PECCATORI CORRETTI DA FRATELLI
XXIII
DOMENICA ANNO A
Se
poi non ascolterà neppure costoro, dillo all’assemblea; e se non ascolterà
neanche l’assemblea, sia per te come un pagano e un pubblicano. In verità vi dico: tutto quello che legherete sopra la terra sarà legato anche in
cielo e tutto quello che scioglierete sopra la terra sarà sciolto anche in
cielo.
In verità vi dico ancora: se due di voi sopra la terra si accorderanno per domandare qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli ve la concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro” (Mt 18, 15-20).
Il Vangelo
dice come il cristiano deve comportarsi davanti alla constatazione di peccati,
colpe, sbagli e difetti del prossimo. Se il tuo fratello commette
una colpa … questo è l’argomento.
Non raramente,
ma spesso ci troviamo di fronte a sbagli del prossimo. La
reazione che abbiamo in questi casi è quella del disagio, dell’
insofferenza, della denuncia severa, della critica maligna, della meraviglia ipocrita, della ribellione… Diciamo:
Queste cose non le comprendo!
Perché devono esserci tanti mali che rendono la vita difficile? Come mai quelli che sbagliano non si rendono
conto e non si correggono?
Noi ragioniamo
come se lo sbaglio e la colpa fossero casi rari e casi che si trovano solo nel
nostro ambiente troppo misero… Gli
altri stanno meglio di me, pensiamo. E
invece la colpa è un fenomeno universale che deriva dalla condizione umana
caduta nel peccato. Gli angeli in cielo
non sbagliano, ma è impossibile che non sbaglino gli uomini in terra.
La prima norma da tenere presente
è questa: tutti siamo peccatori. Nessuno è esente dal peccato (eccetto Gesù
e la Madonna). E, poiché le comunità
sono composte da persone umane e da peccatori, conseguentemente ogni
comunità sperimenta contrasti, difficoltà, problemi…che derivano dai difetti
di tutti.
E’ impossibile che l’uomo possa
vivere senza peccato. Colpe e
sbagli sono il pane quotidiano della vita umana. Pensare che questo avvenga solo a noi, è una grossa ingenuità e
una grave carenza di fede cristiana contro un dogma cioè una norma del credere
per tutti i cristiani. E’ dogma di fede
che tutti siamo peccatori.
Tutta la famiglia umana è composta
di peccatori e di colpevoli.
Non solo tutta l’umanità è colpevole, ma anche la cristianità ossia la
Chiesa. La differenza fra un cristiano
e uno non cristiano non sta nel fatto che i cristiani non abbiano colpe. Questo lo pensano i farisei. Lo spirito farisaico purtroppo è insito in
tutti noi, più o meno. Quante volte
pensiamo che nelle persone che frequentano la chiesa devono essere senza
peccati. E’ spirito farisaico. Ma il fariseismo è all’opposto del
cristianesimo.
Il cristianesimo invece è
costituito da peccatori che si esercitano nel non peccare. Dobbiamo togliere dalla mente la pretesa di
trovare senza peccati i gruppi ecclesiali o di preghiera, l’ Azione Cattolica o
il Terz’Ordine…
Quando leggiamo nel Vangelo: Se il tuo fratello commette una colpa, dobbiamo pensare: commettono colpe i preti,
i frati, i vescovi, quelli che pregano e sono devoti e perfino i santi, nessuno
escluso. Unica eccezione è Gesù e l’
Immacolata.
Perciò la reazione a tali colpe
non deve essere quella del furore, dello scandalo, della meraviglia. Il detto calabrese dice: U gabbo coglia, la bestemmia no. Meravigliarsi è segno di non sapienza, di
non cristianesimo. I sapienti sanno che
tutti sbagliano. I cristiani sanno che
tutti i fratelli che incontriamo in chiesa, nella comunione… sbagliano. E che cosa si deve fare? Non gridare, allontanarsi… Separarsi è da farisei. Infatti nella lingua ebraica fariseo viene
dalla parola “paràs” (la p si cambia in f e viene fariseo). “Paràs”
vuol dire separarsi.
