IN PRINCIPIO ERA LA PAROLA

Leggi Giovanni 1, 1ss e poi rifletti con me…

 

         In principio era il Verbo. 

 

Verbo vuol dire Parola, ma Parola con lettera maiuscola perché significa Dio Figlio oppure Dio Verbo oppure Dio Parola:  Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero,  generato non creato, della stessa sostanza del Padre.  La divinità è una sola posseduta in tre modi diversi: come Padre, come Figlio e come Spirito.

            Dio non è un essere solitario né muto.  Egli è sommo amore e perciò sommamente Parlante (il Padre), somma Parola (il Figlio), somma Risposta all’Amore o Spirito Santo.         

Dio parla mediante il Figlio e lo Spirito Santo. IL FIGLIO DI DIO E’ LA MASSIMA ESPRESSIONE DEL PADRE, la sua immagine, LA SUA PAROLA! Il Figlio viene es-presso ossia emesso fuori dal seno del Padre mediante l’Alito caldo del suo amore infinito.  Anche noi formuliamo la parola con l’alito o lo spirito, che nelle relazioni familiari diventa infocato di affetto.

Dio è infinito amore che si attua nelle relazioni interpersonali tra Padre, Figlio e Spirito.  Questa è la sua felicità somma ed eterna, il parlare di Dio.  Qualche cosa di simile avviene in noi quando parliamo.  Siamo stati creati ad immagine di Dio, dice la Bibbia. 

Nell’umanità la parola è il mezzo più potente per comunicare e per amare.  Quando c’è odio si toglie la parola; quando c’è amore non si finisce di parlare.  Si parla con le parole, con i gesti, con la presenza (chi si odia non si vuol vedere); si parla con gli occhi e soprattutto con il cuore e con le azioni.  Tutto si fa per chi si ama. 

Nella vita umana  non c’è nulla più vivo della parola, più intimo e più  profondo.  La Madonna e S. Giuseppe vivevano in un mutuo amore super-umano, in armonia umano-divina proprio perché erano sposi verginali.  Se gli sposi non si parlano, non ci sono altri mezzi per amarsi se non riconciliarsi, parlare e tutto ritorna nella normalità.  Non è la sessualità che costituisce l’amore, ma il dialogo.  Gli angeli amano e non sono sessuati.  I matrimoni si sfaldano quando si fondano solo sulla sessualità.

 

CHE COSA AVVIENE NEL PARLARE?

 

La parola prende il mio essere interno e lo riversa in altri.  Quello che io penso, voglio, amo e desidero è tutto il mio intimo.  Quando parlo, il mio intimo si esprime fuori di me e viene a unirsi all’intimo di altri, ma non è tolto a me.  Così pure fa Dio: dona il Figlio suo al mondo, ma non lo perde, perché gli rimane nel seno.  E così Dio e mondo si uniscono in una sola vita o comunione.

La parola è come l’elettricità che produce luce, calore e moto, rischiara le tenebre, riscalda e mette in azione strumenti di svariata qualità: ferro da stiro, computer, bitumiera, ruspa, treni…

         La parola è intelligenza, amore, azione (sono le tre funzioni del linguaggio: conoscere, comunicare, operare). Quando una persona non risponde all’amore, ci domandiamo:  Ma si rende conto? – Cioè non sa, non conosce, non ama, non opera.  Se voi mi diceste che la partecipazione alla messa annoia, vuol dire che non conoscete chi si rende presente (Dio); chi è questo Dio che ci crea continuamente per amore, Gesù che rende presente il suo sacrificio di salvezza, lo Spirito Santo che ci riempie dello stesso amore che è nel Padre e del Figlio.  

E se mi dite che non sentite tutto questo, vi rispondo:  Dovete conoscere, dovete esercitarvi:  più si conosce e più si ama; più si pratica una persona e più si conosce e si ama.  Dunque parlare è amare; amare deve essere totale fino alle opere: conoscere, unirsi e operare.  Per chi si ama si fa tutto, senza fatica e con gioia.

 

         Dio è supremo amore e perciò Dio parla, è parlato, comunica, è comunicato. 

Dice la Bibbia:  Molte e volte e in diversi modi Dio parlò (agli ebrei), nostri padri (nella fede).  Ultimamente ha mandato il Figlio suo (fatto uomo e reso visibile, tangibile, udibile) (Eb 1,1ss).  E S. Giovanni, che vide e udì Gesù nei tre anni di vita pubblica, scrive stupito:  Quello che noi abbiamo visto e udito, che abbiamo toccato con mano (Dio fatto carne) questo vi annunziamo (con gli scritti del Nuovo Testamento) perché anche voi possiate avere come noi (gli stessi contatti, gli stessi sentimenti ed esperienze fatte da noi) (1 Gv 1,1ss).

         Leggere frequentemente il Vangelo e gli scritti cristiani ispirati è un ottimo esercizio di amore di Dio e un mezzo che infiamma divinamente il cuore.

