GIOVEDI’ SANTO
Leggi Gv 13, 1-15.
Poi riflettiamo insieme:
Gesù si alzò da tavola, depose le
vesti e, preso un asciugatoio, se lo cinse attorno alla vita… e cominciò a
lavare i piedi dei discepoli.
In quel momento Gesù diceva con il suo
gesto quello che molte pagine della Bibbia annunziavano: il Messia sarebbe
stato un servo, servo e schiavo d’amore dell’umanità. Gesù, lavando i piedi ai discepoli, dava il
vero significato della sua imminente passione.
Egli non era vittima della cattiveria umana, non un malcapitato, ma
padrone della vita e della morte, datore generoso di sé per la salvezza
dell’umanità.
La lavanda dei piedi indicava la grande
purificazione del mondo dal peccato crudele che rende la nostra vita triste,
misera e infelice. Gesù stava per
compiere quello che è scritto nella Bibbia:
Pur essendo Figlio di Dio, spogliò se stesso (della gloria divina),
si fece uomo e divenne simile a noi fino alla morte e alla morte di croce.
Dice il Vangelo:
Mentre (Gesù e i discepoli) cenavano, quando già il diavolo aveva
messo in cuore a Giuda Iscariota di tradirlo, Gesù si alzò da tavola, depose le
vesti e, preso un asciugatoio, se lo cinse attorno alla vita e cominciò a
lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugatoio di cui si era
cinto.
Gesù si alzò da tavola. Dio
non vuole essere felice da solo; Dio non è spettatore impassibile della sorte
infelice dell’umanità; Dio si fa uomo e sofferente, crocifisso.
Gesù depose le vesti ossia si spogliò della gloria divina e si rivestì
della nostra miseria, delle umiliazioni, sofferenze e della odiata e triste
morte. Gesù prese per sé la morte di
croce, il più crudele e umiliante supplizio della storia. Moriva nudo per dire quanto è povero l’uomo
senza Dio!
Gesù si cinse di un asciugatoio ossia prese la condizione dei servi e degli schiavi,
di coloro che servono e non di quelli che comandano e si fanno servire. Ma chi serve ha un valore in sé e chi si fa
servire e non sa servire non serve a niente! Quando gli uomini capiscono che la vera
grandezza è diventare simili al Crocifisso?
Gesù fa il servitore di tutti perché vuole che anche
noi diventiamo amorosamente servi e così
possiamo essere fratelli fra noi e figli di Dio. La superbia e la ricchezza rendono il mondo
crudele e insensibile.
Gesù è stato sempre servo e schiavo amoroso e
gioioso dall’inizio della sua vita terrena.
Aveva scelto una condizione umile, aveva fatto il falegname; si era
messo al servizio dei malati; aveva consolato i cuori affranti. Ora stava per dare il compimento a tutta una
vita di servizio e perciò volle morire in croce nudo e povero, sofferente e
umiliato.
Gesù con il suo esempio ci insegnò come vivere in
questo mondo. E poi con il sacrificio
supremo di sé in croce, ci diede la possibilità di vivere come lui ossia
come cristiani. Diventiamo cristiani
quando ci facciamo come la Madonna (carne della sua carne) cioè con il
battesimo e con la comunione. Ma non si
può fare la comunione se c’è il peccato mortale; occorre prima confessarsi per
diventare innocenti come l’ Immacolata.
E chi mai può rendere innocente un criminale come lo siamo tutti
indistintamente? Ecco come: Cristo ha pagato per tutti morendo lui da
criminale sulla croce. Il sangue di Gesù
lava tutti i peccati quando viene riversato su ciascuna persona. Come?
Con il sacramento della confessione.
Per questo nella confessione è necessaria l’opera del sacerdote; solo a
lui Gesù ha dato la possibilità di riversare il suo sangue sui peccatori.
Noi dunque abbiamo la possibilità di essere sempre
puliti. Puliti davanti a Dio e capaci di nutrirci con il suo corpo e il suo
sangue nella comunione. Così diventiamo
divini, partecipi della vita di Dio e capaci di vivere e di godere la sua vita
felice di Dio.
