METTITI ALL’ULTIMO POSTO
Leggi il Vangelo di Luca, c. 14,7-14, poi medita con me…
Quando
sei invitato a nozze, non metterti al primo posto… Va a metterti all’ultimo posto.
Che
cosa vuol dire nozze nel Vangelo?
Le
parole hanno significato diverso secondo gli ambienti in cui si
pronunziano. Gesù usa la parola nozze
come una parabola, cioè in un senso diverso da quello abituale: Osservando come gli invitati sceglievano i
primi posti, disse loro una parabola.
Le nozze nel Vangelo
sono le nozze mistiche del Figlio di Dio che si fa uomo e si unisce in
maniera sublime all’Immacolata (che diventa sua madre, congiunta, parente e
consanguinea).
Poi Gesù estese la stessa esperienza di Maria
a coloro che lo seguono: nella comunione
eucaristica avviene quell’unione sublime tra il Figlio di Dio e la Madonna nel
suo seno.
Vediamo
prima le mistiche nozze con la Madonna e poi con la Chiesa.
Gesù è
unito alla Madonna in maniera unica e sublime:
l’ha voluta sua madre e madre divina vale a dire molto più che se fosse
madre, sorella e sposa. Se
concentrassimo in uno paternità, maternità, nuzialità, filiazione e ogni altro
legame di consanguineità, non raggiungeremmo se non una pallida idea di ciò che
è la Madonna nella SS. Trinità: umile
e alta più che creatura, al di sopra di ogni immaginazione. Per questo il Vangelo usa le parole più belle
dell’esperienza umana per indicare le mistiche nozze. Poi prende la nuzialità come sintesi e
culmine di ogni altra.
Nell’Antico Testamento la nuzialità
viene usata per indicare il legame
dell’umanità con Dio per dire che al di sopra di tutti gli affetti
naturali, c’è quello divino che si esprime nella religiosità.
Nel Nuovo Testamento la
religiosità raggiunge le meraviglie della Madonna, la prima cristiana e la più
perfetta cristiana. Ma ogni cristiano
entra nella stessa religiosità come lei, sebbene in grado inferiore. Ogni cristiano è chiamato a vette altissime
con Dio e a intimità meravigliose. Si
rifletta seriamente alla comunione e si veda come siamo vicini all’esperienza
della Madonna madre di Dio, fedele compagna e perfetta copia di Gesù, Dio fatto
uomo.
Le parole di Gesù: Quando
sei invitato a nozze, intendono
dire: quando sei chiamato alla vita
cristiana, quando veramente vivi il cristianesimo, avrai esperienze divine che
sorpassano tutti i vincoli più belli della parentela.
Il cristiano entra in una
consanguineità unica con il Dio fatto uomo e con i suoi fratelli di fede; e
vive in una famiglia sublime che si chiama Chiesa.
Siamo uniti in maniera viva
e vitale molto più che madre e bambino in seno.
Nell’Antico Testamento si diceva che si entrava nel seno di Abramo; nel
Nuovo Testamento si dice che si entra nel seno di Dio, là dov’è il Figlio suo
primogenito, Gesù.
E siamo così
meravigliosamente uniti anche se ci troviamo agli estremi confini della terra o
nella parte più lontana dell’universo, là dove le distanze si contano con
anni-luce… E perfino se uno si trova in
terra e uno nell’altro mondo: paradiso, purgatorio (non nell’inferno!).
QUESTA E’ LA MERAVIGLIA
DELLA COMUNIONE! QUESTA E’ LA MERAVIGLIA
DEL CRISTIANESIMO. QUESTA E’ LA
NUZIALITA’ DI CUI PARLA GESU’: Quando
sei invitato a nozze, vale a dire a quelle nozze divine così intime e
grandiose che ti tolgono ogni voglia di meschineria come: chi è il primo, chi l’ultimo… Avrete meraviglie divine al cui confronto
scompaiono arrivismi, calcoli egoistici…
Devo aggiungere che la prima e fondamentale comunione con Dio non è la comunione eucaristica, ma il battesimo. Per il battesimo siamo legati a Cristo e fra noi, dice Gesù, come vite e tralci… Dio è dentro di noi e vive in noi la sua vita intima trinitaria di Padre, Figlio e Spirito Santo; e fa partecipi anche noi della sua stessa esperienza.
Ma questo è vero se non c’è il peccato mortale. Basta una messa festiva trascurata (senza ragione sufficiente) e si è non più nella nuzialità divina, ma in una inimicizia con Dio da meritare l’inferno.
Quali devono essere le relazioni fra i cristiani, elevati a tali sublimi altezze?
Ma chi sono i cristiani di
cui si parla? I cristiani sono i
battezzati vivi, non in morti in peccato…
Ora riflettiamo: sono molti
cristiani che non vivono in Dio perché sono nel peccato. Ed esistono molti non cristiani partecipano
alla nuzialità mistica perché cercano Dio con sincerità di cuore e con
impegno. Dice infatti la Bibbia: Chiunque cerca Dio, lo trova: Dio va nel suo
cuore come nei battezzati.
