33 FINISCE I L MONDO EBRAICO E INIZIA IL MONDO CRISTIANO

Domenica XXXIII dell’anno C

 

Mentre alcuni parlavano del tempio e delle belle pietre e dei doni votivi che lo adornavano, Gesù disse:  Verranno giorni in cui, di tutto questo che ammirate, non resterà pietra su pietra che non venga distrutta. – Gli domandarono:  Maestro, quando accadrà questo e quale sarà il segno che ciò sta per compiersi?

            Rispose:  Guardate di non lasciarvi ingannare.  Molti verranno sotto il mio nome dicendo:  Sono io – e – il tempo è prossimo. - Non seguiteli.  Quando sentirete parlare di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate.  Devono infatti accadere prima queste cose, ma non sarà subito la fine.

            Poi disse loro:  Si solleverà popolo contro popolo e regno contro regno, e vi saranno di luogo in luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandi dal cielo.  Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e a governatori, a causa del mio nome.  Questo vi darà occasione di render testimonianza.  Mettetevi bene in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò lingua e sapienza, a cui tutti i vostri avversari non potranno resistere, né controbattere.  Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e metteranno a morte alcuni di voi; sarete odiati da tutti per causa del mio nome.  Ma nemmeno un capello del vostro capo perirà.  Con la vostra perseveranza salverete le vostre anime (Lc 21, 5ss).

 

            Gesù annunziò la distruzione del tempio di Gerusalemme; e disse che non sarebbe rimasto nessun segno di costruzione, neanche una sola pietra sopra un’altra.  Così finiva un imponente edificio.

Quando Gesù annunziò la distruzione del tempio, fu interrogato:  Maestro, quando accadrà questo e quale sarà il segno che ciò sta per compiersi?  Nel presente brano del Vangelo di Luca, Gesù non diede risposta alcuna né sul tempo della distruzione né sui segni premonitori.  Altri evangelisti riferiscono la frase di Gesù:  Non passerà questa generazione. – Vuol dire:  non passeranno quarant’anni. -  Infatti il tempio fu distrutto nel 70 d.C.

Il nostro brano dunque non dice quando avverrà la distruzione  del tempio e tanto meno quando avverrà la fine del mondo.  In altre parti del Vangelo si parla della fine del mondo, ma Gesù  disse sempre che non intendeva affatto rivelare il tempo della fine.  Perciò chi pretende di saperlo è fuori del Vangelo.

Tutto il discorso del nostro brano evangelico ha lo scopo di istruirci su come vivere in questo mondo che continua ad esistere anche se finiscono imponenti costruzioni, civiltà, istituzioni, nazioni, popoli.  Verrà poi il tempo della fine del mondo e della sua ricostruzione per farne degna dimora dei corpi risorti.

In pieno accordo con la Lettera ai Tessalonicesi (2 Ts 3, 7ss), il Vangelo ci mette in guardia contro i falsi profeti che non mancano mai di parlare di pretesa imminente fine del mondo.  S. Paolo diceva che non era conforme al volere di Dio il comportamento di alcuni cristiani che si davano al vagabondaggio e al disinteresse degli impegni familiari e sociali.   Diceva poi la frase celebre:  Chi non vuol lavorare neanche mangi!

Il Vangelo dunque oggi dice a tutti:  Non seguite mai quelli che vi parlano di fine del mondo o di catastrofi o di terremoti.  Tali annunzi servono solo per portare terrore, sfiducia, turbamento della pace; e non vengono da Dio.  Dio è il Dio della gioia, anche quando ci annunzia la croce.  Il Vangelo (parola greca) vuol dire bella notizia di gioia e di speranza.  Il cristianesimo predica la fiducia e l’ abbandono filiale in Dio Padre. 

Gesù ci insegnò la fiducia in Dio in maniera stupenda quando  si meravigliò che i discepoli erano terrorizzati dalla tempesta in mare; e disse:  Perché siete turbati?  Non avete ancora fede?  - Le paure devono essere superate e allontanate dal cuore dei cristiani, per quanto è possibile.  E’ difficile allontanarle, ma si può ottenere con la preghiera, che aumenta la fede.

Gesù dice:  Quando sentirete parlare di guerre e di rivoluzioni (terremoti, carestie, pestilenze, fatti terrificanti, segni grandi dal cielo), non vi terrorizzate.

NON VI TERRORIZZATE!  1) E’ la prima parola del brano evangelico da imprimere bene nell’animo e nel cuore.  Seguono poi altre quattro.  Tutte formano il messaggio fondamentale che ci viene offerto oggi.  2)  RENDETE TESTIMONIANZA:  Questo vi darà occasione di rendere testimonianza.   Il cristiano deve rendere testimonianza di amore a Gesù morendo per amor suo come lui  ha fatto per noi.  3) IO VI DARO’ LA POSSIBILITA’:  Io vi darò lingua e sapienza, a cui tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere.  4)  NEMMENO UN CAPELLO DEL VOSTRO CAPO PERIRA’.  5)  pazienza E SACRIFICIO:  Con la vostra perseveranza salverete le vostre anime.

Gesù vuole che non abbiamo mai paura.  Perché? Perché il cristiano deve essere pienamente convinto dell’infinita bontà, provvidenza e cura del Padre del cielo.  Deve imparare dal Maestro divino ad amare fino al sacrificio supremo di donare la vita per Iddio.  Ogni sofferenza deve essere occasione ben accetta e desiderata per dare testimonianza all’ amore sacrificale di Colui che per noi ha sacrificato tutta la sua vita.