         Dio dall’Antico Testamento diceva:  Ascolta, Israele, le parole, le norme e le promesse che io ho (ti ho dato) e così avrai vita e felicità per tutti i giorni della tua vita (Dt 6 vari testi).         

La parola esige ascolto e risposta, perché l’amore è dialogo, domanda e risposta.  Dio vuole che noi sentiamo la sua parola. In alcune zone di Calabria ascolta si dice: asulìja.  E’ una parola che viene dalla lingua della Bibbia:  in ebraico òzen si chiama l’orecchio:  chi ascolta presta l’orecchio.

Ascoltare e rispondere mediante la preghiera.  Nella Bibbia si trovano formulate molte preghiere;  un libro intero di preghiere si chiama libro dei Salmi. Vangelo e Salmi devono essere nelle mani dei cristiani; e ancora tante altre preghiere bibliche come il Padre nostro, buona parte dell’Ave Maria…

 

         Dice il Vangelo:  IN PRINCIPIO ERA IL VERBO OSSIA LA PAROLA.

         Questa frase vuol dire: Dio cominciò a parlare dal principio, prima ancora che mandasse i profeti a riferire le sue parole e a farle scrivere nella Bibbia.      

         Qual è questo principio?

         Prima di tutto la creazione.  Così infatti inizia la Bibbia:  In principio Dio creò cielo e terra… e creò (parlando): egli disse:  Sia la luce, sia la terra, le piante ecc.

         Un poeta scrive giustamente:  Ovunque il guardo giro, immenso Dio ti vedo, nell’opre tue ti ammiro, ti riconosco in me.  Se non siamo ciechi, sordi, muti e paralitici, Dio lo vediamo e lo sentiamo attraverso tutte le cose belle e buone che esistono nell’universo.  Tutto parla dell’infinito Dio buono, giusto, santo e amabile;  sollecita a rispondergli:  Grazie, lode, gloria e amore a te, mio Dio e mio padre, mia vita e mio amore.

         S. Bonaventura dice che la Bibbia è stata scritta perché l’uomo era diventato insensibile alla voce eloquente della natura.  Dovrebbe bastare la creazione per conoscere e amare Dio.  Siamo immersi in un mare di parole di Dio che ci fanno stupire, sbalordire; ci rendono pieni di gioia come i bambini dai grandi occhi…

 

         IN PRINCIPIO ERA LA PAROLA. In principio ha un altro significato:  Prima ancora che Dio mandasse i profeti e facesse scrivere la sua parola, prima ancora di parlarci con la creazione intera, egli esisteva e non era un Dio muto.  Egli parlava! 

Gli dèi inventati dagli uomini sono chiamati muti, ciechi e sordi:  non parlano, non vedono, non rispondono, non significano nulla, non sono nulla e non portano nessun bene.  Così è la vita di chi dimentica Dio e pretende di saziarsi con surrogati che acuiscono la fame e la sete e portano al disgusto o alla disperazione.

         Dice il Vangelo:  In principio era la Parola.  Quella Parola di Dio, che Ebrei e cristiani conoscono dalla Bibbia, già esisteva da tutta l’eternità. La Parola era in continuo dialogo, parlava in continuazione (il verbo è all’imperfetto e indica un’azione continua nel passato).

         Poi quel dialogo eterno della SS. Trinità venne aperto alle creature quando ebbe inizio la creazione:  allora la Parola si udì in terra; molto più quando vennero i profeti e in modo sommo quando la stessa Parola-Persona divina, il Figlio, si fece uomo e venne ad abitare in mezzo a noi.

LA PAROLA NELLA TRINITA’, NELLA CREAZIONE, NEI PROFETI E NELL’INCARNAZIONE.

 

         Dice il Vangelo:  In principio era la Parola e la Parola era presso Dio (Padre) e la Parola era Dio: era il Figlio, Dio da Dio, luce da luce, Dio vero da Dio vero, generato non creato, della stessa sostanza (unica divinità) del PadreTutto è stato fatto per mezzo della Parola. 

         Il creato è messaggio di Dio, ci fa sentire, vedere e toccare con mano il Figlio suo, la Parola, il Verbo che poi si fece uomo per mezzo di Maria vergine.  QUANNDO LA PAROLA SI FECE CARNE, AVVENNE IL COMPIMENTO DELLA CREAZIONE E DELLA VITA UMANA:  Dio e l’umanità si unirono in una comunione perfetta di amore come viene effettuato nell’Eucaristia.  La comunione eucaristica unisce in una mirabile unità Gesù, l’uomo e la natura rappresentata dal pane e dal vino eucaristico.  Comunione cosmoteandrica: cosmo, Dio e uomo.

         Quando esercitiamo la fede cristiana, noi siamo perfettamente creature, perfette persone umane e insieme perfettamente uniti all’uomo-Dio Gesù.  Egli è il fondamento, il culmine e centro di ogni esistenza e di ogni bellezza, bontà e amore.

         Dice la Bibbia:  Dio ci ha benedetti di ogni benedizione (ci ha colmati di ogni bene quando inserì il Figlio nell’umanità e inserisce noi in lui) (Ef 1,3ss).

