VISITAZIONE di Maria a Elisabetta

                                                       Leggi Luca 1,39-48 poi medita con me.

 

La visita della Madonna a S. Elisabetta ci aiuta a preparaci al Natale.  Dice il Vangelo:  Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda.  La prima parola del brano (Maria) indica la persona che eccelle su tutti nell’attesa amorosa del bambino Gesù:  la Madonna! Nessuno come la madre attende un bambino con ineffabile gioia.  Nessuna madre come la Madonna attese il suo bambino.  Dovremmo essere madri per celebrare il Natale come la Madonna. 

Tutti possiamo esser come la Madonna con la comunione.  Il vero presepio è l’altare.  Qui c’è Gesù di carne.  La santa Ostia è vero corpo nato da Maria vergine.  Più Gesù si assimila con la comunione e sempre più si ama.  La gioia del Natale è gioia della comunione.

 

Dice il Vangelo: Maria si mise in viaggio…Perché? Perché aveva il Bambino in grembo.  Gesù era il primo missionario del Padre, venuto nel mondo per parlarci dell’infinito amore di Dio per noi.  La Madonna, dopo Gesù, fu la prima missionaria.  Gesù spingeva la Madre per le vie del mondo per donare agli altri la sua gioia materna..   Non poteva tenere per sé sola il Dono fatto a tutta l’umanità. La gioia del Natale si espande e viene comunicata alla casa di Elisabetta.  Il Natale è gioia e salvezza universale.

Dobbiamo ricevere Gesù nella comunione, assimilarlo come lo assimilò Maria che lo rivestì delle sue carni e dobbiamo darlo agli altri.

          

         Il Natale è inseparabile dalla Madonna.

La Madonna è la persona più vicina a Gesù, la parente più stretta, madre e vergine.  La Madonna è la prima persona che appartiene a Cristo ossia la prima cristiana.    LA MADONNA E’ INSEPARABILE DA GESU’ E GESU’ VOLLE ESSERE INSEPARABILE DA MARIA.  Egli è venuto in mezzo a noi facendosi figlio di Maria. 

Maria è cristiana e Gesù è mariano.  Gesù assunse la sua carne, il suo comportamento, il suo carattere, la sua fisionomia perché è lei sola a generarlo alla vita umana senza nessun elemento maschile. 

         Dove si trova Maria, là c’è Gesù.  Maria è a Nazaret in Galilea, e Gesù, nel suo grembo, si trova nel paese di Nazaret e nella regione della Galilea.  Poi Maria si reca in Giudea, nella città di Elisabetta, e Gesù si trova là dov’ è Maria.  Poi si troverà a Betlem, sempre recato da Maria.  E sempre così.  Dov’è Maria là c’è anche Gesù; dove è Gesù si trova anche la Madonna. 

 

Tutti i cristiani, che sono veramente tali, fanno la comunione.  Ma la comunione della Madonna è stata la prima e in maniera totalmente unica.  LA MADONNA SUPERA TUTTE LE ALTRE CREATURE UMANE E ANGELICHE NELLA COMUNIONE CON GESU’.

         La Madonna è l’esemplare unico ed eccezionale della partecipazione al Natale.  Nessuno più lei può aiutarci ad attendere, accogliere e fare proprio Gesù.  Dio la rese capace  di amarlo come madre divina ossia in maniera unica e soprannaturale.  La mamma è una sola, la Madonna è una sola in tutta la storia, in tutta la Bibbia e in tutta la cristianità.

         Dobbiamo celebrare il Natale e amare Gesù con il cuore di Maria, con il suo stesso ardore, con lo stesso suo spirito materno.  Sembrerà forse strano giungere fino a tanto.  Possiamo amarlo anche noi divinamente?  Sì!  E’ possibile, anzi doveroso. 

Qual è lo spirito di Maria?  E’ colui che ha effettuato la sua maternità, lo Spirito Santo.  Egli scese su di lei e la fece madre e vergine.  Dice il Vangelo di Luca:  Lo Spirito Santo scenderà su di te, Maria, e la potenza dell’altissimo ti adombrerà e tu diverrai madre di Dio (per opera dello Spirito Santo).  Questo Spirito lo abbiamo anche noi da quando siamo diventati cristiani ossia figli del Padre, fratelli di Gesù e partecipi del suo Santo Spirito.

Il Natale si celebra e si gode con la presenza dello Spirito Santo nei nostri cuori.  Chi lo avesse perduto con il peccato (che la fede chiama mortale) si riconcili con il sacramento della penitenza o confessione.  Non si può celebrare il Natale con il peccato mortale nell’anima, con la morte nel cuore e con la presenza di Satana.  Così lo celebrò Erode.  Ma Erode non è un modello di preparazione e di celebrazione del Natale. 

