TUTTI POSSIAMO ESSERE SANTI

                                                      a cura di fr. Francesco Tudda

 

         Tutti possiamo essere santi.  Così ci insegna  un piccolo, ma preziosissimo libro di Sr. Maria della Trinità, clarissa di Gerusalemme.  Il libro, giunto alla nona edizione, ha per titolo: Colloquio interiore, edito a Gerusalemme, 2004.  In Italia si trova presso la Libreria Internazionale Francescana, piazza Porziuncola, 1,  06088 S. Maria degli Angeli – PG – tel. 0758051503 – fax 075805154.

            Cenacolo sacerdotale più volte si è interessato di questo prezioso scritto, in particolare in 1/ 2001,13-32.  Nel proprio sito www.padretudda.it offre un saggio abbastanza diffuso dell’edizione precedente.

            Tutti possiamo e dobbiamo essere santi.  La santità non è privilegio di pochi fortunati o, peggio, di soli predestinati.  E’ lo stato normale dell’esistenza umana.  Non raggiungere la santità significa essere infelici, e persone fallite.

           La santità è unione con Dio.  Dio ci ha creati per quell’unione intima che avviene  mediante il Battesimo e si nutre con la comunione eucaristica.  Se la comunione ci unisce a Cristo fino a formare con lui un solo corpo, è evidente che in noi scorre la vita di Dio, la sua santità e una felicità divina:  è la piena realizzazione di sé. 

Mediante i sacramenti diventiamo un solo organismo con l’uomo-Dio Gesù.  Con lui e come lui, unico Figlio di Dio, entriamo nel cuore del Padre, pieni di amore divino, che è lo Spirito Santo.  La santità è vivere in comunione di vita e di amore con la SS. Trinità.

L’unione con Dio, come avviene nella fede cristiana, non ha paragoni con nessuna esperienza umana.  Un po’ rassomiglia allo stato del bambino nel grembo materno.  Ma la differenza è ancora distante come cielo e terra.  Il bambino non è cosciente di ciò che vive; e perciò non gode una vera comunione.  Nella fase terrena noi “sperimentiamo” la comunione con Dio, pur sotto i veli della fede:  quanto più la fede diventa forte, tanto più le “esperienze” mistiche sono vive.  Nella fase finale poi, in paradiso, entreremo nel mare infinito di amore e di gioia con Dio “faccia a faccia”.

            Dunque tutti i battezzati siamo stati santificati in maniera altissima, fortissima e inimmaginabile.  E allora è necessario vivere in conseguenza per aumentare la comunione con Dio e non perderla.  L’esempio lo abbiamo in Gesù.  Egli visse da uomo-Dio. In terra di Palestina appariva simile ai suoi contemporanei:  sotto i veli umani nascondeva l’infinita comunione trinitaria. 

Sr. Maria ci insegna una santità alla portata di tutti, in maniera umile com’ è la sua vita molto ordinaria.  Non fece grandi penitenze né miracoli.  Era come le  persone più umili e povere di spirito.            L’unica cosa straordinaria di Sr. Maria era una voce che sentiva dentro di sé, la voce di Gesù che la istruiva.  Però lei afferma (e non dubito affatto) che il Maestro parla a tutti mediante ispirazioni o buoni pensieri che vengono percepiti quanto più si è docili ai suoi richiami.  La vita umana è come uno specchio di acqua su cui si riflette il cielo se l’acqua non è torbida.  Siamo torbidi quando deformiamo la nostra personalità.  Allora la comunione con Dio diminuisce e si può perdere.

La vita cristiana fa sperimentare (mediante la fede) le gioie della SS. Trinità:  il Padre continuamente ci dice, come faceva con Gesù in terra:  Tu sei il mio Figlio diletto, in cui mi sono compiaciuto!  Il Figlio rispondeva con infinito amore:  Abbàh! – Papà!  In questo mutuo scambio di affetti divini (a cui siamo associati con il Battesimo) divampa l’ incendio di amore infinito, che è la Persona divina Amore o Spirito Santo.  E noi veniamo immersi nell’essere amati dal Padre con il Figlio e nelle fiamme dello stesso incendio dello Spirito Santo.

