1 NASCE UN MONDO NUOVO
LEGGI
LUCA 21, 25 fino alla fine del capitolo.
Nel Credo diciamo che Gesù
ritornerà visibilmente in questo mondo: Di
nuovo verrà nella gloria per giudicare i vivi e i morti e il suo regno non avrà
fine. Giudicare nel linguaggio biblico significa governare. Gesù verrà lui stesso a governare
(direttamente) il mondo. Finalmente
si potrà vedere giustizia, bontà, pace, gioia, amore. Finiranno le ingiustizie, le cattiverie, le
guerre e le lotte, la tristezza e gli odi.
Quando avverrà questo? Dice il Vangelo: Non passerà questa generazione finché
tutto ciò sia avvenuto (Lc 21, 32:
questo versetto non appare nel brano della liturgia). Secondo il Vangelo di Luca, questa
generazione significa: non finirà la
storia di questo genere umano in cui ci troviamo. Gesù verrà a portare ogni bene. Allora i
morti risusciteranno con un corpo glorioso.
I cattivi ostinati nel male avranno un corpo ignominioso e saranno
allontanati dalla società nuova. E come
i corpi risusciteranno così anche il mondo materiale sarà trasformato.
Gesù nel Vangelo di Luca
insiste soprattutto sull’aspetto positivo e non su quello negativo, più sul
mondo nuovo e non sulla fine del vecchio.
Gesù vuol dire che finalmente verrà ogni bene, tutto il
bene. Dio pazienta per dare possibilità
di convertirsi, ma dà un limite all’attesa.
In caso contrario, non sarebbe veramente buono se bene e male avessero
lo stesso trattamento.
L’uomo libero può anche
ribellarsi a Dio, ma questo avviene per una piccola frazione di tempo. Che cosa è in realtà anche un miliardo di
anni di storia di fronte all’eternità?
Non c’è paragone fra tempo calcolabile e tempo incalcolabile, senza
fine, per sempre, per sempre… E’
necessario rifletter seriamente sul significato dell’eternità.
Quando verrà il momento
stabilito per il rendiconto finale, non ci sarà più tempo ed eternità, ma tutto
sarà eterno (umanità e mondo, corpi e spiriti); non ci sarà purgatorio, perché
il purgatorio è temporaneo, ma ci sarà solo inferno e paradiso. L’ultima generazione sarà purificata in breve
tempo, forse dalla sofferenza degli sconvolgimenti cosmici.
La seconda venuta di Gesù in terra sarà visibile, potente, grandiosa, senza ostacoli, senza nemici o avversari. Coloro che rifiutano Dio definitivamente si sentiranno spinti nell’inferno da una forza onnipotente e irresistibile.
Gesù dice che verrà con
potenza e gloria grande (Lc 21, 27).
Egli esprimerà tutto il suo potere regale per salvare i suoi discepoli
fedeli e per tenere lontano il male e i maligni ostinati. La seconda venuta visibile di Gesù in
terra sarà piena di gioia: sarà una festa grande perché il male finirà per
sempre. Per questo Gesù dice: Quando cominceranno ad accadere queste
cose, alzatevi e levate il capo, perché la vostra liberazione è vicina(Lc
21, 28).
Questa pagina del Vangelo
vuole infondere gioia grande ai cristiani, specialmente a coloro che più da
vicino seguono il Crocifisso per purificarsi dal male e per cooperare con lui
per la salvezza del mondo.
Dice Gesù: Vedranno il Figlio dell’uomo venire su una
nube con potenza e gloria grande. Quando
cominceranno ad accadere queste cose, alzatevi e levate il capo, perché la
vostra liberazione è vicina.
