RIFLESSIONI
BIBLICHE
Fr.F. Tudda
CHI E’ GESU’ CRISTO NELLA MIA VITA?
Vangelo di Marco,8,31ss
Domenica XXIV B
“Gesù partì con i suoi discepoli verso i
villaggi intorno a Cesarea di Filippo; e per via interrogava i suoi discepoli
dicendo: Chi
dice la gente che io sia? – Ed essi risposero: Giovanni il Battista, altri poi Elia e
altri uno dei profeti. – Ma egli replicò: E voi chi dite che io sia? – Pietro
gli rispose: Tu
sei il Cristo. – E impose loro severamente di non
parlare di lui a nessuno. E cominciò a insegnar loro che il Figlio dell’uomo doveva molto
soffrire ed essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi,
poi venire ucciso e, dopo tre giorni, risuscitare. Gesù faceva questo
discorso apertamente. Allora Pietro lo prese in disparte, e si mise a rimproverarlo. Ma egli voltatosi e guardando i discepoli,
rimproverò Pietro e gli disse: Lungi da me, Satana! Perché tu non pensi
secondo Dio, ma secondo gli uomini.
Convocata la folla insieme ai suoi
discepoli, disse loro:
Se qualcuno vuol venire dietro di me, rinneghi se stesso, prenda
la sua croce e mi segua. Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi
perderà la propria vita per causa mia e del vangelo, la salverà”.
Il Vangelo ci sollecita a rispondere ad alcuni
interrogativi: Chi è Gesù Cristo? Che cosa dice la gente di
lui? Gesù suscita interesse,
indifferenza, amore, odio? – e voi che cosa pensate di
Gesù?
Molti
cristiani non conoscono Gesù. Basta una
colossale bugia (come Documento
da Vinci) per scuotere quella leggera patina di apparente
fede.
Mettiamo alcuni punti fondamentali certi: 1) Gesù è un
personaggio storico certo; 2) il personaggio più importante della storia; 3) è la persona più
cara di questo mondo: più che padre e
madre, figli e coniugi; 4) è il Figlio
di Dio, fatto uomo per introdurci nella vita e nella gioia stessa intima di Dio
Trinità.
Gesù prima di tutto è un personaggio storico. Senza la certezza della sua esistenza in
questo mondo, tutta la fede cristiana crollerebbe. La storicità è provata scientificamente e con
certezza, molto meglio che di qualsiasi altro personaggio del suo tempo. Esistono documenti trovati integri dalla più
rigorosa scienza di critica testuale.
Tali documenti sono stati scritti dai suoi discepoli, che erano i più
informati di ciò che egli disse e fece.
Gesù è Dio venuto nel mondo; e ci ha parlato di Dio e di ciò che egli vuole da noi. Non c’è nessuno più competente di Gesù sulle cose di Dio.
Gesù diede il comando ai suoi discepoli di testimoniarlo, dicendo: Andate e riferite a tutte le genti quello che vi ho insegnato. Chi crederà sarà salvo, chi non crederà sarà condannato.
Gesù è una persona viva che incontriamo
nella Messa-comunione.
Chi non partecipa assiduamente alla Messa
(festiva) e comunione non si dica cristiano. Come è concepibile
che la persona più cara convoca i suoi cari nel giorno solenne della sua venuta
e c’è chi si disinteressa di lui?
Gesù lo incontriamo vero e misteriosamente vivo anche
nella lettura del Vangelo e nella preghiera comunitaria. Dice il Vangelo: Mentre parlavano di lui, egli in
persona si rese presente. E inoltre dice
Gesù: Dove ci
sono due o più persone unite nel mio nome a pregare, là ci sono anche io.
Gesù è
persona viva e la persona più cara: nessuno mi ama come lui, che ha dato la sua vita in croce per me e che mi assicura una vita
eterna in paradiso.
Gesù è colui che è risuscitato perché è Dio e uomo. Come Dio ha risuscitato molti. Mai nessuno ha fatto una cosa del genere. Gesù ha risuscitato altri e se stesso. La sua realtà non è soltanto umana, ma divina. Egli è Dio e in più ha un corpo e un’anima umana. La morte non tocca né Dio né l’anima immortale, ma solo il corpo. Gesù ha risuscitato anche il suo corpo umano e l’ha unito all’anima per sempre.
