RIFLESSIONI BIBLICHE

                                                                                  Fr.F. Tudda

 

                                                     CHI E’ GESU’ CRISTO NELLA MIA VITA?

 

Vangelo di Marco,8,31ss

                                                            Domenica XXIV B

 

 

            Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarea di Filippo; e per via interrogava i suoi discepoli dicendo:  Chi dice la gente che io sia? – Ed essi risposero:  Giovanni il Battista, altri poi Elia e altri uno dei profeti. – Ma egli replicò:  E voi chi dite che io sia? – Pietro gli rispose:  Tu sei il Cristo. – E impose loro severamente di non parlare di lui a nessuno.  E cominciò a insegnar loro che il Figlio dell’uomo doveva molto soffrire ed essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, poi venire ucciso e, dopo tre giorni, risuscitare.  Gesù faceva questo discorso apertamente.  Allora Pietro lo prese in disparte, e si mise a rimproverarlo.  Ma egli voltatosi e guardando i discepoli, rimproverò Pietro e gli disse:  Lungi da me, Satana!  Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini.

            Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro:  Se qualcuno vuol venire dietro di me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua.  Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del vangelo, la salverà”.

 

Il Vangelo ci sollecita  a rispondere ad alcuni interrogativi:  Chi è Gesù Cristo?  Che cosa dice la gente di lui?  Gesù suscita interesse, indifferenza, amore, odio? – e voi che cosa pensate di Gesù?

Molti cristiani non conoscono Gesù.  Basta una colossale bugia (come Documento

da Vinci) per scuotere quella leggera patina di apparente fede.

Mettiamo alcuni punti fondamentali certi: 1) Gesù è un personaggio storico certo; 2) il personaggio più importante della storia;  3) è la persona più cara di questo mondo:  più che padre e madre, figli e coniugi; 4)  è il Figlio di Dio, fatto uomo per introdurci nella vita e nella gioia stessa intima di Dio Trinità.

 

Gesù prima di tutto è un personaggio storico.  Senza la certezza della sua esistenza in questo mondo, tutta la fede cristiana crollerebbe.  La storicità è provata scientificamente e con certezza, molto meglio che di qualsiasi altro personaggio del suo tempo.  Esistono documenti trovati integri dalla più rigorosa scienza di critica testuale.  Tali documenti sono stati scritti dai suoi discepoli, che erano i più informati di ciò che egli disse e fece.

            Gesù è Dio venuto nel mondo; e ci ha parlato di Dio e di ciò che egli vuole da noi.  Non c’è nessuno più competente di Gesù sulle cose di Dio.

Gesù diede il comando ai suoi discepoli di testimoniarlo, dicendo:  Andate e riferite a tutte le genti quello che vi ho insegnato.  Chi crederà sarà salvo, chi non crederà sarà condannato. 

 

Gesù è una persona viva che incontriamo nella Messa-comunione.

Chi non partecipa assiduamente alla Messa (festiva) e comunione non si dica cristiano.  Come è concepibile che la persona più cara convoca i suoi cari nel giorno solenne della sua venuta e c’è chi si disinteressa di lui?

Gesù lo incontriamo  vero e misteriosamente vivo anche nella lettura del Vangelo e nella preghiera comunitaria.  Dice il Vangelo:  Mentre parlavano di lui, egli in persona si rese presente.  E inoltre dice Gesù:  Dove ci sono due o più persone unite nel mio nome a pregare, là ci sono anche io.

 Gesù è persona viva e la persona più cara: nessuno mi ama come lui, che ha dato la sua vita in croce per me e che mi assicura una vita eterna in paradiso.

            Gesù è colui che è risuscitato perché è Dio e uomo.  Come Dio ha risuscitato molti.  Mai nessuno ha fatto una cosa del genere. Gesù ha risuscitato altri e se stesso. La sua realtà non è soltanto umana, ma divina.  Egli è Dio e in più ha un corpo e un’anima umana.  La morte non tocca né Dio né l’anima immortale, ma solo il corpo. Gesù ha risuscitato anche il suo corpo umano e l’ha unito all’anima per sempre.

 

            CHI ERA GESU’ PER GLI EBREI CHE LO SENTIVANO E LO SEGUIVANO (I DISCEPOLI)?

            Dice il Vangelo:  Alcuni pensavano che fosse un profeta, altri Elia: come un santo simile a Padre Pio o a sant’Antonio.  Gesù è molto più che un semplice Santo!  E’ l’infinito Dio.  Pietro e i discepoli di Gesù credevano che egli era il Messia atteso ossia il salvatore dl mondo.  Però fino alla risurrezione di Gesù, gli Ebrei (compresi i discepoli di Gesù) erano con la mentalità dell’Antico Testamento.