            La vita del cristiano deve essere come quella del Figlio fatto uomo, che diceva:  Io compio sempre il volere del Padre mio; questo è il cibo quotidiano…  Fare la volontà di Dio, sempre e ad ogni costo, con qualsiasi sacrificio, questa è la pratica della santità.

            Il volere del Padre non è quello di vivere senza corpo o senza anima, senza famiglia e senza amici.  Gesù si comportava come perfetto uomo, pur essendo vero Dio. Noi dobbiamo vivere la vita umana in tutte le sue dimensioni, eccetto il peccato.  Ma siccome siamo fortemente attratti verso il sensibile, e non verso i valori invisibili, dobbiamo fare una continua ginnastica per neutralizzare le attrattive del male.

            Vediamo ora qualcuno degli insegnamenti del prezioso libretto.

            La voce di Gesù dice a Sr. Maria:  Ti separerò da tutte le creature, perché tu sia tutta mia.  Lo vuoi tu?  Allora mi avrai dato tutto.  Allora mi servirò della tua povera vita (n. 51).

            La santità consiste nell’essere totalmente di Gesù (perché tu sia tutta mia).  Ogni cristiano è un altro Cristo che vive oggi nel mondo.  Per vincere le forze cattive, dobbiamo sforzarci costantemente in direzione opposta.  La santificazione va sempre unita a rinunzie:  Ti separerò da tutte le creature.   Non si può servire a due padroni (opposti).

            Gesù vuole il nostro consenso:  Lo vuoi tu?  Allora mi avrai dato tutto.  Dare tutto se stessi a Gesù significa raggiungere la pienezza di comunione con lui.  Allora si potranno compiere i miracoli invisibili che Cristo compì durante la sua vita nascosta a Nazaret.  Allora mi servirò della tua povera vita. Anche se i miracoli non si vedono, esistono e spargono bontà, conversioni e santità ovunque. 

Ti voglio tutta mia, sei tanto miserabile!  Hai talmente bisogno di me!  Io ti custodirò nel profondo del mio cuore:  tu sei la mia piccolissima bambina!  Insieme faremo qualche cosa di buono.  Ma in cielo lavorerai con pienezza.      Tu non hai fatto grandi cose sulla terra, però mi hai dato ciò che ti ho domandato.  Ben presto sarò io che ti farò il mio dono.

            Preparati, spogliati di ogni cosa, ti voglio tutta per me (n.54).

            Sr. Maria è una creatura debole, piena di difetti e di attaccamenti a cose e a  persone…  Aveva tante cianfrusaglie (spogliati di ogni cosa, ti voglio tutta per me).  Era facile alla reazione contro il prossimo come tutti i figli di Adamo peccatore (sei tanto miserabile! Hai talmente bisogno di me! Tu non hai fatto grandi cose sulla terra).  Ma è Gesù che ci fa santi.  Noi dobbiamo dire sì alle sue richieste.  Allora sarà facile, perché Gesù ci dà la forza.  Non si possono raggiungere le vette senza fatica.  Insieme faremo qualche cosa di buono.  Ma in cielo lavorerai con pienezza.

E quanto è grande l’amore di Gesù per ognuno di noi! Io ti custodirò nel profondo del mio cuore:  tu sei la mia piccolissima bambina!.  Beati i piccoli, gli incapaci che riconoscono la loro impotenza e si affidano all’infinita bontà di Dio!  La nostra santità è assicurata. Insieme faremo qualche cosa di buono. Allora la vita sarà un centro di irradiazione di bontà per tutti i tempi e per tutti i luoghi della terra: … in cielo lavorerai con pienezza.

Compi il tuo dovere fedelmente, il più perfettamente possibile (n. 57). Non sei ancora del tutto obbediente; al primo tocco della campanella tu non lasci tutto…Lascia tutto.  Che non vi sia nient’altro al mondo per te che l’amore fra te e me.  Dona, semplifica la tua vita, liberati.  Sii completamente povera per essere del tutto mia.