CHI ERA GESU’
PER GLI EBREI CHE LO SENTIVANO E LO SEGUIVANO (I DISCEPOLI)?
Dice il Vangelo: Alcuni pensavano che fosse un profeta,
altri Elia: come un santo simile a Padre Pio o a sant’Antonio. Gesù è molto più che un semplice Santo! E’ l’infinito Dio. Pietro e i discepoli di Gesù credevano che
egli era il Messia atteso ossia il salvatore dl
mondo. Però
fino alla risurrezione di Gesù, gli Ebrei (compresi i discepoli di Gesù) erano
con la mentalità dell’Antico Testamento.
Verso la fine dell’Antico Testamento
cominciarono a rivelarsi aspetti nuovi che saranno
chiari nel cristianesimo e cioè quando Gesù risorse, mandò lo Spirito Santo e
diede inizio alla Chiesa.
I discepoli di Gesù non avevano idee
chiare sull’interiorità, eternità e
Pietro non riusciva a capire come
Dopo che Pietro disse a Gesù: Tu sei Cristo ossia
Messia, Gesù aggiunse per precisare bene
le sue prerogative: Come Messia devo
morire in croce e come Dio devo risorgere e così distruggerò il male e darò entità
divine all’umanità.
Con la venuta di Gesù si è aperto il cielo nel cuore dell’umanità, si è riversato
tutto Dio nel nostro intimo. Quale
angoscia o tristezza può albergare più nel cuore dell’uomo? Dio è con noi, in noi; e noi in lui come
bambini nel grembo materno. Questo è il
mistero di Gesù di Nazaret, il nostro Salvatore, il Messia atteso e venuto nel
mondo!
CHI E’ GESU’?
Ce lo dice
in modo magistrale il Papa Paolo VI nel suo discorso a Manila, nelle Filippine,
il 29 Novembre del
1970.
Io, Paolo, successore di
Pietro, non sarei mai venuto da Roma fine a questo Paese estremamente
lontano, se non fossi fermissimamente persuaso di Cristo. Di Cristo! Sí, io sento la necessità di annunciarlo, non posso
tacerlo. Io sono mandato da Lui, da Cristo stesso. Gesù è l’unico Salvatore di tutto il mondo; è
il Figlio di Dio vivo (Matth. 16, 16); Egli è
il rivelatore di Dio invisibile. Nessuno
come lui può parlarci di religione. Egli è il Maestro dell’umanità. Egli è
nato, è morto, è risorto per noi; Egli è il centro della storia e del mondo; Egli
è Colui che ci conosce e che ci ama; Egli è il
compagno e l’amico della nostra vita; Egli è l’uomo del dolore e della
speranza; è Colui che deve venire e che deve un giorno essere il nostro giudice
e la pienezza eterna della nostra esistenza, la nostra felicità. Io non finirei
più di parlare di Lui: Egli è la luce, è la verità,
Ricordate: questo è il nostro perenne annuncio, è la voce che noi facciamo risuonare per tutta la terra (Cfr. Rom. 10, 18). Ricordate e meditate: il Papa è venuto qua fra voi, e ha gridato: Gesù Cristo!
Cristo è da esaltare e da amare per ciò che Egli è per noi, per ciascuno di noi, per ciascun Popolo e per ciascuna civiltà: Cristo è il nostro Salvatore. Cristo è il nostro supremo benefattore. Cristo è il nostro liberatore. Cristo ci è necessario, per essere uomini degni e veri nell’ordine temporale, e uomini salvati ed elevati all’ordine soprannaturale.
Qui si presentano molte
domande, che travagliano il nostro tempo, e che io immagino siano
presenti anche nel vostro spirito. Le domande sono: può Cristo essere davvero
utile anche per risolvere i problemi pratici e concreti della vita
presente? … economici, politici e
sociali? Il cristianesimo può essere
salvezza anche a questo livello terreno ed umano. Cristo ha moltiplicato i pani
anche per la fame fisica delle folle che lo seguivano. E
Cristo continua a compiere questo miracolo per quelli che davvero credono in
Lui. I veri seguaci di Cristo, i santi,
sono stati i più grandi benefattori dell’umanità.
