UN MONASTERO INVISIBILE

PER I  MISSIONARI DEL CRISTO FRA NOI NELL’EUCARISTIA

 

 

 

            UN APPELLO DEL PAPA

 

            Il 19 aprile 2004 Giovanni Paolo II lanciò un appello alla cristianità:  Tutto il popolo di Dio è chiamato a condividere la sete del Redentore di salvare le anime” (L’Osservatore Romano, Eucaristia e missione, 30 aprile 2004).

Dice il Papa:  “Attorno all’altare, la Chiesa comprende il mandato missionario.  (La missione è efficace solo con l’amore intenso a Gesù sacramentato.  Sono inseparabili:)  “Eucaristia e Missione.  Contempliamo l’Eucaristia con gli occhi di Maria.”   La Madonna è il modello degli adoratori e la Regina delle missioni.

 

          La Chiesa offre Cristo, pane della salvezza, a tutte le genti, perché lo riconoscano e lo accolgano quale unico Salvatore”.

            Solo la Chiesa possiede Il grande tesoro dell’ Eucaristia.  Però Gesù è dono del Padre a tutta l’umanità.  La Chiesa deve darlo a tutte le genti.  Deve ridarlo anche a tante fasce di cristiani che hanno dimenticato che Gesù è vivo in mezzo a noi!  Questa è la missione:  portare ovunque Gesù e il Gesù vivo fra noi che è la SS. Eucaristia!

            Gesù eucaristico raduna in un solo corpo i dispersi figli di Dio e li fa Chiesa ossia famiglia partecipe della stessa carne e dello stesso sangue del Figlio di Dio.  Il mondo ha bisogno di pace, l’ Eucaristia diventa fondamento di pace perché unisce l’umanità in una sola carne, la carne di Gesù.  Evangelizzare dunque significa portare Gesù eucaristico a tutte le genti.  Dice il Papa:  “Fine dell’Eucaristia è proprio la comunione degli uomini con Cristo e con lui con il Padre e con lo Spirito Santo…  Non è possibile che si formi una comunità cristiana, se non avendo come radice e come cardine la celebrazione della sacra Eucaristia.  Al termine di ogni santa Messa, con le parole:  Ite, Missa est, tutti debbono sentirsi inviati come missionari dell’Eucaristia”.

            La missione dunque è diventare anime eucaristiche, lampade viventi davanti a Gesù sacramentato.  Le lampade devono incendiare il mondo intero con il fuoco del cuore di Gesù.  La missione inizia attorno a Gesù sacramentato e tende a portare tutti allo stesso sacramento.

            Tutti dunque dobbiamo essere missionari.  Come?  Come adoratori dell’Eucaristia per fare di tutti gli uomini altrettanti adoratori.

            Per raggiungere questo scopo si deve fare della propria vita una perenne adorazione eucaristica.  Dice il Papa:  “Per vivere dell’Eucaristia occorre (la celebrazione eucaristica e) inoltre:  intrattenersi a lungo in adorazione davanti al Santissimo Sacramento, esperienza  che io stesso faccio ogni giorno traendone forza, consolazione e sostegno”.

           

TUTTI DOBBIAMO ESSERE MISSIONARI 

 

Come?  Il Santo Padre dice:  Con la preghiera attorno all’Eucaristia e il sacrificio.  Tutte le persone di buona volontà sono invitate a partecipare alla costruzione di un grandioso, ma invisibile monastero impegnandosi all’adorazione PROLUNGATA, notturna e diurna dell’Eucaristia.    Vogliamo fondare questo monastero?  Attendo le vostre risposte e i vostri suggerimenti che comunicherò a tutti coloro che si dichiarano disponibili per questa impresa.

L’invito è rivolto a tutti coloro che credono nella presenza reale di Gesù nella santa Eucaristia, che hanno l’ansia missionaria e desiderano consacrarsi a una speciale vocazione di preghiera davanti al SS: Sacramento per uno spazio prolungato come fanno i Religiosi di vita contemplativa.  Vogliamo fondare un vero e proprio monastero che si dedica all’adorazione perpetua del SS. Sacramento a scopo missionario.