 

         Gesù viene nel mondo per l’onnipotenza dello Spirito Santo, persona divina Amore, e per la immacolatezza di Maria.  Gesù sacramentato, lo Spirito e Maria ci preparano al Natale.  NATALE E’ COMUNIONE, INVOCAZIONE DELLO SPIRITO SANTO E DI MARIA (ROSARIO).

         Preghiamo anche noi come pregava Maria:  Vieni, Spirito divino e riempi il mio cuore per dare una degna dimora al bambino Gesù.  -  E aggiungeremo:  O Spirito Santo, purifica il mio cuore, riempilo di amore divino, di umiltà, semplicità, povertà, fede e fiducia.  Liberami dalla superbia, dall’odio e dalla ricerca dei beni terreni.

         Questa preghiera non è un semplice desiderio, ma crea una realtà. La preghiera infatti ottiene quello che si chiede con fede e con insistenza. Se siamo fortemente desiderosi di Gesù, lo avremo dentro il cuore attraverso la comunione spirituale, cioè per opera dello Spirito Santo ossia come entrò per la prima volta nel cuore umano di Maria.  La comunione spirituale è importante e dobbiamo farla frequentemente insieme con la confessione spirituale ossia il desiderio di perdono e la decisione sincera di amare Dio con tutte le nostre forze.  La preghiera a questo deve tendere all’unione con Dio. 

 

         Dice il Vangelo:  Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. 

Questa speciale fretta è frutto di fervore interiore, di sovrabbondanza di Spirito Santo che mette il fuoco divino nei cuori per farlo divampare nel mondo.  Gesù disse:  Sono venuto  per porta il fuoco e ardo dal desiderio che sia acceso.  Allora noi pregheremo così:  Cuore di Gesù, ardente di amore per noi, infiamma del tuo Spirito i nostri cuori.  Venga presto il tuo regno di amore e venga per Maria.  Infiamma di amore divino quanti bruciano di passioni e rendono squallide e gelate le case.  Porta nel mondo la pace che vinca la violenza, la superbia, l’egoismo, il materialismo…

         Dice il Vangelo:  Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò (di gioia)  nel grembo.  Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce:  Benedetta tu fra le donne…

          Appena Elisabetta udì la voce di Maria, sentì sobbalzare di gioia il suo bambino.  Il Messia compie subito la sua missione di salvatore  mettendo in moto l’apparato messianico.  Ecco come.  Il Messia doveva essere preceduto da Giovanni Battista, suo precursore e accompagnato dalla gioia messianica.  Appena Maria porta Gesù nella casa di Elisabetta, subito si sveglia il precursore del Messia, Giovanni Battista, che dormiva nel grembo di sua madre Elisabetta.  Giovanni esulta di gioia e comincia a fare il precursore del Messia annunziando la sua venuta alla madre.  Elisabetta immediatamente accoglie l’invito di aprire il cuore al Messia e canta anche lei la gioia messianica.

E’ uno scoppio di gioia a catena da Maria al Precursore a Elisabetta.  Così fa sempre lo Spirito Santo:  la gioia della presenza di Dio con noi appena è ricevuta fa emettere grida di gioia e canti di giubilo, fa alzare la voce attirando l’attenzione ad altri.  QUESTA E’ LA GIOIA DEL NATALE.  La gioia non si compra e non si vende nei supermarket.  Si ottiene da Gesù e seguendo lui nella povertà, umiltà, purezza, semplicità infantile. 

Elisabetta fu piena di Spirito Santo.  Gesù bambino, lo Spirito Santo e Maria sono la triade che ci preparano al Natale, ci fanno godere il Natale.

         Elisabetta esclamò a gran voce la gioia che nessuno potrà far tacitare e dice:  Dio è venuto fra i più poveri!     Elisabetta sapeva bene che era misera.  Era vecchia e sterile, ma la venuta del Messia le diede la maternità per puro dono, la colmò di una gioia che non è di questo mondo.

         Elisabetta disse:  Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo.  A che debbo che la Madre del mio Signore venga a me?

         La benedizione è ogni bene che Dio riversa nel mondo come viene testimoniato nella Bibbia.  Possiamo dire pure che è ogni bene della Bibbia.  Il massimo bene è Gesù, è l’incarnazione, il Natale. 

 

IN CONCLUSIONE,

                                     la festa del Natale deve darci molto amore a Gesù sacramentato, allo Spirito Santo, alla Madonna; un amore che accetta il sacrificio ossia la povertà o sobrietà, l’umiltà. TUTTE QUESTE COSE SONO NATALE, SONO GIOIA VERA, quella espressa dalla Madonna con il sublime cantico: L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, nonostante la mia pochezza e la mia  incapacità.  Dio viene ad arricchirci di sé.