ASCENSIONE
I
primi cristiani ci hanno tramandato questo articolo di fede: Gesù ascese al cielo; siede alla destra
del Padre; di nuovo verrà a giudicare il mondo.
Quando i primi discepoli di Gesù o primi
cristiani dicevano “Gesù ascese al cielo”, con la parola “Gesù” intendevano
quell’uomo di Nazaret che avevano udito predicare il regno di Dio ed era stato
crocifisso. Quel Gesù umile e
perseguitato, proprio lui, era asceso al cielo.
“Cielo” significava Dio: Gesù
perciò era entrato nella sfera divina, era stato glorificato come Dio. Questa
fu la straordinaria scoperta che fecero i primi discepoli di Gesù: Gesù è Dio, quel Javé di cui parla la Bibbia
con stupore era proprio quel Gesù che stette con noi tre anni e non l’abbiamo
riconosciuto! E noi abbiamo riconosciuto
Gesù nella santa Ostia?
Dicendo
che Gesù era entrato nella divinità, non volevano dire che era diventato
Dio. Gesù è Dio da sempre; divenne
uomo dall’incarnazione. Facendosi uomo
(per dire così) era disceso dal cielo, ma mai aveva lasciato la
divinità; l’aveva nascosta. Si era
rivestito di una umanità povera, come siamo noi in questo mondo perché
altrimenti non sarebbe venuto a contatto con noi. E poi, la sua umanità si rivestì di gloria
divina. Questo avvenne con la
risurrezione.
L’ascensione,
dopo quaranta giorni, fece sperimentare anche visibilmente ai discepoli che
Gesù saliva in cielo. L’essenza dell’ascensione è la stessa cosa della
risurrezione. Esiste dunque
un’ascensione sostanziale e una
sperimentale ossia fu sperimentata dai discepoli nel vederlo salire in alto
verso il cielo.
La
risurrezione segnò un capitolo nuovo su Gesù. Lo dice la prima lettura, che è l’inizio del
libro Atti degli apostoli (1, ss),
scritto dall’evangelista Luca: Nel mio
primo libro (cioè il Vangelo di Luca) ho trattato di tutto quello che Gesù
fece e insegnò. Nel secondo
libro (Atti degli apostoli) Luca tratta di quello che i primi discepoli
fecero e insegnarono, continuando la missione di Gesù. Essi erano il primo nucleo della Chiesa.
Ebbero il compito di proseguire la predicazione e l’ opera di Gesù.
Disse
Gesù: Io sono con voi fino alla fine dei
secoli. Andate in tutto il mondo e
predicate quello che vi ho insegnato.
Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo. Chi non crederà sarà condannato. Gesù era l’inviato del Padre e i discepoli
gli inviati di Gesù. Disse
Gesù: Come il Padre ha mandato me, così
anch’ io mando voi. Chi ascolta voi
ascolta me, chi disprezza voi disprezza me e colui che mi ha mandato.
La
Chiesa continua a predicare e a operare come Gesù e con la sua stessa autorità. Gesù assicurò ai
discepoli l’assistenza dello Spirito Santo che avrebbe ricordato
ogni sua parola e li avrebbe guidati alla conoscenza intera delle verità e
delle realtà divine; affidò loro la sua Parola: predicate quello che vi ho insegnato. Gesù lasciò Pietro e gli apostoli come
garanzia e sicurezza di interpretazione della parola di Dio.
Questi elementi entrano nell’essenza della
Chiesa e nell’essenza dell’essere cristiani:
1) la Parola di Gesù, affidata ai suoi discepoli ossia a tutta la Chiesa con il
compito di predicarla a viva voce. Poi
venne scritta nel Nuovo Testamento ossia nella Bibbia prettamente cristiana. 2)
La presenza invisibile di Gesù (non è assente, è con noi); presenza resa
visibile (oppure testimoniata) dai discepoli ossia dalla Chiesa; 3) lo Spirito
Santo, 4) Pietro, gli apostoli e i discepoli.
Non può esserci Chiesa senza Papa, senza sacerdozio e sacramenti, senza
discepoli.
Conseguentemente
non può essere cristiani senza Parola di Dio (quanto tempo dedicate alla Parola
nel vostro esercizio di vita cristiana?