Cristo promulga perennemente il suo grande e sommo precetto della carità. Non
esiste alcun fermento sociale più forte e più buono di questo, sia positivo, per mettere in moto energie morali incomparabili e
inestinguibili; per denunciare ogni egoismo, ogni ritardo, ogni dimenticanza a
danno dei bisogni altrui. Cristo proclama l’eguaglianza e la fratellanza di
tutti gli uomini: chi mai, se non Lui, ha insegnato e può tuttora efficacemente
insegnare tali principi; Lui che ha svelato la
Paternità divina, vera e inoppugnabile ragione della fraternità umana. E la libertà autentica e sacra dell’uomo donde deriva se non
dalla dignità umana, di cui Cristo si è fatto maestro e vindice? E chi, se non
Lui, ha reso disponibili i beni temporali, quando ha tolto ad essi la ragione di fine e li ha dichiarati mezzi, mezzi che
devono, in qualche misura, a tutti bastare, e mezzi inferiori ai beni superiori
dello spirito? Chi, se non Cristo, ha messo nel cuore dei suoi il genio
dell’amore e del servizio per ogni sofferenza e per ogni
bisogno dell’uomo? Chi ha dato al lavoro la sua legge di diritto e di dovere e
di provvidenza, la sua dignità che lo fa risalire a cooperazione e compimento
del disegno divino, la sua liberazione da ogni forma inumana di servitù, la sua
mercede di giustizia e di merito?
Dico a voi, Studenti,
avvertite l’insufficienza e l’inganno del materialismo. Occorre riaffermare la necessità dei valori
spirituali ed eterni.
Dico a voi, Lavoratori, che oggi avete preso coscienza
dei vostri diritti e della vostra forza: badate di non scegliere, per la vostra
integrale riabilitazione, delle formule incomplete o inesatte, che offrendovi
conquiste parziali, d’ordine economico e edonistico, aumentino poi la delusione
d’essere stati privati dei beni superiori dello spirito, della vostra
personalità religiosa, della vostra speranza nella vita che non muore.
Dico a voi, Poveri: ricordatevi che avete un Amico supremo, quel Cristo che vi ha proclamati beati, che si è rivestito di voi dicendo: Quello che fate ai più poveri lo fate a me in persona! Sì, cercate di sollevarvi, ne avete diritto e dovere; esigete l’aiuto da una società che vuol chiamarsi civile; ma non maledite né la vostra sorte, né gli uomini insensibili, sapendovi ricchi dei valori della pazienza cristiana e del dolore redentore.
Dico finalmente a voi ricchi:
ricordate quanto Cristo fu severo a vostro riguardo, quando vi vide
soddisfatti, inerti, egoisti, e quanto invece Egli fu
sensibile e grato, quando vi incontrò provvidi e generosi, e disse che nemmeno
un bicchiere d’acqua fresca, dato con animo cristiano, rimarrà senza
ricompensa. Forse è venuta l’ora vostra, per aprire gli occhi ed i cuori a
nuove e grandi visioni, non per lotte d’interesse, dell’odio e della violenza,
ma all’insegna della carità sollecita e generosa, e del progresso.
Tutto questo fa parte del messaggio della fede cattolica che io sono obbligato
e lieto d’annunciare qui, nel nome di Gesù Cristo, nostro Signore e nostro Salvatore.
In fine, ai nostri giorni, lo
stesso Gesù ci dice chi è lui, il Cristo.
Gesù disse a santa Faustina Kowalska: “Io vi colmo di
beni perché vi amo in modo che non potete
Gesù! E’ lui la nostra gioia, la nostra speranza!
Oggi qualcuno è ancora sensibile per certi omicidi, non per tutti (i bambini nel seno materno si uccidono con facilità!). Oggi ancora esiste qualcuno che è sensibile per certi omicidi. Mi diceva una persona: Come può essere sereno chi ha ucciso una persona?
