PAROLA DI CRISTO E ABBONDANTE PESCA DI UOMINI

(V domenica per annum)

“Mentre, levato in piedi, stava presso il lago di Genesaret e la folla gli faceva ressa intorno per ascoltare la parola di Dio,  Gesù vide due barche ormeggiate alla sponda.  I pescatori erano scesi e lavavano le reti.  Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra.  Sedutosi, si mise ad ammaestrare le folle dalla barca.

            Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone:  Prendi il largo e calate le reti per la pesca.  Simone rispose:  Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti. – E avendolo fatto, presero una quantità enorme di pesci e le reti si rompevano.

            Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli.  Essi vennero e riempirono tutte e due le barche al punto che quasi affondavano.  Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù dicendo:  Signore, allontanati da me che sono un peccatore. – Grande stupore infatti aveva preso lui e tutti quelli che erano insieme con lui per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, che erano soci di Simone.  Gesù disse a Simone:  Non temere, d’ora in poi sarai pescatore di uomini.  Tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono” (Lc 5,1ss).

 

            Il Vangelo mette in risalto tre cose: 1) il fascino della parola di Gesù.  Dice il Vangelo:  la folla faceva ressa intorno a (Gesù) per ascoltare la parola di Dio. 2) La potenza della sua parola: produce quello che dice.  La parola di Gesù produsse una quantità enorme di pesci in un mare che non aveva dato nulla per tutta la notte.  Disse infatti Simone a Gesù:  Sulla tua parola getterò le reti.  3) E infine la presenza viva di quella parola in tutta la storia. Gesù disse a Simone:  D’ora in poi sarai pescatore di uomini.  Simone aveva pescato l’ enorme quantità di pesci, sulla parola di Gesù.  E Gesù gli concede di essere suo portavoce.

Anche ora è possibile restare affascinati dalla parola di Gesù, percepire la sua forza divina perché egli è in mezzo a noi come lo era una volta per le vie della Palestina.  Infatti Gesù ci ha lasciato i suoi rappresentanti o ministri ossia servi della parola, uomini che sono stati consacrati al servizio della parola perché essa sia sempre la stessa in tutti i luoghi e in tutti i tempi.  Riceviamo i benefici della parola di Gesù quando partecipiamo alla messa, ai sacramenti e all’annunzio della parola di Dio nella liturgia.  Gesù dice ancora (per tutti i secoli) e con la stessa forza:  Questo è il mio corpo e il mio sangue oppure:  Io ti assolvo dai tuoi peccati…

 

            1) IL FASCINO DELLA PAROLA DI GESU.

 La parola ha il valore della persona che la pronunzia e interessa gli ascoltatori quanto più caro è l’argomento che tratta. 

La parola che veniva pronunziata da Gesù aveva un valore e una forza infinita.  Il messaggio di Gesù era l’amore che il Padre suo e Padre nostro ha per i suoi figli.  Nessuno poteva parlare del Padre come Gesù e nessuno ci ha amati come lui che per noi:   è morto in croce.  Nessuno mai potrà dirci cose più importanti dei discorsi di Gesù.  Nessuno come lui, eterno Figlio del Padre, può rivelarci il suo infinito amore. 

La parola di Gesù aveva un’ efficacia straordinaria e trascinava le folle.  Quell’infinito ed eterno Dio veniva dipinto da Gesù come mai nessun uomo può farlo, nessun profeta può dirlo, nessun rivelatore dell’Antico e del Nuovo Testamento.  La parola di Gesù sul Padre suo e Padre nostro era amorosissima e sensibilissima. Per questo la gente “faceva ressa attorno a Gesù”.  L’uomo è assetato più di verità che di pane, più di amore, di vita e di felicità  che di bevande.  La gente accorreva a Gesù e si sentiva trascinata.

 

2) LA POTENZA DELLA PAROLA DI GESU’ si rivelò nella pesca miracolosa.