Come dobbiamo comportarci in
questi casi frequentissimi della vita quotidiana?
Che cosa ha fatto Gesù? Davanti alla constatazione dell’umanità
caduta nel peccato. è diventato
umiliato e crocifisso. Ci ha visti
caduti nel fango e si è infangato anche lui; ci ha visti in mezzo alle spine e
si è buttato in mezzo ad esse per liberarci flagellandosi lui stesso.
Dal cuore di questo Gesù, pieno di
amore per noi, uscirono le parole che ci dicono come comportarci davanti alla
colpa altrui: “Se il tuo fratello commette
una colpa, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai
guadagnato il tuo fratello”.
Con queste
poche parole Gesù ci insegna molte cose: 1) che tutti siamo fratelli e
perciò da amarci sopra ogni questione, a prescindere da ogni
difficoltà. I fratelli si devono aiutare
e non abbandonare nelle difficoltà. 2)
Siamo fratelli anche nella colpa.
Ogni mancanza del prossimo ci deve ricordare che le colpe non si trovano
solo dalla parte altrui, ma anche in noi.
Non si può dire: Non sopporto le
cose storte. E’ lo stesso che non
sopportare se stessi. Ognuno vuole
essere trattato con delicatezza, con affetto e comprensione. 3)
La preoccupazione primaria non deve essere quella di scagliarsi
contro il colpevole, ma di guadagnarlo ossia salvarlo. Noi siamo seguaci di Gesù, il Salvatore del mondo. Abbiamo la certezza che egli ci guida verso
il bene, ma dobbiamo seguirlo nei modi insegnatici da lui e cioè nella carità,
nell’umiltà, nella comprensione, nel sacrificio… 4) Il disagio, la
sofferenza dei difetti altrui non devono portare alla ribellione contro il
prossimo. La stessa merce di peccato si
trova anche in noi, in una maniera o nell’altra, in un giorno o in un
altro. Se non manco in una virtù manco
in un’altra; se non manco oggi, manco domani.
I difetti altrui (che ci fanno tanto soffrire) sono occasioni provvidenziali per esprimere
l’amore, amore vero perché sofferto.
Con l’amore si porta il bene nel mondo, non con la rabbia, con la
critica spietata, con l’odio e la vendetta…
E’ anche un atto di giustizia comprendere
il prossimo. Se Gesù per noi ha
sofferto, vuole che anche noi gli ricambiamo la sofferenza. Egli certo non può peccare, ma ha detto: Quello che fate agli altri lo fate a me. Ecco un modo eccellente per perdonare a Gesù
nel prossimo.
La posizione di Gesù è molto
diversa dalla nostra. Noi ci
preoccupiamo del fastidio che riceviamo dalle colpe altrui. Gesù vuole portare il bene anche attraverso
il nostro sacrificio o fastidio. Odiare
le persone è il peggiore dei mali. E
invece, si deve distruggere il male e salvare il fratello.
Gesù
vuole che facciamo di tutto per condurre il fratello e noi stessi sulla
via del bene, usando tutti i mezzi:
1) Ammoniscilo
da solo; con molta delicatezza, con molto affetto, con tutta la
dolcezza del cuore e mossi soltanto dal desiderio del bene. La carità fraterna deve regnare sovrana tra
i cristiani. 2) Se non ci riesci da
solo, fatti aiutare da altri più capaci di te: prendi con te una o due persone. Quello che non può fare uno solo, è più
facile ottenerlo insieme con altri fratelli. 3) Se neanche questo è
sufficiente, ricorri all’autorità della Chiesa: dillo
all’assemblea ossia alla Chiesa.
Perché alla Chiesa? 1) Perché – dice Gesù - la Chiesa ha il
potere di legare
e sciogliere, 2) e di pregare in maniera
divina: dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io
sono in mezzo a loro.
Gesù ha dato
alla Chiesa il potere di distruggere i peccati mediante l’assoluzione nel
sacramento della confessione. Gesù è
venuto nel mondo non per meravigliarsi dei peccati o per condannarci, ma per
perdonarci e renderci immacolati mediante la sua morte in croce che viene
riversata in noi nel sacramento del perdono.