Gesù ad alcuni santi diede il gravoso onere delle stimmate, i dolori della sua passione.  A Sr. Maria chiese il piccolo sacrificio di lasciare ogni occupazione quando suonava la campanella che chiamava altrove.  Non era un grande sacrificio; ma fatto sempre, specialmente quando si è ingolfati in occupazioni particolari, può diventare  un atto eroico.  Mille piccole cose formano una grande santità.  Presso Dio non conta tanto quello che facciamo, ma lo sforzo richiesto per attuarlo.  Chi mette tutto il suo impegno dà a Dio tutto ed è santo come i più grandi asceti del deserto… o i grandi missionari che raggiunsero la Cina a piedi.  Questi campioni della fede cristiana misero a servizio di Dio le forze che avevano ricevuto.

E’ da lungo tempo che avresti potuto compiere questo spogliamento del superfluo intorno a te.  Ripara con l’intensità del tuo amore il tempo perduto nella tiepidezza. Liberati.  Oh, come sarai felice quando sarai totalmente libera e tutta mia.  Liberati anche da tutto ciò che ti preoccupa (n.60).

Sr. Maria è lenta a compiere il volere divino, non è un’anima straordinaria sempre pronta a ogni atto eroico.  Anche di questi tipi si serve Gesù per fare i suoi santi.  Chi non ha difetti?  Pure le mancanze servono per raggiungere la santità.  Esse ci esercitano nell’umiltà e nella fiducia:  sono due virtù importantissime per la vita spirituale.

L’abbandono in Dio deve evitare le preoccupazioni:  liberati da tutto ciò che ti preoccupa.  Le preoccupazioni e gli scoraggiamenti sono due tarli che corrodono la fede e la comunione con Dio.

Ti voglio tutta mia nella sofferenza.  Mi si cerca lontano, mentre io sono così vicino a voi.  Non avete che scendere nel cuore e ascoltare (n. 62).

Gesù dice di volere Sr. Maria tutta sua, a costo di qualsiasi sofferenza.  Nelle immancabili sofferenze della vita troveremo molte occasioni per dimostrare l’amore a Dio.  Allora diremo:  Eccomi, Signore, sono tuo anche ora e specialmente ora in cui posso dimostrarti il mio amore con il sacrificio.  Tu mi hai amato fino a morire in croce, io ti amo nelle piccole e frequenti sofferenze della giornata…  Cento piccole cose, unite insieme, fanno un assai. 

Così Gesù educa gradatamente alla santa croce che è la grande maestra di santità quando si trasforma per amore in donazione generosa, libera, voluta per suo amore.

Io non impongo nulla.  Sono impotente davanti alla vostra libertà.  Io mendico il vostro amore.  Guardami palpitante sopra la croce:  ecco la mia regalità!  Ho espiato per voi, ma non vi costringo a crederlo.  Mostro la mia passione – è eloquente? – e aspetto.  Ecco la mia divinità; una pazienza instancabile.  Da secoli aspetto le anime.  Mai respingo.  Chiedimi di conoscermi meglio.

Fa lo stesso della tua vita.  Ripara; espia; ama senza nulla chiedere in cambio; e aspetta con pazienza anche che ti si ami.  Non rifiutarti mai di fare favori.  E’ me che tu onori e servi delicatamente; ne ho tanto bisogno (n. 66).

Questo grande Dio, che si è fatto crocifisso per amor nostro, non è venuto nel mondo per usare i castighi e costringere alla sua legge.  Ha castigato il suo corpo e la sua anima umana.  Ha usato la terapia della solidarietà e del contrasto:  si è fatto uomo e ha operato in sé quello che voleva negli uomini.  Alla corsa sfrenata per il piacere e per l’egoismo, Gesù oppose la corsa al dolore e all’umiliazione nelle sue carni.  In tal maniera Gesù non ci costringe, ma ci con-vince con la forza trainante del suo esempio. Molte anime si sono commosse e hanno seguito lui in croce. Unendo le proprie sofferenze a quelle del Redentore, parteciparono alla sua forza e ai suoi meriti.

Ecco una penitenza piccola:  Non rifiutare mai di fare favori.  E’ me che onori e servi delicatamente; ne ho tanto bisogno.  Accogli come un dono ogni occasione di fare una buona azione invisibile; è per me che essa viene fatta.  Per quanto piccola, mi dice il tuo amore (n.76).