I pescatori avevano faticato invano tutta la notte.  Non avevano potuto prendere nulla, proprio nulla.  Pietro conosceva bene il mare.  Sapeva che era impossibile fare un nuovo tentativo.  Però quel Pietro aveva sentito più di tutti il fascino della parola di Gesù e la sua forza onnipotente, la forza travolgente dell’amore che si riversava come un mare sugli ascoltatori. Pietro era più che convinto che pesci non si potevano pescare.  Eppure ebbe il coraggio di dire a Gesù:  Sebbene non abbiamo preso niente per tutta la notte, sulla tua parola getterò le reti.  Il Vangelo annota subito: presero un’enorme quantità di pesci e le reti si rompevano. Riempirono due barche al punto che quasi affondavano. 

Il culmine degli effetti sorprendenti della Parola di Gesù fu il cambiamento radicale dei primi apostoli.   Dice il Vangelo: Grande stupore prese Simone e quelli che erano con lui” fino al punto da non poter resistere più:  tagliarono tutti i legami precedenti, anche i più cari (famiglia, lavoro, guadagno, amici e la vita di prima),  tirarono le barche a terra, lasciarono tutto e seguirono Gesù.

Il primo mestiere di pescatori dei discepoli di Cristo ebbe fine quando egli diede loro un altro incarico con le parole:  D’ora in poi vi farò pescatori di uomini.   Gesù  trasformò il loro cuore talmente che sentirono dentro di sé un interesse per Gesù superiore a quello della famiglia, del lavoro e di ogni altra attività. 

La Parola di Dio, pronunziata da Gesù, aveva attirato un’enorme quantità di pesci, poi aveva cambiato il cuore dei primi discepoli e infine quanti seguaci di Cristo abboccarono all’amo della sua parola divina!  Contate, se potete, i discepoli di Gesù in duemila anni di cristianesimo?  Quanti atti di generosità, di eroismo, di bontà produsse quella parola divina!

           

3) LA PRESENZA VIVA DELLA PAROLA DI GESU’

Come una volta la parola di Gesù riecheggiò per le vie della Palestina, così anche ora possiamo sentirla con lo stesso fascino e con la stessa forza.  Gesù infatti ci ha dato la possibilità di udirla intatta e fresca con l’istituzione dei servi della Parola.  Gesù ha trasmesso la sua missione ai discepoli, dicendo:  D’ora in poi sarete pescatori di uomini, s’intende, con la forza della mia parola che trasmetto a voi per togliere gli uomini dal mare pericoloso del male e condurli nella mia Chiesa o barca di Pietro o rete di salvezza.

            Il mare è simbolo del male, la barca di Pietro è immagine della Chiesa.  La parola di Gesù compie miracoli di elevazioni spirituali, di conversione e trasforma i cuori, li fa pieni di gioia e di Dio, li cambia in apostoli di Cristo.

E’ stata dunque la parola di Gesù a trasformare uomini e cose.  Aveva detto Gesù:  “Calate le reti per la pesca”. Sembrava un invito, ma era un comando.  La parola di Dio, dice la Bibbia, ha creato cielo e terra e tutte le cose che ivi sono contenute.  La parola di Dio è onnipotente, produce quello che dice.

 

La parola di Gesù è parola sensibilissima per gli uomini, perché pronunziata da labbra umane. E’irresistibile come la voce delle persone  care, legate da affetto intimo (come figli, genitori).  Non c’è  persona più cara di Gesù, il Crocifisso per salvarci.  Egli è il Dio onnipotente fatto carne e sangue come noi, cioè sensibilità, sentimento, affetto, amore irresistibile come quello di figli e genitori che sono una carne e un sangue. Quando Gesù parla ci sconvolge per la sua onnipotenza, ci commuove per il suo immenso amore.  “Tutti facevano ressa”, dice il Vangelo.  Gesù è colui per il quale viviamo, respiriamo, amiamo…

            Il Vangelo insiste in molte maniere sul dono della parola di Gesù.  Dice infatti:  Gesù  stava presso il lago di Genesaret e SI ALZO’ IN PIEDI”.  Alzarsi in piedi è l’atteggiamento proprio di chi vuol prendere la parola in maniera solenne. Nessuna parola è più solenne di quella di Gesù: né la parola dei genitori, né quella dei potenti della terra, né quella dei filosofi.

