LA SANTA TRINITA’

2002

 

    La fede cristiana su Dio è molto differente da quella delle altre religioni, compreso l’ebraismo.

  

    La nostra fede è stata rivelata da Gesù.  Egli si è presentato al mondo come Figlio di Dio, ha parlato frequentemente del Padre suo con termini molto affettivi.  Le sue parole erano quelle del linguaggio familiare.  Dio è amore e nessuna parola umana lo può esprimere meglio di quelle familiari.  Nell’affetto in famiglia si specchia il volto di Dio. 

Gesù dice che il Dio amore, uno nella sostanza, ma triplice nella personalità, è Padre, Figlio e Spirito come nella famiglia c’è un padre, una madre e figli.  Nella lingua ebraica lo spirito è di genere femminile come donna. 

    Gesù ha detto:  Io e il Padre siamo una cosa sola, cioè una sola e identica divinità.  Ma ha aggiunto:  Io faccio sempre la volontà del Padre.  Al Getsemani, la vigilia della passione disse:  Padre, se è possibile, passi da me questo calice, ma sia fatta la tua volontà. – Gesù dunque è distinto dal Padre come persona pur essendo con lui e con lo Spirito Santo una sola divinità.

    Se si legge il Vangelo si nota come è frequente il discorso sul Padre e sul Figlio, meno frequentemente è nominato lo Spirito Santo.  La ragione è che tra Padre e Figlio non può non esserci l’amore; e lo Spirito Santo è l’amore tra Padre e Figlio.  Quello che presso di noi è un sentimento, in Dio è una persona divina.  Per avere amore religioso occorre avere lo Spirito Santo.  E’ lui che ci fa amanti di Dio e suoi devoti, pieni di affetto per lui e per il prossimo.  Non siamo dunque noi a crearci il senso religioso cristiano, ma ci è dato dallo Spirito Santo che ci fa figli amorosi come Gesù e con lui ci pone nel cuore del Padre.

    La vigilia della sua morte, Gesù disse:  Io vado al Padre, ma non vi lascio orfani, vado (con la morte) e ritornerò (con la risurrezione).  E inoltre vi mando un altro Consolatore (persona divina come me), lo Spirito Santo.  Egli vi condurrà a tutta la verità, cioè vi condurrà a tutta la REALTA’ della fede cristiana fino allo stato di perfetti cristiani.

 

   

    PERCHE’ LA SANTA TRINITA’ NON E’ STATA RIVELATA NELL’ANTICO TESTAMENTO?

 

    Perché nella Bibbia rivelare non significa soltanto dire, ma soprattutto DARE: solo dopo la redenzione di Gesù abbiamo avuto la possibilità di ricevere lo Spirito del Padre e del Figlio e divenire figli di Dio con Gesù. 

    Ha detto Gesù:  Non vi chiamo servi, ma amici perché vi ho detto tutto quello che ho udito dal Padre mio.

    Dire significa dare.  Gesù ci ha dato tutto il suo essere Figlio e ci ha introdotti nell’intimo di Dio mediante lo Spirito Santo che penetra le profondità di Dio (dice la Bibbia in Corinzi).

    Nell’Antico Testamento Dio si è rivelato dall’esterno.  Nel Nuovo Testamento invece si è aperto tutto e ha introdotto dentro di sé i figli senza alcuna riserva, fino ai più segreti recessi della divinità.

    La conoscenza dall’esterno e dall’interno si può capire con qualche paragone.

    Altro è conoscere un palazzo dall’esterno e altro entrare dentro e vedere le sue magnificenze.  Altro è vedere la reggia di Caserta da lontano e altro è entrare dentro le sue sale.  Ma per capire il nostro ingresso in Dio, dobbiamo aggiungere:  entrare nel palazzo come figli, non come turisti o ospiti, come figli e proprietari.

    Altro è conoscere una persona solo per averla vista e altro è entrare nel suo cuore, familiarizzare, parlare a lungo, riversare l’animo in lei…  Così è la conoscenza di Dio Trinità:  è entrare dentro il suo animo (che è lo Spirito Santo).

