TUTTI
I CRISTIANI SONO MISSIONARI
Domenica
XIV dell’anno C
“Il Signore designò altri settantadue discepoli e li
inviò a due a due avanti a sé in ogni città e luogo dove stava per
recarsi. Diceva loro: La messe è molta, ma gli operai sono
pochi. Pregate dunque il padrone della
messe perché mandi operai per la sua messe.
Andate: ecco io vi mando come
agnelli in mezzo ai lupi; non portate
borsa, né bisaccia, né sandali e non salutate nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: Pace a questa casa. – Se vi sarà un figlio
della pace, la vostra pace scenderà su di voi.
Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che
hanno, perché l’operaio è degno della sua mercede. Non passate di casa in casa. Quando entrerete in una città e vi
accoglieranno, mangiate quello che vi sarà messo dinanzi, curate i malati che
vi si trovano, e dite loro: E’ vicino a
voi il regno di Dio. – Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno,
uscite sulle piazze e dite: Anche la
polvere della vostra città che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo
contro di voi: sappiate però che il
regno di Dio è vicino. – Io vi dico che in quel giorno Sodoma sarà trattata
meno duramente di quella città.
I settantadue tornarono pieni di gioia dicendo: Signore, anche i demoni si sottomettono a noi
nel tuo nome. – Egli disse loro: Io
vedevo Satana cadere dal cielo come la folgore.
Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra i serpenti e gli
scorpioni e sopra ogni potenza del nemico;
nulla vi potrà danneggiare. Non
rallegratevi però perché i demoni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto
che i vostri nomi sono scritti nei cieli”
(Lc 10, 1ss).
Il Vangelo dice che tutti i cristiani sono missionari. E infatti, Gesù mandò tutti i discepoli in missione.
In
un primo tempo, aveva mandato soltanto i Dodici apostoli (Lc 9). Apostoli di Cristo sono coloro che hanno
ricevuto il sacramento dell’ordine sacro o sacerdozio. Discepoli sono tutti i cristiani. In un secondo tempo Gesù mandò in
missione anche i discepoli ossia tutti i
suoi seguaci (Lc 10).
Dice il Vangelo: Gesù designò
settantadue discepoli e li inviò avanti a sé in ogni città e luogo dove stava
per recarsi. - Il numero settantadue nella Bibbia si riferisce all’elenco delle
nazioni pagane enumerate dopo la narrazione del diluvio. Perciò, secondo quel brano biblico, il numero
settantadue indica tutto il mondo. La
missione dei discepoli di Cristo è diretta a tutto il mondo e deve essere fatta
da tutti i cristiani.
Qual è il compito del missionario?
Il
missionario deve fare i preparativi perché i non cristiani accolgano Cristo e
diventino suoi discepoli. Gesù comandò
ai suoi discepoli di annunziare che il regno di Dio (ossia Gesù Messia e Re) è
vicino. Egli è venuto già, è in mezzo a
noi; ed è venuto per demolire il regno di Satana, per portare a tutti la sua pace e cura le
malattie dell’umanità.
Compiti
del missionario cristiano dunque sono:
(1) preparare l’accoglienza di Cristo; (2) di annunziare il regno di Dio
vicino (cioè Gesù è con noi); (3) e Gesù è venuto è venuto per demolire il
regno di Satana; (4) curare i malati ed eliminare ogni male. Perciò i missionari (5) annunziano e portano
la pace come frutto dell’accoglienza di Cristo, del passaggio dal regno di Satana
a quello del Redentore.
Nell’Antico Testamento, il regno di Dio era lo stato di
Israele, che radunava in un solo popolo o famiglia i credenti nel Dio degli
Ebrei. Lo stato di Israele era un
preludio di un’ altra realtà che nel Nuovo Testamento avrebbe riunito in uno i
credenti in Gesù che è proclamato Cristo o Messia o Re del regno di Dio.
Quello che unisce i
cristiani in una nuova realtà non è uno stato politico, ma il corpo di Gesù. Come avviene questo? Ecco:
quando facciamo la comunione e riceviamo le carni del Signore, noi tutti
comunicati formiamo un solo corpo, il
corpo di Cristo che invade tutte le
persone, tutto il mondo e perfino il
purgatorio e il paradiso e ne fa un immenso corpo misterioso e divino che si
chiama Chiesa. La Chiesa è Gesù che
congiunge strettamente i cristiani nel suo corpo di carene e di sangue che
viene dato in nutrimento nella comunione.