Gesù è venuto una prima
volta nascendo a Betlem. Lo festeggeremo
nel prossimo Natale. Verrà di nuovo
e in maniera molto diversa e più bella quando egli eliminerà ogni male e
porterà ogni bene. Non esistono gioie
più grandi e più dolci… Sarà una festa
superiore a nozze, banchetti, ricchezze e bellezze…
Nella stalla di Betlem pochi
videro il Salvatore. Egli era piccolo e
povero bambino. Alla fine lo vedranno
tutti nella massima gloria e potenza, bellezza, grandezza e forza, amore, gioia
e vita: Verrà con potenza e gloria
grande (Lc 21, 27). Gesù è il mio
tutto. La sua presenza fa aprire gli
occhi e il cuore per la gioia … molto
più di una madre o un padre davanti al bambino…
Molto più che qualsiasi amore, gioia, vita… Egli è tutto.
Non esiste giorno più bello,
più affascinante… di quel giorno e del giorno che impropriamente chiamiamo
giorno della morte, ma in realtà è un natale.
Gesù così lo chiama quando dice le parole (che non sono entrate nel brano liturgico): Guardate il fico e tutte le piante; quando
già germogliano, guardandoli capite da voi stessi che ormai l’estate è
vicina. Così pure quando voi vedrete
accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino (viene a
regnare Dio e non più la cattiveria, la tristezza, il vuoto, la rovina, ma la
gioia e solo gioia eterna e divina).
In verità vi dico: non passerà questa
generazione finché tutto ciò sia avvenuto (presto, per fortuna, il tempo
scorre veloce e il male finisce). Il cielo e la terra passeranno, ma le mie
parole non passeranno (Lc 21, 29-33).
Che cosa ci dice il germoglio
di una pianta? Anche il profeta
Geremia parlava di un germoglio e in situazioni terribili, quando Gerusalemme
era diventata un mucchio di rovine per opera dei babilonesi. E Geremia, guardando con gli occhi di Dio,
vedeva che sotto le macerie esisteva una vitalità indistruttibile fondata sulle
promesse divine e diceva: Ecco
verranno giorni – oracolo del Signore – nei quali io realizzerò le promesse di
bene che ho fatto alla casa di Israele.
In quei giorni e in quel tempo farò germogliare per Davide UN GERMOGLIO
DI GIUSTIZIA… In quei giorni Giuda sarà
salvato e Gerusalemme vivrà tranquilla (Ger 33, 14ss).
Dove c’è vita c’è speranza e
gioia. Nel cuore del cristiano, dal
battesimo, viene riversata un vita divina, la presenza di Dio Padre, Figlio e
Spirito Santo: abbiamo la SS. Trinità
che in noi ha preso dimora come nella sua casa; la famiglia trinitaria è
domiciliata in noi; vive la sua
esperienza di amore paterno, filiale e di Spirito Santo in noi. Questo germe divino ci assicura che Dio governa
il mondo da dentro noi, uscirà a dominarlo senza ostacoli alla fine cominciando
da noi. Dice la Bibbia: La speranza non delude, perché l’amore di
Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è
stato dato (Rm 5, 5).
Da questa angolazione
dobbiamo leggere le parole strane di Gesù:
Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra
angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli
uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla
terra. Le potenze dei cieli infatti
saranno sconvolte. Allora vedranno il
Figlio dell’uomo venire su una nube con potenza e gloria grande (Lc 21,
25ss).
Le parole terribili
esprimono l’aspetto negativo del regno di Dio ossia quello che il regno di Dio
non è, quello che Dio non è. Dio non è
morte, non è cattiveria, non è odio e vendetta, ma amore, gioia, misericordia e
salvezza specialmente dei più poveri, piccoli e incapaci. Però chi non si cura di Dio e si allontana da
lui è come chi, durante una notte
gelida, si esce dalla casa paterna, lascia il caldo del focolare e della
famiglia e muore assiderato e affamato.
Il pane c’è, il fuoco c’è, ma nessun uomo può essere costretto per
forza. E allora che cosa
sperimenta? Quello che Dio ha
scongiurato che evitassimo e l’ha fatto fino a morire in croce per convincerci
di avvicinarci a lui per essere salvati.