         Dall’Antico Testamento, gli uomini ispirati usavano le immagini della parola, della legge, della sapienza per annunziare la presenza del Figlio di Dio nel mondo in maniera ancora latente, ma che poi si sarebbe rivelata più chiaramente a partire dalla grotta di Betlem.

         Dice la Bibbia:  La sapienza (cioè il Figlio Dio) apre la bocca (dicendo):  Io sono uscita dalla bocca dell’Altissimo (sono parola, espressione immagine del Padre) e ho ricoperto come nube la terra.  Gesù era presente prima di ogni creazione e si rivelava in ogni creatura che veniva all’esistenza.  Tutta l’immensità del creato era come una nube che copriva la terra, come la nube che indicava la presenza di Dio nel tempio di Gerusalemme.  Dio si rivelava in una colonna di fuoco e di fumo nel deserto. 

DALL’ANTICO TESTAMENTO INIZIA L’INCARNAZIONE DEL FIGLIO  nel seno di Israele.  Negli antenati Cristo era nascosto come poi avvenne nel grembo di Maria nove mesi prima della nascita a Betlem.  Nella città eletta mi ha fatto abitare; in Gerusalemme è il mio potere.  Ho posto le radici in mezzo a un popolo glorioso (Sir 24).

         Nel popolo di Israele Gesù era presente e nascosto, reggeva il mondo,  guidava la storia, conduceva l’umanità alla salvezza, preservava dalla caduta totale nel male.  Ma nel seno dell’israelita Maria vergine Gesù si fece carne visibile e tangibile.  Purtroppo molti del popolo ebraico non lo accolsero e molti del popolo cristiano non se ne curano…

         Dice il Vangelo:  In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l’hanno accolta.  Venne fra la sua gente, ma i suoi non l’hanno accolto.  A quanti però l’hanno accolto, ha dato il potere di diventare figli di Dio.  E la Parola si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi.  Dio nessuno l’ha mai visto:  proprio il Figlio unigenito, che è nel seno del Padre, lui lo ha rivelato.

         Dio Padre ci ha mandato il Figlio per rivelarci il suo volto divino.  Chi meglio del Figlio può parlarci del Padre, lui che è la sua immagine viva e impronta della sua sostanza?  Nell’originale greco si dice con maggiore forza: egli ci ha narrato Dio.  Gesù è il racconto vivo di Dio:  chiunque vede Gesù o legge il suo Vangelo, vede come in un film il racconto di Dio, Dio entrato nella storia, fatto uomo e nostro fratello e nostro modello.

         Come ce lo raccontò?  Con il modo di pregare e di vivere.  Quando pregava, diceva in maniera infantile e tenerissima:  Padre, Padre mio, Papà Abbàh!  Quando attraversava la Palestina raccontava il Padre con ogni suo gesto. 

Non si può dire più che non sappiamo nulla di Dio o che non sappiamo come fare per essergli graditi:  basta guardare Gesù nel Vangelo e invocarlo con fiducia immensa. 

 

         GRANDE DEGNAZIONE DI DIO E GRANDE INGRATITUDINE UMANA!  Dice la Bibbia in Rm 1, 18ss:  Stolti quanti non scoprirono Dio sedotti da quelle creature che non esisterebbero se non nella Parola di Dio e se non fossero esse stesse parola di Dio e perciò attrattiva irresistibile.   Se le creature attirano, quanto più il Creatore, per il quale esistiamo, viviamo e respiriamo!

         La nuova Gerusalemme, che accoglie Gesù e in lui si rinnova, dobbiamo essere noi che (dietro l’esempio di Maria) siamo invitati a cantare con il Salmo 147:  Glorifica il Signore, Gerusalemme, loda, Sion, il tuo Dio. Perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte, in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli.  Questo Dio così grande e così vicino ti colma di beni e in particolare di tre doni:  la Parola, l’Eucaristia e la Pace:  Egli ha messo PACE nei tuoi confini e ti sazia con FIOR DI FRUMENTO (la santa Ostia).  Manda sulla terra la sua PAROLA, il suo messaggio corre veloce.

  

 

         CONCLUSIONE

 

                                      Quel bambino di Betlem, piccolo, povero, in mezzo agli animali e ai pastori beduini,  quella santa Ostia dei nostri altari, che sembrerebbe un oggetto, ma è il grande e infinito Dio, per cui tutto esiste! … ECCO IL MISTERO DI DIO CON NOI!

        

I pastori beduini e gli animali della stalla lo accolsero, gli Ebrei e i cristiani in maggioranza lo trascurano ancora…

 

         Per questo celebriamo il Natale perché possiamo percepire l’incommensurabile fortuna di avere Dio a portata di mano e la sua felicità senza denaro, senza arrivismi, senza gomitate, senza attese, senza raccomandazioni…

         O INFINITO DIO, GLORIA A TE IN ETERNO. AMEN! 

 

Queste riflessioni e molte altre le troverai nel sito:  www.padretudda.it