            Verso la fine dell’Antico Testamento cominciarono a rivelarsi aspetti nuovi che saranno chiari nel cristianesimo e cioè quando Gesù risorse, mandò lo Spirito Santo e diede inizio alla Chiesa.

            I discepoli di Gesù non avevano idee chiare sull’interiorità, eternità e la croce. L’Antico Testamento era una religiosità terrena, temporale, materiale.  Gesù ci ha svelato le ricchezze dell’anima, del dopo morte e il valore della croce salvifica che purifica ed eleva. 

            Pietro non riusciva a capire come mai il Maestro parlasse di morte in croce, se egli era il grande Messia o Re che avrebbe soggiogato il mondo al suo dominio.  Gesù è re, ma re crocifisso in questo mondo per essere colui che porta l’umanità alle ricchezze eterne e divine.

            Dopo che Pietro disse a Gesù:  Tu sei Cristo ossia Messia,  Gesù aggiunse per precisare bene le sue prerogative:  Come Messia devo morire in croce e come Dio devo risorgere e così distruggerò il male e darò entità divine all’umanità.

            Con la venuta di Gesù si è aperto il cielo nel cuore dell’umanità, si è riversato tutto Dio nel nostro intimo.  Quale angoscia o tristezza può albergare più nel cuore dell’uomo?  Dio è con noi, in noi; e noi in lui come bambini nel grembo materno.  Questo è il mistero di Gesù di Nazaret, il nostro Salvatore, il Messia atteso e venuto nel mondo! 

 

CHI E’ GESU’?

 

            Ce lo dice in modo magistrale il Papa Paolo VI nel suo discorso a Manila, nelle Filippine,

il 29 Novembre del 1970.

Io, Paolo, successore di Pietro, non sarei mai venuto da Roma fine a questo Paese estremamente lontano, se non fossi fermissimamente persuaso di Cristo. Di Cristo! , io sento la necessità di annunciarlo, non posso tacerlo. Io sono mandato da Lui, da Cristo stesso.  Gesù è l’unico Salvatore di tutto il mondo; è il Figlio di Dio vivo (Matth. 16, 16); Egli è il rivelatore di Dio invisibile.  Nessuno come lui può parlarci di religione. Egli è il Maestro dell’umanità. Egli è nato, è morto, è risorto per noi; Egli è il centro della storia e del mondo; Egli è Colui che ci conosce e che ci ama; Egli è il compagno e l’amico della nostra vita; Egli è l’uomo del dolore e della speranza; è Colui che deve venire e che deve un giorno essere il nostro giudice e la pienezza eterna della nostra esistenza, la nostra felicità. Io non finirei più di parlare di Lui: Egli è la luce, è la verità,  la vita. Egli è il Pane, la fonte d’acqua viva per la nostra fame e per la nostra sete; Egli è la nostra guida, il nostro esempio, il nostro conforto, il nostro fratello. Come noi, e più di noi, Egli è stato piccolo, povero, umile, lavoratore, paziente. Per noi, Egli ha parlato, ha compiuto miracoli.  Ha fondato un regno dove i poveri sono beati, dove la pace è principio di convivenza, dove i puri di cuore ed i piangenti sono esaltati e consolati, dove quelli che aspirano alla giustizia sono rivendicati, dove i peccatori possono essere perdonati, dove tutti sono fratelli.

Ricordate: questo è il nostro perenne annuncio, è la voce che noi facciamo risuonare per tutta la terra (Cfr. Rom. 10, 18). Ricordate e meditate: il Papa è venuto qua fra voi, e ha gridato: Gesù Cristo!

Cristo è da esaltare e da amare per ciò che Egli è per noi, per ciascuno di noi, per ciascun Popolo e per ciascuna civiltà: Cristo è il nostro Salvatore. Cristo è il nostro supremo benefattore. Cristo è il nostro liberatore. Cristo ci è necessario, per essere uomini degni e veri nell’ordine temporale, e uomini salvati ed elevati all’ordine soprannaturale.