    Dice Gesù:  Se uno mi ama verremo e abiteremo in lui.  Chi?  Il Padre e il Figlio.  E lo Spirito?  Pure perché è inseparabile dai Due e perché lui compie il contatto,l’unione e l’assimilazione…

 

 

    LA SANTA TRINITA’ NON E’ UN TEOREMA FILOSOFICO O MATEMATICO, NON E’ UN RAGIONAMENTO DEL CERVELLO, MA COMUNIONE AMOROSA DA CUORE A CUORE.

 

    Per questo ci dobbiamo rapportare alla Trinità non solo con il cervello, ma soprattutto con il cuore, la vita, l’esperienza soprannaturale e divina che ci dà lo stesso Spirito Santo.  Egli è il senso religioso dei cristiani, il sentore di fede e di amore, di vita e di felicità divina ed eterna.

    La conoscenza o esperienza della Santa Trinità è qualche cosa come relazionarsi in famiglia… è come amare,(padre), essere amati (figli), essere l’affetto personificato (madre).

    Per questo S. Filippo Neri ebbe tanto amore da sentire forti battiti nel cuore fino al punto che gli si ruppero le costole.  S. Teresa d’Avila sentì il cuore trafiggere da una freccia, proprio come si sogliono fare gli adolescenti nel disegnare cuori attraversati da frecce.  Dopo la morte, fu aperto il cuore di S. Teresa e si trovò tutto tagliuzzato.  Padre Pio sentì che uno stilo aguzzo gli trapassava le viscere:  era l’amore divino che lo distruggeva soavemente nel massimo affetto che può percepire un cuore umano che diventa cristiano…

   

L’Amore dunque, quello con lettera maiuscola, si può avere solo rapportandosi con Dio Trinità; è la sorte dei cristiani se vivono il loro senso religioso autentico. Il Paradiso ha inizio già da questa terra dal momento del battesimo…

 

    LA PREGHIERA CRISTIANA

 

    deve portarci nel cuore di Dio e deve metterci in relazione diretta con le tre divine Persone:  con il Padre che è grande e infinitamente amoroso, buono e ricchissimo, generoso e amabilissimo, vicino e pieno di amore che non si può contenere dentro il piccolo cuore umano.

    La preghiera si deve rapportare con il Figlio di Dio che è nostro amico, compagno, modello, fratello, vicino, che ci sta accanto e gioca con noi…

    La preghiera si rapporta con lo Spirito Santo che è amore, affetto, sentimento e vita, gioia e conforto…  Come calore e come nube che copre e ristora…  Quando non so essere cristiano io ricorro allo Spirito Santo e lui mi si fa affetto del mio cuore, amore dell’anima mia e senso religioso divino, eterno e infinito…

   

Come cristiano io prego la Santa Trinità sia con il segno della croce, che farò con fede e con sempre maggiore consapevolezza; con il Gloria al Padre che reciterò molte volte al giorno; con il Santo, Santo, Santo Dio dell’universo…; con il Gloria a Dio nell’alto dei cieli…

    Ma anche il Padre nostro è preghiera trinitaria:  Padre, la tua gloria, il tuo regno (che è Gesù), il tuo volere ossia voler bene che è lo Spirito Santo.  Dacci il pane (o Padre), il perdono (o Redentore), la libertà dalle passioni:  chi mi libererà?  Lo Spirito Santo.

    Anche l’Ave Maria è trinitaria:  O Riempita di Grazia (dal Padre), il Signore Gesù è con te, tu sei benedetta e piena di ogni senso religioso ossia di Spirito Santo.

    Con la santa sorella Elisabetta della Trinità dirò:

    Mio Dio, Trinità che io adoro, aiutami a dimenticarmi completamente per stabilirmi in te, immobile e tranquilla come se fossi già nell’eternità.  Nulla possa turbare la mia pace né trarmi fuori da te, o infinito e immutabile Dio.  Ma che ogni istante mi porti sempre più nelle profondità inesplorate della tua divinità.

    Pacifica l’anima mia, rendila tuo cielo e luogo del tuo riposo.  Che io non ti lascia mai sola, o SS. Trinità, ma che sia lì con tutta me stessa, sempre vigile nella fede, tutta adorante, tutta offerta alla tua azione amorosa, tutta felice in attesa di vederti senza veli per sempre. Amen.