QUARESIMA 3 – LA SAMARITANA
Si legga il testo
del Vangelo in Gv 4
Gesù si reca accanto a un pozzo verso mezzogiorno: era stanco, affamato e assetato. I discepoli erano andati a fare provviste.
Gesù aspettava presso il pozzo. Che cosa aspettava? L’ora del pranzo? No, perché egli dirà chiaramente ai discepoli, quando ritornano: Il mio cibo è fare la volontà del Padre mio e compiere la sua opera (4, 34). - Qual era l’ opera del Padre suo? Quella di salvare l’umanità, di dare la vita per redimere il mondo intero e ogni singola persona.
Allora la stanchezza, la fame e la sete di Gesù non erano di ordine fisico. A mezzogiorno, in croce griderà: Ho sete! cioè di salvare tutte le anime. – Qui Gesù ha sete della salvezza di una donna che egli sta per attendere lì, accanto al pozzo. QUELLA DONNA SIAMO CIASCUNO DI NOI! Gesù mi attende in questa quaresima perché io faccia un cammino sincero verso di lui.
La Samaritana fa un cammino verso Gesù secondo la narrazione di questa pagina del Vangelo. Prima lo conosce come un Giudeo, un signore qualsiasi, poi come un profeta e uno più grande dei patriarchi dell’Antico Testamento, come Messia e il Salvatore del mondo, il Signore Dio onnipotente!
Gesù dunque aspettava. Sapeva che a quell’ora, quando tutti erano tappati in casa per il pranzo, solo quella donna usciva di casa, quasi di nascosto, per andare ad attingere l’acqua per il fabbisogno della giornata. Era una peccatrice, era la favola del paese. Aveva avuto cinque mariti e ora viveva con un amante. La legge permetteva uno o due divorzi, non più.
Perché andava ad attingere acqua a quell’ora? Perché allora non c’era nessuno per strada o accanto al pozzo. Non poteva sopportare lo sguardo malizioso dei paesani che la additavano come la pecora nera. Gesù la attende per darle la gioia della salvezza e non per mortificarla ancor di più.
Alle dodici la donna peccatrice non aveva mai incontrato nessuno. Ma quel giorno c’era uno, Gesù, ed era lì proprio in attesa di lei.
FELICE GIORNO QUELLO IN CUI INCONTRIAMO GESU’!
La donna di Samaria o Samaritana si accorse troppo tardi della presenza di Gesù al pozzo, altrimenti forse sarebbe tornata in dietro. ANCHE NOI SFUGGIAMO GESU’ CHE FA TANTI PASSI A VUOTO PRIMA DI INCONTRARCI!
La donna di Samaria avrà pensato: Ecco un altro spione, un uomo, uno dei tanti che hanno rovinato la mia esistenza, sfruttandomi e lasciandomi nella tristezza più amara.
Ma quell’uomo che l’aspettava non era uno dei tanti, era l’unico Uomo-Dio, venuto dal cielo per salvare tutti e anche lei.
Perché Gesù scelse il pozzo come luogo di incontro con la peccatrice? Perché nella Bibbia il pozzo è immagine di Dio che accoglie le persone per ristorarle con la sua acqua abbondante; è immagine dello Spirito Santo, persona divina Amore, dono di Dio e acqua viva.
Quella donna era stata ingannata nell’amore, era stata rovinata proprio in questo campo. Gesù voleva riabilitarla e colmarla di amore divino.
Il pozzo inoltre era il luogo dell’innamoramento. Là avvenivano gli incontri dei giovani. Gesù è il più grande e disinteressato amore. Era lì per dare il perdono, la gioia della riabilitazione, della salvezza. Gesù era venuto per dare lo Spirito Santo, il suo Spirito di Figlio, per farla diletta figlia di Dio. Lo Spirito Santo è quell’acqua viva, di cui parlava Gesù: “acqua viva, fuoco, amore, santo crisma dell’anima”. Acqua che dà una vita nuova con il battesimo, fuoco di amore divino; profumo gioioso ed estasiante.
Gesù davanti alla Samaritana
chiede dell’acqua: Dammi da
bere! – Si era fatto mendicante
colui che prometteva abbondanza di beni e di felicità.
Era una cosa molto strana che un rabbino ebraico, cioè un maestro come Gesù, rivolgesse la parola a una donna. In quel tempo le donne non erano considerate soggetto di alcun valore. Un rabbino avrebbe perduto la sua dignità se in pubblico avesse rivolto la parola perfino alla moglie.
Dammi da bere, aveva detto Gesù. La Samaritana si meravigliò che un Ebreo chiedesse da bere a lei che era samaritana: I Samaritani erano odiati dagli Ebrei come popolo scismatico, che una volta apparteneva al popolo eletto, ma poi si era adulterato con una religiosità molto lontana dalla purezza originale. Nessun Ebreo avrebbe accostato le labbra a un recipiente di Samaritani neanche se stesse per morire di sete.
E come quella donna era un’adultera, così tutto il suo popolo era religiosamente adulterato. Gesù dirà alla donna: Cinque mariti hai avuto e quello che hai adesso non è tuo. - Anche i Samaritani avevano cambiato molte volte e in diversi modi gli usi religiosi autentici, da quando si erano separati dal genuino ebraismo.