Qui si presentano molte domande, che travagliano il nostro tempo, e che io immagino siano presenti anche nel vostro spirito. Le domande sono: può Cristo essere davvero utile anche per risolvere i problemi pratici e concreti della vita presente?  … economici, politici e sociali?  Il cristianesimo può essere salvezza anche a questo livello terreno ed umano. Cristo ha moltiplicato i pani anche per la fame fisica delle folle che lo seguivano. E Cristo continua a compiere questo miracolo per quelli che davvero credono in Lui.  I veri seguaci di Cristo, i santi, sono stati i più grandi benefattori dell’umanità.
Cristo promulga perennemente il suo grande e sommo precetto della carità. Non esiste alcun fermento sociale più forte e più buono di questo, sia positivo, per mettere in moto energie morali incomparabili e inestinguibili; per denunciare ogni egoismo, ogni ritardo, ogni dimenticanza a danno dei bisogni altrui. Cristo proclama l’eguaglianza e la fratellanza di tutti gli uomini: chi mai, se non Lui, ha insegnato e può tuttora efficacemente insegnare tali principi; Lui che ha svelato la Paternità divina, vera e inoppugnabile ragione della fraternità umana. E la libertà autentica e sacra dell’uomo donde deriva se non dalla dignità umana, di cui Cristo si è fatto maestro e vindice? E chi, se non Lui, ha reso disponibili i beni temporali, quando ha tolto ad essi la ragione di fine e li ha dichiarati mezzi, mezzi che devono, in qualche misura, a tutti bastare, e mezzi inferiori ai beni superiori dello spirito? Chi, se non Cristo, ha messo nel cuore dei suoi il genio dell’amore e del servizio per ogni sofferenza e per ogni bisogno dell’uomo? Chi ha dato al lavoro la sua legge di diritto e di dovere e di provvidenza, la sua dignità che lo fa risalire a cooperazione e compimento del disegno divino, la sua liberazione da ogni forma inumana di servitù, la sua mercede di giustizia e di merito?

Dico a voi, Studenti, avvertite l’insufficienza e l’inganno del materialismo.  Occorre riaffermare la necessità dei valori spirituali ed eterni.
Dico a voi, Lavoratori, che oggi avete preso coscienza dei vostri diritti e della vostra forza: badate di non scegliere, per la vostra integrale riabilitazione, delle formule incomplete o inesatte, che offrendovi conquiste parziali, d’ordine economico e edonistico, aumentino poi la delusione d’essere stati privati dei beni superiori dello spirito, della vostra personalità religiosa, della vostra speranza nella vita che non muore.

Dico a voi, Poveri: ricordatevi che avete un Amico supremo, quel Cristo che vi ha proclamati beati, che si è rivestito di voi dicendo:  Quello che fate ai più poveri lo fate a me in persona! Sì, cercate di sollevarvi, ne avete diritto e dovere; esigete l’aiuto da una società che vuol chiamarsi civile; ma non maledite né la vostra sorte, né gli uomini insensibili, sapendovi ricchi dei valori della pazienza cristiana e del dolore redentore.

Dico finalmente a voi ricchi: ricordate quanto Cristo fu severo a vostro riguardo, quando vi vide soddisfatti, inerti, egoisti, e quanto invece Egli fu sensibile e grato, quando vi incontrò provvidi e generosi, e disse che nemmeno un bicchiere d’acqua fresca, dato con animo cristiano, rimarrà senza ricompensa. Forse è venuta l’ora vostra, per aprire gli occhi ed i cuori a nuove e grandi visioni, non per lotte d’interesse, dell’odio e della violenza, ma all’insegna della carità sollecita e generosa, e del progresso.
Tutto questo fa parte del messaggio della fede cattolica che io sono obbligato e lieto d’annunciare qui, nel nome di Gesù Cristo, nostro Signore e nostro Salvatore.

 

            In fine, ai nostri giorni, lo stesso Gesù ci dice chi è lui, il Cristo.

 

          Gesù disse a santa Faustina Kowalska:  “Io vi colmo di beni perché vi amo in modo che non potete mai immaginare.  Se conosceste il mio amore, impazzireste di gioia.  Abbiate fede.  La fede vi salva.  Chi mai morirebbe in croce per i suoi nemici.  Questo ha fatto il vostro Dio che vi ama.  Annunziate al mondo che tutti possono salvarsi perché il mio amore è infinito e non viene mai meno.  Voi mi potete non amare. Io vi amo sempre, anche quando diventate miei nemici con il peccato mortale.  E anche allora, ricorrete a me.  Io sono il vostro Salvatore.  Annunziate al mondo l’infinita bontà di Dio, la salvezza certa per tutti, se confidate in me.  Stringetevi al mio cuore amorosissimo che realmente batte per voi nella santa Ostia.  Quando vi accostate a me, vi colmerò di beni che non potete contenerli.  Ora spalanco le porte del mio cuore, poi ci sarà il giudizio per chi non ha voluto farsi amare dal suo infinito e amoroso Dio che è amore e solo amore, tutto amore.

           

Gesù!  E’ lui la nostra gioia, la nostra speranza!

 

Oggi qualcuno è ancora sensibile per certi omicidi, non per tutti (i bambini nel seno materno si uccidono con facilità!).  Oggi ancora esiste qualcuno che è sensibile per certi omicidi.  Mi diceva una persona:  Come può essere sereno chi ha ucciso una persona?