           E’ necessario che ci siano le prove, le crisi, perché le sofferenze fortificano l’anima.  Anche le persecuzioni rientrano nel piano di salvezza cristiana.  Dice Gesù:  Non temete neanche chi uccide il corpo e poi non può far altro.  Temete invece Colui che può mandare nell’inferno anima e corpo (quando risorgerà alla fine della storia).

Ciò che è urgente per il cristiano non è la conoscenza della fine del mondo o dei cataclismi, ma l’adempimento dei compiti che Dio esige in ogni circostanza e in ogni momento della vita.

Dobbiamo dunque operare con responsabilità religiosa e cristiana, ma senza attaccamento a questo mondo che passa certamente e non è la nostra stabile dimora.  Siamo stati creati per il paradiso.  Però la sorte nell’al di là dipenderà da come abbiamo operato nell’al di qua, come abbiamo svolto il compito che Dio ci ha assegnato nella famiglia, nella società civile e religiosa.  Sono da evitare due estremi:  il materialismo di chi vive in questo mondo come se questa fosse l’unica esperienza di vita; e lo spiritualismo di coloro che (per falsa visione dell’al di là) trascurano i doveri dell’al di qua.

Oggi Gesù ci insegna l’abbandono totale e gioioso nel cuore del Padre.  Da qui deriva una vita serena, cosa che oggi è tanto lontana…  Meditiamo su alcuni insegnamenti spirituali di S. Faustina Kowalska:

  

                            CHI AMA DIO NON TEME NULLA

 

         Il mondo è pieno di paure perché è lontano da Dio.  Vuoi non avere paura ed essere sempre felice?  Ama il tuo Dio con intensa intimità.  Così ci insegna S. Faustina nel suo  preziosissimo Diario (editrice Vaticana) da cui riportiamo alcuni brani.

         L’amore scaccia la paura.  Da quando ho cominciato ad amare Dio con tutto il mio essere, è scomparsa la paura.  Dio è amore e il suo Spirito è la pace.  Gesù mi disse:    Perché hai paura e tremi quando sei con me?  Non mi piace un’anima soggetta a inutili paure.  Chi oserebbe toccarti quando sei con me?  Nulla ti può accadere se io non voglio.  E se lo voglio, lo faccio per il tuo bene.  Abbi fiducia in Colui che è Amore per essenza.  Se Dio non amasse cadrebbe nel nulla: è impossibile!  Il mio cuore veglia su di te, che sei la mia cara bambina.  L’anima più cara è quella che crede fermamente nella mia bontà e ha piena fiducia in me.

         La gioia mi inondò l’anima. Il mio cuore fu pieno di tenerezza.  La mia anima si immerse tutta nel mare della divina  misericordia.  Anche se la terra mi si aprisse sotto i miei piedi, non cesserei di avere fede in Dio.  La perfetta sottomissione alla volontà divina è santità matura. 

Nel mio cuore c’è soltanto Dio.  Sento che la mia anima è tutta imbevuta di lui come una spugna in un oceano ove nuoto liberamente.        “Non c’è cosa più gradita a Dio che abbandonarsi a lui come un bambino si addormenta nelle braccia di suo padre”  (S. Teresa di GB).

         Quale felicità avere la consapevolezza che Dio è nel mio cuore e che vivo nella più stretta intimità con lui… Anche se il mondo crollasse, non sarebbe in grado di turbare la  pace nella mia interiorità, là dove dimora Dio solo!

        Sono niente tutte le sofferenze in confronto a quello che ci attende per sempre in paradiso.  Tutti i tormenti mi sembrano un nulla in confronto alla gloria dell’eternità.

         La mia casa è il paradiso, la mia gioia è Dio solo, la mia ambizione è il suo volere,  servire il prossimo (che è Gesù).

         Ho sentito nel cuore che sono figlia del gran Re del cielo e della terra; e che mi trovo in esilio in una terra straniera;  ho saputo che la mia casa è un palazzo nel cielo: soltanto là mi sentirò nella mia patria.  O abitanti della mia patria, ricordatevi di questo esiliato.  Quando cadranno i veli anche per me?  Desidero vedere faccia a faccia il mio Signore.  O cuore misericordioso del mio Gesù, nel cui grembo io sono come un bimbo che sta per nascere per il cielo.  Ho un unico e grande desiderio ormai:  Venire da te, Gesù.

         Gesù mi disse:  Col sottometterti alla mia volontà, mi dai la più grande gloria e attiri un mare di benedizioni sulla terra.  La ribellione al mio volere ha attirato un mare di rovine!

         Non esiste gioia più grande dell’amore di Dio.  Viviamo felici nella misura in cui avremo fatto la volontà di Dio. 

         Un giorno i demoni mi dissero:  Ti distruggeremo. – Io risposi:  Fatemi pure a pezzi, se questa è la volontà dell’infinita  Misericordia, ben l’ho meritato.  E se l’infinita Bontà infinita lo vuole, è per il mio bene.  La distruzione di me mi trasforma in angelo di luce.

         Preghiera e sofferenza sono le due armi per salvare il mondo.  Gesù ne ha bisogno per le anime.  Con la preghiera e il sacrificio sarò tra i più grandi missionari con la preghiera e il sacrificio.  Mi resta il martirio:  che sia fatta a pezzi per il mio supremo Amore!

         Con lui non temo nulla.  Anche se Dio mi uccidesse continuerei a credere e sperare in lui (Gb  13, 15).  Un giorno conosceremo che cosa è la sofferenza, che gran bene, ma allora non potremo più avere questa perla preziosissima…  Se vedessi che cosa è un atto di puro amore, moriresti di gioia.  La sofferenza rende puro l’amore.  Com’è dolce lavorare con sacrificio per Iddio e per le anime fino all’ultimo soffio di vita!