            E’ l’amore che salva.  Amare significa unirsi all’amico Gesù.  Se siamo con lui, la nostra piccola goccia diventa un mare infinito di potenza.  Gesù ne ha tanto bisogno: noi siamo il punto di appoggio attraverso il quale l’infinito Dio può sollevare il mondo.  Chi salva è Dio con la sua onnipotenza.  Ma Dio senza l’uomo non può agire nell’umanità.  Ogni persona che compie il bene diventa un punto d’appoggio per l’onnipotenza divina:  Dammi un punto d’appoggio e solleverò il mondo.

            Ricordati spesso che voi siete tutti degli esseri in evoluzione, dipendenti dalla mia grazia e dipendenti pure gli uni dagli altri.  Siete solidali, siete responsabili gli uni degli altri; responsabili di quello che divenite (n. 77). 

Nessuna (delle tue consorelle) è del tutto buona o del tutto cattiva…  Bisogna lasciar crescere la zizzania con il buon grano (n.77).

Nella vita di famiglia e nelle comunità esistono continue occasioni di scontro, fraintesi, divergenze…  Sono occasioni ottime per esercitarsi nella carità vicendevole.  Amare non significa non avere contrasti, ma saperli superare con senso di fede e di sacrificio.  In tal maniera si trovano spesso occasioni, piccole, ma frequenti per quella santità che è alla portata di tutti.

Mai scoraggiarsi per le miserie spirituali, per le impazienze…  Con me puoi tutto.  Questa frase merita un monumento.  La santità è possibile, non per le nostre capacità, ma per la grazia del Redentore che ci sta sempre vicino.

Attendo qualche cosa di meglio che delle grandi opere.  Aspetto che tu mi provi il tuo amore… come il tuo Dio ha dato prova di amarvi…  Ciascuna di voi può, nel proprio posto, il più oscuro, rendermi grandemente, eroicamente amore per amore. Questo io aspetto, questo desidero (n. 97).

Che cosa vuol dire amare?  Cercare solo Dio in ogni azione e in ogni momento; volere solo il suo volere a costo di ogni sacrificio;  non pensare a nessun interesse personale o egoistico; preferire Dio e il prossimo.  Quando abbiamo fatto questo, siamo entrati nel cuore di Dio.  Allora le nostre azioni e la nostra vita avranno un valore divino, eterno come è Dio stesso.

Lascia le gioie della terra, non ci pensare; siano per te indifferenti, e ti farò conoscere altre gioie migliori. – Io riempio la tua giornata, riempio il tuo lavoro, riempio il tuo cuore.  Lasciami regnare anche in tutto il tuo spirito.  Ciò che ti ripugna o ti rivolta consideralo con la dolcezza che vi ho rivelato nella mia passione e con pietà (n. 112).

La felicità sta nella vita nascosta.  La felicità consiste nell’amicizia della Santa Trinità. Ma la vita dello spirito è fragile.  Bisogna preservarla nell’ombra ove si dischiude(n. 113).

Non appena stai in ascolto dentro di te, mi ritrovi:  sono già presente, in attesa.  Ed è così in ogni anima.  Come coloro che si amano fissano, durante il giorno degli appuntamenti in cui si consacrano unicamente gli uni agli altri, così noi abbiamo i nostri appuntamenti:  gli Uffici del giorno e della notte, la Messa, la Comunione…  Disponiti ad essi rallegrandotene… desidero vedere la tua anima piena di gioia, e che essa trasparisca dovunque attorno a te (n. 118).

La santità è soprattutto frutto della preghiera.  S. Alfonso diceva:  Chi prega si salva, chi non prega si danna.  La preghiera è l’arma dei deboli, l’onnipotenza dell’uomo e la debolezza di Dio.  Tutto si ottiene con la preghiera.

… Concentrate le vostre forze e tutto il vostro tempo disponibile ad ascoltarmi, perché io parlo ad ogni anima.  Invece si fa tutto per farsi osservare, voler sorpassare gli altri.  Tempo perso!  Tempo perso per l’eternità e per l’amore.  Ricorda questo, figliola mia, il tempo che non serve ad avvicinarti a me, qualunque sia l’occupazione che lo riempie, è perduto, perché senza di me non potete far nulla (n. 124).