E poiché la folla era enorme, segno di grande apprezzamento di quella parola, Gesù dovette prendere una particolare cattedra, “salì su una barca” per insegnare: “Sedutosi cioè in cattedra (nell’originale greco è scritto: kathìsas = seduto cioè in cattedra come il grande Maestro), si mise ad ammaestrare”.

            Il valore supremo della parola viene solennemente proclamato quando Gesù invitò Simone a pescare. Dal nulla di tutta la notte si giunse a “presero una quantità enorme di pesci e le reti si rompevano”.  Il Vangelo insiste ancora per rivelare la straordinarietà della parola di Gesù: “riempirono due barche al punto che quasi affondavano”.

L’impressione dei contemporanei presenti fu grande. Tale impressione mette in evidenza la straordinarietà della parola divina. E per il miracolo più grande, quello del cambiamento interiore dei discepoli, il Vangelo dice:  Simone, pieno di stupore, si butta ai piedi di Gesù dichiarandosi grande peccatore davanti a quel personaggio che si era rivelato infinito e santissimo Dio.  Eppure sembrava impossibile pescare, dato che avevano già sperimentato l’impossibilità per una notte intera. Ma la divinità di Gesù non conosce ostacoli: egli crea dal nulla, opera anche nel nulla umano.

La parola di Gesù è una parola che si pesa con lo stupore dei discepoli, con l’attrazione di tutti (gli occhi di tutti erano fissi su di lui), con la quantità enorme dei pesci, con l’attestazione della sterilità del mare constata per una intera notte, con la stanchezza subita per tutto quel tempo rivelato negativo (“abbiamo faticato tutta la notte”).  La grandezza della parola di Gesù si misura ancora con l’immediatezza del risultato: “Sulla tua parola”… e  presero un’enorme quantità di pesci”.

PAROLA CHE E’ SEMPRE CON NOI

Il Vangelo prosegue nel discorso sulla parola divina ASSICURANDO TUTTI I CRISTIANI CHE QUELLA PAROLA PUO’ ESSERE ANCORA PERCEPITA con i nostri orecchi e può essere letta con i nostri occhi. 

Dice Gesù a Simone e anche a Giacomo e Giovanni:  Sarete pescatori di uomini”. – Prima li prende nella sua rete e poi li addestra a pescare altri uomini. Gesù fece cambiare mestiere ai pescatori di professione. Dice il Vangelo:  “Tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono”.  Pietro, Giacomo, Giovanni e tutti gli altri apostoli iniziarono un  mestiere molto diverso da quello precedente.  Infatti tirano a terra le barche, non le mettono in mare; le collocano all’asciutto, al riposo.  Ed essi si preparano per la nuova professione, quella di seguire Gesù che percorreva la Palestina per predicare la parola di Dio.  Impararono così da Gesù stesso il mestiere della parola divina e poi, dalla risurrezione del Maestro in poi, quando egli sarà invisibile, ma presente, saranno gli apostoli, ad annunziare la stessa parola a voce e in iscritto (il Nuovo Testamento fu scritto dagli apostoli o quelli della loro cerchia).

