MESSAGGIO DEL PAPA PER LA QUARESIMA 2002
(versione
libera e parafrasata)
La Quaresima è un cammino di quaranta giorni che conduce il cristiano a
celebrare la pasqua. Quest’anno la
pasqua avverrà il 31 marzo.
Il
cammino della Quaresima ripercorre la via di Gesù attraverso la passione e la
morte, meditandole e facendo propri i sentimenti del Redentore. Come Gesù affrontò generosamente e
liberamente la sofferenza e la morte, così anche il cristiano deve imparare a
soffrire e purificarsi dal male.
Solo così potrà godere la pasqua.
Gesù si
fece uomo come noi, divenne sofferente, partecipò alle difficoltà di ogni
persona umana. Egli era Dio
altissimo e felicissimo. Poteva non
soffrire. Ma proprio perché Dio è
soprattutto amore infinito. Per
questo non ci abbandonò nella triste sorte del peccato; venne in mezzo a noi per
aiutarci a soffrire come lui con amore, con la speranza della liberazione dal
male, del raggiungimento del perdono divino e della gioia di esser fatti suoi
figli con la vita divina che ci viene data per i meriti di
Gesù.
In
pratica questa è la pasqua:
pentirsi dei peccati, fare penitenza, ottenere il perdono con il
sacramento della confessione o riconciliazione, rivivere quello stato di figli
di Dio ottenuto per la prima volta con il battesimo e riconquistato con la
confessione e nutrito gioiosamente con la comunione eucaristica
pasquale.
La
prima lezione che Gesù vuol darci con la sua passione e morte è l’amore gratuito
e generoso. Egli diceva: Nessuno mi toglie la vita, ma la offro
da me stesso (Gv 10, 18). – Dare la vita è il supremo dono di amore, come
afferma ancora Gesù: Nessuno ha un
amore più grande di questo: dare la
vita per i propri amici (Gv 15, 13).
Quale
deve essere la nostra risposta? Ci
viene detta da Gesù stesso: Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente
date (Mt 10,
8).
Alla
scuola di Gesù dobbiamo imparare ad amare la gratuità, la generosità, il dono,
il per-dono. Dobbiamo dare tempo a
Dio nella preghiera e al prossimo quando ha bisogno. Non si deve dire: Non ho tempo. - Significherebbe: Non ho amore. – Si deve dare tempo a Dio
e aiuto di ogni genere al prossimo:
aiuto morale, spirituale, economico…
Cristianesimo
significa vivere come Cristo. Egli
è dono che il Padre ci ha dato; egli è anche dono di sé a noi. Il Padre ha tanto amato il mondo da dare
il Figlio suo (dice il Vangelo).
Gesù ha dato se stesso per noi fino alla morte di croce. Non si può essere cristiani se non
agiamo come Gesù e cioè se non ci apriamo alle necessità altrui. Chiudersi nell’egoistico io è il
contrario del cristianesimo; è vivere ancora lontani da Dio; è vivere nei
peccati, senza redenzione, senza gioia
e senza speranza.
Abbiamo
ricevuto tutto gratuitamente:
l’esistenza, la crescita fino ad oggi. La vita dunque è un dono di Dio. Se è suo dono deve essere spesa per lui
e per il prossimo, secondo il detto di Gesù: Quello che fate agli altri lo fate a
me.
La vita
è un dono di Dio; nessuno deve dirsene padrone. Non lo possono dire neanche gli
scienziati che hanno scoperto come modificarla in bene e in male fin nelle
profonde radici. Attenzione: non tutto quello che posso fare è lecito
fare. Posso anche uccidere un uomo,
ma non devo farlo. Stiano attenti
gli scienziati a non offendere il Creatore che diede loro la possibilità di
scoprire quello che egli da secoli ha creato. La vita deve essere rispettata con sacro
terrore: non si possono trattare
gli embrioni come nulla.
La
Quaresima mostrandoci Gesù morto in croce per noi ci fa comprendere il grande
valore della vita umana: essa è
dono di Dio, redenzione di Cristo e ha un grande valore. E’ stata fatta per Iddio e per
l’eternità. Gesù ci ha meritato una
vita nuova, la vita divina della grazia santificante, per cui siamo realmente
figli di Dio, pieni di doni divini e tempio vivo di Dio Padre nostro, del
fratello Gesù e pieni di luce dello Spirito Santo amore.
La
grazia santificante trasforma divinamente la nostra esistenza: ci fa simili a
Dio e suoi familiari, eredi della stessa sorte felice per tutta l’eternità in
paradiso. Questa vita divina va
alimentata e coltivata con la lettura che spiegano le sue meraviglie, con i
sacramenti che ci nutrono di divinità e con una condotta di vita simile a quella
di Gesù e cioè dedicandoci senza riserve al servizio di Dio e del prossimo. Tutto abbiamo ricevuto da Dio e tutto
dobbiamo spenderlo per lui.
Nel
mondo pagano vige la legge dell’interesse; in quello cristiano deve aver valore
la legge dell’amore di Cristo che ha dato se stesso fino alla morte di croce e
si è abbassato a lavare i piedi di tutti servendo come uno schiavo, ma schiavo
di amore. Questo servire
generosamente e disinteressatamente il prossimo fa capire che cosa è il
cristianesimo: è servizio di amore,
è trasformare il mondo dell’egoismo in una civiltà della
bontà.
Chi
opera così rivela al mondo incredulo che è venuta in terra una nuova ondata di
vita, di amore, di gioia pasquale:
è venuto Gesù e ha dato all’uomo la possibilità di vivere nella gioia di
amare come ama lui stesso che per noi divenne crocifisso, risorto e
redentore.
Questo
modo di agire è un invito potente e convincente (per chi non conosce il
cristianesimo) ad entrarvi e trovare la gioia e la
salvezza.
Maria,
la Vergine e Madre del bell’Amore e della speranza, sia guida e sostegno in
questo cammino quaresimale.