PREGHIERA INCESSANTE ESAUDITA DAL SUPREMO GIUDICE
Domenica
29 dell’anno C
“Gesù
disse ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza
stancarsi: C’era in una città un
giudice, che non temeva Dio e non aveva riguardo per nessuno. In quella città c’era anche una vedova, che
andava da lui e gli diceva: Fammi
giustizia contro il mio avversario.
Per
un certo tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: Anche se non temo Dio e non ho rispetto di
nessuno, poiché questa vedova è così molesta, le farò giustizia, perché non
venga continuamente a importunarmi.
E
il Signore soggiunse: Avete udito ciò
che dice il giudice disonesto. E Dio non farà giustizia ai suoi eletti che
gridano giorno e notte verso di lui, e li farà a lungo aspettare? Vi dico che farà loro giustizia
prontamente. Ma il Figlio dell’uomo,
quando verrà, troverà la fede sulla terra? (Lc 18,
1ss).
Gesù
raccontò una parabola sulla necessità di pregare. Gesù dice che la preghiera è di una necessità
suprema e indispensabile. Aggiunse Gesù che i suoi eletti gridano giorno e notte verso
di lui.
La preghiera deve essere continua
sempre senza stancarsi giorno
e notte, come un grido incessante.
Infine Gesù mette in stretta relazione preghiera
e fede: la preghiera è espressione
di fede ed esercizio di fede. Dice
Gesù: Quando io verrò come giudice (alla
fine della vita o alla fine del mondo) troverò fede in voi?
Chi ha fede sente il bisogno di
pregare; chi non ha fede non prega, perché la fede è espressione di fede. Però anche in questo caso, Gesù vuole che preghiamo incessantemente,
giorno e notte. La preghiera è un
esercizio che ci fa raggiunge la fede.
La preghiera è l’unica via della salvezza. Chi prega si salva e chi
non prega si danna!
Che cosa vuol dire credere? Aderire a Dio, unirsi a lui, vivere in
comunione con lui, con lui arricchirsi di tutto e per sempre: questa è la salvezza.
Che cosa vuol dire pregare? Ricercare Dio, invocarlo, chiamarlo, gridare
a lui con tutte le forze, a voce alta ossia con un accorato appello. E il Vangelo insegna che chi cerca Dio lo
trova.
Perché la preghiera ha tanta
importanza?
Perché siamo come bambini neonati
bisognosi di tutto. Un neonato non può
assolutamente provvedere a se stesso. Il
Vangelo insegna che se riconosciamo di essere bambini davanti a Dio, entreremo
nel suo regno, nella sua intimità come discepoli e amici: Se non diventerete come bambini non entrerete
nel regno di Dio ossia nella fede cristiana.
Siamo come bambini e come la fiamma di
una candela: la fiamma non ha in sé la
possibilità di esistere neanche un attimo.
Può esistere se è strettamente
congiunta al carburante che sta fuori di sé.
Gesù usa un altro paragone, che era
molto espressivo nel suo ambiente. Dice
Gesù che noi siamo come una vedova davanti al giudice. Ma s’intende:
una vedova e un giudice come era nell’ambiente di Gesù, in quel tempo.
Il giudice aveva pieno potere nel suo
territorio, come un re assoluto.
Giungeva a quel posto dopo molte difficoltà; ma una volta giunto, era
arbitro senza interferenze di altri.
Dava ragione al miglior offerente.
La Bibbia ripetutamente minaccia i giudici ingiusti e avidi di
denaro. Ma, il giudice di cui parla
Gesù, non aveva riguardo di nessuno né di Dio né del prossimo.
La
vedova era una donna priva di appoggio maschile (marito o figlio
influente). Come donna non aveva nessun
diritto sociale; come vedova non aveva neppure il necessario per vivere. Che cosa poteva dare al giudice? Niente!
E niente poteva ottenere.
Eppure,
dice Gesù, che quel giudice empio e disonesto ascoltò la richiesta della
vedova. La ascoltò non perché avesse
avuto un sentimento di compassione. Era
privo di ogni sentimento religioso verso Dio e senza alcuna compassione per il prossimo. La ascoltò solo per la sua insistenza
costante da annoiare il giudice fin troppo.
Gesù subito colse l’occasione per darci un
insegnamento importantissimo sulla preghiera insistente. Se perfino un uomo empio e disonesto si piegò
alla richiesta insistente, quanto più il supremo Giudice, l’infinito amore,
farà giustizia ai suoi amatissimi figli che lo invocano giorno e notte?
La
salvezza dunque si ottiene con la
preghiera insistente.
Imparino
coloro che non hanno fede sufficiente per sentire il bisogno di pregare,
imparino che, se pregano otterranno la salvezza solo per l’insistenza!!!
Chiunque si mette di buona volontà, senza badare alla stanchezza o alla noia, e ripete Padre nostro, Ave Maria e Gloria al Padre (come avviene con il rosario), otterrà la fede, l’unione con Dio e la gioia di sentirlo Padre…
E
si badi bene che la preghiera insistente non si rivolge al giudice iniquo, ma
al Dio di infinita bontà paterna, pieno di amore irresistibile verso i
figli amatissimi e incapaci di tutto.