Ma io dico: Sei sensibile che delitto è un solo peccato mortale? E’ uccidere Gesù Cristo. Egli morì per i nostri peccati. Se nessuno avesse peccato non sarebbe morto. Ogni peccato è uccidere Gesù Cristo!!!
Ed egli ancora ci attende perché è solo amore e tutto amore!
Ma che cosa
avverrà per chi non ha voluto farsi amare dal suo infinito e amoroso Dio
che è amore e solo amore, tutto amore?
L’inferno eterno è terribile al solo pensiero…
Ma Dio è bontà infinita anche per il ladrone crocifisso con lui…
Orsù: buttiamoci al suo cuore con
immensa fiducia e abbandono!!!
Maria assunta in cielo
Commento al c. 12 dell’Apocalisse
Gesù e Maria sono già in paradiso in anima e corpo.
Gesù
è risorto con il corpo glorioso perché è Dio. La Madonna è stata assunta
dal suo Figlio divino perché
Madre di Dio.
Gesù è risorto perché Dio.
Il suo corpo umano e crocifisso
non poteva restare cadavere, dato che era strettamente congiunto con la
divinità: Dio è vita, non è morte; Dio
crea, non distrugge. Gesù non poteva
restare morto per lungo tempo ; perciò è risorto.
La
Madonna è stata assunta in paradiso in anima e corpo perché Madre di Dio. Come tale aveva la stessa carne, identica, unica come
il Figlio. Infatti
verginalmente
generò il Figlio di Dio alla vita umana, senza collaborazione di un
uomo: dunque la carne di Maria era ed è
la stessa, identica, unica del Dio fatto uomo.
Per questo Maria è stata assunta in
cielo ossia nella dimora propria della divinità perché strettamente congiunta a
Dio: nessuna
altra creatura lo è come lei.
Noi
dobbiamo anelare con il cuore là dove sono le vere gioie.
Beati noi se facciamo di Gesù nostro redentore “l’anelito supremo della vita”:
anche per noi c’è la promessa della vita eterna e della risurrezione del corpo.
Perché
ancora non possiamo godere la gloria del paradiso come Gesù e la Madonna? Perché il peccato ce ne
ha privati. Dunque il peccato
è il più grande male che possa esistere; il più grande
pericolo dell’esistenza umana! La cosa che soprattutto dobbiamo temere.
Dice la Bibbia: Per
mezzo di un uomo (Adamo) venne (il peccato) e la morte; per mezzo di un uomo
(Gesù, Dio fatto uomo) verrà anche la risurrezione dei (corpi) morti. Come in Adamo tutti muoiono, così in Cristo tutti riceveranno la vita (anche
nella carne).
Ora io mi domando stupito: quale persona non
cerca ardentemente di vivere senza fine?
E allora, al di sopra di ogni cosa dobbiamo
cercare l’amicizia con Gesù, nostro Redentore e Salvatore.
La Madonna ci guida a lui, che è frutto benedetto
del suo seno.
La
morte venne in seguito al peccato.
La Madonna è l’unica
persona umana senza peccato (Gesù è persona divina); la Madonna fu
creata immacolata dal primo palpito di vita nel seno di sua madre. Perciò l’Immacolata non doveva morire perché la morte è
conseguenza del peccato. Morì come Gesù: per amore nostro, un
amore fino a dare la vita per salvarci. Come le carni di Gesù risorsero
dopo tre giorni, anche quelle di Maria seguirono la stessa sorte.
Morte e peccato sono
strettamente congiunti.
Chi è senza peccato vive divinamente
anche l’esperienza corporea. Il peccato
è morte, bruttezza, tristezza, infelicità. L’innocenza è vita, vita divina, bellezza
sovrumana, gioia
eterna.
del capitolo 12
dell’Apocalisse
Dice l’Apocalisse: La donna era vestita di sole con la luna sotto i suoi piedi e sul capo
una corona di dodici stelle.
Donna
per eccellenza è la Madonna; donna significa signora,
la nobile signora!