Senza confessione e comunione è impossibile vivere
da cristiani. E infatti, chi è mai
capace morire per il prossimo o per amor di Dio e non lamentarsi, ma accettare
ogni sacrificio amando come Gesù?
Infatti si dice: Ma lui era Gesù
Cristo. - Gesù è venuto in terra per
fare di tutti altrettanti Gesù Cristo:
questo è essere cristiani. Non
più e non meno! E tutto questo avviene
per l’immane sacrificio di Cristo e per mezzo dei sacramenti che mettono a
contatto diretto con la divina redenzione.
Oggi celebriamo
Redimere le persone è impresa difficile,
impossibile! Come si può cambiare la
mente, il cuore e le opere di un uomo?
Gesù lo rese possibile perché subì con infinito amore tante umiliazioni
e tante sofferenze.
Dice il Vangelo:
Dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine
(sino al culmine morendo in croce). LA
PASSIONE E LA MORTE DI GESU’ SONO POTENTI ED EFFICACI PER SALVARE L’UMANITA’
DALLA CATTIVERIA.
La prima lettura della Bibbia (Es 12, 1ss) racconta
come gli ebrei festeggiavano la pasqua.
Pasqua ebraica era la liberazione dalla schiavitù di Egitto. Gesù invece libera da ogni schiavitù quando
libera dal peccato ossia dal vero male, fonte di ogni altro male.
Gli Ebrei ogni anno celebravano la pasqua con la
cena dell’agnello. I cristiani la
celebriamo ogni domenica (e anche ogni giorno perché la pasqua cristiana è la
messa o cena di Gesù). La cena di Gesù
per la prima volta avvenne il primo giovedì santo. Oggi celebriamo la nascita della santa ostia.
Il nostro agnello pasquale è Gesù sacramentato, come dice il sacerdote con la
santa ostia in mano: Ecco l’agnello di
Dio che toglie il peccato del mondo:
beati gli invitati alla cena pasquale del Signore Gesù.
Non c’è pasqua ossia liberazione senza messa e
comunione, senza confessione e vita in conformità al Vangelo.
Dice la seconda lettura (1 Cor 11, 23ss): Gesù, nella notte in cui veniva tradito,
prese del pane e disse: Questo è il mio
corpo, che è (dato in sacrificio ) per voi; fate questo in memoria dia me. Prese anche il calice, dicendo: Questo calice è la Nuova Alleanza nel mio
sangue.
L’Antica Alleanza era quella di Dio con gli ebrei: sotto l’immagine dei sacrifici di agnelli e di vitelli veniva annunziato il vero sacrificio e il vero legame con Dio o alleanza. La Nuova Alleanza è realmente effettuata con i sacramenti del battesimo, della confessione e comunione: ci rendono consanguinei con Gesù come la Madonna, la prima e la più perfetta cristiana.
Oggi dunque celebriamo la nascita cristiana mediante la santa ostia, la pasqua di liberazione mediante la confessione: l’una e l’altra mediante il sacerdozio. Non si può vivere da cristiani senza sacerdote, senza confessione e comunione.
Gesù si è offerto per amor nostro alla morte e noi in risposta ci offriremo a lui in qualsiasi sacrificio per essergli fedeli; e lo possiamo fare con la forza della confessione e della comunione. Grazie Gesù perché sei diventato vittima di riparazione per noi e nutrimento con il tuo corpo vero che è nella santa ostia consacrata.
Questo ringraziamento esprimeremo stasera a Gesù eucaristico. E infatti dopo questa messa del Giovedì santo non deporremo la santa ostia nel luogo ordinario dove si conserva il nostro Dio nascosto, ma su un altare particolarmente ornato a festa: oggi è la festa di Gesù sacramentato! Ma anche la festa del sacerdozio e della carità o amore fraterno, poiché Gesù ostia ci insegna e ci comunica il suo amore divino per fare di tutta l’umanità un cuor solo e un’anima sola.