Io prodigo i miei doni e voi non li desiderate, e non vi preparate a riceverli!  Siete ingombrati da ciò che conservate.

 

UN PROGRAMMA DI SANTITA’ SEMPLICE E AUTENTICA

 

Riportiamo piccole frasi prese qua e là senza citare per non essere pesanti.

Dimenticati!  Quando hai tutto mi privi della gioia di occuparmi di te.  Non ti difendere, lascia che ti difenda io.  Nascondi le fatiche, le sofferenze.  Sii benevola.  Io ti amo e ti custodisco. La mia grazia non ti abbandona mai.  Cerca di piacere a me e al prossimo.  Sii buona, amabile. Le tue sorelle devono sentirsi amate da te.

 Renditi povera di cose e di ricca solo di Dio che è tutto, vuota di egoismo.  Non ti far assorbire dal lavoro.  Non ti vendicare mai, sia pur impercettibilmente.  Chi si vendica rinnega l’amore.  Dio è amore.  Perdona senza stancarti.  Ti amo perché sei debole, perché ho dato la vita per te. 

Sii sempre pronta per accogliere la morte in ogni momento.  Non temere nulla: per i tuoi peccati ecco la mia misericordia; per la tua debolezza ecco la mia onnipotenza; per le tue preoccupazioni ecco la mia Provvidenza.  Io sono la tua vita; ti accompagno come il respiro; sono sempre vicino a te. 

Non rifiutarmi niente:  ti chiedo mediante i desideri del prossimo; è a me che servi in loro.  Non cercare gioie fuori di me.  I monasteri sarebbero fiorenti se ci fosse molta fede e molta povertà:  Dio fa tutto, Dio è tutto. Quando hai la consolazione delle creature, io mi nascondo e taccio; quando ti fanno soffrire , hai le mie consolazioni. 

Agisci nel silenzio, senza essere notata.  Fai il bene solo per me.  Le tue penitenze, per quanto minime, ti aiutano a dominare te e darti a me.  Le sofferenze accettate con amore espiano, quelle costrette possono portare alla ribellione.  La mia gioia è dare, ma le anime non ricevono perché sono piene di egoismo.  Bisogna vincere l’io per incontrare Dio.  Nei sacrifici e nella sofferenza imparerai ad amarmi e riceverai l’Amore. 

Per amor mio bisogna amare il prossimo.  Se ti sembra che la superiora sia troppo severa o le sorelle esigenti, amale di più.  Nel silenzio e nell’ombra vivi una vita tutta interiore con me nella pienezza della felicità.  Abbi fede.  Le creature non possono dare la gioia di cui hai bisogno. 

Liberandovi dalla materia scoprirete il mondo dello spirito.  Non devi far altro che darmi la tua anima senza riserve e senza resistenze ai miei desideri.  La gioia interiore la do io, mai senza la vostra collaborazione.  Non appartiene a voi soffocare le rivolte della natura.  Prega lo Spirito Santo per i cuori ribelli che solo lo Spirito Santo può pacificare. 

Più il bene è profondo, meno appare.  Servimi cantando.  Preferisco poco con gioia che molto con tristezza.  Un atto di puro amore è qualche cosa di grandioso.  Chi accoglie tutto restando nell’amore di Dio e del prossimo mi ha reso un grande onore.  Un po’ di sforzo e di pena e poi una gioia senza fine…in paradiso.  Amarvi è aver fiducia in me, è non dubitare di me, è contare su me. 

Ho bisogno di vedervi tutte felici al mio servizio.  Desidero che regni tra di voi una gioiosa dolcezza.  Dolcezza, pazienza, gioia, fiducia, generosità.  Più che sviluppare i vostri talenti, cercate di accogliere i doni di Dio.  E’ lo sforzo interiore che conta, non il risultato esterno o il successo.  Siate generosi senza limiti e l’ amore aumenterà la vostra forza.  Attraverso gli atti interni, noti solo a Dio, compite opere grandi.

Trasmettete i miei insegnamenti attraverso l’esempio.  Silenzio, esempio, domare la natura ribelle, diffondere la gioia… Non posso sopportare un’anima che giudica, che usurpa i diritti di Dio.  Ci sono molte piccole avversità nel sopportare i difetti altrui, ma che cosa è questo di fronte ai delitti che si commettono nel mondo e che voi potete evitare?