La persona più vicina a Dio, al di sopra degli stessi angeli, non è un uomo, ma una donna (Gesù è persona
divina): la Donna vestita di sole.
Il sole (che riveste e illumina
divinamente la Madonna) è Gesù, chiamato nella Bibbia sole di giustizia ossia sole di santità,
di bontà, di bellezza e di gioia.
Gesù
creò e rese splendida l’ Immacolata.
Egli è l’unico figlio che poté
prepararsi una madre a suo piacimento.
Dante chiama la Madonna: figlia del tuo Figlio: ella è il frutto spirituale di colui
che volle essere frutto benedetto del suo seno.
La donna vestita di sole, come persona
fisica, è la Madonna; come comunità è la Chiesa o la
cristianità; e anche ogni singolo cristiano.
Ognuno di noi può ereditare la
grandezza e la bellezza di Maria. Questo
avviene quanto
più ci lasciamo assumere e illuminare da Cristo Redentore.
Non è forse vero che nella religione di
Cristo esiste un sacramento che comunica la bellezza dell’Immacolata e si
chiama confessione?
Non è ugualmente vero che esiste un
sacramento che si chiama comunione e rinnova il mistero della Madre di
Dio? Chi fa la comunione è come Maria
con Dio nel suo seno.
Ma chi non si lascia illuminare dal
Sole Gesù, non
fa parte del segno Donna ossia Donna di Dio o umanità di Cristo,
assunta, “sposata” dal Figlio di Dio fatto uomo. Non fa parte per quanto non si lascia
illuminare dalla sua santità.
E’ bene sottolineare
ancora: al vertice della creazione (degli angeli, degli uomini e di ogni
creatura) al vertice è una persona umana
femminile,
Presso Dio non ha valore la potenza, la
forza o la superbia maschile, ma la
potenza dell’amore, di cui la donna è tipo
speciale.
Ogni
donna, e specialmente la Madonna, è tipo speciale
dell’amore.
Nella SS. Trinità, c’è un Padre, un
Figlio e una Madre: lo
Spirito, Persona divina amore, nella lingua biblica è di genere femminile. La Madonna è sposa dello Spirito, Madre del
Figlio e Figlia del Padre. Ella è la creatura strettamente congiunta con
L’Apocalisse, con linguaggio simbolico,
dice: La donna era incinta e gridava per le doglie
e i travagli del parto.
La Madonna partorì Gesù verginalmente, senza dolore, gloriosamente; ma partorisce i
figli peccatori alla vita divina della redenzione con i travagli e le sofferenze del
Calvario; ai piedi della croce, la Madonna è Addolorata, perfettamente
associata al Crocifisso, il Salvatore dell’umanità.
Anche la Chiesa,attraverso
il martirio e i sacrifici,partorisce o incarna
Cristo nella società, negli individui, nella storia, nella politica, nella
famiglia… ovunque. La Chiesa porta nel
mondo la civiltà cristiana dell’amore, della pace, della fraternità. Ditelo ai politici che lottano la Chiesa: essa è amore, pace,
fraternità.
Ma quanto è difficile vincere l’egoismo, la superbia, la
vendetta, l’odio, la lussuria… E’ un
parto dolorosissimo.
Nel partorire il cristianesimo nel mondo, la Chiesa viene ostacolata da una forza sovrumana diabolica: Satana,
che si incarna e si esprime attraverso personaggi diversi nei vari momenti storici. Nel secolo scorso la forza diabolica si servì
o si incarnò nel comunismo ateo che fece 120 milioni
di vittime (drago rosso o sanguinario).
Un'altra incarnazione del male fu il nazismo ateo e micidiale con i suoi
60 milioni di vittime.
Al tempo in cui si scriveva l’Apocalisse, chi
ostacolava
Dice l’autore dell’ Apocalisse: Un
drago con sette teste (sono i sette colli di Roma antica) e dieci corna. Il corno è segno di una forza potente come
quella del caprone. Dieci è un numero simbolico per indicare totalità e pienezza. Vuol dire che quel
potere è superiore alle forze umane, il potere satanico che si scaglia contro
la Chiesa.
Ma Cristo è onnipotente e la Donna vince con l’amore.