Il monastero è invisibile o spirituale, perché lascia i partecipanti nello stato e nel luogo dove si trovano, ma li unisce IDEALMENTE in una comunità che vuole rispondere all’appello del Santo Padre.  Si consacrano all’adorazione del SS. Sacramento come i Religiosi.  Una consacrazione del genere esige molte ore di adorazione fra giorno (dalle ore 6 alle 21) e notte (dalle ore 22 alle 5).  I Religiosi infatti, insegna la Chiesa, devono essere maestri e professionisti di orazione e non semplici dilettantisti.  Non si diventa professionisti, per esempio di musica, se non si esercita questa arte per lo meno per 5-6 ore al giorno.  E così i membri del monastero invisibile devo impegnarsi per molte ore di adorazione, certi che tutto si può ottenere con la preghiera.  Se avessimo una fede forte, non diremmo che il tempo più utile per il mondo è quello trascorso in orazione?

Il nostro monastero è spirituale, non sempre i suoi membri possono raggiungere la santa Eucaristia come si fa nelle case religiose.  Si può adorare Gesù dalla propria casa, però normalmente non si deve trascurare almeno una volta al giorno la visita al SS. Sacramento. 

Attorno ai monasteri frequentemente si aggirano persone simpatizzanti che desiderano vivere la stessa spiritualità dei Religiosi, in maniera ridotta.  Anche il nostro monastero accoglie come simpatizzanti quanti lo desiderano.  

Praticamente i simpatizzanti possono offrire all’adorazione ogni giorno un’ora o frazione di ora, anche dieci minuti di giorno e dieci di notte.   San Pio da Pietrelcina diceva giustamente a tutti:  Avete 24 ore fra giorno e notte.  Ma almeno una volete darla a Dio nella preghiera?  Non è poi molto!  Quanto tempo si spreca in chiacchiere inutili o nocive o davanti al televisore?  Il tempo che si dedica alla preghiera è più utile di qualsiasi altra occupazione.

La Madonna, in una rivelazione privata, disse che tutti i cristiani dovrebbero dedicare alla preghiera tre ore al giorno.  Si tratta di gestire rigorosamente il tempo, gran dono di Dio!  Si tratta di dare un’impostazione diversa alla vita.  Si vive la vita a dimensione egoistica e materialista.  Si cambi in più spirituale e soprannaturale.  La ragione del poco tempo per la preghiera dipende dalla valutazione, dall’importanza che si dà alla preghiera.  Molte occupazioni sono inutili, altre si possono ridimensionare per la sola cosa importante, il contatto diretto con Dio!  Il fenomeno della doppia e multipla attività intacca anche le persone consacrate.  C’è troppo attivismo, troppa mania di efficientismo o di mostra di sé, molta ricerca di successo, di guadagno economico, di soddisfazioni…  Cristo ci insegna a mortificare l’uomo vecchio perché nasca il nuovo secondo il suo Spirito.

Come avviene nei monasteri di adorazione perpetua, anche nel monastero invisibile i membri della comunità si alternano nell’adorazione, lasciano sempre qualcuno davanti al SS. Sacramento a nome di tutti gli altri.  Tutti però devono dare all’adorazione spirituale l’anelito continuo:  sempre davanti al SS. Sacramento per implorare con Gesù al Padre la redenzione del mondo.

Il nostro monastero cerca persone che stiano davanti al SS. Sacramento in modo da coprire le ventiquattro ore con almeno un rappresentante della comunità  a nome di tutti gli altri.  Per questo è necessario conoscere e programmare le disponibilità dei singoli per arrivare all’adorazione perenne.  Allora potremo dire che il monastero è stato fondato.  Poi più cresce il numero degli adoratori e più fiorente diventerà il monastero.

  Diamo questo contributo di amore a Colui che per ogni persona umana sta nell’Eucaristia  da venti secoli e ventiquattro ore su ventiquattro.

 

            UN MONASTERO INVISIBILE A CUI SONO INVITATI TUTTI I POPOLI DELLA TERRA

 

            Il Papa potrà contare sul monastero invisibile per il suo appello accorato missionario ed eucaristico: unire strettamente la vocazione claustrale e quella missionaria.

            Senza contemplazione non si può evangelizzare; senza essere claustrali nell’anima non si può effettuare la nuova evangelizzazione.  Dice chiaramente il Papa:  “Per evangelizzare il mondo c’è bisogno di apostoli ‘esperti’ nella celebrazione, nell’adorazione e nella contemplazione dell’Eucaristia.

