5a - LA MISERICORDIA DIVINA

Domenica dopo pasqua

       

        La domenica dopo pasqua SI CELEBRA LA MISERICORDIA DIVINA ossia la bontà infinita di Dio, che ci mette al mondo con amore immensamente superiore a quello di ogni mamma o papà, e con altrettanta sollecitudine si prende cura di condurci alla piena felicità eterna e divina.

        La misericordia di Dio si comprende bene dopo la settimana santa e dopo la pasqua e cioè dopo di aver meditato sulle immani sofferenze di Gesù e sulla sua onnipotente vittoria contro il peccato e contro la morte:  non c’ amore più grande di chi dà la sua vita per noi fino alle sofferenze atroci della crocifissione; non c’è potenza più lampante di chi trasforma la crocifissione nella risurrezione splendente di Cristo. 

L’essenza di Dio è l’amore; la sua onnipotenza è a servizio dell’amore:  Dio è onnipotente perché supera ogni ostacolo per portare il bene, per volere bene. 

Nessuno può dubitare dell’ infinito amore del Crocifisso e del Risorto; nessuno può temere più dopo il fenomeno della crocifissione e della pasqua.  E infatti per noi Gesù è stato crocifisso, per noi risorse per condurci alla stessa sorte con infinita potenza ossia con la forza stravolgente della pasqua.

Poiché abbiamo un Dio così potente e così buono, noi siamo i più fortunati esseri del cosmo, ma anche i più difficili, diffidenti, duri di cuore a credere all’amore di Dio.  Dice Gesù:  Se non diverrete come i bambini non entrerete nel regno di Dio.  Solo i bambini credono all’amore; gli adulti sono superbi, pensano di ottenere tutto da sé.  Sono i più grandi infelici perché si allontanano dall’unico e sommo Bene.

E’ difficile credere all’amore di Dio.  Eppure ci ha dato prove lampanti del suo amore:  morì per noi fra atroci tormenti; risorse glorioso e vincitore contro ogni male; divenne pane e nutrimento di vita nella comunione; istituì il sacramento del perdono gratuito, la confessione, che ci fa innocenti e risorti a vita nuova, divina.

Una frase tipica del cristiano è scritta nella Bibbia (Lettera di Giovanni):  Noi abbiamo creduto all’amore di Dio per noi! -  Solo i cristiani credono nell’amore di Dio e devono credere!

I pagani considerano la divinità come potenza spesso malefica; il demonio lo chiama Onnipotente, ma non buono.  Quanto più si è impantanati nel male tanto meno si crede alla bontà di Dio e si proietta a lui la propria cattiveria.

Per questo Gesù risorto apparve a S. Faustina e la incaricò di annunziare al mondo la sua infinita misericordia.  Le apparve il 22 febbraio 1931 come con due raggi che partivano dal suo cuore, uno rosso e uno bianco, segno del suo amore e della vita nuova che effonde sui credenti.  Amore è dolore e sangue.  La vita divina è grazia di salvezza.

Gesù disse alla santa:  Ho aperto il mio cuore come una viva sorgente  di misericordia perché tutte le anime possano attingere abbondantemente con quanta più fiducia hanno.  Come è triste che le anime non conoscano il mio amore!  La diffidenza mi ferisce sul vivo.  Quanta maggiore è la vostra fiducia tanto più riceverete grazie di salvezza.  Tutto ciò che esiste è racchiuso nelle viscere della mia misericordia più profondamente di un bimbo nel grembo materno.  I peccati di sfiducia sono quelli che mi feriscono in maniera più dolorosa!  Io vi proteggerò per tutta la vita, come una tenera madre protegge il suo bimbo ancora lattante; e nell’ora della morte non sarò giudice, ma salvatore, a patto però che ricorriate alla mia infinita misericordia.  Felice l’anima che in vita si è immersa nella sorgente della misericordia, nel mio cuore con fiducia e abbandono, perché non sarà raggiunta dalla  giustizia.  Venite a me nel sacramento della confessione e diventerete innocenti della mia innocenza che vi è comunicata per le sofferenze del Calvario.  Venite a me nella comunione e vi riempirò di doni!