Soltanto
l’onnipotenza divina può vincere il potere diabolico. Questo
vuol dire che la salvezza non è possibile senza
intervento divino. In altre parole,
tutti abbiamo bisogno del Redentore Gesù; e dobbiamo
ricorrere a mezzi divini per lottare il male che è di origine sovrumana e
supera l’uomo. L’umanità facilmente si
lascia sedurre dall’apparenza, dal materialismo, ateismo, superbia.
La Chiesa ha
mezzi soprannaturali per vincere il male: la confessione, la comunione, la
preghiera,
Il drago si
pose davanti alla donna che stava per partorire, per divorare il bambino appena
nato. L’autore dell’Apocalisse si riferisce (storicamente) alla Chiesa
nascente nell’impero romano pagano e inoltre (teologicamente) a tutti gli altri
nemici del cristianesimo. La Chiesa nascente era come un pulcino
implume davanti al colosso dell’Impero Romano.
MA la Chiesa è forte dell’onnipotenza di Cristo.
Dice l’Apocalisse: Essa partorì un figlio maschio. Destinato a
governare tutte le nazioni con
scettro di ferro; e il figlio fu
subito rapito verso Dio e verso il
suo trono (al sicuro).
Il figlio
maschio è Gesù uomo Dio che nasce in tutte le epoche storiche; e nasce
nonostante le opposizioni del male. Le
potenze del male (loro malgrado) favoriscono la crescita del bene. Infatti proprio il
martirio rende vittoriosa
Il sangue di Cristo salva il mondo.
Senza croce non si entra in cielo. Gesù e
La
donna fuggì nel deserto, il luogo della preghiera e della penitenza.
La
Madonna assunta in cielo è vincitrice della morte, del peccato e di ogni male.
Grande fu la sofferenza di Maria ai piedi della
croce e in tutta la sua vita. Ma anche la vittoria contro il male
fu straordinaria e solenne. Da
qui proviene tutta la bellezza dell’Assunta e la sua gioia senza fine.
Riguardo
alla bellezza della Madonna faccio un’osservazione: quando Gesù risorse, lasciò il
lenzuolo (
Perché? Perché i corpi risorti sono nudi, come nudi
erano il primo uomo e la prima donna, appena creati innocenti. La veste viene dal peccato.
I corpi risorti sono nudi perché sono
di tale bellezza che nessuna materia può ornarli. Sono corpi divinamente gloriosi. Tutte
le creature materiali per i corpi gloriosi sarebbero come
fango, fossero pure le perle più preziose.
Il
valore della carne umana è divina e la sua bellezza è
divina.
L’assunzione
di Maria al cielo è la solenne proclamazione della bellezza di Maria.
E noi suoi figli aneliamo
alla sua bellezza.
Per questo dobbiamo gridare con gioia le parole
della Bibbia: Quale
gioia quando mi dissero andremo alla casa del Signore! E ora i nostri occhi sono rivolti … al
paradiso, al
paradiso! Amen!
ESSERE SORDI E MUTI DAVANTI A DIO
DOMENICA XXIII, ANNO B
Gesù, di ritorno dalla regione di Tiro, passò per Sidone,
dirigendosi verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decapoli.
E gli condussero un sordomuto, pregandolo di imporgli
Dice
il Vangelo: Gesù
andò “in pieno territorio della Decapoli”. Era una regione non abitata da Ebrei, ma
da Greci e Romani. Là si erano stabiliti i soldati che avevano partecipato alla
guerra di conquista della Palestina, fatta dall’impero romano. Gli abitanti della Decapoli
erano tutti pagani.
Dice il
Vangelo: Condussero a Gesù un sordomuto, pregandolo di imporgli
I primi tre Vangeli riferiscono quasi gli stessi fatti e detti di
Gesù per lettori diversi (Matteo per i cristiani provenienti dal Giudaismo;
Marco per quelli che venivano dai pagani di Roma; Luca per i pagani del mondo
greco-romano). Gli evangelisti
adattavano il messaggio del Vangelo secondo le particolari esigenze degli
ascoltatori.