E così Gesù forma con tutti i suoi discepoli o seguaci o cristiani un
solo corpo, una carne, un cuore e un’unità vitale, una comunione
eucaristica. Questo è il regno di Gesù.
Perciò nella santa messa e comunione noi
esprimiamo quello che siamo in quanto cristiani, in quanto Chiesa, in quanto
Corpo di Cristo o Corpo mistico di Cristo che è formato dal corpo individuale
del Salvatore e da tutti i cristiani
legati fra loro dall’umanità di Gesù.
Per questo Dio si è fatto uomo e si è fatto ostia di comunione.
Questa unione tra Dio e l’umanità (detta
Chiesa) unisce in una sola vita divina le persone mediante il Battesimo e gli altri sacramenti. Però senza sacramenti non esiste Chiesa o
religione di Cristo. Perciò quelle
persone che abbandonano confessione e comunione sono cristiani molto sbiaditi. Il cristianesimo infatti è una vita, una vita
divina, e questa viene comunicata con i sacramenti. Senza confessione e comunione si è come un
albero che manca di linfa vitale, come un organismo invaso totalmente da un
tumore maligno, che è il peccato, come un giardino tutto occupato dalla gramigna
e non ha né fiori né frutti. E’ un
giardino di nome e non di fatto. Così i
cristiani che trascurano la confessione e la comunione.
I missionari cristiani (cioè tutti i discepoli di Gesù)
devono annunziare il regno di Dio,
(1 – 2 - ) la Chiesa, (1) la religione
cristiana che è Gesù (2) stesso in persona accolto nella propria vita. Il primo compito dei missionari è quello di
annunziare Gesù. Gesù è in mezzo a noi
nella santa ostia consacrata.
Perché vado a messa la domenica? Perché vado a incontrare Gesù vivo, vero, col
quale io sono molto più strettamente congiunto
che non coi i miei genitori e i miei familiari. Con lui anche la famiglia cambia e di molto:
diventa più sana, più bella, più affettuosa, capace di perdonare e di amare
sempre più e sempre meglio.
Gesù è la prima pietra del regno di Dio. Gli altri cristiani sono uniti a lui come tralci alla vite, secondo le parole del Vangelo: Dice Gesù: Io sono la vite e voi i tralci. Restate uniti a me, perché senza di me non avrete vitalità divina, non siete persone superumane come devono essere i cristiani. Il cristianesimo ci eleva al rango divino.
I missionari mentre annunziano Gesù annunziano
anche il perché egli è venuto fra noi:
per fare di tutta l’umanità una sola famiglia amorosa. Non
è una notizia di poco conto! Magari
tutti divenissero cristiani e cioè veri cristiani! Falsi cristiani non serve a nulla: Forse sarebbe meglio essere pagani, perché il
falso cristiano pensa di essere a posto e invece è molto più lontano da Gesù
che non il pagano. Il pagano infatti
sente in sé il desiderio di Dio e si rende conto di essere lontano da lui. Il falso cristiano invece pensa che non ci
sia altro da fare… ed è inconvertibile.
(3) I missionari, hanno un altro compito, quello di (3) annunziare la demolizione del regno di Satana con tutte le sue opere di odio, egoismo, materialismo, superbia, lussuria…
Queste sono le malattie terribili dell’umanità che la
rendono misera, povera, dilaniata come da belve crudeli quali sono i demoni che
detengono il potere di chi è lontano da Cristo.
(4)
I missionari devono curare i malati del
genere umano (quarto compito del
missionario).
Quanto più si allontana il male dall’umanità, tanto più viene la pace
che è dono del Messia, il cumulo di ogni bene.
Pace e bene nella Bibbia spesso si uniscono insieme. E’ celebre il saluto biblico divulgato da S.
Francesco d’Assisi di Pace e
Bene
(5)
(quinto compito del missionario).
Il
missionario prepara la venuta di Gesù.
E’ Gesù che porta ogni bene, Non
è il missionario che dà al mondo i beni su elencati. Non può un uomo dare Gesù, la pace e il bene,
allontanare dal regno satanico…. Questo
è compito di Gesù Messia, del Redentore dell’umanità. Ed egli li darà quando entra nei cuori docili
che si lasciano plasmare dalla sua grazia e si partecipa alla mitezza di
Cristo, dolce re pacifico.
Il missionario deve fare i
preparativi perché la gente accolga Cristo.
Così dice il Vangelo: Gesù mandò
avanti a sé i discepoli per fare i preparativi alla sua venuta.
Il Vangelo dice: Li inviò a due a due davanti a sé in ogni
città e luogo dove Gesù stava per recarsi.