Ma io dico:  Sei sensibile che delitto è un solo peccato mortale?  E’ uccidere Gesù Cristo.  Egli morì per i nostri peccati.  Se nessuno avesse peccato non sarebbe morto.  Ogni peccato è uccidere Gesù Cristo!!!

Ed egli ancora ci attende perché è solo amore e tutto amore!

Ma che cosa avverrà per chi  non ha voluto farsi amare dal suo infinito e amoroso Dio che è amore e solo amore, tutto amore?

L’inferno eterno è terribile al solo pensiero…

Ma Dio è bontà infinita anche per il ladrone crocifisso con lui…  Orsù:  buttiamoci al suo cuore con immensa fiducia e abbandono!!!

 

 

 

LA DONNA VESTITA DI SOLE

Maria assunta in cielo

Commento al c. 12 dell’Apocalisse

 

         Gesù e Maria sono già in paradiso    in anima   e corpo.

         Gesù è risorto con il corpo glorioso perché è Dio. La Madonna è stata assunta dal suo Figlio divino  perché Madre di Dio.

 

         Gesù è risorto perché Dio.

       Il suo corpo umano e crocifisso non poteva restare cadavere, dato che era strettamente congiunto con la divinità:  Dio è vita, non è morte; Dio crea, non distrugge.  Gesù non poteva restare morto per lungo tempo ; perciò è risorto.

 

         La Madonna è stata assunta in paradiso in anima e corpo perché Madre di Dio.             Come tale    aveva la stessa carne, identica, unica come il Figlio.   Infatti verginalmente  generò il Figlio di Dio alla vita umana, senza collaborazione di un uomo:  dunque    la carne di Maria    era ed è    la stessa, identica, unica del Dio fatto uomo. 

         Per questo Maria è stata assunta in cielo ossia nella dimora propria della divinità perché strettamente congiunta a Dio:  nessuna altra creatura lo è come lei. 

        

         Noi dobbiamo anelare con il cuore là dove sono le vere gioie. 

         Beati noi     se facciamo di Gesù nostro    redentore “l’anelito supremo della vita”: anche per noi c’è la promessa della vita eterna e della risurrezione del corpo.

 

         Perché ancora non possiamo godere la gloria del paradiso come Gesù e la Madonna?  Perché il peccato ce ne ha privati.  Dunque il peccato è il più grande male che possa esistere; il più grande pericolo dell’esistenza umana!  La cosa che soprattutto dobbiamo temere.

          

         Dice la Bibbia:  Per mezzo di un uomo (Adamo) venne (il peccato) e la morte; per mezzo di un uomo (Gesù, Dio fatto uomo) verrà anche la risurrezione dei (corpi) morti.          Come in Adamo tutti muoiono, così in Cristo tutti riceveranno la vita (anche nella carne).

 

         Ora io mi domando stupito:  quale persona non cerca ardentemente di vivere senza fine?  E allora, al di sopra di ogni cosa dobbiamo cercare l’amicizia con Gesù, nostro Redentore e Salvatore. 

         La Madonna ci guida a lui, che è    frutto benedetto del suo seno.

 

         La morte venne in seguito al peccato. 

         La Madonna è l’unica persona umana senza peccato (Gesù è persona divina); la Madonna fu creata immacolata dal primo palpito di vita nel seno di sua madre.  Perciò l’Immacolata   non doveva morire   perché la morte      è conseguenza del peccato.  Morì come Gesù:  per amore nostro, un amore fino a dare la vita per salvarci.             Come le carni di Gesù risorsero dopo tre giorni, anche quelle di Maria seguirono la stessa sorte.

 

         Morte e peccato sono strettamente congiunti.

 

         Chi è senza peccato vive divinamente anche l’esperienza corporea.  Il peccato è morte, bruttezza, tristezza, infelicità.    L’innocenza è vita, vita divina, bellezza sovrumana,  gioia eterna.

         

          LA DONNA VESTITA DI SOLE

          del capitolo 12 dell’Apocalisse 

 

         Dice l’Apocalisse:  La donna era vestita di sole con la luna sotto i suoi piedi e sul capo una corona di dodici stelle.

         Donna per eccellenza è la Madonna; donna significa signora, la nobile signora! 

         La persona più vicina a Dio, al di sopra degli stessi angeli,  non è un uomo, ma una donna (Gesù è persona divina):  la Donna vestita di sole. 

         Il sole (che riveste e illumina divinamente la Madonna) è Gesù, chiamato nella Bibbia sole di giustizia ossia sole di santità, di bontà, di bellezza e di gioia. 

 

         Gesù creò e rese splendida l’ Immacolata. 

         Egli è l’unico figlio che poté prepararsi una madre a suo piacimento. 

