NASCITA DI GESU’

 

                                                          Leggi il Vangelo (Lc 2,1ss) e medita…

 

         Il Natale celebra il più grande avvenimento della storia:  Dio è venuto in terra, si è fatto uomo, ci ha parlato, ci ha amati, è morto in croce per noi, si trova nella santa ostia consacrata.  Che cosa possiamo desiderare di più?

         La nascita di Gesù, uomo Dio, è un fatto storico innegabile e centrale della storia:  ha diviso i secoli in prima e dopo Cristo. 

Le meraviglie della nascita di Gesù sono tuttora presenti e disponibili per chiunque vuole incontrarlo nella comunione o nella confessione.  Il Natale non è solo un fatto del passato, ma una realtà che deve raggiungere tutti i tempi e tutte le persone. 

OGNI ANNO NATALE VIENE A RICORDARCELO.

 

Il Natale era atteso sia dagli Ebrei che dai i pagani.  Molti pagani desiderarono che un dio venisse in terra e ci indicasse il modo di vivere.  Lo testimonia la letteratura greca e latina.

Oggi esistono cristiani che ancora si domandano con sfiducia e nostalgia:  E’ venuto mai uno dall’altro mondo per dirci che cosa c’è là? – E’ una domanda che rivela sfiducia e nostalgia.  Poiché molti cristiani praticamente vivono da pagani, sentono il vuoto della vita senza Cristo e senza saperlo lo invocano.

 

QUALE ACCOGLIENZA EBBE GESU’ BAMBINO?  Chi lo accolse con somma gioia e con stupore (come i pastori di Betlem), altri con lentezza, con distrazione e indifferenza.  

Quando stava per nascere Gesù, la gente era distratta dagli ordini supremi dell’imperatore romano.  Dice il Vangelo:  Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra…Tutti andavano a farsi registrare.  Gesù nacque in un momento di grande movimento in Palestina: tutti erano intenti ad eseguire gli  ordini dell’imperatore Augusto.  Nessuno sapeva che stava per compiersi il più grande avvenimento della storia universale. 

Oggi all’avvicinarsi del Natale, urgono i preparativi per la  festa e talvolta fino a dimenticare il personaggio per cui si fa festa.  Senza Gesù che significato ha il Natale?

Dice il Vangelo:  Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città.  Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, per farsi registrare insieme con Maria, sua sposa.

All’approssimarsi del primo Natale,  solo Maria e Giuseppe conoscevano Gesù e lo attendevano con ineffabile amore.  Attorno a loro c’era una folla in movimento e in chiasso.  Gesù faceva silenzio nel seno di Maria; ed ella era in continua contemplazione su di lui.  Era lì il Creatore per cui tutti esistiamo e viviamo; era lì il Messia atteso da secoli.  Il Vangelo di Giovanni, al primo capitolo, ripete più volte:  Venne tra i suoi, nella sua casa, ma i suoi non l’accolsero…  Ma quanti lo accolsero furono fatti figli di Dio.  CHE GRAN DONO PORTA IL NATALE. CI FA FIGLI DI DIO.

Quel bambino che stava per nascere, come uomo, era della stirpe regale di Davide, il prestigioso re di Israele, vissuto mille anni prima.  Ora quella dinastia  era caduta in basso.  Ad essa apparteneva Giuseppe, un falegname. 

La Provvidenza aveva guidato gli avvenimenti perché quel bambino nascesse nella città di Davide, Betlem. Non lo sapeva l’imperatore romano, eppure aveva firmato il decreto del censimento per cui Maria si dovette recare a Betlem e là partorire il Discendente di Davide, nella città di Davide, re di Israele.

 

Che cosa era il censimento?  L’imperatore di Roma voleva sapere il numero delle persone, delle forze umane in suo potere in Palestina:  chi siamo noi?  Quanto valiamo? Che cosa possiamo fare? 

Dio vale più di tutti.  La sua potenza si rivela attraverso l’apparente impotenza umana, di cui si era rivestito.  Venendo in terra, non si fece annunziare da un imponente apparato militare.  Scelse come primo trono una stalla per animali,  per cortigiani pochi pastori rozzi, emarginati, sconosciuti.  Erano beduini erranti nel deserto, nel loro perenne peregrinare si erano venuti a trova vicino a Betlem, poi andarono via, nel vasto deserto, cancellando ogni ricordo di se stessi.  Ma erano pieni di gioia! 

I pastori non appartenevano a quella gente che fa spese per il Natale e celebra la festa senza Gesù bambino, fuori della chiesa, senza comunione, senza pregare, ma nel chiasso assordante dei veglioni. 

Questi modi di celebrare il Natale senza Gesù è una festa senza gioia.  La gioia  non si vende nei supermarket, con dollari, sterline o euro.  Nasce nel cuore, appartiene a Dio ed è goduta da chi è povero, semplice, emarginato, piccolo come il Bambino Gesù.

Dice il Vangelo:  Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per (Maria) i giorni del parto.  Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia perché non c’era posto per loro nell’albergo.

Quando c’è un parto, una nascita, c’è movimento e festa attorno alla madre e al bambino.  Qui non c’è posto per loro nell’albergo.  Nessuno si cura di loro.  E veniva al mondo il Creatore, nasceva il Messia atteso da secoli, il Salvatore, il Re che avrebbe giudicato vivi e morti…  Non c’era posto per loro nell’albergo.  Nell’albergo di lusso vanno i grandi della terra, i comandanti, i ricchi, quelli che contano, che comandano il censimento e fanno la conta per veder quanto valgono in questo mondo per denaro, per lustro, potere, grandezza, bellezza…  ma non per gioia, per felicità, per contentezza…  Non c’è posto per Gesù né per la gioia nell’albergo. 

