BATTESIMO DEL MESSIA

 

Poiché il popolo era in attesa e tutti si domandavano in cuor loro, riguardo a Giovanni, se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo:  “Io vi battezzo con acqua; ma viene uno che è più forte di me, al quale io non son degno di scio- gliere neppure il legaccio dei sandali:  costui vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco”.

         Quando tutto il popolo fu battezzato e mentre Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e scese su di lui lo Spirito Santo in apparenza corporea, come di colomba, e vi fu una voce dal cielo:  “Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto” (Lc 3,15-16.21s).

 

Dice il Vangelo:  Tutto il popolo fu battezzato; …  anche Gesù ricevette il battesimo.  Il battesimo amministrato da Giovanni Battista non era il Battesimo cristiano sacramento che ci fa figli di Dio; era un semplice rito penitenziale come facciamo noi entrando in chiesa, quando ci segniamo con l’acqua benedetta e chiediamo perdono dei peccati.. 

I sacramenti sono gesti divini e non vanno confusi con altri riti che sono gesti umani, benedizioni, invocazioni… Non è in potere dell’uomo cambiare l’ostia in Gesù come avviene nella messa; né fare di un criminale un innocente come la Madonna (sacramento della riconciliazione o confessione); né dare vita divina ad esseri umani (Battesimo).

 

         Perché Gesù si mescolò con la folla penitente per chiedere perdono dei peccati?  Di quali peccati?  Non dei propri, ma di quelli dell’umanità.  E come ha fatto Gesù per rimettere i peccati del mondo?  Ha fatto tre cose:  1) si è fatto simile a noi incarnandosi; 2) ha sofferto come noi e da innocente e santo; 3) ha istituito i sacramenti che comunicano personalmente (a ogni persona) i benefici della redenzione.

Gesù, facendosi uomo, non volle un trattamento di privilegio, accettò tutte le sofferenze della vita dei peccatori.  Questa immersione nella vita umana concreta e sofferta è il battesimo del Figlio di Dio nella vita umana.  Battesimo vuol dire un tuffo nell’acqua.  Le acque amare della vita umana sono state il pane quotidiano della vita terrena di Gesù.

Il battesimo di Gesù è la sua incarnazione;  per questo è una festa natalizia o, meglio, una seconda epifania.  Epifania significa rivelazione, manifestazione.  Gesù si rivelò ai Magi di oriente come il grande re, il Messia atteso; dopo trent’anni di vita nascosta a Nazaret si rivelò a Israele al momento del battesimo nel fiume Giordano.

In quel tempo Giovanni Battista, ispirato da Dio, si era messo a proclamare l’imminente venuta del Messia.  Dice il Vangelo:  Il popolo era in attesa e tutti si domandavano in cuor loro, riguardo a Giovanni, se non fosse lui il Cristo.  Giovanni rispose a tutti dicendo:  “Io vi battezzo con acqua; ma viene uno che è più forte di me, al quale io non son degno di sciogliere neppure il legaccio dei sandali:  costui vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco.

Gesù e Giovanni Battista erano distanti come cielo e terra; Giovanni chiamò Gesù il più forte cioè più potente contro il male.  Dice il libro di Isaia (40, 10):  Ecco il Signore Dio viene con potenza (per attuare il regno del bene).  L’Antico Testamento usa spesso le immagini dei re potenti e crudeli per indicare la forza travolgente di Dio per attuare il bene.

Un buon numero di ebrei accolsero l’invito di Giovanni Battista e si prepararono alla venuta del Messia; si impegnarono per un cambiamento di vita; e come segno esterno della decisione, si assoggettarono al rito penitenziale del battesimo nel fiume Giordano.

 

Dice il Vangelo:  Quando tutto il popolo fu battezzato (anche Gesù ricevette)  il battesimo.  In quel momento ebbe luogo la seconda epifania di Gesù, la seconda rivelazione. Come avvenne?  Dice il Vangelo:  Mentre Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì (ecco la rivelazione)  e scese su di lui lo Spirito Santo in apparenza corporea, come di colomba, e vi fu una voce dal cielo:  “Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto”.

