MESSAGGIO DEL PAPA PER LA QUARESIMA 2002

(versione libera e parafrasata)

Osservatore romano, 6.2.2002

 

 

         La Quaresima è un cammino di quaranta giorni che conduce il cristiano a celebrare la pasqua.  Quest’anno la pasqua avverrà il 31 marzo. 

 

Il cammino della Quaresima ripercorre la via di Gesù attraverso la passione e la morte, meditandole e facendo propri i sentimenti del Redentore.  Come Gesù affrontò generosamente e liberamente la sofferenza e la morte, così anche il cristiano deve imparare a soffrire e purificarsi dal male.  Solo così potrà godere la pasqua.

Gesù si fece uomo come noi, divenne sofferente, partecipò alle difficoltà di ogni persona umana.  Egli era Dio altissimo e felicissimo.  Poteva non soffrire.  Ma proprio perché Dio è soprattutto amore infinito.  Per questo non ci abbandonò nella triste sorte del peccato; venne in mezzo a noi per aiutarci a soffrire come lui con amore, con la speranza della liberazione dal male, del raggiungimento del perdono divino e della gioia di esser fatti suoi figli con la vita divina che ci viene data per i meriti di Gesù.

In pratica questa è la pasqua:  pentirsi dei peccati, fare penitenza, ottenere il perdono con il sacramento della confessione o riconciliazione, rivivere quello stato di figli di Dio ottenuto per la prima volta con il battesimo e riconquistato con la confessione e nutrito gioiosamente con la comunione eucaristica pasquale.

 

La prima lezione che Gesù vuol darci con la sua passione e morte è l’amore gratuito e generoso.  Egli diceva:  Nessuno mi toglie la vita, ma la offro da me stesso (Gv 10, 18). – Dare la vita è il supremo dono di amore, come afferma ancora Gesù:  Nessuno ha un amore più grande di questo:  dare la vita per i propri amici (Gv 15, 13).

Quale deve essere la nostra risposta?  Ci viene detta da Gesù stesso: Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date  (Mt 10, 8).

Alla scuola di Gesù dobbiamo imparare ad amare la gratuità, la generosità, il dono, il per-dono.  Dobbiamo dare tempo a Dio nella preghiera e al prossimo quando ha bisogno.  Non si deve dire:  Non ho tempo. -  Significherebbe:  Non ho amore. – Si deve dare tempo a Dio e aiuto di ogni genere al prossimo:  aiuto morale, spirituale, economico… 

 

Cristianesimo significa vivere come Cristo.  Egli è dono che il Padre ci ha dato; egli è anche dono di sé a noi.  Il Padre ha tanto amato il mondo da dare il Figlio suo (dice il Vangelo).  Gesù ha dato se stesso per noi fino alla morte di croce.  Non si può essere cristiani se non agiamo come Gesù e cioè se non ci apriamo alle necessità altrui.  Chiudersi nell’egoistico io è il contrario del cristianesimo; è vivere ancora lontani da Dio; è vivere nei peccati, senza redenzione, senza gioia  e senza speranza.

 

Abbiamo ricevuto tutto gratuitamente:  l’esistenza, la crescita fino ad oggi.  La vita dunque è un dono di Dio.  Se è suo dono deve essere spesa per lui e per il prossimo, secondo il detto di Gesù:  Quello che fate agli altri lo fate a me. 

 

 

 

 

 

La vita è un dono di Dio; nessuno deve dirsene padrone.  Non lo possono dire neanche gli scienziati che hanno scoperto come modificarla in bene e in male fin nelle profonde radici.  Attenzione:  non tutto quello che posso fare è lecito fare.  Posso anche uccidere un uomo, ma non devo farlo.  Stiano attenti gli scienziati a non offendere il Creatore che diede loro la possibilità di scoprire quello che egli da secoli ha creato.  La vita deve essere rispettata con sacro terrore:  non si possono trattare gli embrioni come nulla. 

 

La Quaresima mostrandoci Gesù morto in croce per noi ci fa comprendere il grande valore della vita umana:  essa è dono di Dio, redenzione di Cristo e ha un grande valore.  E’ stata fatta per Iddio e per l’eternità.  Gesù ci ha meritato una vita nuova, la vita divina della grazia santificante, per cui siamo realmente figli di Dio, pieni di doni divini e tempio vivo di Dio Padre nostro, del fratello Gesù e pieni di luce dello Spirito Santo amore.

La grazia santificante trasforma divinamente la nostra esistenza: ci fa simili a Dio e suoi familiari, eredi della stessa sorte felice per tutta l’eternità in paradiso.  Questa vita divina va alimentata e coltivata con la lettura che spiegano le sue meraviglie, con i sacramenti che ci nutrono di divinità e con una condotta di vita simile a quella di Gesù e cioè dedicandoci senza riserve al servizio di Dio e del prossimo.  Tutto abbiamo ricevuto da Dio e tutto dobbiamo spenderlo per lui. 

 

Nel mondo pagano vige la legge dell’interesse; in quello cristiano deve aver valore la legge dell’amore di Cristo che ha dato se stesso fino alla morte di croce e si è abbassato a lavare i piedi di tutti servendo come uno schiavo, ma schiavo di amore.  Questo servire generosamente e disinteressatamente il prossimo fa capire che cosa è il cristianesimo:  è servizio di amore, è trasformare il mondo dell’egoismo in una civiltà della bontà.

Chi opera così rivela al mondo incredulo che è venuta in terra una nuova ondata di vita, di amore, di gioia pasquale:  è venuto Gesù e ha dato all’uomo la possibilità di vivere nella gioia di amare come ama lui stesso che per noi divenne crocifisso, risorto e redentore.

Questo modo di agire è un invito potente e convincente (per chi non conosce il cristianesimo) ad entrarvi e trovare la gioia e la salvezza.

Maria, la Vergine e Madre del bell’Amore e della speranza, sia guida e sostegno in questo cammino quaresimale.