         Dante chiama la Madonna: figlia del tuo Figlio:   ella è il frutto spirituale di colui che volle essere frutto benedetto del suo seno.

 

         La donna vestita di sole, come persona fisica, è la Madonna; come comunità è la Chiesa o la cristianità; e anche ogni singolo cristiano. 

 

         Ognuno di noi può ereditare la grandezza e la bellezza di Maria.  Questo avviene  quanto più ci lasciamo assumere e illuminare da Cristo Redentore.

 

         Non è forse vero che nella religione di Cristo esiste un sacramento che comunica la bellezza dell’Immacolata e si chiama confessione? 

         Non è ugualmente vero che esiste un sacramento che si chiama comunione e rinnova il mistero della Madre di Dio?  Chi fa la comunione è come Maria con Dio nel suo seno.

         Ma chi non si lascia illuminare dal Sole Gesù,  non fa parte del segno Donna ossia Donna di Dio o umanità di Cristo, assunta, “sposata” dal Figlio di Dio fatto uomo.  Non fa parte per quanto non si lascia illuminare dalla sua santità.

 

         La Madonna è un membro della Chiesa, il più nobile, perché totalmente illuminata da Cristo; è la più vicina a lui o a lui strettamente congiunta come madre e vergine.  Congiunto significa parente, consanguineo.

         E’ bene sottolineare ancora: al vertice della creazione (degli angeli, degli uomini e di ogni creatura) al vertice  è una persona umana femminile, la Madonna.  Gesù è persona divina. 

         Presso Dio non ha valore la potenza, la forza o la superbia maschile, ma la potenza dell’amore, di cui la donna è tipo speciale. 

 

         Ogni donna, e specialmente la Madonna, è tipo speciale dell’amore.

 

         Nella SS. Trinità, c’è un Padre, un Figlio e una Madre:  lo Spirito, Persona divina amore, nella lingua biblica è di genere femminile.  La Madonna è sposa dello Spirito, Madre del Figlio e Figlia del Padre.  Ella è la creatura strettamente congiunta con la SS. Trinità da essere chiamata “Quarta persona in Trinitate”.

 

         L’Apocalisse, con linguaggio simbolico, dice:  La donna era incinta e gridava per le doglie e i travagli del parto. 

         La Madonna partorì Gesù verginalmente, senza dolore, gloriosamente; ma partorisce i figli peccatori alla vita divina della redenzione  con i travagli e le sofferenze del Calvario; ai piedi della croce, la Madonna è Addolorata, perfettamente associata al Crocifisso, il Salvatore dell’umanità. 

 

         Anche la Chiesa,attraverso il martirio e i sacrifici,partorisce o incarna Cristo nella società, negli individui, nella storia, nella politica, nella famiglia… ovunque.  La Chiesa porta nel mondo la civiltà cristiana dell’amore, della pace, della fraternità.  Ditelo ai politici che lottano la Chiesa:  essa è amore, pace, fraternità.

          Ma quanto è difficile vincere l’egoismo, la superbia, la vendetta, l’odio, la lussuria… E’ un parto dolorosissimo.

Nel partorire il cristianesimo nel mondo, la Chiesa viene ostacolata da una forza sovrumana diabolica: Satana, che si incarna e si esprime attraverso personaggi  diversi nei vari momenti storici.  Nel secolo scorso la forza diabolica si servì o si incarnò nel comunismo ateo che fece 120 milioni di vittime (drago rosso o sanguinario).  Un'altra incarnazione del male fu il nazismo ateo e micidiale con i suoi 60 milioni di vittime. 

Al tempo in cui si scriveva l’Apocalisse, chi ostacolava la Chiesa era il colosso dell’impero romano pagano con le persecuzioni cruente. 

Dice l’autore dell’ Apocalisse:  Un drago con sette teste (sono i sette colli di Roma antica) e dieci corna.  Il corno è segno di una forza potente come quella del caprone.  Dieci è un numero simbolico per indicare totalità e pienezza.  Vuol dire che quel potere è superiore alle forze umane, il potere satanico che si scaglia contro la Chiesa.         

Ma Cristo è onnipotente e la Donna vince con l’amore.

 

Soltanto l’onnipotenza divina può vincere il potere diabolico.  Questo vuol dire che la salvezza non è possibile senza intervento divino.  In altre parole, tutti abbiamo bisogno del Redentore Gesù; e dobbiamo ricorrere a mezzi divini per lottare il male che è di origine sovrumana e supera l’uomo.  L’umanità facilmente si lascia sedurre dall’apparenza, dal materialismo, ateismo, superbia.