Dice il Vangelo che quel bambino era il primogenito.  Nella mentalità del tempo il primogenito era colui che aveva la maggior parte dei diritti su  altri eventuali fratelli.  Gesù è il primogenito di Dio Padre e dell’umanità!

Nell’ambiente di Gesù si chiamava primogenito anche lui che nacque dalla Vergine.  Ma si chiamava primogenito perfino il bambino, la cui madre moriva nel parto.  Ne abbiamo una testimonianza scritta su un sepolcro.

Quel bambino era il primogenito fra molti fratelli:  tutti gli uomini e le donne sono chiamati a far parte della famiglia di Gesù con il battesimo, con la comunione…

 

DEVO DIRE ANCORA UNA COSA IMPORTANTE: PURE NEL NOSTRO MONDO DISTRATTO E’ PRESENTE GESU’:  E SI TROVA PURE NEI NEGOZI E NELLE CASE DOVE NON SI PENSA A LUI.  Infatti il Vangelo dice che Gesù bambino, nascosto nel seno di sua madre, era in viaggio con tutti quelli che erano in movimento per il censimento e non sapevano niente di lui.  Gesù era con loro.  Gesù è ovunque.  IN OGNI CIRCOSTANZA POSSIAMO INCONTRARLO, perché egli facendosi uomo, è entrato nell’umanità e vi rimane sempre, sino alla fine del mondo e in tutte le parti del mondo.  Abbiamo dunque la possibilità di incontrarlo perfino in discoteca, se riusciamo a lasciarci trascinare dai suoi angeli e condurre ai piedi dell’altare, il vero presepio, ove Gesù è vivo.

Occorre un po’ di attenzione, di riflessione, di preghiera, di buona volontà.  E Gesù si fa vedere, sentire, godere…  Dio non ha privilegiati. Anzi preferisce i  pastori senza legge, senza censimento, beduini del deserto, emarginati.  Loro furono scelti come primi visitatori di Dio venuto in terra. 

Dio non fa scelte.  Chiunque lo cerca lo trova, fosse anche il pessimo, il criminale…  Tutti da Gesù.  E’ Natale.  E’ il Dio con noi. Con tutti. 

Dice il Vangelo:  C’erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge.  Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce.  Essi furono presi da grande spavento, ma l’angelo disse loro:  Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo:  oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore che è il Cristo Signore.  Questo per voi il segno:  troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia.  E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste che lodava Dio e diceva:  Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama.

La presenza dell’angelo spaventò i pastori:  era un personaggio mai visto.  L’angelo disse che voleva dare loro  gioia e felicità.  Dio si è fatto bambino per non incutere paura a nessuno, ma per suscitare tenerezza in tutti.  Dio così si avvicina a noi, attraverso la figura di un bambino.  Solo Erode uccide i bambini.  I bambini sono accarezzati da tutti.

Gli angeli annunziano:  Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama.   Con la nascita di Gesù viene la pace in terra.  Perché?  Perché Dio ha legato intimamente cielo e terra, divinità e umanità nell’Uomo-Dio, Gesù.

Questo amore infinito e sensibile porta ogni bene o benedizione e soprattutto la pace che è il culmine dei beni.  E’ culmine e pienezza di gioia.  Questo vuol dire la parola ebraica shalòm;  parola che è entrata nel dialetto calabrese attraverso gli arabi ed è scialare.   

Gli angeli danno il segno per trovare Gesù:  Ecco per voi il segno:  troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia.  Non si trova nella reggia del re, non è un ricco.  E’ piccolo, povero, umile, avvolto di carne umana.  Troveremo la gioia in mezzo alla povertà, nel nascondimento, nella piccolezza e umiliazione, nella bontà e nel sorriso infantile….

Appena gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, pastori dicevano fra loro:  Andiamo fino a Betlem, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere.

Orsù, fratelli, sorelle, vicini e lontani…  Andiamo da Gesù.  Apriamo a lui il cuore.  Diciamo:  Che cosa vuoi, Gesù, quest’anno da me?  Ecco, volentieri te lo do. Nessuno deve temere, tutti debbono gioire.  Nessuno deve dire:  Ma io sono incapace. – Il Natale non celebra l’uomo che sale in cielo per raggiungere Dio, ma Dio che scende in terra per raggiungere e arricchire di divinità noi tutti.

Andarono dunque senza indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia.  E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino   era stato detto loro.  Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano.  Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore.  I pastori poi se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, come era stato detto loro.

 ANDARE DA GESU’ SIGNIFICA TROVARLO:  andarono e trovarono il bambino nella mangiatoia. Chi fa questa scoperta rimane stupito:  Tutti si stupirono delle cose che i pastori dicevano.  Maria li meditava… I pastori lodavano Dio per tutto quello che avevano udito e visto, come era stato detto loro.

 

Vieni, Gesù, fatto bambino per noi, e facci più umili e amorosi con te e con il prossimo.  Riempi il cuore di speranza.  La tua gioia è gratuita, è amore vicendevole, è vivere sotto gli occhi di Dio Padre e di Dio fatto fratello e di Dio che ci riempie il cuore di amore divino e si chiama Spirito Santo amore.