            “Nell’Eucaristia riviviamo il mistero della Redenzione culminante nel sacrificio del Signore,..  Cristo è morto per tutti; è per tutti il dono della salvezza, che l’Eucaristia rende presente sacramentalmente nel corso della storia…”

            Essere cristiani significa essere strettamente congiunti in Cristo nella massima esperienza mistica, come dice Gesù:  “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui.  Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me” (Gv 6, 56s).

             Essere cristiani è entrare nella vita intima trinitaria.  L’Eucaristia ci conduce là.  La missione è portare altri e tutto il mondo alla stessa unica esperienza cristiana. 

            Dice il Papa:  “Nutriti di Gesù, i credenti comprendono che il compito missionario consiste nell’essere un’offerta gradita, santificata dallo Spirito Santo, per formare sempre più un cuor solo e un’anima sola e diventare testimoni del suo amore sino agli estremi confini della terra”.

            Il primo tabernacolo della storia è la Madonna, dice il Papa.  Sono inseparabili:  Eucaristia, Chiesa e Maria.  E infatti noi salutiamo l’Eucaristia dicendo:  “Ave vero corpo nato da Maria vergine!”.

 

            Quanti si sentono spinti ad accogliere l’appello del Papa formulino nel cuore il proposito di dedicare molte ore (notturne e diurne) di adorazione al SS. Sacramento, secondo le proprie possibilità e se lo vuole si unisca a noi:  vis unita fortior, dicevano i latini.  Quanto più si uniscono le forze, tanto più si è forti. 

Il mondo si può salvare con Gesù; e Gesù fra noi è il SS. Sacramento.  Dobbiamo fare di tutto il mondo una corale e universale adorazione perpetua.  A questo tende la fondazione del monastero invisibile.  Nei monasteri l’occupazione massima è l’orazione.  Se si sciupa molto tempo, in chiacchiere e perditempo, il mondo va in rovina!

Su una popolazione mondiale di 6 miliardi e 200 milioni di abitanti, i cattolici siamo un miliardo e 70 milioni.  E tutti i cattolici sono cristiani ferventi attorno a Gesù eucaristico?  L’Europa, religiosamente vecchia e stanca, in gran parte, ha bisogno di essere nuovamente evangelizzata perché ha perduto ogni senso cristiano.   Basti osservare quanto è scarsa la partecipazione all’Eucaristia festiva, segno evidente di assenza di fede.  Che dire poi dell’ignoranza o analfabetismo religioso?  Molti dati di fede si ignorano del tutto (paradiso, inferno, risurrezione del corpo, anima, vita divina…).  La morale cristiana è fuori moda  (sessualità sfrenata, materialismo, egoismo, corsa incontenibile al danaro, al successo ossia apparenza  e ai piaceri…).

 

Per fortuna però l’opera dello Spirito Santo è invisibile e molto attiva e sa ricavare figli di Dio dalle pietre.  Quanti santi e adoratori invisibili fra i sei miliardi di uomini, che apparentemente non sono cristiani?

Ora riferisco qualche brano del diario di S. Faustina Kowalska (editrice Vaticana) molto opportuno per l’argomento.

“Figlia mia, voglio insegnarti a salvare le anime con il sacrificio e con la preghiera.  Con la preghiera e la sofferenza salverai più anime di un missionario che si dedichi ad istruire e a  predicare.  Voglio vedere in te un sacrificio di amore vivo, perché solo così ha potere di fronte a me.  Devi essere annientata, distrutta, vivere come morta nella tua essenza più profonda.  Devi essere distrutta nel più intimo di te stessa, dove l’occhio umano non giunge mai e allora sarai per me un sacrificio gradito, un olocausto pieno di dolcezza e di profumo e il tuo potere per chi intercederai sarà grande.  All’esterno il tuo sacrificio deve apparire così:  nascosto, silenzioso, imbevuto di amore, saturo di preghiera.  Voglio da te, figlia mia, che il tuo sacrificio sia puro e pieno di umiltà, perché possa compiacermene.  Non ti lesinerò la mia grazia, in modo che tu possa adempiere quello che esigo da te.  Ora ti insegnerò in che cosa consisterà il sacrificio di olocausto nella vita di ogni giorno, per preservarti dalle illusioni.  Accetterai con amore tutte le sofferenze; non affliggerti se spesso il tuo cuore proverà ripugnanza e avversione per questo sacrificio.  Tutta la potenza di questo sacrificio è racchiusa nella volontà, perciò questi sentimenti contrari non solo non sminuiscono ai miei occhi tale sacrificio, ma lo rendono più grande.  Sappi che il tuo corpo e la tua anima saranno spesso nel fuoco.  Anche se in alcune ore non mi sentirai, io però ti sarò accanto.  Non temere, la mia grazia sarà con te” (pag. 582s).