 La Chiesa ha mezzi soprannaturali per vincere il male: la confessione, la comunione, la preghiera, la penitenza.  Disse la Madonna a Fatima:  Pregate e offrite sacrifici insieme con il sacrificio di Gesù perché molte anime vanno all’inferno, se non c’è chi prega e si sacrifica per la loro salvezza.

 

Il drago si pose davanti alla donna che stava per partorire, per divorare il bambino appena nato.  L’autore dell’Apocalisse si riferisce (storicamente) alla Chiesa nascente nell’impero romano pagano e inoltre (teologicamente) a tutti gli altri nemici del cristianesimo.  La Chiesa nascente era come un pulcino implume davanti al colosso dell’Impero Romano. 

MA la Chiesa è forte dell’onnipotenza di Cristo. 

Dice l’Apocalisse:  Essa partorì un figlio maschio. Destinato a governare tutte le nazioni  con scettro di ferro; e il figlio fu subito rapito verso Dio e verso il suo trono (al sicuro).  

 

Il figlio maschio è Gesù uomo Dio che nasce in tutte le epoche storiche; e nasce nonostante le opposizioni del male.  Le potenze del male (loro malgrado) favoriscono la crescita del bene.  Infatti proprio il martirio rende vittoriosa la Chiesa.  Un albero potato viene privato dei rami inutili e diventa più rigoglioso. 

 

Il sangue di Cristo salva il mondo. 

Senza croce non si entra in cielo.  Gesù e la sua Chiesa hanno sempre la meglio nelle persecuzioni e nella crocifissione.

         La donna fuggì nel deserto, il luogo della preghiera e della penitenza.

 

 

         La Madonna assunta in cielo è vincitrice della morte, del peccato e di ogni male.

         Grande fu la sofferenza di Maria ai piedi della croce e in tutta la sua vita. Ma anche la vittoria contro il male fu straordinaria e solenne.  Da qui proviene tutta la bellezza dell’Assunta e la sua gioia senza fine.

 

         Riguardo alla bellezza della Madonna faccio un’osservazione:  quando Gesù risorse, lasciò il lenzuolo (la sacra Sindone) che aveva avvolto il suo cadavere.  Anche la Madonna lasciò le vesti nel sepolcro presso il Getsemani. 

         Perché?  Perché i corpi risorti sono nudi, come nudi erano il primo uomo e la prima donna, appena creati innocenti.  La veste viene dal peccato.

         I corpi risorti sono nudi perché sono di tale bellezza che nessuna materia può ornarli.  Sono corpi divinamente gloriosi.  Tutte le creature materiali per i corpi gloriosi sarebbero come fango, fossero pure le perle più preziose. 

         Il valore della carne umana è divina e la sua bellezza è divina.

L’assunzione di Maria al cielo è la solenne proclamazione della bellezza di Maria.

 

E noi suoi figli aneliamo alla sua bellezza. 

Per questo dobbiamo gridare con gioia le parole della Bibbia:  Quale gioia quando mi dissero andremo alla casa del Signore!  E ora i nostri occhi sono rivolti … al paradiso,    al paradiso! Amen!

 

 

ESSERE SORDI E MUTI DAVANTI A DIO

DOMENICA XXIII, ANNO B

             

Gesù, di ritorno dalla regione di Tiro, passò per Sidone, dirigendosi verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decapoli.

         E gli condussero un sordomuto, pregandolo di imporgli la mano.  E portandolo in disparte lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua;  guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e disse:  Effatà”, cioè “Apriti!”  Subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della lingua e parlava correttamente.  E comandò loro di non dirlo a nessuno.  Ma più egli lo raccomandava, più essi ne parlavano e, pieni di stupore, dicevano:  Ha fatto bene ogni cosa; fa udire i sordi e fa parlare i muti (Mc 7, 31-37).

 

 

            Dice il Vangelo:  Gesù andò “in pieno territorio della Decapoli”.  Era una regione non abitata da Ebrei, ma da Greci e Romani. Là si erano stabiliti i soldati che avevano partecipato alla guerra di conquista della Palestina, fatta dall’impero romano.  Gli abitanti della Decapoli erano tutti pagani.

            Dice il Vangelo: Condussero a Gesù un sordomuto, pregandolo di imporgli la mano.  Questo fatto si trova solo nel Vangelo di Marco, segno che era molto caro all’evangelista. 

            I primi tre Vangeli riferiscono quasi gli stessi fatti e detti di Gesù per lettori diversi (Matteo per i cristiani provenienti dal Giudaismo; Marco per quelli che venivano dai pagani di Roma; Luca per i pagani del mondo greco-romano).  Gli evangelisti adattavano il messaggio del Vangelo secondo le particolari esigenze degli ascoltatori.