Dunque, tutta l’umanità è chiamata da Gesù a entrare
nella sua nuzialità divina!
Quale dunque deve essere il comportamento da
cristiani nella società, in questo mondo?
Gesù dice: Quando sei invitato
(a queste sublimi) nozze: 1) non metterti al primo posto, ma all’ultimo (Gesù
inculca umiltà, servizio); 2) (considera tuoi consanguinei) non
gli amici e i vicini, (ma tutto il genere umano e specialmente i) poveri,
storpi, zoppi, ciechi, (coloro che) non hanno da ricambiarti. (Gesù vuole da noi gratuità,
generosità, amore da consanguinei divini). Riceverai la tua ricompensa alla risurrezione
dei giusti.
Se siamo realmente uniti gli uni gli altri con legami divini, dobbiamo comportarci come si comportò la Madonna con Gesù e Gesù con la Madonna. Il primo nucleo di vita cristiana è la famiglia di Nazaret con Gesù, Giuseppe e Maria.
Secondo il Vangelo, tutto il mondo deve adeguarsi alla vita che si conduceva nella casa di Nazaret.
E questo ideale non può essere considerato impossibile. E’ un ideale altissimo, ma raggiungibile con la grazia divina. Chi ci dà la forza? Gesù stesso che per questo ha istituito la confessione, la comunione e molti altri mezzi di aiuto soprannaturali quali esistono nella pratica della vita cristiana.
I cristiani, i discepoli di Gesù devono trasformare la terra, le famiglie, gli ambienti in cui vivono in paradiso terrestre… Non tutti lo fanno, non tutti lo sanno né lo capiscono. Perciò dobbiamo annunziare il grande Vangelo di Gesù, unico Salvatore del mondo!
Veramente in questo mondo non potremo mai capire a fondo che cosa vuole dire essere e vivere da cristiani. Lo comprenderemo in paradiso. Ma in paradiso non si entra, se prima non ci siamo esercitati ad agire come la famiglia di Nazaret, come faceva Gesù, la Madonna e S. Giuseppe.
La Madonna lo imparò da Gesù che portò nel suo grembo; S. Giuseppe lo imparò dalla Madonna, sua vera sposa. Noi dobbiamo impararlo dalla comunione. Fare la comunione non è una devozione qualsiasi, non è una cosa da nulla. E’ qualche cosa di grande, divino, di meraviglioso. La comunione si deve fare con tutto l’impegno e allora ci insegnerà ad essere pronti ad ogni sacrificio per il prossimo come fece Gesù crocifisso e l’Addolorata.
Trascurare il messaggio del Vangelo significa vivere nell’egoismo, nell’arrivismo, fare del mondo (non un paradiso in terra), ma un covo di vipere e un serraglio di belve crudeli e di tigri feroci.
Che cosa vuol dire agire nella vita con umiltà,
servizio, gratuità, generosità, amore da consanguinei divini…?
Interrogate Madre Teresa di Calcutta, che serviva con amore più che materno i più abbandonati, senza chiedere loro se erano cristiani o no: erano persone in carne e ossa, dunque erano carne e sangue di Cristo, che facendosi uomo si unì ad ogni persona con amore più che di padre e di madre, di figli e di sposi… E disse: Quello che fate agli altri lo fate a me in persona. Alla fine della vita ci chiederà conto: Come mi avete trattato nel prossimo? Se bene entrerete in paradiso, se no andrete nell’inferno.
Come agire con umiltà, servizio, amore materno e filiale? Interrogate tutti i santi e specialmente quelli della carità come il Cottolengo, S. Vincenzo de’ Paoli e la schiera innumerevole di cristiani veri, autentici, che sono i santi…
Dice Gesù: Quando dài un banchetto, invita
poveri, storpi zoppi, ciechi.
Vuol dire Gesù: Non ti lasciare ingannare dalle condizioni misere delle persone che incontri nella vita. Ricorda che tu fai parte della famiglia di Nazaret. Come trattò la Madonna il Figlio suo quando egli divenne crocifisso, umiliato e ucciso in croce, così devi trattare i fratelli più poveri, miseri e infelici, ributtanti nel corpo o nello spirito, nel carattere, nei modi di agire, nelle cattiverie e in tutte le innumerevoli condizioni in cui si viene a trovare l’umanità ferita dal peccato.
L’umanità, dal momento in cui Dio si è fatto uomo, ha cambiato significato. Significa umanità di Dio. Ha cambiato stile di agire. Si deve agire come Gesù e la Madonna…
Dice Gesù: Riceverai la ricompensa alla risurrezione dei giusti. Presto finisce la scena di questo mondo e ci troveremo davanti all’eternità. La vera vita è quella che ci attende per sempre. Ma andrà in paradiso solo chi si è sforzato in tutti i modi a rendere il mondo di qua un paradiso terrestre con l’amore di Cristo.