Perché a Marco interessava il fatto del sordomuto? Perché Marco era segretario
di Pietro e aveva davanti a sé i pagani di Roma. Egli vedeva come si accostavano alla fede
cristiana, come accoglievano il messaggio e come rispondevano: prima balbettavano
le preghiere e poi le ripetevano con maggiore fervore. Così aveva fatto il sordomuto che imparò lentamente a
parlare.
I pagani non avevano l’esperienza
religiosa degli Ebrei che da due millenni conoscevano l’unico vero Dio. Dio si era loro rivelato più che padre e
madre affettuosa, più che parente e perfino con la tenerezza degli sposi. Erano cose inaudite per i pagani. I pagani avevano una conoscenza molto confusa
di Dio. Consideravano i loro dèi come
altrettanti nemici, esseri potenti da placare con sacrifici umani crudeli e con
altre prestazioni religiose che dovevano frenare le loro ire spaventose.
I Greci e i Romani vivevano
sotto il terrore degli dèi. Il pagano era un sordomuto riguardo alla grande
rivelazione divina ebraica e cristiana.
Il sordomuto psicologicamente è un isolato, chiuso nel suo mondo
individuale, sospettoso degli altri. La mancanza della parola
non fa scoprire le ricchezze dell’animo altrui. Il linguaggio è il mezzo proprio degli uomini
che riversa il mondo interiore negli altri.
Le bestie vivono di sensi e comunicano tra loro con gesti come i
sordomuti. I gesti non hanno la
ricchezza della parola. E’ molto diversa
la situazione del cieco nei riguardi del muto.
Il cieco non vede le meraviglie del creato; però ha la percezione chiara
del mondo interiore degli altri esseri umani attraverso la parola.
SORDITA’ davanti a Dio significa non sapere, non conoscere, restare insensibili di
Dio come se egli non esistesse. MUTISMO
è non saper rivolgere la parola a Dio, non incontrarlo mai mediante
Dobbiamo dire con triste
realismo che oggi esiste un vasto mondo di sordità e di mutismo nei riguardi di
Dio. Molta gente vive
come se Dio non esistesse, come se mai avesse parlato. Molti non credono più alla sua rivelazione
testimoniata dalla Bibbia e neanche alla venuta storica di Gesù in terra, alla
sua nascita a Betlem, alla sua
morte per amore nostro. Molti non
credono a tutto quel patrimonio di insegnamenti
cristiani che elevano il tenore della vita e lo rendono simile a quello
divino.
Purtroppo c’è molta gente
che vive come i pagani:
corrono dai maghi, credono
al destino inflessibile e crudele… Senza Dio c’è tristezza e disperazione. La
tristezza del mondo odierno dipende dalla vita praticamente
pagana. L’uomo vive nell’incubo,
nella tristezza congenita e nella disperazione.
Un segno di disperazione si
può vedere nella mania di distruggere pazzescamente l’ambiente e se stessi, incendiando i boschi e dandosi alla droga e ai
vizi… perché? Per il sadico gusto di
vedere morte, deserto, e non verde, speranza, gioia,
vita… Si giunge perfino ad adorare Satana, a fare l’apologia del suicidio e
della morte…
Dice
il Vangelo: Condussero
a Gesù un sordomuto pregandolo di imporgli le mani. Tutti conoscevano Gesù, il
sordomuto non lo conosceva, era estraneo a quello che
avveniva nel mondo. Condussero a Gesù
il sordomuto. – Bisogna condurre a Gesù tanti nostri
fratelli infelici, privi di facoltà di parlare ossia di pregare,
incapaci di sentire e di vedere Dio.
Come
condurli a Gesù? Parlando di lui. Gesù guarì il sordomuto emettendo un sospiro
di preghiera.
Osserviamo
attentamente i gesti e le parole di Gesù.
1) Gesù
lo conduce in disparte: è il richiamo alla preghiera. Gesù spesso si ritirava in disparte solo a
pregare il Padre. Con la preghiera
possiamo ottenere anche miracoli. 2) … lontano
dalla folla: soli
con Dio solo, senza l’influsso altrui si è capaci di ricevere tutta la potenza
di salvezza divina di Gesù. 3) Gesù gli pone le
dita negli orecchi. Gesù chiamava lo
Spirito Santo dito della mano del Padre.