La rovina finale ed eterna è l’inferno.
Dio dunque mette in opera
tutta la sua onnipotenza per liberarci dall’inferno e condurci in
paradiso. Questo vuol dire Gesù usando
le parole dei profeti che parlavano dell’intervento divino per riportare la
salvezza minacciata da cattiverie umane.
Dio spiega la sua forza straordinaria per attuare la salvezza. E’ un messaggio di speranza, di sicurezza, di
gioia detto con parole terrificanti. Gli
uomini usavano la forza per fare del male, Gesù la usa per attuare il bene.
Per descrivere la forza
irresistibile di Dio per portare il bene, i profeti usavano prendere a modello
le battaglie dei più terribili imperatori:
cavalli feroci, cavalcati da cavalieri abilissimi, entravano in mezzo a
popolazioni deboli e mettevano a soqquadro ogni cosa. La polvere dei cavalli in corso si sollevava
come una nube che oscurava il sole. La
fantasia dei poeti aggiungeva accenni a cataclismi cosmici (alluvioni,
terremoti, tempeste…) per dire che la potenza di Dio era molto più grande, ma
sempre per portare il bene e non il male.
Le immagini non vanno prese alla lettera. Non sappiamo che cosa avverrà in particolare
alla fine del mondo. La Bibbia insegna
che il cosmo partecipa alla sorte dell’uomo sia nel bene che nel male. Perciò dobbiamo dire che gli avvenimenti
finali della storia non sono descritti dal Vangelo, ma possono essere anche più
terribili. Dio vuole ad ogni costo la
nostra salvezza: questo è un messaggio
gioioso e meraviglioso. Distruggere
sommamente il male significa sommo amore o sommo voler bene di Dio.
Come il cristiano deve
attendere la seconda venuta di Gesù? Con gioia,
con speranza grande, con spirito di fede e di carità, con preghiera e penitenza. Queste due caratteristiche sono ripetutamente
conculcate per la vita cristiana:
preghiera e sacrificio formano il clima proprio del cristiano. La preghiera eleva a Dio e il sacrificio
distacca dal male. La preghiera nutre la
fede, dà la certezza della sua presenza e del suo premio; la sofferenza rende
forte e stabile il contatto con Dio.
Dice Gesù: State ben attenti che i vostri cuori non
si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze (sono ubriachezze peggiori
quelle del benessere e del materialismo ateo) e affanni della vita e che
quel giorno non vi piombi addosso improvviso.
Gesù ci avvisa per
tempo. La vita presente non è per il
divertimento, ma per lavorare e seminare
quello che raccoglieremo alla fine… Chi
dorme durante la semina muore di fame e per colpa sua! Dice Gesù:
Vegliate e pregate in ogni momento.
Quante ore di preghiera ha
la nostra giornata? E quante il
divertimento, la frivolezza, la TV?
Allora comprendo che la pagina del Vangelo fa paura… Ma Gesù non vuol farci paura… Vuole dirci la verità e non le bugie di cui è
piena la vita umana. Cristo è via,
verità e vita della nostra esistenza.
Quando non sappiamo che fare non si deve accende la TV; quando desideriamo
un po’ di relax, non dobbiamo prenderlo alla TV, ma ai piedi di Gesù
sacramentato: non c’è amico più sincero,
più grande e più bello!!!. Quando non
sai che fare, prega perché così ti abitui a pregare anche quando non sai come
fare… E avrai il mezzo per vivere sempre
nella gioia e nella speranza cristiana.
Vegliate e pregate in ogni momento, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che deve accadere, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo.
Pregate in ogni momento… Che cosa vuol dire? E’ una frase del Vangelo; deve essere
l’abitudine del cristiano, se no non è cristiano e soffre depressioni, vuoto,
tristezza, solitudine… Ma Gesù è accanto
a noi per salvarci. Ascoltiamo la sua
voce!