La donna dice a Gesù: “Come mai tu, che sei Giudeo, chiedi da bere a me che sono una donna samaritana?”
Gesù risponde: Se sapessi chi è colui che ti dice: Dammi da bere, tu stessa gliene avresti chiesto ed egli ti avrebbe dato acqua viva.
Non era Gesù assetato, ma la donna di Samaria. Gesù per farle sentire sete dice di essere anche egli assetato. Se il cibo di Gesù era quello di compiere l’opera di redenzione, la sete e la stanchezza erano motivate dalla ricerca lunga e difficile delle anime che gli sfuggivano e gli sfuggono continuamente nonostante la sua appassionata e amorosa ricerca. QUANTE VOLTE GLI SFUGGIAMO NOI TUTTI ED EGLI CI RINCORRE AFFANNOSAMENTE!
Il viaggio di ricerca era cominciato da quando il Figlio di Dio si era fatto uomo. Da allora fino alla fine del mondo Gesù corre per le vie in cerca di noi, figli di Dio fuggiaschi e adulterati.
Dice Gesù alla Samaritana: Se sapessi chi è colui che ti dice: “Dammi da bere”, tu stessa gliene avresti chiesto ed egli ti avrebbe dato acqua viva.
Chi è Gesù? Questo è l’argomento del brano. Chi è Gesù per me? E’ il grande e vero amico, il Redentore, il mio grande e amoroso Dio?
La Samaritana capì che il discorso andava verso il senso religioso. Ma lei sapeva di essere una cattiva donna. Che pena nel suo cuore non avere la speranza della riabilitazione! Gesù veniva a portare quella speranza a cominciare proprio da lei.
Solo il cristianesimo, con la morte di Gesù e con la sua Chiesa, è capace di rendere innocenti coloro che ricevono i sacramenti e li fanno innocenti come la Madonna e come il bambino Gesù. ANCHE LE DONNE PERDUTE! E’ un miracolo, un frutto della morte dolorosissima di Gesù, un dono divino: solo Dio può rimettere i peccati.
La donna cominciava a guardare Gesù con un occhio nuovo. Era stata conquistata da lui, ma ancora era lontana dalla salvezza. Desiderava la riabilitazione, non la sognava. Quando Gesù la guidava a guardare verso il Messia, cominciò a sognare quei tempi lontani, lontani… Ma Gesù subito la sveglia dal sonno e la scuote dicendole che il Messia era lui in persona ed era lì davanti a lei per darle subito la gioia della salvezza.
Sono io il Messia, io che parlo con te: io per te ora in questo momento!
Quando la Samaritana comprese che quell’uomo è il Salvatore anche delle donne perdute, andò gridando a tutti la sua gioia; non ebbe più paura della gente; lei stessa andò a bussare alle case per dire chi è colui che l’ ha salvata e l’ ha resa felice: è il Messia.
E’ giunto dunque il tempo
meraviglioso della salvezza per tutti, il tempo della più bella notizia mai
udita nel mondo.
La stessa notizia viene data a noi che leggiamo questo brano del Vangelo. Dobbiamo accogliere l’invito di accostarci a Gesù e partecipare all’opera della redenzione mediante la preghiera, i sacramenti e la gioia pasquale.
La Samaritana, finché non scoprì chiaramente l’identità di Gesù, deviava il discorso: Vedo che sei un profeta. E allora risolvi questo dubbio che esiste fra Samaritani e Giudei: dove si deve adorare Dio, su questo nostro monte o su quello di Gerusalemme?
Gesù infine scuote la donna peccatrice con una domanda dolorosa che le fa piangere il cuore: Va a chiamare tuo marito. – Non ho marito, rispose la donna. - Hai detto bene, disse Gesù, cinque ne hai avuto e questo non è tuo.
Era un invito alla confessione dolorosa, sincera e umile che precede la riabilitazione.
Dopo la confessione dolorosa della propria colpa scoprì il vero volto di Gesù, e la salvezza entrò nel suo cuore. Gesù era colui che ama più di tutti, che ci abilita fino all’innocenza e ci dà la gioia che nessuno può darci né mai rapirci, quella dei salvati, dei cristiani.
La Samaritana lascia la brocca vuota di acqua e corre a dare la notizia della sua gioia per l’incontro di Gesù. L’acqua era anche simbolo dell’ antica religione ebraica. Era ormai inutile per chi incontrava Gesù. Lascia la brocca vuota e corre a fare la missionaria e comunicare ad altri la sua stessa salvezza divina…
CHI E’ DUNQUE GESU’ PER NOI?
Egli è il nostro personale Salvatore. Quanto più lo incontriamo come Salvatore tanto più lo comprendiamo, ci lasciamo amare da lui, diventiamo i suoi amici ossia cristiani.
Gesù è il “più” intimo di tutti, è il più grande di tutti, è la vera felicità!
Allora Gesù non è più soltanto un personaggio dell’antichità ebraica, un giudeo, un tale, un uomo, un signore, ma è l’unico e vero Signore, cioè Dio fatto uomo e mio fratello e compagno di viaggio nella vita.
Chiunque entra in contatto personale e intimo con Gesù dirà come i Samaritani: Noi crediamo perché abbiamo visto e udito in maniera personale e viva, fin dentro il cuore, che questi è veramente il Salvatore del mondo!