La rivelazione fatta agli ebrei aveva lo scopo di indicare chi era Gesù (la sua identità) e qual era la sua missione e il modo di attuarla: egli era Figlio di Dio e Messia redentore crocifisso.

NON ERA dunque GIOVANNI IL MESSIA, MA GESU’.  Quel Gesù, che fino allora era vissuto nel nascondimento di Nazaret, ora, lasciata la bottega di falegname, cominciava a percorrere le vie della Palestina per dare inizio alla nuova religiosità, quella cristiana:  egli era il personaggio più grande di tutti e stava per operare la massima salvezza della storia.

 

Chi era dunque Gesù e qual era la missione affidatagli viene indicato dalle parole del Vangelo:  Gesù pregava, il cielo si aprì, lo Spirito Santo scese su di lui, come colomba, e vi fu una voce dal cielo:  “Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto”.

Il cielo si aprì. 

Cielo non è quello astronomico, ma Dio.  Con l’incarnazione del Figlio di Dio, l’umanità e la divinità si sono congiunte. Il cielo ossia Dio veniva nuovamente incontro all’uomo che era stato cacciato dal paradiso e viveva lontano da lui.

Era venuto il tempo del perdono dei peccati, non solo, ma anche del dono della vita divina a coloro che avrebbero accolto la predicazione di Gesù e avrebbero accettato e vissuto il Battesimo sacramento, da lui istituito. 

Con il Battesimo noi entriamo in “cielo” ossia in Dio.  Il Battesimo compie un effetto negativo (remissione di tutti i peccati) e anche un effetto positivo:  dona lo Spirito Santo.  Lo Spirito Santo produce in noi una vita divina (che si chiama grazia santificante) e   fa di noi realmente figli di Dio Padre, fratelli di Gesù, e perciò amati dal Padre e capaci di amarlo divinamente con lo Spirito Santo, che è persona divina Amore. Dio Padre, Figlio e Spirito Santo abita in noi finché non viene scacciato con il peccato mortale.

Con il Battesimo noi viviamo già in cielo, siamo in paradiso. Il paradiso non è tra le nuvole, ma in seno alla SS. Trinità, è la vita e la felicità divina.  Queste meraviglie si conoscono mediante la fede alle parole di Gesù e si gustano in proporzione alla crescita della fede mediante l’esercizio della preghiera. 

Quando verrà la morte fisica, allora cade il velo che ci impedisce la visione chiara di ciò che siamo con il Battesimo e cominceremo a vederci in Dio e a goderlo per sempre.  Questo è il paradiso eterno.  

 

Gesù stava in preghiera. 

Gesù meritò a noi il dono dello Spirito Santo con la sua preghiera continua al Padre per l’umanità.  La preghiera è essenziale nella vita cristiana.  Non è possibile vivere da cristiani senza pregare.  Con la preghiera la fede si vivifica, l’oscurità della vita si illumina e gradatamente si vive un modo nuovo cioè umano-divino, come Gesù Dio e uomo.   

  Purtroppo ci sono molti cristiani che neppure sognano quello che sono e neppure godono un minimo della loro grandezza.  Ma ci sono cristiani santi che vivono in terra come se già fossero in cielo, come se sentissero già il palpito del cuore del Padre:  mai soli, sempre in compagnia della famiglia trinitaria con immense moltitudini di angeli e di santi.  In terra si può vivere la vita del paradiso con l’esercizio meraviglioso e gioioso della preghiera. 

 

Scese su di lui  lo Spirito Santo in apparenza corporea come di colomba.

Lo Spirito Santo scese su Gesù in quel momento come era sceso sui profeti, i sacerdoti e sui re di Israele.  Gesù era il sommo profeta o rivelatore di Dio: con la sua umanità egli rese visibile e tangibile la divinità.  Gesù era sacerdote perché legava l’umanità alla divinità nella sua stessa persona.  Gesù era il re per eccellenza cioè il Messia atteso, colui che doveva attuare il regno di Dio mediante l’istituzione del nuovo Israele o Chiesa. 

Nel battesimo Gesù fu presentato come Messia a Israele. Da allora Gesù diede inizio alla sua attività pubblica di Messia.

