo regno dei cieli (cioè di Dio) in questo mondo.
Insegna la Bibbia che non c’è chi compie il bene e non il male e viceversa. Non esistono persone senza difetti e senza virtù, convivenze umane senza difficoltà e senza gioie.
Secondo
il Vangelo dunque la vita in questo mondo è un purgatorio e non un paradiso,
ed è tale ovunque, anche nelle famiglie più sante. Non c’è angolo della terra in cui si possa solo godere senza
sacrifici e rinunzie.
Secondo
insegnamento: Il male non viene da
Dio.
I
servi della parabola dicono: Padrone,
non hai seminato buon grano? Perché la
zizzania? Risposta: Un nemico ha
fatto questo.
Il
male viene da chi si oppone a Dio in qualsiasi modo, chiunque si fa suo nemico, disobbedendo
alla sua volontà, ostacolando l’attuazione del suo volere, ribellandosi a lui,
collaborando con il demonio o con chi fa il male.
Terzo
insegnamento: bene e male non si
possono separare subito con un colpo di bacchetta magica. Dissero i servi: Andiamo a raccoglierla? – No, rispose,… sradichereste
anche il grano. Lasciate che l’una e
l’altra crescano insieme fino alla mietitura.
Bene
e male nel mondo e nel cuore dell’uomo sono talmente radicati che volendo
distruggere completamente il male, si danneggerebbe anche il bene. Il bene si consolida vivendo con il
male: virtù non provata non è vera e
stabile virtù.
Spesso
si invoca l’intervento divino perché distrugga tutti i cattivi e tutti i mali
del mondo e non si pensa che tutti siamo cattivi e tutti siamo maligni, senza
eccezione. Dovremmo essere tutti
distrutti. Ma una superbia molto fine e
fortemente radicata in noi fa credere che il male sia soltanto “degli altri”. Ma sarebbe interessante riunirsi venti amici
sinceri e far scrivere a ognuno i difetti degli altri diciannove. Diciannove pensano che tutti sono cattivi o
difettosi, l’ “io” di ciascuno invece
pensa che non ha tanti difetti come gli altri.
E’ chiaro che si deve credere più a diciannove che a uno.
Gesù non
è venuto nel mondo per distruggere subito e tutto il male, ma per edificare,
correggere, salvare. Distruggere è
facile, ma non è da sapienti. Salvare
un edificio costa molto. Ma salvare una
persona è impresa molto più difficile tanto
da far sudare sangue al Figlio di Dio venuto a redimerci.
Salvare
una persona, dotata di libertà, è un’impresa lunga quanto tutta la vita o
tutta la storia; un’impresa paziente quanta pazienza ebbe Gesù che per la
nostra salvezza subì la morte in croce.
Si
dirà: E quando si godrà? La vita
dell’uomo inizia in questo mondo, ma sfocia nell’eternità. Non si possono fare ragionamenti reali e
veri se si prescinde dalla dimensione eterna dell’uomo.
E se uno
non crede? Non è in grado di
comprendere proprio nulla di questo e di molti altri problemi vitali. Chi ha fede può capire molto sul male, anche
se non tutto. Tutto è Dio solo. Ma chi non ha fede vive in un terribile
buio. La vita senza fede è vita da disperati.
Non si
può pretendere di risolvere il male con un colpo di bacchetta. Per salvare una persona bisogna
convincerla, illuminarla, condurla a credere e ad agire da sé. Se uno non vuole il bene, anche se agisce
per costrizione, rimane nel male. Se si
lega una persona e si porta di peso in chiesa, quella persona non ha fatto
niente di bene. La costrizione non
influisce sulla persona che è libera.
Per l’uomo non serve la costrizione, ma convinzione che deve condurre
alla decisione personale. Non si
deve costringere l’uomo, ma convincerlo.
E questo esige tempo, pazienza, sacrificio.
Siamo
immersi nel male fin sopra gli occhi per cui non possiamo vedere noi stessi se non per un grande intervento
di Dio. D’altra parte, abbiamo gli
occhi tesi verso gli altri. Per vedere
noi stessi abbiamo bisogno dello specchio.
Però non possiamo vivere sempre guardandoci allo specchio. Incolpare gli altri è così facile come
aprire gli occhi. Per accusare noi
stessi occorre, oltre lo specchio sempre davanti agli occhi (ed è impossibile),
occorre anche una grande grazia di Dio: la superbia ci chiude gli occhi perfino
davanti all’evidenza.
La colpa
si dà sempre agli altri. Però questo
giudizio è inutile e offensivo. Perché?
Possiamo correggere alcuni difetti personali (non tutti) se ci impegniamo con
umiltà e buona volontà. I difetti
altrui si possono correggere solo indirettamente, moltiplicando il bene in noi
stessi, influendo sugli altri per legge di solidarietà. Il Vangelo infatti, dopo la parabola della
zizzania, espone altre due, quella del granellino di senapa e quella del
lievito.