Quando
Gesù entra in un’anima o in un ambiente, allora le meraviglie di grazie
invadono quella persona o quell’ambiente.
Gesù disse: La messe è molta, gli operai sono pochi. La messe, il raccolto è abbondantissimo,
tanto che mancano sempre operai per raccogliere tanti copiosi frutti. La messe è il raccolto di Dio, quello che
egli compie di bene nell’umanità. Questo
bene è di dimensioni inimmaginabili. Il
bene di Dio nel mondo è senza limiti.
Quanta speranza infonde Gesù con questa
espressione! Per quanto il mondo possa sembrare lontano
dal bene, la potenza di Dio è infinita.
Dio usa la sua onnipotenza per fare il bene. Il bene nel mondo è immenso per opera della
presenza e della redenzione di Gesù.
Abbiate fiducia, ha detto Gesù, io ho vinto il mondo! E Gesù aggiunse: Non rallegratevi per i successi, che sono
dono di Dio, rallegratevi che i vostri nomi sono scritti nei cieli. Voleva dire Gesù: Compiendo bene la missione di cristiani,
avete un’ eternità di gioia divina che vi attende. Allora potete divertirvi e chiacchierare, non
ora. Il tempo presente, la vita terrena,
è tempo di mietitura, di raccolta, di impegno;
tempo breve e con compiti impellenti, da non sciupare invano, pena la
privazione del raccolto.
Quale
metodo si deve usare per raggiungere il fine della
missione ossia quello di introdurre nel mondo quel Gesù che porta beni a non
finire?
Gesù
dice ai suoi missionari: 1) Pregate.
2) Vi mando come agnelli in mezzo ai lupi. 3) Non portate nulla con voi.
4) Non salutate nessuno e non passate di casa in casa.
Prima
di tutto la preghiera, strettamente congiunta con il sacrificio di sé
(vi mando come agnelli in mezzo ai lupi) e l’impegno inderogabile (non perdete
tempo in chiacchiere ossia non salutate nessuno, non passate di casa in casa
come fannulloni che perdono tempo).
Anche se non avessimo altro da fare, basterebbe dedicarsi seriamente
alla preghiera e saremmo efficacissimi al mondo intero. Il tempo è sacro, non si deve sprecare. Il tempo è breve, non si deve sciupare! La vita è preziosa, non si deve passare a
fare nulla! Altrimenti poi vengono fuori
quelle frasi: A che serve la vita? E mi suicido!
Siamo fatti per un compito urgente, per una
missione importantissima da cui dipende tutta l’esistenza, non pochi anni qui
in terra, ma tutta l’eternità.
Con questo metodo, il mondo si converte a
Cristo e i beni sono infallibili e immensi (messe abbondante per cui i
mietitori sono sempre in piccola quantità).
Infatti i discepoli tornarono da Gesù
pieni di gioia e raccontavano quanto avevano visto: Perfino i demoni si sottomettono a noi nel
tuo nome. Gesù confermò la loro
impressione dicendo: Ho visto Satana
come folgore precipitare giù negli abissi infernali, lontano dalla terra.
Sono
molto importanti i metodi di evangelizzazione indicati dal Vangelo.
I missionari devono essere prima di tutto persone di preghiera, poi dedicate al sacrificio di sé fino alla morte come Gesù, quindi poveri di beni materiali (non portate nulla; la Provvidenza susciterà persone che vi danno il necessario per vivere); poveri anche di aderenze umane: Non perdete tempo in chiacchiere inutili e conversazioni interminabili. L’annunzio del regno è impellente, urgente, importantissimo e mai basterà il tempo da dedicarvi. Non avete altro compito che quello urgente di annunziare Cristo. Senza di lui il mondo va in rovina.
Tutta la forza del cristianesimo non sta
nell’organizzazione, nei mezzi umani, nelle capacità brillanti degli uomini, ma
nell’infinita potenza di Dio che opera ogni bene in coloro che lo
accolgono. Ma poiché sono molti quelli
che non lo accolgono, ecco due mezzi potentissimi e divini: la preghiera e il sacrificio.
La
preghiera è l’anelito dell’uomo a Dio.
Quando l’uomo prega non è mai solo, è sempre unito a tutto il genere
umano. Perciò un individuo che prega è
colui che trascina a sé e porta a Dio tutto il mondo. Questo è il valore della preghiera per
cambiare il mondo. Non si tratta di
convincere Dio pregando e a darci delle cose.