            Perché a Marco interessava il fatto del sordomuto?  Perché Marco era segretario di Pietro e aveva davanti a sé i pagani di Roma.  Egli vedeva come si accostavano alla fede cristiana, come accoglievano il messaggio e come rispondevano:  prima balbettavano le preghiere e poi le ripetevano con maggiore fervore.  Così aveva fatto il sordomuto che  imparò lentamente a parlare.

            I pagani non avevano l’esperienza religiosa degli Ebrei che da due millenni conoscevano l’unico vero Dio.  Dio si era loro rivelato più che padre e madre affettuosa, più che parente e perfino con la tenerezza degli sposi.  Erano cose inaudite per i pagani.  I pagani avevano una conoscenza molto confusa di Dio.  Consideravano i loro dèi come altrettanti nemici, esseri potenti da placare con sacrifici umani crudeli e con altre prestazioni religiose che dovevano frenare le loro ire spaventose.

I Greci e i Romani vivevano sotto il terrore degli dèi.       Il pagano era un sordomuto riguardo alla grande rivelazione divina ebraica e cristiana.   Il sordomuto psicologicamente è un isolato, chiuso nel suo mondo individuale, sospettoso degli altri. La mancanza della parola non fa scoprire le ricchezze dell’animo altrui.  Il linguaggio è il mezzo proprio degli uomini che riversa il mondo interiore negli altri.  Le bestie vivono di sensi e comunicano tra loro con gesti come i sordomuti.  I gesti non hanno la ricchezza della parola.  E’ molto diversa la situazione del cieco nei riguardi del muto.  Il cieco non vede le meraviglie del creato; però ha la percezione chiara del mondo interiore degli altri esseri umani attraverso la parola.   

SORDITA’ davanti a Dio significa non sapere, non conoscere, restare insensibili di Dio come se egli non esistesse.  MUTISMO è non saper rivolgere la parola a Dio,  non incontrarlo mai mediante la preghiera.  La preghiera ci mette in dialogo familiare, amoroso e dolce con Dio; allarga il cuore – direi – quanto è grande Dio, e riempie la vita di beni soprannaturali.

        

Dobbiamo dire con triste realismo che oggi esiste un vasto mondo di sordità e di mutismo nei riguardi di Dio.  Molta gente vive come se Dio non esistesse, come se mai avesse parlato.  Molti non credono più alla sua rivelazione testimoniata dalla Bibbia e neanche alla venuta storica di Gesù in terra, alla sua nascita a Betlem, alla sua morte per amore nostro.  Molti non credono a tutto quel patrimonio di insegnamenti cristiani che elevano il tenore della vita e lo rendono simile a quello divino. 

Purtroppo c’è molta gente che vive come i pagani:  corrono dai maghi,  credono al destino inflessibile e crudele… Senza Dio c’è tristezza e disperazione. La tristezza del mondo odierno dipende dalla vita praticamente pagana.     L’uomo vive nell’incubo, nella tristezza congenita e nella disperazione. 

Un segno di disperazione si può vedere nella mania di distruggere pazzescamente l’ambiente e se stessi, incendiando i boschi e dandosi alla droga e ai vizi… perché?  Per il sadico gusto di vedere morte, deserto, e non verde, speranza, gioia, vita… Si giunge perfino ad adorare Satana, a fare l’apologia del suicidio e della morte…

 

         Dice il Vangelo:  Condussero a Gesù un sordomuto pregandolo di imporgli le mani.     Tutti conoscevano Gesù, il sordomuto non lo conosceva, era estraneo a quello che avveniva nel mondo.  Condussero a Gesù il sordomuto. – Bisogna condurre a Gesù tanti nostri fratelli infelici, privi di facoltà di parlare ossia di pregare, incapaci di sentire e di vedere Dio.

         Come condurli a Gesù?  Parlando di lui.  Gesù guarì il sordomuto emettendo un sospiro di preghiera.

        

         Osserviamo attentamente i gesti e le parole di Gesù.  1)  Gesù lo conduce  in disparte:  è il richiamo alla preghiera.  Gesù spesso si ritirava in disparte solo a pregare il Padre.  Con la preghiera possiamo ottenere anche miracoli.  2) … lontano dalla folla:  soli con Dio solo, senza l’influsso altrui si è capaci di ricevere tutta la potenza di salvezza divina di Gesù.  3)  Gesù gli pone le dita negli orecchi.  Gesù chiamava lo Spirito Santo dito della mano del Padre.  Diceva Gesù:  Se io compio le opere di Dio con il dito divino…  Gesù ci salva comunicandoci lo Spirito Santo, potenza divina e Amore.  Lo Spirito  entra in noi e ci trasforma nell’interiorità facendoci figli di Dio come Gesù; e come figli ci colloca nel cuore del Padre. 