La
povertà dell’uomo davanti a Dio è abissalmente superiore a quella della
vedova abbandonata da tutti e di ogni altra persona (bambino neonato, fiamma
senza forza propria…).
Nel
cuore di Dio infinitamente buono la sofferenza e l’impotenza esercitano una
commozione irresistibile e superiore a quella
dei genitori davanti ai bambini piccoli, bisognosi di tutto.
Che
cosa non farà Dio davanti al grido della preghiera insistente? Tutto concede, subito concede. Dice il Vangelo: Non li farà a lungo aspettare…, farà loro giustizia prontamente.
Gesù
vuole che manteniamo fede a questo importantissimo insegnamento: di pregare
senza mai cessare. E pone una
domanda terribile: Ma il Figlio
dell’uomo (cioè il supremo giudice), quando verrà, troverà la fede sulla
terra? Vuol dire Gesù: Sarete fedeli a questo insegnamento sino alla
fine? Se lo farete avete trovato l’unica
ancora di salvezza.
L’uomo
come creatura e come peccatore può essere salvato solo dall’intervento
miracoloso di Dio. Ma Dio non può
intervenire senza il proprio consenso.
Ci ha creati liberi e non può salvarci senza che noi lo vogliamo
veramente, sinceramente e continuamente.
Questa è la ragione della preghiera insistente. Non si deve pregare per convincere Dio, ma
per disporre noi ad accogliere gli aiuti divini che sono innumerevoli.
Se
smettiamo di pregare, subentrano in noi tanti fattori che rendono impossibile
la salvezza: la superbia, la mania di credersi sufficienti e la tentazione di
non curarsi di Dio, unica nostra speranza.
Per
assicurare la salvezza individuale e della società è necessaria la preghiera, è
di immenso aiuto la preghiera continua e perseverante sino alla fine.
Pregare
è riconoscere Dio come nostro Creatore e padre; e amarlo come creature e figli
e cioè con umiltà e con fiducia. La
preghiera è accogliere da Dio il palpito perenne di vita e di amore.
Ma
com’è possibile pregare sempre anche nel sonno? Facendo della preghiera un’abitudine
connaturale con la vita. L’abitudine si
fa con due esercizi: 1) uno di forte orazione più volte nel giorno e nella
notte, e 2) l’altro con la ripetizione di brevi formule di orazione come eco che si
ripercuote nel resto del tempo.
La
preghiera prolungata serve per immergerci in Dio, da cui è scaturita la nostra
esistenza. La ripetizione delle formule
di orazione rende connaturale la preghiera fino a farla risuonare nell’animo
anche nel sonno o nell’incoscienza.
1)
Nella giornata dunque dobbiamo avere dei momenti forti di orazione, due/tre volte, dedicando lungo tempo a
pregare seriamente fino a creare la convinzione che Dio è Dio, che noi siamo
creature e fiamma che esiste per il palpito del suo cuore, che siamo diretti
verso l’eternità.
Dio,
l’anima e l’eternità sono i grandi argomenti che devono essere sempre presenti
nella vita cristiana; devono formare convinzioni profonde e devono portare a
vivere in conseguenza. Si devono
produrre dei sentimenti molto diversi da quelli del mondo scristianizzato di
oggi.
La
preghiera deve essere un antivirus da cui possiamo essere preservati dalle
malattie inguaribili e croniche dell’ateismo pratico, del materialismo, dell’
indifferentismo. Si deve implorare un
vero miracolo per mantenere la fede cristiana,
pur vivendo in mezzo all’epidemia mortale che ci circonda.
Per
l’ esercizio forte di orazione possiamo sfruttare la lettura attenta e ripetuta
del Vangelo, dei Salmi o di buoni libri o recitare il rosario o ripetendo senza
fine Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre…
La
preghiera deve essere esercizio del cuore, del corpo e dell’anima: il cuore deve partecipare alle espressioni
che si pronunziano, l’anima deve essere cosciente e volente, entusiasta e
gioiosa almeno nella volontà. Talvolta
non si ha voglia, ma se si fa con amore e per amore, si raggiunge l’effetto
della salvezza in mezzo al mondo corrotto.
La preghiera ottiene miracoli quando si fa con volontà seria, anche
senza attrattiva sensibile. Quello che
conta è la volontà illuminata dalla fede.
La sensibilità non dipende da noi e perciò non è imputabile.
2) Oltre l’esercizio forte di orazione, occorre
poi la ripetizione delle formule per inciderle nell’animo e renderle
connaturali come il palpito del cuore, con il respiro e la circolazione del
sangue. Nei momenti di orazione si
creano in noi le convinzioni. Poi nella
giornata quelle convinzioni si scolpiscono nell’animo con le frequenti
ripetizioni di piccole frasi sintetiche.
E’
stata fatta l’esperienza di ripetere una frase mille, duemila volte al giorno e
più. Si ottenne il risultato che la
preghiera divenne connaturale anche durante il sonno, al primo svegliarsi e per
sempre. Dunque si può ottenere la
preghiera continua notte e giorno.
Questa preghiera compie miracoli nella nostra vita e nella società
intera.