Io inseguo i peccatori perché ritornino a me, li inseguo con i rimorsi della coscienza, con gli insuccessi e con le sofferenze…  Ma se mi abbandonano troveranno miseria, fame, nudità, povertà…

Io sono generoso con tutti anche con i più grandi peccatori.  Dimentico le amarezze con le quali mi hanno abbeverato e sono lieto per il loro ritorno.  Io vi salvo e non i vostri meriti.  Nessuno dubiti.  A tutti dono gratis perché per tutti ho pagato sovrabbondantemente con la passione atroce e con sofferenze inaudite.  Se conosceste le mie sofferenze morireste di spavento.  Nessuno mai le conoscerà a pieno!  Sofferenze senza fine motivate da un amore eterno e infinito.

La mia più grande sofferenza nella passione atroce però non furono quelle dei carnefici, ma il pensiero insopportabile che, nonostante il mio sacrificio, le anime si sarebbero perdute.  Venite a me, credete alla mia bontà che ripara, perdona e rigenera, dà forza e grazie tali da poter facilmente raggiungere la felicità vera, divina, eterna.

Io sono santissimo, non posso stare con un’anima macchiata di peccati, ma se essa si pente, la mia generosità non ha limiti. Io cerco ogni persona, inseguo tutti, li attendo e li salvo, se non si oppongono alla forza della mia grazia.  Ma siete persone libere e non potete essere costrette.  L’amore non si costringe!

La confessione e la comunione sono i due grandi sacramenti della mia misericordia  Nella confessione avvengono i grandi miracoli.  Per ottenere questi miracoli non occorre fare viaggi lontano né celebrare solennità grandiose, basta mettersi con fede ai piedi di un sacerdote, confessargli la propria miseria e il miracolo della divina misericordia si manifesta in tutta la sua grandezza

Anche se un’anima fosse in decomposizione  come un cadavere e non ci fosse alcuna possibilità di risurrezione, per l’onnipotenza della mia misericordia quell’anima risusciterà (come il corpo del Crocifisso).  Infelici coloro che non approfittano di questo miracolo più grande della risurrezione dei corpi.  Invocheranno pietà, ma invano perché ormai sarà troppo tardi!

Scrive S. Faustina nel diario: Gesù mi disse: Io desidero unirmi alle anime nella comunione.  Quando entro in un cuore umano, ho le mani piene di grazie di ogni genere e desidero donarle, ma le anime non mi prestano nemmeno attenzione.  Mi lasciano solo e si occupano di altro.  Com’è triste che l’anima non conosca l’Amore!  Si comportano con me come se fossi una cosa e non una persona, una persona divina, il vostro Dio, l’Infinito, l’Eterno Amore.

Tutto questo si trova nel Diario di S. Faustina, ed. Vaticana.

Gesù chiede la recita della coroncina della misericordia alle tre del pomeriggio, ora in cui egli morì in croce e possibilmente molte altre volte nella giornata.  Gesù chiede una fiducia immensa che si può ottenere con l’aiuto del diario, una miniera di vita spirituale da non trascurare…

 

Il mondo non avrà pace finché non si rivolgerà con fiducia alla divina misericordia!

 

Nessuna capacità umana ci può salvare, ma solo la bontà  di Dio padre e del fratello Gesù, amico e salvatore, morto in croce e risorto, presente nella santa ostia consacrata e che incontriamo nella preghiera, arma dei deboli e mezzo efficace.  Chi prega si salva, chi non prega si danna…

PREGHIERE:  Gesù misericordioso e vittima, abbi pietà di noi e del mondo intero.  Gesù misericordioso, confido in te.  Eterno Padre, ti offro il corpo e il sangue del tuo dilettissimo Figlio e nostro Signore Gesù Cristo in isconto dei nostri peccati e di quelli del mondo intero.  Per la sua dolorosa passione, abbi misericordia di noi e del mondo intero.

Queste invocazioni si ripetano molte e molte volte al giorno.  La preghiera insistente apre il cuore a Dio e rende disponibili alle sue grazie di salvezza.