Diceva Gesù: Se
io compio le opere di Dio con il dito divino… Gesù ci salva comunicandoci lo Spirito Santo,
potenza divina e Amore. Lo Spirito entra in noi e ci
trasforma nell’interiorità facendoci figli di Dio come Gesù; e come figli ci
colloca nel cuore del Padre.
4)
Gesù con la saliva gli tocca
Inoltre la saliva era considerata capace di curare i mali. Il demonio agli ossessi comunicava una falsa
saliva,
Con
chi parlava? L’unico presente era
Gesù. Colui che
era guarito parlava con l’ uomo-Dio. Che cosa avrà detto?
“Gesù, grazie! Mi hai guarito, mi hai aperto un
mondo nuovo!”
La
prima parola di questo uomo non fu dunque quella di
papà e mamma, ma quella di Gesù, uomo e Dio, Figlio del Padre, pieno di Spirito
Santo amore. Lo Spirito (in ebraico
femminile) ha il ruolo della mamma nella SS. Trinità e nella Chiesa.
L’evangelista Marco, vedeva
con gioia che i pagani, convertiti al cristianesimo, ricevevano il Battesimo ed
erano felici. Quella gioia spirituale
era molto più grande della guarigione fisica del mutismo. Marco comprendeva che Gesù, nel guarire il
sordomuto, alludeva al Battesimo. Infatti nella
liturgia battesimale, dai primi tempi del cristianesimo fino ad oggi, si
ripetono i gesti della guarigione del sordomuto: si toccano le orecchie e la lingua e si
ripetono le parole di Gesù: “Effatà!”, “Apriti!”.
Quando si entra nella fede, Dio si sente; e subito viene la voglia di parlare con lui, di pregare a lungo. La preghiera è rivelazione della fede ed esercizio di fede. Molta fede porta a molta preghiera. Poca fede, poca preghiera. Preghiera quasi nulla, fede inesistente.
Quando c’è la fede, il mondo non è più un deserto
vuoto.
Chi
crede non è mai solo! La nostra vita è popolata da Dio; è bella, attraente,
specchio di Dio, pregustazione del paradiso. Allora si canta
Ha
fatto bene ogni cosa, fa udire i sordi e parlare i muti! Questo grido di giubilo cita Isaia 35, 4-6: Coraggio! Non temete; ecco il vostro Dio, giunge la
vendetta (contro ogni male), la ricompensa divina. Egli viene a salvarvi! Allora si apriranno gli occhi dei ciechi, e
si schiuderanno gli orecchi dei sordi.
Allora lo zoppo salterà come un cervo, griderà di gioia la lingua del
muto, perché scaturiranno acque nel deserto, scorreranno torrenti nella steppa!
Questo
testo della Bibbia si riferisce alla gioia che reca la venuta del Messia, la
rivoluzione di benessere economico, sociale, fisico e cosmico. Il Vangelo mette la guarigione del sordomuto
in relazione con la redenzione totale del mondo, quando avremo vinto la morte,
saremo in un corpo nuovo e glorioso e in un cosmo rinnovato. Chi si lascia guarire dalla sordità e dal
mutismo verso Dio, entra in un ambiente meraviglioso e divina, quello della vita cristiana.
Ha fatto bene ogni cosa, è la citazione del Genesi quando si dice che Dio vide che tutto quello che
aveva fatto era bello e buono. Con la
redenzione di Gesù si ritorna alle meraviglie delle origini, quando non c’era peccato, ma tutto grazia, gioia, bontà…
CONCLUSIONE
L’uomo
senza Dio è orfano di padre e di madre, isolato e solo, senza fratelli e
sorelle… Ma chi
vive il cristianesimo è figlio di Dio come Gesù e insieme con lui; è pieno di
Spirito Santo, Persona divina Amore; riposa felicemente nel cuore di Dio
Padre: nella pienezza della gioia di Dio,
gioia infinita, eterna, oceano senza fondo e senza sponde.