Nel
piccolo seme c’è una vita e una forza potente di trasformazione. Infatti quel
piccolo seme diventa un grande albero.
Nel lievito c’è pure un germe con la sua forza potente di
trasformazione, ma in più esso è collocato dentro una massa unita. Come il lievito fermenta la massa, così Dio
ci ha creati tutti uniti in una sola massa che è il genere umano e lo stesso
cosmo per influenzarci vicendevolmente nel bene e non nel male. Uomo e cosmo, insegna la Bibbia, formano
una strettissima unità per cui bene e male si propagano quasi automaticamente. E’ il principio di solidarietà che è
fortissimo nel genere umano e nel mondo intero.
Per questo principio il bene e il male si propagano a tutta la massa anche se non si pensa o non si vuole. Questa è la ragione per cui anche i bambini innocenti soffrono per colpa degli adulti peccatori. Questo è il principio per cui il male di Adamo e di ogni uomo si diffonde in tutti, e il bene di Gesù e dell’Immacolata si diffonde ovunque per la redenzione. Così dice la Bibbia in Rm 5.
Dunque
c’è un modo unico per portare il bene nel mondo ed è quello di spargere quanto
più bene è possibile e distruggere in se stessi quanto più male possibile. Noi
abbiamo la certezza di fede che il bene vince il male. NEL MONDO C’E’ PIU’ BENE
CHE MALE. Infatti nel bene è inserito
l’infinito Cristo e la sua grandissima santa Madre. E allora, anche se il male è colossale, ha un limite, ma il bene
è infinito perché legato a Cristo Dio.
Vogliamo salvare il mondo? Non critiche, non giudizi, ma opere di bontà
a non finire, anche se nessuno le conosce.
Sono un lievito divino che ha potenza infinita, perché unito a Cristo
che è Dio ed è incarnato cioè appartenente al genere umano.
Però chi
è tanto saggio da riconoscere i propri peccati? E se riesce a riconoscerli, da
chi avrà la forza per correggerli?
Da Gesù, unico salvatore del mondo.
Si dice che raddrizzare le zampe storte del cane è impossibile. Molto più raddrizzare moralmente una
persona. Per portare del bene nel mondo bisogna prima di tutto entrare nella
propria interiorità e cominciare a fare pulizia dentro di noi. Se non vogliamo riparare il male personale,
come possiamo influire su quello degli altri?
Prima si deve convincere se stessi e poi si può influire sugli altri.
Gesù
ha portato molto bene nel mondo con il suo esempio e con la sua forza divina
comunicata ai discepoli. Essi giunsero
perfino ad atti eroici.
Ma quanto è costato a Gesù la redenzione dell’umanità! Gli è costata la vita. Egli ci salvò non tanto con i discorsi forti contro il male, quando soprattutto castigando se stesso in croce, secondo il principio di solidarietà che si esprime così: opera in te il bene che vuoi vedere negli altri.
Se in un
luogo non c’è amore, non lo si può introdurre gridando o odiando, ma operando
in noi quell’amore che si vuole vedere negli altri.
E
chi non crede a questi principi né al Vangelo?
Una visione umana senza Dio, senza la rivelazione portata da Cristo, è
falsa e non può spiegare i problemi fondamentali della vita umana.
DOBBIAMO
SCOLPIRE BENE NELL’ANIMO ALCUNI PUNTI DI FEDE EVANGELICA:
La redenzione dell’umanità è stata iniziata da Gesù, ma deve essere
proseguita e
completata da tutti. Con
quali norme Cristo ci ha salvato? Sono
le stesse leggi che vanno osservate da noi.
Eccole: 1) Legge
dell’incarnazione. Dio si è fatto
come noi per salvarci, non si è chiuso in cielo mandando fulmini. Prima di tutto prese su di sé tutte le
conseguenze del male soffrendo fino alla morte e per immenso amore. 2) Legge
del contrasto: vinci il male con il
bene e non rispondere male al male: si moltiplicherebbe il male, non si
annullerebbe. 3) Legge della
solidarietà: l’uomo e il cosmo
intero formano come un solo organismo per cui bene e male si propagano in
tutti. Chi fa il male lo comunica a tutti;
chi fa il bene lo riversa su tutti.
Riflettiamo
su alcuni principi su esposti.
Il
male ha origine dalla ribellione al Creatore e si chiama peccato. Il peccato provoca la distruzione
universale. Se è vero che tutti siamo
creature di Dio, com’è possibile che possiamo continuare ad esistere se ci
ribelliamo o ci stacchiamo dalla fonte della nostra esistenza?
Le
creature sono come una fiamma di cui Dio è la sorgente. Una fiamma non può esistere senza
sorgente. Chi fa il male spegne da se
stesso ogni legame con la fonte della sua vita ed esistenza. L’esistenza è una creazione continuata,
perenne.