Egli ci ha dato tutto e perfino il Figlio in croce e nella santa
comunione. Il problema sta nell’uomo che
non vuole accoglierlo. E l’uomo si
aprirà a Dio quanto più esistono uomini che pregano e che fanno forza di solidarietà
o pressione in tutto il genere umano.
Questa è la forza della preghiera.
E’ un punto di appoggio del divino:
dammi un punto di appoggio e solleverò il mondo, si dice. Uno che prega è colui che chiama Dio in sé e
poiché egli vive nel mondo, per forza automatica di solidarietà, trascina tutti
a Dio e li eleva a lui.
L’altra forza potente per cambiare
il mondo è il sacrificio. E Gesù vuole
dai suoi missionari (cioè da tutti i cristiani) che si uniscano al suo stesso in croce.
Questo è il significato delle parole: Vi mando come agnelli in mezzo ai lupi. Agnelli sono detti i missionari in
riferimento all’Agnello di Dio che è Gesù, il Gesù del Calvario, della santa
Ostia consacrata, il Gesù immolato e così diventato cibo e bevanda di vita dei
cristiani.
“Vi mando come agnelli in mezzo ai lupi”. Queste parole
non significano soltanto che la sorte dei missionari è quella dei
perseguitati, ma che la forza della missione cristiana è proprio il
martirio, la croce di Cristo. Il
sangue e il sacrificio redimono il mondo.
Dunque orazione e immolazione sono i due modi essenziali della missione cristiana, modi efficacissimi per cambiare il mondo e renderlo meno crudele, più di Cristo, più cristiano, più amoroso.
IL MONDO HA BISOGNO DI MISSIONARI
Perché
è diventato acristiano e spesso anche anticristiano, cioè contrario al
cristianesimo, al Vangelo, al messaggio di Gesù e a ogni bene.
Infatti Gesù predica la povertà, il
sacrificio per vivere da fratelli. Il
mondo cerca denaro e piaceri egoismo. Il
mondo della ricchezza e dei piaceri è crudele, triste, odioso, ladro,
assassino… Il mondo è diventato lontano
dal cristianesimo mille miglia, anche se continua a chiamarsi cristiano.
QUESTO MONDO PUO’
ESSERE CONVERTITO A CRISTO?
Sì. Come? Con il moltiplicarsi dei missionari, cioè di cristiani di fatto e non di nome, che (come veri missionari) si offrono martiri a Cristo: nel lavoro, nella famiglia, nella vita sociale e civile vissuta come la vivrebbe Gesù in persona. Ogni cristiano è un altro Cristo.
I laici (per essere missionari) non devono
fare i preti, ma i laici cioè gli appartenenti al popolo di Dio cioè semplici, ma veri cristiani.
Il compito dei sacerdoti o apostoli è
anche quello dell’ annunzio della parola di Dio. Ma il compito essenziale della missione (sia
per i laici che per i sacerdoti) è quello del dono di sé sacrificale a Dio per
la salvezza del mondo come Gesù in croce e insieme con lui, partecipando
all’Eucaristia. Quando si celebra l’Eucaristia
si prega: Lo Spirito Santo faccia di noi
un sacrificio perenne al Padre gradito perché possiamo conquistare il regno
promesso.
Con la morte di se stessi si
conquista la vita di Cristo in noi o regno di Dio e con la stessa moneta si
comunica Cristo anche agli altri. Gesù
ci ha salvati prima di tutto con la sua incarnazione, perché si è fatto uomo
come noi e visse in mezzo a noi. Questo per lo spazio di trentatré anni e poi
anche con la parola, ma solo per tre anni scarsi. Quello che Gesù operava nel nascondimento di
Nazaret per trent’anni si diffondeva in tutto il genere umano come si diffonde
oggi la vita vissuta cristianamente da ogni persona.
Quando uno vive da vero cristiano ha
una forza divina in sé proveniente da Gesù.
La sua sola presenza nel mondo è una voce che nessuno può tacitare. Così dice Gesù: Quando sarete chiamati in giudizio, non vi
preoccupate di pensare che cosa dire. Lo
Spirito Santo vi suggerirà parole che nessuno può tacitare.
Volete cambiare il
mondo? Volete portare in terra pace e
gioia e fraternità? Il Vangelo ci
dice: Andate là dove deve entrare Gesù
cioè in tutto il mondo. Con la vostra
presenza voi siete una forza divina non umana.
Una sola persona che accoglie Cristo in tutta la sua vita trascina
mille, due 5000 e tre 10000. Ecco la
forza della missione cristiana: la forza
invincibile della presenza e dell’esempio.