“Metti l’amor proprio all’ultimo posto, in modo che non contamini le tue azioni.  Sopporta te stessa con molta pazienza…  Allontanati dai mormoratori come dalla peste…  Pensa che cosa potrai fare di bene per le persone che ti hanno procurato delle sofferenze. Evita la dissipazione.  Taci quando vieni rimproverata…  Non scoraggiarti per l’ingratitudine…  Quando la noia e lo sconforto bussano al tuo cuore, nasconditi nel mio cuore.  Non avere paura della lotta… Preparati a grandi battaglie” (pag. 581).

“Il Signore cominciò a lamentarsi delle anime religiose e dei sacerdoti, perché queste anime elette mancano di amore:  Permetterò che vengano distrutti i conventi e le chiese…  L’amore è stato bandito dai conventi.  Anime senza amore e senza spirito di sacrificio, anime piene di egoismo e di amor proprio, anime superbe e presuntuose, anime piene di perfidia e di ipocrisia, anime tiepide che hanno appena quel tanto di calore per mantenersi in vita esse stesse.  Il mio cuore questo non lo può sopportare.  Tutte le grazie che riverso su di loro ogni giorno, scivolano via come sopra una roccia.  Non li posso sopportare, poiché non sono né buoni né cattivi.  Per questo ho fatto sorgere i conventi, perché venisse santificato il mondo per mezzo loro; da essi deve scaturire una potente fiamma d’amore e di sacrificio.  E se non si convertiranno e non si infiammeranno del primitivo amore, li consegnerò allo sterminio di questo mondo…  Come potranno sedere sul trono promesso, a giudicare il mondo, se le loro colpe sono più gravi di quelle del mondo, e senza penitenza e senza riparazione?  O cuore, che mi hai ricevuto la mattina e a mezzogiorno avvampi di odio contro di me sotto le forme più svariate! O cuore, ti ho forse scelto in modo particolare perché tu mi procurassi maggior sofferenze?  I grandi peccati del mondo feriscono il mio cuore quasi in superficie, ma i peccati di un’anima eletta mi trafiggono il cuore da una parte all’altra…  C’è anche  un gran numero di anime che mi amano molto, ma il mio cuore desidera essere amato da tutti e poiché il mio amore è grande, per questo li minaccio e li punisco” (pag. 560s).

“Nelle mie mani le anime elette sono delle luci che getto nelle tenebre del mondo e lo illumino.  Come le stelle illuminano la notte, così le anime elette illuminano la terra, e più un’anima è perfetta, maggiore è la luce che diffonde attorno a sé e più lontano arriva.  Può essere nascosta e sconosciuta perfino alle persone che le stanno più vicino, e tuttavia la sua santità si riflette sulle anime fin nelle più lontane plaghe del mondo” (pag. 528s).

“Dopo la comunione, Gesù mi ha detto:  Desidero unirmi con le anime umane; la mia delizia è unirmi con le anime.  Sappi, figlia mia, che quando nella santa comunione vengo in un cuore umano, ho le mani piene di grazie di ogni genere e desidero donarle all’anima, ma le anime non mi prestano nemmeno attenzione, mi lasciano solo e si occupano di altro.  Oh, quanto è triste per me che le anime non conoscano l’Amore!  Si comportano con me come con qualche cosa inerte” (pag. 460).

 

Vogliate cortesemente riflettere su queste pagine e darmene un riscontro.  Grazie.

E’ venuta l’ora in cui ci si rende conto che o si è santi o si è falliti per sé e per il mondo…

 

                                                                     Frate Francesco Tudda ofm

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