 Sii come una bambina che si affida a me, senza esitazione.  Le anime brillanti per doti naturali mi deludono più spesso della gente umile.  Di fronte a Dio e all’eternità resterà solo l’amore.  Una grande carità consiste nei vostri pensieri benevoli.  Io solo conosco gli sforzi, le intenzioni, la generosità di ciascuno… 

Appena si tendono verso di me mani vuote e supplichevoli, io le riempio.  Fate assegnamento alla mia potenza e alla mia misericordia infinita.  Spesso sei impaziente per piccole cose o perché le tue preghiere non sono esaudite. Pensa all’eternità e alla pazienza di Dio. 

Più starai nascosta, silenziosa, rispettosa verso il prossimo, senza tentare di influenzarlo, e più agirai in lui.  Più sei silenziosa e apparentemente inutile e più farai bene.  L’incomprensione altrui è un silenzio benefico, indispensabile per il bene di molti.  Il valore della vostra esistenza non sta in ciò che avrete fatto, ma in ciò che avete lasciato fare a me.  Non restare un minuto senza amarmi. 

Strappate le anime mediante la gioia; offrite al mondo cieco la vostra gioia come una luce irresistibile.  Dove non ci sono ingiustizie non c’è neanche la virtù più alta che redime: vincete il male con il bene; dove abbonda la malizia sovrabbondi la bontà, il puro amore.  Lasciati distruggere per amore.  Conservate un cuore sempre in gioia, questo mi fa onore.  Essere contenti solo perché io sono con voi è una prova di amore. 

Non avrai mai a pentirti di aver giudicato una persona superiore a quello che appare.  La santità consiste nel darmi la vostra umanità perché io viva in essa.  Più amerai il prossimo e più amerai me:  sono io che amo in te.  Essere esigenti con se stessi, non imporre nulla agli altri, rispettare la loro libertà, proporre e chiedere; ottenete con la vostra generosità le grazie che la vostra dolcezza deve portare gli altri a ricevere.

Nessuno di coloro che hanno confidato in me è stato deluso.  In voi è il più grande campo di azione:  le vittorie che riportate su voi stessi raggiungono tutto il mondo.  Le conversioni si compiono nell’interno delle vostre anime.  Voglio che il mio Spirito vivifichi le anime: tu vi contribuirai nella misura in cui mi avrai permesso di entrare in te.

 Quando fra di voi esiste l’unione potete ottenere tutto da Dio.  I più grandi misteri si realizzano fuori degli sguardi degli uomini:  osservate l’incarnazione, la natività, la risurrezione e questa redenzione continua che si ripete ogni giorno sugli altari.  Non ti meravigliare di non incontrare abbastanza bontà, neanche in te ce n’è.  C’è in voi un orgoglio tenace che ti farebbe morire se te lo svelassi tutto…  Non sbagli mai ad essere umile.  Se hai qualche virtù la devi a me; la parte che spetta a te sta nell’aver voluto ricevere il mio dono. 

Io ti colmo di continue grazie delle quali appena ti accorgi, ma ne godi i benefici.  Non hai delle grandi sofferenze, ma le piccole pene quotidiane.  Queste sono come ruscelli che formano un grande fiume.  Io le conosco tutte, nessuna va perduta.  Non guardare alle difficoltà della casa.  Vi è una sola grande realtà:  io vi amo, tu sei mia.  La comunione vi giova nella misura in cui sopportate i difetti vicendevoli con la carità fraterna.  Chi vuole stare sempre bene non resisterà allo spirito di critica, che è il cancro della vita spirituale.  La più grande carità verso il prossimo è di vivere nel silenzio lasciandomi agire dentro di voi.  E’ impossibile conoscere il valore e la virtù degli altri.  La più grande prova di amore è credere in me senza prove. 

Tutti possono raggiungere rapidamente la pienezza della santità se mi lasciano agire senza resistere.  Oh, le inconfessate riserve dell’egoismo!!!  L’anima che mi onora di più non è quella che ha sofferto di più, ma quella che ha trasformato in amore e gioia tutte le sofferenze, anche le più piccole contrarietà e delusioni.