Leggete il Vangelo, i Salmi e il catechismo, la Bibbia comprensibile
scritta dalla Chiesa). Senza frequentare
i sacramenti e senza praticarli ossia senza testimonianza cristiana non si è di
Cristo: dobbiamo dirlo con le parole e i
fatti; senza Spirito Santo non si può essere cristiani.
La
Chiesa dunque è Gesù diventato comunità; e
così Gesù è tuttora presente nel mondo.
E’ dunque Gesù che parla e opera per la nostra salvezza per mezzo della
Chiesa.
Dice
la prima lettura: Gesù (dopo la sua
passione) si mostrò vivo ai discepoli, apparendo loro per quaranta giorni per
renderli convinti della sua risurrezione e per farli testimoni certi e
qualificati. La risurrezione è un fatto
straordinario e vero. Dunque è venuto
davvero un morto dall’altro mondo.
Perciò sappiamo tante cose dell’al di là: ce le ha dette Gesù, Dio fatto uomo, morto e
ritornato ancora tra noi per parlarci dell’al di là; e ancora ci parla con
la sua autorità divina mediante la Chiesa. Non è cristiano chi non accoglie
la parola della Chiesa come parola di Dio.
Non sono né la TV , né i giornali e nessun altro autorizzati a parlare
di Dio e del suo volere.
Mentre
il Risorto si trovava a tavola con i discepoli, ordinò loro di non allontanarsi
da Gerusalemme prima che venisse lo Spirito Santo. Con la discesa dello Spirito Santo sugli
apostoli e sui discepoli ebbe inizio la Chiesa. Chi ci dà la certezza delle
verità di fede? Lo Spirito Santo che è
percepito con certezza dal Papa. Nella
Chiesa nascente presto sorsero le prime questioni. Leggete c. 15 degli Atti: si domandavano se i cristiani erano tenuti
alle prescrizioni ebraiche (la circoncisione, non mangiare sangue… e altre
prescrizioni alimentari). Ci fu una
grande discussione, ma quando Pietro disse no, tutti tacquero. E’ molto chiara l’autorità del Papa sulle
cose divine fin dall’inizio del
cristianesimo.
Chi
legge gli Atti degli Apostoli, il libro che parla dei primi passi della Chiesa
nella storia, ha la sensazione netta che
tra la vita di Gesù e quella della Chiesa c’è una continuità strettissima,
normale e voluta da Gesù. Come si fa
a dire che la Chiesa è una sovrastruttura posteriore?
Gesù
disse di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere lo Spirito
Santo. Dopo si sarebbero diffusi in
tutte le nazioni fino ai confini della terra. I discepoli chiesero a Gesù: Signore, è questo il tempo in cui ricostituirai
il regno di Israele? – I discepoli erano
ancora nella mentalità ebraica. Sapevano
che il Messia doveva ristabilire il regno di Israele, allora soggetto ai
romani. Pensavano a un regno
politico. Gesù invece intendeva un regno
religioso. Rispose Gesù: Avrete la forza dello Spirito Santo che
scenderà su di voi e mi sarete testimoni fino agli estremi confini della
terra.
Testimoni significa missionari
del Cristo, portatori della sua parola e dei suoi sacramenti. Testimoni
significa anche martiri. Gli
apostoli morirono tutti martiri, come il Redentore morì in croce. Testimoniare Gesù significa essere coinvolti
nella sua stessa fiamma di amore fino a dare la vita per redimere l’umanità
come Gesù e con Gesù.
Per la
forza dello Spirito Santo e la testimonianza del martirio si divulgò il
cristianesimo in un mondo totalmente pagano.
La forza dello Spirito Santo è onnipotente. Mai ci sarà un momento nella storia in cui la
perversione renderà impossibile il
cristianesimo. Cristiani, abbiate fede,
dice il Papa, moltiplicate la preghiera (mezzo qualificato di fede) e non
temete: Gesù compie miracoli di
conversione anche oggi. Se
l’evangelizzazione stenta ad affermarsi, ciò dipende esclusivamente perché è
affievolita la fede dei cristiani.