        

         4) Gesù con la saliva gli tocca la lingua.  La saliva è vicino alla lingua, è legata alla parola.  Gesù è la Parola del Padre venuta in terra per rivelarci la gioia di avere un Padre divino. 

          Inoltre la saliva era considerata capace di curare i mali.  Il demonio agli ossessi comunicava una falsa saliva, la bava.  Gli indemoniati guariti da Gesù emettevano bava dalla bocca cioè eliminavano tutto il diabolico dall’interno. 5) Gesù guarda verso il cielo:  è l’atteggiamento di Gesù che prega il Padre, dal quale ha origine ogni bene.  6)  Emise un sospiro:  la preghiera di Gesù è sofferta; diventa il gemito del Figlio verso il Padre a favore di tutti coloro che vuole fare suoi fratelli e figli del medesimo Padre.  La preghiera deve essere unita al sacrificio; la redenzione avvenne con il grande sacrificio di Gesù.  7)  E disse:  Effatà/apriti.  Il miracolo è fatto.  Gesù aprì il sordomuto verso il mondo umano (l’umanità di Cristo) e quello divino:  Subito gli si riaprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della lingua e parlava correttamente.

         Con chi parlava?  L’unico presente era Gesù.  Colui che era guarito parlava con l’ uomo-Dio.  Che cosa avrà detto?  “Gesù, grazie! Mi hai guarito, mi hai aperto un mondo nuovo!”

         La prima parola di questo uomo non fu dunque quella di papà e mamma, ma quella di Gesù, uomo e Dio, Figlio del Padre, pieno di Spirito Santo amore.  Lo Spirito (in ebraico femminile) ha il ruolo della mamma nella SS. Trinità e nella Chiesa.

L’evangelista Marco, vedeva con gioia che i pagani, convertiti al cristianesimo, ricevevano il Battesimo ed erano felici.  Quella gioia spirituale era molto più grande della guarigione fisica del mutismo.  Marco comprendeva che Gesù, nel guarire il sordomuto, alludeva al Battesimo.  Infatti nella liturgia battesimale, dai primi tempi del cristianesimo fino ad oggi, si ripetono i gesti della guarigione del sordomuto:  si toccano le orecchie e la lingua e si ripetono le parole di Gesù:  Effatà!”, “Apriti!”.

            Quando si entra nella fede, Dio si sente;  e subito viene la voglia di parlare con lui, di pregare a lungo.  La preghiera è rivelazione della fede ed esercizio di fede.  Molta fede porta a molta preghiera.  Poca fede, poca preghiera.  Preghiera quasi nulla, fede inesistente.

         Quando c’è la fede, il mondo non è più un deserto vuoto. 

         Chi crede non è mai solo! La nostra vita è popolata da Dio; è bella, attraente, specchio di Dio, pregustazione del paradiso.  Allora si canta la gioia.  La preghiera è soprattutto rendimento di grazie per la gioia di essere figli di un Padre che è Dio.

         Ha fatto bene ogni cosa, fa udire i sordi e parlare i muti!  Questo grido di giubilo cita Isaia 35, 4-6:  Coraggio!  Non temete; ecco il vostro Dio, giunge la vendetta (contro ogni male), la ricompensa divina.  Egli viene a salvarvi!  Allora si apriranno gli occhi dei ciechi, e si schiuderanno gli orecchi dei sordi.  Allora lo zoppo salterà come un cervo, griderà di gioia la lingua del muto, perché scaturiranno acque nel deserto, scorreranno torrenti nella steppa!

         Questo testo della Bibbia si riferisce alla gioia che reca la venuta del Messia, la rivoluzione di benessere economico, sociale, fisico e cosmico.  Il Vangelo mette la guarigione del sordomuto in relazione con la redenzione totale del mondo, quando avremo vinto la morte, saremo in un corpo nuovo e glorioso e in un cosmo rinnovato.  Chi si lascia guarire dalla sordità e dal mutismo verso Dio, entra in un ambiente meraviglioso e divina, quello della vita cristiana. 

Ha fatto bene ogni cosa, è la citazione del Genesi quando si dice che Dio vide che tutto quello che aveva fatto era bello e buono.  Con la redenzione di Gesù si ritorna alle meraviglie delle origini, quando non c’era peccato, ma tutto grazia, gioia, bontà…

 

         CONCLUSIONE

 

         L’uomo senza Dio è orfano di padre e di madre, isolato e solo, senza fratelli e sorelle…  Ma chi vive il cristianesimo è figlio di Dio come Gesù e insieme con lui; è pieno di Spirito Santo, Persona divina Amore; riposa felicemente nel cuore di Dio Padre:  nella pienezza della gioia di Dio, gioia infinita, eterna, oceano senza fondo e senza sponde.