Se
guardiamo gli astri, vediamo una perfetta armonia che deriva dalla osservanza
delle leggi del Creatore. Per questo
gli astri sono un orologio di precisione.
Si possono prevedere i fenomeni a lunga distanza e con precisione
massima.
Se
nel mondo umano non si fa calcolo alcuno delle leggi del Creatore, è logico che
ci siano odi, guerre, vendette, uccisioni, delitti, distruzioni, prepotenze a
non finire. Anzi, la meraviglia dovrebbe essere un’altra: come mai stiamo ancora in piedi, nonostante
la separazione dal Creatore? La
risposta esiste ed è questa: per
l’infinita bontà di Dio! Egli
preferisce crocifiggere se stesso anziché distruggere l’uomo o il mondo.
Dio ha creato angeli, uomini e cosmo in un piano strettamente unitario, tanto che la prima pagina della Bibbia usa l’immagine della piramide per indicare la creazione: tutti gli esseri sono strettamente congiunti e posti in gerarchia fra loro come se formassero un solo organismo vivente. Il mondo materiale è strettamente unito al mondo animale e questo a quello umano e l’uomo all’uomo-Dio Cristo che è al vertice della piramide della Genesi.
Il legame comporta la legge della solidarietà nel bene e nel male. Il peccato dell’uomo (l’unica creatura responsabile di questo mondo perché libera) si ripercuote in tutto il genere umano e perfino nel cosmo. I cataclismi vengono perché l’uomo pecca.
L’uomo infatti è stato creato da Dio per dominare la terra cioè per guidarla, correggerla e condurla al bene. Ma se l’uomo si ribella a Dio perde il controllo dell’universo. Da qui vengono tutti i guai cosmici, le malattie che si riescono a domare ecc...
L’uomo è in solidarietà anche con Dio e influisce anche in lui, perché Dio si è legato all’umanità con l’incarnazione. Infatti, se non ci fosse stato il peccato, Cristo sarebbe venuto nel mondo in forma gloriosa. Per il peccato egli subì tutte le sofferenze e le umiliazioni proprie dell’uomo peccatore. Gesù era innocente, ma faceva parte di questa umanità e per questo partecipò alla stesse sofferenze. Ma il suo soffrire innocente fece da contrasto contro il male dilagante e lo distrusse.
Perché nel mondo nonostante tanto male c’è anche tanto bene? Per la forza redentrice di Cristo che agisce misteriosamente, profondamente nel cuore ed efficacemente. Dice il Vangelo: Vinci il male con il bene. Questa è la politica della redenzione, non quella di rispondere al male aumentando il male, ma di mettere bene in mezzo al male. Una politica difficile ad accettarsi, ma è logica. Se noi infatti siamo nel ghiaccio, per distruggerlo dobbiamo portare calore e calore moltiplicato. Se al ghiaccio aggiungiamo altro ghiaccio lo aumentiamo e non lo vinciamo.
Ma chi ha il coraggio e la forza di rispondere con bontà a chi ci fa del male? Solo l’Infinito Dio che si è fatto uomo. La sua azione, per la legge di solidarietà esistente nel cosmo, fa sì che il male ceda e il bene trionfi.
E poiché Dio è con noi,
dobbiamo anche dire che il bene supera infinitamente il male. Se il male è colossale, il bene è infinito.
Finché viviamo in questo mondo, tutti dobbiamo cooperare per il bene e non solo Gesù. Siamo persone libere e responsabili e come tali dobbiamo lottare contro il male facendo il bene. Ma l’esistenza dell’uomo non è limitata solo in questo misero mondo, è eterna. Per questo vedremo la soluzione del problema solo nell’eternità. Dice Gesù nella parabola: Lasciate che crescano insieme bene e male sino alla fine. Poi io dirò ai miei servi di legare il male in fasci e bruciarlo, il bene lo collocherò nel regno beato.
CONCLUSIONE
Ci dobbiamo convincere di essere personalmente responsabili di molti mali che esistono nel mondo per il solo fatto che tutti pecchiamo continuamente. Non c’è male che non abbia in tutti noi la stessa malizia. Ogni peccato è un tumore maligno che entra nel genere umano e nel cosmo e produce rovine fisiche, morali, spirituali e cosmiche…
Ci dobbiamo convincere che se vogliamo possiamo evitare molti mali in famiglia, nel lavoro, nelle relazioni con gli altri. Ogni bene a sua volta è un benessere che entra in tutto il genere umano e raggiunge tutto il cosmo portando ovunque benessere per la legge della solidarietà.
La forza ci viene da Cristo, a lui dobbiamo attaccarci con amore e forza mediante la preghiera, i sacramenti e l’esercizio della virtù. Perciò non dobbiamo mai dire: Io non sopporto le cose storte. Dobbiamo dire: Io voglio diminuire il male con il bene.