Dice
il Vangelo: Poi li condusse fuori verso
Betania e, alzate le mani li benedisse… si staccò da loro e fu portato verso il
cielo. Ed essi erano pieni di gioia. - La gioia era segno che l’ ascensione
non era un distacco da Gesù, ma la sua glorificazione e un avvicinarlo ancor
più strettamente a lui come avviene con la comunione. Gesù è sempre con noi.
Dice
la seconda lettura: Cristo apparirà una
seconda volta a coloro che lo aspettano per la salvezza. – Allora giudicherà il mondo intero e premierà
i buoni e condannerà i cattivi. Se ne
rendano conto i superbi della terra!
L’ascensione di Gesù ci porta
all’affermazione della fede: Credo in
Gesù morto, risorto, asceso al cielo, siede alla destra di Dio Padre cioè nella
gloria divina. Credo la Chiesa cattolica. Gesù verrà a giudicare i vivi e i morti. Egli ha potere su tutti e su tutto: l’ascensione è anche la solenne
manifestazione del potere universale e cosmico di Gesù. Non c’è altro potere in cielo o sulla
terra. Imparate o superbi e siate umili
per la vostra salvezza!
Dal
momento in cui Gesù collocò la sua personale umanità nel cuore e nella gloria
di Dio Padre, nello stesso tempo portava anche tutti noi in Dio, noi che
siamo rivestiti della sua stessa umanità.
I
primi cristiani espressero questa nostra glorificazione con il rito della
riconciliazione che si praticava nell’ Antico Testamento. Gli ebrei celebravano una volta all’anno il
così detto giorno dell’espiazione dei peccati. Solo in quel giorno il sommo
sacerdote entrava nel luogo più intimo del tempio, detto santo dei santi, ossia
il luogo più santo della terra. Lì si
rendeva presente Dio.
Il
sommo sacerdote andava davanti a Dio e portava il sangue delle vittime. Il sangue era simbolo di vita; con quel gesto
intendeva riallacciare il contatto vitale con Dio, contatto interrotto dai
peccati: Dio diventava nuovamente nostro
consanguineo.
Ma
il Nuovo Testamento dice: Non poteva
purificare le coscienze il sangue degli animali. Quel sangue era efficace in vista del
sacrificio di Gesù sulla croce. Dice il
libro della Bibbia, Lettera agli ebrei (seconda lettura): Il sommo sacerdote entrava nel santuario ogni
anno per il perdono dei peccati. Ma
Gesù, per santificarci, non entrò in un santuario fatto da mani di uomo (come
quello di Gerusalemme), egli entrò nel cielo stesso, davanti a Dio (Eb 9,
24sss). Gesù che entra nel cuore del
Padre e portò a noi nel cuore il Padre suo e lo Spirito Santo: Così ci ha fatti consanguinei di Dio.
La
risurrezione di Gesù e la sua ascensione sono glorificazione dell’umanità di
Cristo e della nostra stessa umanità. Dice la Lettera agli Ebrei: Cristo si presentò al cospetto di Dio Padre
in nostro favore non con il sangue degli animali, ma con il suo sangue versato
sulla croce. Il sacrificio di Gesù fu capace di distruggere
tutti i peccati del mondo e ci rese consanguinei con Dio. Tutto questo è valido per chi riceve i
sacramenti, altrimenti la redenzione di Gesù, pur essendo divinamente efficace,
non sortisce l’effetto perché manca il contatto personale con lui. Altrimenti
la medicina contro tutte le malattie esiste, ma se non si prende si continua a morire, come se
Cristo non ci avesse redenti.
CHE
COSA CI INSEGNA L’ASCENSIONE?
Siamo
stati creati per il paradiso, per il cielo, e non per la terra. E il paradiso veramente esiste. E’ entrato Gesù con l’ascensione e ci ha già
collocati nel cuore del Padre. I
nostri occhi siano continuamente fissi in cielo, di là aspettiamo Gesù che ci
conduce con sé.
Intanto
sulla terra dobbiamo fare di tutto per testimoniare Gesù, perché in
paradiso non si va da soli. Dio vuole la
salvezza di tutti; e Gesù ha dato la missione di testimoniarlo a ogni
cristiano. La testimonianza si dà
principalmente vivendo da cristiani meditando la Parola di Gesù, ricevendo i
sacramenti, pregando abbondantemente e facendo l’esercizio della mortificazione
perché testimoniare Gesù significa essere suoi martiri.