 

Lo Spirito Santo apparve come colomba.  La colomba viene ricordata nella Bibbia come presente all’inizio della creazione, quando avvenne la restaurazione dopo il diluvio universale e su Israele chiamato colomba diletta di Dio.

La missione di Gesù compie meraviglie superiori della creazione del cielo e della terra, opere più strabilianti della restaurazione dopo il diluvio universale e trasformava l’umanità peccatrice in popolo gradito a Dio e suo compiacimento, più che l’antico Israele.  Gesù dava inizio alla Chiesa, nuovo Israele.

  Con il sacramento del Battesimo Gesù opera realtà superiori a quelle registrate nella Bibbia fino allora.  Infatti l’uomo diventa figlio di Dio, viene perdonato dei peccati e fatto prediletto al Padre come il Figlio che è avvolto nell’amore dello Spirito Santo.

 

 

Tu sei il mio Figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto!

Come Figlio di Dio, Gesù era tutt’uno con il Padre e lo Spirito Santo. Non poteva ricevere lo Spirito Santo con il quale già faceva una sola sostanza divina. Come uomo lo aveva ricevuto nello stesso momento dell’incarnazione nel seno di Maria.  La Madonna infatti lo generò per opera dello Spirito Santo.  Il battesimo di Gesù era rivelava a Israele ciò che egli era già e ora veniva presentato ufficialmente come Messia a Israele convertito e in attesa della sua venuta.

Le parole figlio prediletto  si riferiscono alla profezia di Isaia che parla di un servo sofferente che riscatta il popolo con il sacrificio di sé.  Questa generosità lo rendeva vero prediletto al Padre, perché rivelava al mondo l’amore infinito del Dio redentore.

Tu sei mio Figlio, sono pure le parole del Salmo che proclama la potenza invincibile del Messia.  Gesù Messia è il re potentissimo capace di distruggere i nemici della salvezza ossia  portare ogni bene e ogni redenzione.

Diceva Giovanni Battista:  Io vi battezzo con acqua; ma viene uno che è più forte di me, al quale io non son degno di sciogliere neppure il legaccio dei sandali:  costui vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco.

Gesù è il più forte di tutti.  Egli solo è il vero redentore del mondo.

Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco.

Gesù, a differenza di Giovanni Battista, è un battezzatore che realmente trasforma le persone, le purifica con il fuoco dello Spirito Santo e le abbellisce di divina bellezza.

Il Battesimo cristiano è un salto di qualità.  E’ come un passaggio da una condizione inferiore a quella superiore nel regno minerale, vegetale, animale, umano e divino.  Il Battesimo trasforma l’uomo in Dio come se una pietra assumesse le caratteristiche della pianta:  innaffiata, crescesse, diventando piena di vita e producendo fiori.  Oppure come se un fiore assumesse le qualità degli animali:  potesse cantare come un uccello, volare, prendere cibo e fare festa al suo padrone come un cagnolino.

Ma Dio non ha fatto cose simili, come si racconta nelle fiabe dei bambini, ma prodigi inimmaginabili!  Il Battesimo è la trasformazione divina della persona umana;  è    il dono personale e interiore dello Spirito di Dio; è il dono della vita divina (detta grazia santificante); essa ci fa familiari di Dio e familiari divini fra noi, nuovo popolo diletto di Dio o Chiesa.

            Con il battesimo diventiamo copia autentica di Cristo, entriamo a far parte della famiglia divina.  Se siamo figli di Dio, fra tutti i battezzati esiste un medesimo vincolo che ci unisce nella grande famiglia divina che è la Chiesa.

         Il Battesimo ci fa altri cristi.  Cristo è parola greca che significa consacrato profeta, sacerdote e re.  Nell’ambiente orientale per dire cristiano si dice “messicano” ossia messia.  Ogni battesimo offre al mondo wàhad kamàn messìch (arabo dal significato: uno ancor messia o cristiano). Come Cristo dobbiamo essere sua copia conforme perfetta (come Tt 2,11-3,7): rivelazione del Padre (profeti), operatori di santità (messia), sacerdoti che con tutta la vita prestano il vero culto divino del Figlio al Padre.  Amen!