Quanto
dobbiamo essere grati a Gesù che ha inventato un mezzo così potente per
distruggere il male! E c’è un altro, il
sacramento del sacrificio di Gesù che si rende presente sugli altari, la santa
messa.
Il peccato
altrui ci irrita? E’ segno che stiamo
male con il peccato. Vogliamo
distruggerlo? Abbiamo dei mezzi divini: la confessione, la messa, la comunione, la
preghiera riuniti attorno all’altare con Gesù:
dove
sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro. La preghiera di Gesù con noi, i suoi meriti
infiniti sono mezzi infallibili per distruggere il male.
Dice
Gesù: Se il fratello (peccatore) non ascolterà
neanche l’assemblea (o Chiesa) sia per te come un pagano e un pubblicano. Con queste parole Gesù non intende dare una
condanna irreversibile contro i peccatori.
Per nessuno, finché vive, è perduta la speranza. Anche i pagani si salvano attraverso la
preghiera dei cristiani, preghiera potente perché è unita a quella di
Gesù. Egli infatti ha detto: In verità vi dico:
se due di voi sopra la terra si accorderanno per domandare qualunque
cosa, il Padre mio che è nei cieli ve la concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo
a loro.
Quale grande
forza ha la preghiera dei cristiani uniti in Gesù nel sacrificio della
messa! Tutto si può ottenere. Tutto dobbiamo ottenere, perché ne abbiamo
la possibilità e i mezzi divini.
Il male
spesso assume delle proporzioni colossali, come ai nostri giorni.
Oggi purtroppo
ci sono delle colpe talmente gravi che possono causare la distruzione del
mondo: pensate alle armi del
terrorismo, armi che spargono batteri e infezioni, bombe atomiche dagli effetti
disastrosi sopra ogni immaginazione.
Quelle armi sono alimentate da
molte altre nascoste e presenti in tutti noi.
Ogni peccato è una forza maligna che si accumula e va ad alimentare le
armi per la distruzione del mondo. Non
diciamo che noi siamo esenti e innocenti.
Osservate attentamente quanta ribellione a Dio nel cuore di ognuno di
noi: Perché devo obbedire a Dio? Perché non posso fare quello che mi pare e
piace? Quanta incredulità oggi, quanto
materialismo e quanta immoralità! E’ un
cumulo che scoppia e distrugge anche il mondo materiale. La rovina dell’equilibrio nella natura, le
piogge torrenziali, i terremoti vengono dalla malizia cresciuta fino
all’inverosimile. La Bibbia infatti
dice che dall’uomo dipende il bene o il male nel cosmo materiale, perché è
l’uomo che deve governarlo con il suo modo di agire con Dio, ma lo distrugge
nella ribellione a Dio.
La pretesa e
assoluta indipendenza da Dio si esprime con i seguenti gesti insani: trascuratezza del giorno consacrato a Dio;
le bestemmie frequenti e senza ritegno alcuno.
Una sola ribellione a Dio merita la distruzione del mondo. Continuiamo ancora: la corsa sfrenata al
piacere e al denaro. L’insensibilità
verso gli altri e la tremenda distruzione di ogni senso di moralità…
Occorre fare
una catena spirituale di anime che si impegnano per implorare la purificazione
del mondo con la preghiera e il sacrificio.
Ricordiamo le parole di Gesù: Dove sono due o più riuniti
nel mio nome, io sono in mezzo a loro.
La preghiera
comunitaria ha una forza divina!
Chiediamo al
Padre un cuore e uno spirito nuovo per essere sensibili alla sorte di ogni
persona in questo mondo. Il cuore nuovo
è quello di Gesù, lo spirito nuovo è lo Spirito Santo amore divino. Noi possiamo avere il cuore di Gesù con la
comunione e con i sacramenti e contemporaneamente possiamo essere riempiti di
Spirito Santo. Allora porteremo immensi
beni ai fratelli di questo mondo e li guadagniamo a Dio.