Per questa ragione il Vangelo, fin dall’inizio del brano, annota:  Gesù era seduto in cattedra, come vero maestro, e insegnava dalla barca di Pietro.  Questa barca di Pietro esiste per tutta l’estensione della storia dopo Cristo.  Lo ha assicurato Gesù:  Andate in tutto il mondo e insegnate quanto vi ho detto.  Io sarò con voi fino alla fine dei secoli”.  Quando perciò si ascolta la parola dalla cattedra di Simon Pietro (Papa o chi per lui) si ricordi che nella barca di Pietro ossia nella Chiesa è Gesù che insegna, parla le stesse eterne parole divine con la medesimo forza, con la stessa autorità e vivezza con cui parlava nella sua vita terrena in Palestina.  Infatti la parola di Gesù (che ancora risuona nella Chiesa) viene detta “catechesi” (dalla parola greca katechèo che vuol dire risonanza).  La parola della Chiesa (papa, vescovi, sacerdoti e diaconi) è parola autentica di Gesù che si ripercuote come eco di generazione in generazione per tutti i secoli. 

Quando sentiamo la parola di Dio, dobbiamo fare questo atto di fede:  Parla Gesù. - Io devo ascoltare con la stessa riverenza che userei se lo vedessi come in Palestina.  Egli è presente, anche se non lo percepisco con i sensi.  Neanche nella santa Ostia lo vedo e lo credo.  Lui ha detto:  “Io sono con voi” (Papa, vescovi, sacerdoti, diaconi).

E’ parola di Gesù quando il Papa richiama il mondo sul rispetto della vita contro l’aborto, contro  l’eutanasia; è parola di Gesù quando dice di rispettare tutti anche i più poveri, gli indifesi e gli ultimi:  ogni persona è costata sangue di Cristo, è chiamata a vivere per sempre nell’eternità. 

A coloro che sono al servizio della parola di Dio si richiede la purezza delle labbra, della mente, del cuore e di tutta la persona perché la parola di Gesù sia udibile chiara e inconfondibile, senza ostacoli, senza interferenze o rumori che disturbano un altoparlante.  Questa purezza a sua volta deve invadere anche gli ascoltatoti.  Essa è indicata dalle parole del Vangelo:  Grande stupore aveva preso Simone” nel constatare la potenza efficace della parola di Gesù nella pesca abbondante.

Lo stupore è quello che altrove nella Bibbia si dice di coloro che incontrarono Dio.  Così, per esempio, si legge nel libro di Isaia (6,1ss):    “Io vidi il Signore seduto su un trono alto ed elevato; i lembi del suo manto riempivano il tempio.  I Serafini gridavano:  O Dio tre volte santo, santissimo! Vibravano gli stipiti delle porte.  E io dissi:  Ohimè! Io sono perduto perché sono un uomo dalle labbra impure e abito in mezzo a un popolo dalle labbra impure!  Allora un Serafino mi purificò le labbra” e io fui inviato ad annunziare la parola che Dio mi aveva rivelata.

 

IN CONCLUSIONE, il Vangelo ci insegna che la parola di Gesù attira l’anima umana con la nostalgia superiore a quella dei bambini verso i genitori.  Siamo stati creati per Iddio e il nostro cuore è inquieto finché non riposi in lui.  Anche se il peccato ci ha resi insensibili ai veri valori soprannaturali, tuttavia Dio è scritto dentro di noi più che come i genitori nel cuore dei loro bambini.

ABBIAMO BISOGNO DI DIO E DELLA SUA PAROLA amorosa, onnipotente che trasforma LA STERILITA’ DEL MARE DI GENESARET in abbondanza di pesci e di ogni bene.

    La parola di Dio è sempre viva e attuale in ogni tempo e in ogni luogo della terra per la promessa di Gesù:  Io sono con voi (suoi apostoli o missionari) sino alla fine della storia.

            Non può essere cristiano chi non legge con vera fede almeno le pagine del Vangelo, qualche Salmo e chi non ripete più volte al giorno la preghiera del Padre nostro, insegnataci da Gesù, e l’Ave Maria che viene dalle parole di Gabriele e di Elisabetta, quando disse alla Vergine, modello di fede cristiana:  Beata te che hai creduto alla parola del Signore!

Grazie, Gesù, fa’ che ascoltiamo la tua voce con tanto amore quanto tu ne hai avuto per venire a trovarci e a salvarci!